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Canicattini Bagni

La settimana santa a Canicattini Bagni vede come protagonisti due eventi ormai entrati nella tradizione popolare: la festa “ro SS. Cristu”, con grande devozione del popolo canicattinese, e “a paci paci” durante la domenica di Pasqua.

Venerdì santo – “U Santissimo Cristu

Il venerdì Santo, con la processione del SS. Cristo, è in assoluto il giorno più sentito dai canicattinesi. Il fercolo con l’Ecce Homo è portato a spalla, preceduto dallo stendardo nero e dalle “virgineddi” e dai “nuri” e seguito da tantissimi fedeli. La processione attraversa, mestamente, per 4-5 ore le strade principali del paese.
Una leggenda popolare narra che i floridiani furono accusati del furto, dalla Chiesa Madre di Canicattini, della statua in cartapesta, risalente al ‘600, dell’Ecce Homo e che furono costretti ad abbandonare perché divenne così pesante da non potere essere più trasportata. Al contrario di quello che accadde ai canicattinesi, quando, scoperto il furto, riportarono la statua, nuovamente leggera, in paese.
Momento tanto atteso da tutta la popolazione, e soprattutto dai canicattinesi emigrati, è il passaggio dalla via Garibaldi, e precisamente la sosta davanti il palazzo “ri Pinieddu”. In passato, in questo palazzo i portatori e i nuri erano invitati a bere qualcosa, “a vippita“, cioè un bicchiere di vino per riscaldarsi.

Ma l’aspetto peculiare della processione del venerdì santo canicattinese, è dato dalla presenza delle “virgineddi” e dei “nuri”. Questi ultimi sono degli uomini che, per voto o per grazia ricevuta, camminano scalzi e vestono di bianco con una mantellina rossa giallo-crociata o con un antico e pregiato scialle. In testa portano un fazzoletto annodato “a trinciettu” sul quale viene posto “u circu“, una corona intrecciata con tre verghe di legno, mentre al collo portano una corda di liamaintrecciata come un cappio. Ciascun “nuru”, ad imitazione di Cristo, porta in mano una canna alla cui estremità è infilato un santino dell’Ecce Homo con un fiocco rosso. Durante la processione i “nuri” intonano “u lamientu”, l’antico canto popolare polifonico. E’ in dialetto siciliano e rievoca i momenti della passione e morte di Gesù, si tramanda di padre in figlio e, recentemente, è stato iscritto nel registro delle Eredità Immateriali della Sicilia, il Libro delle pratiche espressive e dei repertori orali. “U capu nuru” è il solista che intona il canto, a seguire, risponde ogni “nuru” che riprende solo una parte della strofa. Queste le parole “ro lamientu”:

Vurria fari na navi ammienzu lu mari Tutta furriata ri uommini e ‘ncignieri,

San Paulu e San Pietru marinari San Gghiuvanni Battista timunieri. Maria passau ri na strata nova
La porta ri ‘nfirraru aperta era:
O buonu mastru chi sta fannu a st’ura? Fazzu na lancia e tri pungenti ciova.

O bonu mastru nun la fari a st’ura
ri nuovu ti la paiu la mastria.
O bona ronna nun lu puozzu fari: Unni c’è Gghesu cci miettunu a mmia.

O bonu mastru mmi nni runi nova, Unn’ è lu figghiu ri Maria?
O bona ronna si, ti rugnu nova lu stissu sangu t’ ampara la via

Maria ittau na vuci e s’ammantinni, quannu visti a sa figghiu alla cruci ca penni. O figghiu ri Maria scienni, scienni:
ca c’è la to mamma ca t’addifenni.

Biniricitimi Mamma e gghitivinni Ca lu ma cuorpo la cruci ‘ddifenni

Maria si misi supra nu scuogghiu Ciamatini a San Gghiuvanni e cca lu vupgghiu, quantu ci spiu ri l’amatu figghiu.

Ri niuru mi lu porta lu cummuogghiu Ora ci criru ch’è muortu ma figghiu.
Se l’acqua ri lu mari si fa uogghiu, vardatici lu venniri a ma figghiu.”

A questo canto di sole voci maschili viene alternata la supplica “re Virgineddi”, bambine vestite con una tunica bianca e con in testa una coroncina, che invocano il Cristo per propiziare il raccolto con queste parole:

“O Santissimu Cristu
La bon’annata na t’amannari Li campagni na t’bbiniriciri; Mio adorato, mio Gesù!”

 

Domenica di Pasqua – “a paci paci

La domenica di Pasqua, dopo la Santa Messa in Chiesa Madre, si svolge la tradizionale “paci paci”: l’incontro tra il Cristo Risorto e la Madonna Addolorata. Quest’ultima esce dalla Chiesa delle Anime Sante del Purgatorio, mentre quella del Cristo Risorto, dalla Chiesa Madre Santa Maria degli Angeli. Al primo incontro, davanti la Chiesa di Maria SS. Ausiliatrice (a chiesa ro Santuzzu), alla Madonna viene tolto il manto nero e lasciato quello azzurro e al grido “A Paci- Paci”, viene fatta incontrare col figlio Risorto. Il rito si ripeterà altre due volte, davanti alla Chiesa delle Anime Sante e alla Chiesa S. Maria degli Angeli (a chiesa Matrici).

 


Buccheri

Giunta alla sua XXI edizione, è un evento organizzato dall’associazione culturale U Passiu Santu di Buccheri, in collaborazione con la Parrocchia Sant’Ambrogio e il patrocinio del Comune. Una rappresentazione che mescola al suo interno fede e tradizione popolare, passione ed impegno, musica e poesia, il desiderio di fare di oltre cento buccheresi che per giorni si dismettono degli abiti feriali per entrare, attraverso l’arte del teatro e del canto dialettale, dentro il Mistero che da secoli ha toccato il cuore di ogni uomo, il Mistero del Dio-crocifisso.
Una sinergia di talenti che catturano lo sguardo verso scene dal fascino antico, create da abiti storici e coinvolgenti atmosfere, che circonda lo spettatore con musiche dalle polifonie attente a far risaltare i preziosi dialoghi scritti nell’antico dialetto Buccherese in rima, un linguaggio a volte perso nei rivoli del tempo, e sapientemente usato per essere “Cuntu” di una così sconvolgete verità. Momenti, attimi, a volte lunghi e tragici, altre volte tanto veloci da non riuscir a veder cadere il mantello di una Madre che incontra suo Figlio. Tutto ciò è U Passiu Santu, da vivere lungo le strade del borgo buccherese, che per quel giorno trasforma le sue piazze e le sue vie nelle stradine dell’antica Gerusalemme,
divenendo luogo mistico e sovrannaturale. Un evento da vedere almeno una volta nella vita, commentano gli spettatori che ogni anno si presentano nelle fila di un pubblico sempre più numeroso.

Venerdì Santo alle ore 21.00 – Rappresentazione teatrale vivente della Passione di Gesù nel tipico dialetto buccherese.

 

Augusta

Il programma delle celebrazioni pasquali di Augusta ricalca in effetti quanto avveniva in Sicilia durante il periodo della dominazione spagnola. La tradizione locale potrebbe essere datata sul finire del XVI secolo con l’istituzione delle Quarantore in preparazione alla grande solennità del Giovedì Santo. Nonostante le dinamiche del corso dei secoli e la revisione legata alle direttive conciliari del Vaticano II, il canovaccio è rimasto pressoché uguale.
Il giovedì precedente la domenica delle palme, nella vigilia dell’antica festività dei sette dolori, nella chiesa di S.Francesco si recitano i vespri e si intona lo Stabat Mater di anonimo augustano del 700 dinanzi il seicentesco simulacro dell’Addolorata (si tratta di una antica statua della tipologia da vestire. La vestizione avviene secondo un rituale che si perde nella notte dei tempi e prevede la partecipazione esclusiva di donne).
Il venerdì di passione si celebra la solenne festività dell’Addolorata con il panegirico.
Dalla domenica delle Palme inizia la grande Settimana Augustana. Nel pomeriggio in chiesa Madre viene esposto il SS. Sacramento per l’Adorazione con i turni di adorazione delle Confraternite che di fatto sono espressione delle antiche corporazioni d’arte e mestieri.
Dal pomeriggio della Domenica delle Palme alla tarda sera del mercoledì Santo tutte le Confraternite di Augusta, secondo un ordine prestabilito nei secoli, si recano in chiesa madre con le proprie insegne: abito penitenziale (tunica, cingolo, cappuccio e mantellina colorata che identifica la categoria) e il simulacro del S.Protettore.
I fercoli sono seguiti dalla banda musicale e preceduti da bambini vestiti da Santi comunemente venerati in Augusta (S.Giuseppe, S.Domenico, S.Antonio, S.Andrea) o dalla Vergine Maria (Immacolata, Addolorata, Provvidenza, Carmine, Rosario).
Il Giovedì Santo nella chiesa di S.Giuseppe viene esposto il simualcro del Cristo morto e la sera viene intonato il tradizionale Stabat Mater.
Durante la notte si rinnova il tradizionale rituale della “cerca” con due strumenti musicali: tromba e tamburo. Poco prima dell’alba del venerdì ha luogo la visita di adorazione all’Eucarestia esposta in tutte le chiese del centro storico da parte della Confraternita di S.Giuseppe che reca in processione un venerato simulacro del Cristo morto.
Nel pomeriggio la processione liturgica con il simulacro del Cristo morto a cura della Confraternita dell’Immacolata seguita dal simulacro dell’Addolorata.
La colonna sonora della lunga giornata del Venerdì Santo è costituita dalle marce eseguite dal corpo bandistico di Augusta. Si tratta di marce composte dai maestri che hanno diretto l’istituzione musicale nel corso del Novecento. Ogni marcia viene eseguita in un determinato punto del centro urbano essendo legata a personaggi o fatti che hanno caratterizzato la vita della città.
Con l’abolizione del rito della calata a tila (1928) la pasqua di Augusta si conclude con la breve procesisone del Cristo risorto ripristinata negli anni scorsi con la finalità di aggregare tutte le confraternite della città a conclusione di una settimana che le vede protagoniste indiscusse per quella che è rimasta l’unico momento sentito di autentica devozione e genuina pietà popolare.

 

 


Belvedere – presepe monumentale

“La Madonnina piange”. è il tema del sedicesimo Presepe Monumentale di Angelo Di Tommaso a Belvedere. L’esclamazione di Antonina Giusti, incredula e meravigliata, al marito Angelo Iannuso nella modesta casa in via degli Orti di San Giorgio a Siracusa il 29 Agosto del 1953, quando alzando lo sguardo verso il Quadretto di gesso posto a capo del letto vide scendere lacrime sul viso della Madonnina. Un tema scelto nel 25esimo anniversario … Continua a leggere Belvedere – presepe monumentale »

Melilli – Chiesa Madre

Sedicesima edizione del “Natale alla Matrice di Melilli”. Dal 2003, la comunità della Chiesa Madre di Melilli “San Nicolò Vescovo” ha vissuto in pienezza il tempo di Avvento attraverso una fervorosa operosità, frutto di fede, passione e tradizione, che ha visto una piena collaborazione nell’allestimento del “Presepe Monumentale popolare”, della “Mostra dei presepi dal Mondo” e di tanto altro. La preparazione dell’attività, ha da sempre visto … Continua a leggere Melilli – Chiesa Madre »

Augusta – San Giuseppe Innografo

Da tre anni, nel periodo Natalizio, Augusta accoglie un particolare appuntamento: il Presepe in stile Siciliano. Il primo anno, allestito nell’androne del Palazzo Comunale, da due anni presso la Chiesa di San Giuseppe Innografo (zona Monte Tauro), dove sarà allestito anche quest’anno. La particolarità di questo Presepe, che si arricchisce, di anno in anno, di nuove figure in terracotta, modellate dall’artista calatino Vincenzo Velardita, è … Continua a leggere Augusta – San Giuseppe Innografo »

Palazzolo Acreide – Chiesa Madre

Presepe vivente è organizzato dalla Pro Loco Palazzolo Acreide date: 25, 26, 29 dicembre 2019, 1, 5 e 6 gennaio 2020 Costo del biglietto € 1,50 Il presepe vivente sarà allestito all’interno della Chiesa dell’Annunziata di Palazzolo Acreide creando una suggestiva atmosfera impreziosita da eleganti abiti sacri e rinascimentali. Ulteriori informazioni e aggiornamenti nella pagina facebook presepe vivente Palazzolo Acreide  

Melilli – Convento frati minori cappuccini

Il presepe vivente di Melilli dal 2017 viene realizzato dall’associazione M.T.S. Melilli tradizioni e sapori presso il convento dei Frati Minori Cappuccini. La manifestazione del presepe vivente si svolge nei giorni: 26 e 28 Dicembre, 1 e 6 Gennaio dalle ore 18:00 con ingresso libero. Il presepe vivente nacque nel 1990/1991 per iniziativa del compianto sacerdote Fr. Enrico Abramo e della gioventù francescana (Gi. Fra). Nelle prime edizioni della maestosa iniziativa … Continua a leggere Melilli – Convento frati minori cappuccini »