Lunedì prossimo, 29 giugno, alle ore 18,30, nella Basilica Santuario della Madonna delle Lacrime, l’arcivescovo di Siracusa, mons. Francesco Lomanto presiederà la concelebrazione Eucaristica nel suo 40esimo anniversario di ordinazione presbiterale.
Nel corso della celebrazione ammetterà tra i candidati agli Ordini Sacri il seminarista Giuseppe Garofalo e conferirà il ministero del Lettorato al seminarista Giuseppe Fava.
“Queste immagini sono storie, sono domande, sono appelli. Il carcere non è altrove”. Nelle parole dell’arcivescovo di Siracusa, mons. Francesco Lomanto, il racconto della mostra fotografica “Ora d’aria” di Bianca Burgo, inaugurata nella Cappella Sveva del Palazzo Arcivescovile di Siracusa. Un percorso visivo che racconta con profondità e rispetto la vita detentiva, le fragilità, le attese e le possibilità di rinascita che abitano questi luoghi, frutto della collaborazione tra la Biblioteca Arcivescovile Alagoniana, l’Ufficio Diocesano di Pastorale Penitenziaria, la società Kairós e la cooperativa sociale L’Arcolaio.
“Le fotografie ci aiutano a superare la distanza, a rompere i pregiudizi, a riconoscere che la giustizia non è completa se non si apre alla misericordia, alla riabilitazione, alla speranza – continua l’arcivescovo -. Questa mostra ci introduce in un mondo che molti preferiscono non vedere: il mondo del carcere con i suoi volti, le sue ferite, le sue attese. La Chiesa, con umiltà e determinazione, desidera continuare a essere accanto a chi vive la fragilità, a chi ha sbagliato, a chi cerca una seconda possibilità. Perché la società che non sa rialzare chi è caduto è una società che smarrisce se stessa”.
Realizzato all’interno della casa circondariale di Piazza Armerina, il progetto racconta il carcere da una prospettiva insolita e profondamente umana. “Fotografie e lettere scritte dai detenuti, attraverso i quali Bianca Burgo esplora temi come la relazione, la memoria, la fragilità e la possibilità di trasformazione, restituendo volti, storie ed emozioni spesso invisibili – spiega don Helenio Schettini, direttore della Biblioteca Alagoniana -. All’interno della mostra i progetti portati avanti all’interno delle carceri: anche manufatti realizzati dai detenuti di Siracusa e Brucoli ed anche attraverso la cooperativa sociale l’Arcolaio”.
“Ora d’aria è un percorso visivo che racconta con profondità e rispetto la vita detentiva, le fragilità, le attese e le possibilità di rinascita che abitano questi luoghi – spiega don Andrea Zappulla, direttore dell’Ufficio Diocesano di Pastorale Penitenziaria -. Nasce con l’intento di offrire alla comunità ecclesiale, civile e istituzionale uno sguardo nuovo e più umano sulla realtà penitenziaria, favorendo riflessione, dialogo e responsabilità condivisa. La cura dei detenuti si fonda su tre convinzioni evangeliche fondamentali: la persona vale più del suo errore. Il male commesso non cancella l’immagine di Dio, anche quando è deturpata. La seconda: la misericordia non è debolezza. Al contrario, è la forza che permette di ricominciare, di assumersi la responsabilità, di riparare al male commesso. Infine la giustizia di Dio è sempre rigenerativa. Non si accontenta di punire: ma desidera trasformare. L’azione pastorale della Chiesa in carcere è animata e guidata dal profondo desiderio di cercare e trovare chi si è perduto lungo il cammino della vita. L’Ufficio ha sempre cercato di realizzare percorsi di rieducazione e riparazione avviando processi di sensibilizzazione e di riflessione. E’ un ponte tra coloro che si trovano o lavorano in carcere con il mondo esterno (istituzioni, parrocchie, società civile) al fine di favorire processi di rieducazione, risocializzazione e riparazione tra i responsabili di reato e le vittime di reato. L’Ufficio collabora con diverse realtà per favorire il reinserimento dei fratelli detenuti nel mondo del lavoro e nella società dopo aver finito di scontare la pena detentiva”.
Giovanni Pisano della cooperativa l’Arcolaio ha raccontato l’attività all’interno del carcere: “Facciamo vedere il carcere. Portiamo un po’ di carcere all’esterno – ha detto -. Da più di venti anni lavoriamo dentro la casa di reclusione di Cavadonna e gestiamo un laboratorio di produzione alimentare. Un laboratorio dove passano persone. E non solo imparano a fare i dolci, ma imparano a lavorare. Le statistiche del ministero della giustizia ci dicono che per chi lavora in questi ambienti la recidiva si abbassa notevolmente. Un risultato che ripaga dei sacrifici che facciamo”.
Infine Samantha Intelisano che ha curato la mostra: “Voglio ricordare che il direttore del carcere di Piazza Armerina quando abbiamo scattato le foto era Antonio Gelardi, venuto a mancare da poco, che era un direttore illuminato. Ed ha trasformato una sezione abbandonata: creando una biblioteca e un forno. Dando vita ad un corso per pizzaioli e ad un corso di ceramica. Infine uno studio di registrazione”. La Intelisano ha raccontato alcune delle fotografie presenti alla mostra: “L’altalena tra le sbarre realizzata da un detenuto che ne aveva salvato un altro che ha tentato il suicidio. L’altalena è il simbolo contro l’impiccagione. Foto realizzate all’interno della Biblioteca. Foto delle lettere nelle quali i detenuti parlano delle loro esperienze. E’ la realtà che vale la pena di conoscere”.
“Auguro di cuore a tutti di godere la gioia della forza dell’Eucaristia e della testimonianza di vita: «La partecipazione alle processioni eucaristiche – soprattutto da parte delle famiglie, dei bambini e dei giovani – sia una coraggiosa testimonianza di fede e ricordi a tutti che Dio è presente in mezzo al suo popolo e lo accompagna nella vita quotidiana»; «lasciamoci rafforzare da questo dono divino e diventiamo testimoni del suo amore per tutti coloro che incontriamo»“. Lo ha detto l’arcivescovo di Siracusa, mons. Francesco Lomanto, al termine della processione del Corpus Domini riprendendo le parole di Papa Leone XIV.
Migliaia di fedeli hanno preso parte alla celebrazione eucaristica nella Basilica Santuario della Madonna delle Lacrime, da dove è partita la processione che è terminata alla chiesa di San Tommaso al Pantheon.
“Nella prima lettera ai Corinti, San Paolo ci ha indicato l’amore concreto ed esistenziale che l’Eucaristia genera nella Chiesa – ha detto mons. Lomanto -. Secondo la significativa espressione di Sant’Agostino, l’Eucaristia è «sacramento di unità, vincolo di carità, pane della concordia» (In Io. Evang.26, 13-14).L’Eucaristia è «sacramento di unità» L’Eucaristia è la sorgente della vita della Chiesa, perché la Chiesa nasce con l’Eucaristia, si costruisce attraverso l’Eucaristia e si perfeziona vivendo l’Eucaristia come suo centro vitale. La Chiesa vive dell’Eucaristia fin dalle sue origini. In essa trova la ragione della sua esistenza, la fonte inesauribile della sua santità, la forza dell’unità e il vincolo della comunione, l’impulso della sua vitalità evangelica, il principio della sua azione di evangelizzazione, la sorgente della carità e lo slancio della promozione umana, l’anticipo della sua gloria nel banchetto eterno delle Nozze dell’Agnello (cf. Ap 19, 7-9). Il Cammino sinodaleha risvegliato«la coscienza di essere “popolo di Dio” (LG, II), ricordandoci che «la liturgia eucaristica è un importante alimento della fede. Spezzando insieme il pane si diventa sempre più corpo di Cristo che si riceve nell’Eucaristia» (Lievito di pace, 46)”.
L’arcivescovo, riprendendo il documento della Cei, Radicati e costruiti in Cristo, per l’attuazione del cammino sinodale, ha ricordato che “occorre riportare al centro il dono della fede, per vivere uniti a Cristo e in comunione con la Chiesa”.
Ed ancora l’Eucaristia è «vincolo di carità». “L’’impegno fondamentale dei fedeli è l’unione con Dio, perché l’intimità con Cristo conduce con sé la grazia che santifica, edifica e crea comunione. «Tutti gli uomini sono chiamati a questa unione con Cristo, che è la luce del mondo: da Lui veniamo, per mezzo suo viviamo, a Lui siamo diretti» (LG, 3). Il sacramento dell’Eucaristia ha un carattere sociale”.
Ed infine l’’Eucaristia è «pane della concordia». E riprendendo le parole del cardinale Parolin, aI congresso Eucaristico di Gioia Tauro del 2019: «Il mondo sta in piedi perché ci sono persone che amano davvero, che portano non solo il peso della propria vita, ma anche il peso della vita degli altri, che rinunciano ai propri successi e onori per lasciare spazio all’affermazione degli altri e al loro bene. […]. l’Eucaristia è una sorgente immensa di amore concreto. E se ripercorriamo la storia della carità in Occidente, cioè nella nostra cultura, possiamo rivedere quanto di questa carità ha avuto la sua sorgente nell’Eucaristia”.
L’arcivescovo di Siracusa, mons. Francesco Lomanto, nella solennità del Corpus Domini, ha indirizzato una lettera alle famiglie, ai catechisti, agli educatori, ai ragazzi e ai giovani che hanno intrapreso il cammino dell’Iniziazione Cristiana, invitando a vivere con fede, gioia e impegno il cammino dell’iniziazione cristiana, accogliendo Gesù Eucaristia nella propria vita quotidiana.
“Il Signore – scrive l’arcivescovo – ci attraversa con il suo sguardo d’amore e ci attira a Lui. Ora voi potete andare al Tabernacolo così come siete, con il vostro carico di paure e incertezze, ma anche con la speranza e i progetti più belli del vostro cuore. A chi si affida a Lui, Gesù dice: «Io sono qui!». A Gesù possiamo chiedere quella luce necessaria per realizzare le scelte importanti della vita e la forza per affrontare le situazioni difficili. Gesù ci rassicura dicendoci: «Io sono qui!». Con Gesù possiamo condividere la strada di ogni giorno, perché Egli sempre con noi e ci assicurerà: «Io sono qui con voi, sempre!»”.
L’arcivescovo Lomanto ha consegnato sette esortazioni: “Accogliete Gesù nel vostro cuore e rimanete in Lui”. Costruite con Lui un profondo rapporto di amicizia. Egli è il nostro vero amico e compagno di viaggio della vita. Lasciamoci incontrare da Lui. Cerchiamolo sempre, andiamo a trovarlo in chiesa, confidiamogli tutto. E poi Coltivate sempre la vostra innocenza di vita per essere semplici e veri con tutti. Custodite con gioia il candore del vostro animo. Il Signore vi chiede di conservare la purezza di cuore e di guardare con occhi limpidi per poterlo vedere”. La terza: “Ascoltate i consigli dei vostri genitori che vogliono sempre e solo il vostro bene. Aiutateli a svolgere il loro compito educativo, affinché la vostra famiglia sia il luogo dove abita l’amore di Dio”. La quarta: “Fuggite le cattive compagnie, i pericoli della vita e le tentazioni del mondo e rimanete alla presenza di Dio. Crescete in ogni cosa verso Dio. Vivete nel mondo con uno spirito nuovo. Non sentitevi inferiori a nessuno, perché noi siamo di Cristo. E poi Mostrate la saldezza della vostra fede. A chiunque vi dirà: «Dio non esiste. Che ci vai a fare in chiesa? Adeguati alla vita moderna. Pensa solo al divertimento. Che male c’è?». Io vi dico: Non abbiate paura di andare controcorrente e di stare vicini a Dio e alla Chiesa. Chi è vicino a Dio vive nella gioia della verità e della carità”.
La sesta esortazione: “Siate felici di camminare nella via di Dio. Rispondiamo prontamente alla sua chiamata e impegniamoci a costruire la civiltà dell’amore. Diciamogli di sì anche quando ci chiede scelte coraggiose”.
Ed infine: Siate operatori di pace. Di fronte alle difficoltà presenti che riguardano i giovani, gli adulti, le famiglie; dinanzi alla mancanza di lavoro, di pace e di serenità; davanti a uno stile di vita di disinteresse e disattenzione all’ordine pubblico e alla sicurezza della vita degli altri, impegniamoci tutti a crescere nella carità per il bene di tutti, per l’armonia, per la pace e la serena convivenza civile. Impariamo a passare dall’io al noi, camminando insieme, con intelligenza e con sacrificio, per divenire pienamente umani, per riscoprire l’immagine di Dio che è in noi”.
Sabato 23 maggio, alle ore 20.00, nella Basilica Santuario Madonna delle Lacrime a Siracusa, si terrà la Veglia di Pentecoste. L’arcivescovo Francesco Lomanto ha invitato le Comunità parrocchiali, le associazioni, i Gruppi diocesani e tutti i fedeli a organizzare una Veglia di Pentecoste unitaria in tutti i paesi dell’Arcidiocesi.
Domenica, 24 maggio, solennità di Pentecoste, si celebra la Giornata del Seminario sul tema “Meravigliatevi per ciò che Dio fa crescere”. L’arcivescovo Francesco Lomanto ha indirizzato a tutta la comunità diocesana una lettera: “Questa lieta ricorrenza ravvivi il generoso impegno di cura amorevole nei confronti dei nostri seminaristi. Lasciamoci ispirare dall’invito che il Santo Padre Leone XIV ha rivolto agli ordinandi durante l’omelia del 26 aprile nella Basilica di San Pietro: «Carissimi, uscite e trovate la cultura, la gente, la vita! Meravigliatevi per ciò che Dio fa crescere senza che voi l’abbiate seminato. Coloro per cui sarete preti – fedeli laici e famiglie, giovani e anziani, bambini e malati – abitano pascoli che dovete conoscere» (Papa Leone XIV, omelia in occasione delle ordinazioni presbiterali, IV domenica di Pasqua, 26 aprile 2026) Mi piace allargare questo invito non solo a tutti i presbiteri ma ad ogni singolo fedele. Incoraggio pertanto la nostra comunità diocesana a coltivare uno sguardo capace di gratitudine e meraviglia. Tutti, secondo la misura della grazia ricevuta, dobbiamo essere sempre pronti a collaborare responsabilmente con l’azione di Dio. Ritengo che “meravigliarsi per ciò che Dio fa crescere” significhi principalmente impegnarsi a riconoscere, accogliere e accompagnare i germi di vocazione che il Signore genera largamente e instancabilmente. Attraverso la cura responsabile di ogni singolo germoglio, metteremo al centro della nostra premurosa attenzione la creativa opera di Dio e ci disporremo a ricevere frutti di inedita bellezza.
La Vergine Maria e San Giuseppe suo sposo ispirino con il loro esempio la nostra comunità in questa preziosa azione di custodia. Vi ringrazio per i vostri propositi di bene e vi benedico di cuore”.
In allegato uno schema di Veglia da utilizzare per la preghiera comunitaria
“Riconosciamo l’utilità della tecnologia digitale e adottiamo un approccio sano ai vari sistemi emergenti, custodendo la dignità infinita della persona umana, «il livello più profondo della comunicazione, quello del rapporto tra persone umane», «i pilastri fondamentali della civiltà umana»”. Lo ha scritto l’arcivescovo metropolita di Siracusa, mons. Francesco Lomanto, delegato episcopale per la Cultura e le Comunicazioni Sociali della Conferenza Episcopale Siciliana, che ha inviato un messaggio alla vigilia della 60esima Giornata mondiale delle Comunicazioni sociali che si celebra domani, domenica 17, sul tema “Custodire voci e volti umani” titolo del messaggio di Papa Leone XIV.
“Siamo chiamati a non subire la rivoluzione digitale per ottenere velocità ed emozioni a discapito di comprensione ed approfondimento – si legge nel messaggio -. Il digitale ci invita a seguire il consenso, ed il rischio concreto e reale è una continua manipolazione del nostro pensiero. Sempre più in solitudine, ma dentro una massa di persone sconosciute che incontriamo nella rete, e sempre meno incontro e contatto con gli occhi e le parole dell’altro. Ci sta a cuore quanto possiamo realizzare noi con la nostra personalità, con il nostro senso critico e con la costruzione di vere relazioni umane e profonde amicizie”.
L’arcivescovo Lomanto ha invitato a “ritrovare la capacità di riflettere e non subire; vivere la grazia di stare insieme e non guardare individualmente uno schermo; sperimentare la gioia di crescere «in umanità e conoscenza, con un uso sapiente di strumenti così potenti a nostro servizio»; acquisire e trasmettere la percezione autentica della realtà evitando ogni forma di distorsione e alterazione della verità; guidare l’innovazione digitale non sottraendosi «alla propria responsabilità di fronte al futuro che stiamo costruendo»; cooperare, costruire insieme e «rendere effettiva una cittadinanza digitale consapevole e responsabile»; educare «ad aumentare le nostre capacità personali di riflettere criticamente»,«a permettere alle nostre famiglie, comunità e associazioni di elaborare criteri pratici per una più sana e responsabile cultura della comunicazione»”.
Infine l’arcivescovo ha concluso: “Custodiamo il volto di ogni uomo, la dignità della persona, «il dono della comunicazione come la più profonda verità dell’uomo, alla quale orientare anche ogni innovazione tecnologica», per affrontare concretamente la vita di ogni giorno, costruire nella verità le relazioni umane e sociali, proiettarci realisticamente verso l’avvenire che ci viene incontro e ancora verrà a visitarci come sacramento di Cristo”.
Sarà mons. Salvatore Rumeo, vescovo di Noto, a presiedere il Pontificale domenica 3 maggio per la festa del Patrocinio di Santa Lucia, patrona di Siracusa. La prima domenica di maggio si ricorda il miracolo del 1646 quando a Siracusa imperversava una carestia ed i siracusani chiesero aiuto alla patrona: dal mare arrivarono navi cariche di grano ed una colomba avvertì i fedeli riuniti in preghiera in Cattedrale.
I festeggiamenti prenderanno il via domani, domenica 26, alle ore 10.30 nella Basilica di Santa Lucia al Sepolcro, con la consegna delle Reliquie di Santa Lucia da parte della Deputazione della Cappella di Santa Lucia a fra’ Daniele Cugnata, parroco della Basilica Santa Lucia al Sepolcro. A seguire Santa Messa presieduta da fra’ Daniele Cugnata. Alle ore 19.00 Surrexit Dominus La settimana Santa in musica – Concerto a cura della Schola Cantorum Santuario Madonna delle Lacrime con le meditazioni di don Carlo Fatuzzo, all’organo il maestro Corrado Stefano Linares, direttore il maestro Giulio Mirto.
Sabato 2 maggio cerimonia della consegna delle chiavi da parte dei deputati al maestro di cappella e l’apertura della nicchia che custodisce il simulacro. Seguirà la messa presieduta da mons. Salvatore Marino, parroco della Cattedrale, e alle ore 11.30 l’accoglienza delle Reliquie di Santa Lucia da parte di fra’ Daniele Cugnata, parroco della Basilica di Santa Lucia al Sepolcro. Alle ore 12.00 la traslazione del simulacro dalla Cappella all’altare maggiore. Alle ore 19.00 la celebrazione eucaristica sarà presieduta da mons. Francesco Lomanto, arcivescovo di Siracusa. Tutti questi momenti saranno trasmessi in diretta streaming sulla pagina Facebook della Deputazione e sul canale You Tube della Deputazione della Cappella di Santa Lucia.
Domenica 3, alle ore 10.00, solenne concelebrazione eucaristica presieduta da mons. Salvatore Rumeo, vescovo di Noto, e concelebrata dall’arcivescovo Francesco Lomanto, e alle ore 12.00 il simulacro e le reliquie saranno portati in processione dalla Cattedrale alla Chiesa di Santa Lucia alla Badia, dove rimarranno per l’ottavario. Come tradizione avrà luogo anche il tradizionale lancio delle colombe.
Domenica 10 alle ore 18.30 la processione di rientro ed il simulacro e le reliquie torneranno in Cattedrale percorrendo le vie del centro storico.
L’arcivescovo di Siracusa, Francesco Lomanto, ha scritto a Papa Leone XIV per esprimergli la sua vicinanza dopo gli attacchi subiti dal presidente degli Stati Uniti. Il Santo Padre è in viaggio apostolico nel continente africano, “un delicato e appassionante viaggio apostolico, per confermare nella fede i fratelli di quelle terre che hanno visto l’alba dell’era cristiana” scrive mons. Lomanto nella sua lettera.
“All’inizio del Viaggio, Ella ha ricordato che «Dio desidera per ogni Nazione la pace: una pace che non è solo assenza di conflitto, ma espressione di giustizia e di dignità». Mentre Vostra Santità – continua la lettera -, di fronte all’inasprirsi dei conflitti bellici che attualmente interessano quasi un centinaio di Paesi nel Mondo, testimonia la forza del Vangelo con la mitezza di chi sa che «alla fine la giustizia trionferà sempre sull’ingiustizia, così come la violenza, al di là di ogni apparenza, non avrà mai l’ultima parola», e richiama, sin dall’inizio del Suo Pontificato, ad una «pace disarmata e disarmante», esortando tutti i fedeli ad unirsi alla Sua preghiera umile e perseverante, c’è, fra quanti hanno responsabilità politica, chi osa rivolgersi a Vostra Santità con toni ed argomenti del tutto inaccettabili che, con forza, riproviamo e condanniamo”.
L’arcivescovo Lomanto rinnova la vicinanza “di questa antichissima Chiesa di Siracusa che si associa alle Sue intenzioni di preghiera per la pace, riconoscendo che solo con la preghiera al Principe della pace si può infrangere la demoniaca catena del male, ponendo un argine «a quel delirio di onnipotenza che attorno a noi si fa sempre più imprevedibile e aggressivo». Siamo certi – ha concluso l’arcivescovo di Siracusa – che la mite fermezza del Suo Ministero gioverà a edificare il Regno di Dio in quella pace messianica preconizzata dai Profeti e che, nel Crocifisso Risorto, vede il suo mistico compimento”.
E infine si è rivolto a “Maria Santissima, Regina della Pace, che nel 1953 versò le Sue lacrime a Siracusa, unire le Sue lacrime alle nostre, affinché il Suo divin Figlio ci conceda la grazia di una «pace disarmata e disarmante»”.
Al via la nuova campagna dell’8xmille alla Chiesa cattolica. Negli spot Siracusa è protagonista con un progetto di accoglienza per famiglie immigrate.
Villa Mater Dei è un centro di accoglienza straordinaria, gestito dalla Fondazione Sant’Angela Merici, che offre una mano tesa a famiglie di immigrati, donne sole vittime di tratta e si occupa di casi fragili e particolarmente vulnerabili. Nata come monastero delle Carmelitane Scalze e successivamente trasformata in casa per ferie, oggi non si limita a fornire un riparo, ma offre un percorso di integrazione sociale e di autonomia personale. La struttura è stata aperta nel 2017, su iniziativa dell’arcivescovo Salvatore Pappalardo (oggi Arcivescovo Emerito) che accolse la richiesta dell’allora Prefetto di Siracusa affidando alla Fondazione Sant’Angela Merici, ente ecclesiastico senza scopo di lucro, l’avvio di un nuovo servizio di accoglienza per le persone più fragili del territorio.
Tra i protagonisti della nuova campagna di comunicazione dell’8xmille alla Chiesa cattolica Villa Mater Dei è un esempio concreto di come una semplice firma possa trasformarsi in una rete di accoglienza, dignità e speranza. La Casa, simbolo tangibile di solidarietà e inclusione, accoglie oggi 64 ospiti provenienti principalmente da Paesi africani. “Di questi, 22 sono bambini di età compresa tra i 3 mesi e i 16 anni. “Questa per noi – spiega don Alfio Li Noce, Presidente della Fondazione Sant’Angela Merici – è la scommessa maggiore, il nostro impegno prioritario perché li accompagniamo a una fase di crescita, scolarizzazione, inserimento attivo e creativo nel contesto sociale. La Casa è uno spazio pieno di vita e, quindi, di speranza grazie anche al supporto delle realtà operanti nel quartiere e degli abitanti”.
Non solo luogo di accoglienza, ma anche spazio di incontro e di dialogo interculturale. Questa la finalità di Villa Mater Dei, fortemente voluta dall’Arcidiocesi di Siracusa e che prosegue le sue attività su impulso dell’Arcivescovo Francesco Lomanto. La struttura può contare sulla sinergia con la prefettura, l’ufficio immigrazione della Questura e la collaborazione con l’ASP 8 di Siracusa, che ha realizzato al suo interno un ambulatorio medico che vede la presenza di un medico di medicina generale, un pediatra e un dermatologo. “Dietro l’accoglienza a Villa Mater Dei, risplendono i valori più profondi del Vangelo incarnati in gesti di amore e solidarietà. Questo luogo – aggiunge don Li Noce – è molto più di un rifugio temporaneo: è una casa che abbraccia con calore, dove ogni ospite accolto è riconosciuto come portatore di una dignità inviolabile. È un segno concreto dell’agire ecclesiale, per il quale siamo riconoscenti anche alla collaborazione e al sostegno dell’8xmille alla Chiesa cattolica italiana, una firma che fa davvero la differenza e che permette a questa struttura di esistere e a tanti fratelli che accogliamo di generare futuro e sostenersi nell’impegno della reciprocità. E il grazie lo vediamo e lo troviamo nei volti dei nostri bimbi e nelle famiglie che consegniamo alla seconda accoglienza”.
Con questo prezioso contributo, Villa Mater Dei può continuare a qualificare la propria offerta di ospitalità e a valorizzare gli spazi a disposizione della diocesi e del territorio, contribuendo a costruire reti di prossimità e percorsi di crescita umana e cristiana. Il centro si conferma così come un presidio stabile di accoglienza, di missione e di integrazione, in cui la firma dei contribuenti si traduce in servizi, cura delle persone e promozione del bene comune.
La Casa conta su un team di 20 operatori, coadiuvati da 8 ragazzi del servizio civile universale e da gruppi di volontari che si alternano, ai quali si aggiunge il prezioso supporto delle suore scalabriniane, dei fratelli maristi, dell’UNITALSI, dell’AVULS, dei Lions, del Rotary, della Caritas e dei gruppi Scout.
“Il centro rappresenta un porto sicuro per gli ospiti e quando arrivano – sottolinea Giuseppe Carta, coordinatore del centro – all’inizio sono insicuri perché non sanno quello che troveranno ma quando terminano il loro percorso se ne vanno contenti e lasciano un pezzo del loro cuore in questo posto. I fondi che sono arrivati dall’8xmille sono serviti a ristrutturare una mensa per poter accogliere tutti assieme gli ospiti”.
La struttura offre un accompagnamento nel cammino di inserimento e integrazione grazie anche alla presenza di diversi operatori dedicati, tra cui un educatore professionale, due mediatori culturali, due operatori sociali e un operatore di orientamento legale. “Possiamo dire che all’interno di Villa Mater Dei abbiamo tante lingue – racconta Emanuele Vasques educatore – religioni e culture diverse. Il mio obiettivo come pedagogista clinico all’interno della struttura è quello di creare collaborazioni e relazioni tra le persone. Grazie all’8xmille alla Chiesa cattolica abbiamo avuto l’opportunità di creare anche un centro di ascolto sociale, una biblioteca ed una ludoteca per i bambini”.
All’interno della struttura gli ospiti sono accompagnati con progetti personalizzati che coniugano dimensione sanitaria, educativa e sociale nel pieno rispetto delle diverse culture, etnie e fedi professate. Particolare attenzione viene riservata alla crescita dell’autonomia personale: i beneficiari collaborano attivamente e responsabilmente alle esigenze del centro e sono sensibili alla realtà che li circonda, dove non mancano di offrire il proprio supporto, la propria collaborazione sempre con disponibilità e desiderio di crescere e di potersi integrare.
“La permanenza nel Centro – conclude il presidente – mantiene un carattere necessariamente temporaneo. L’obiettivo del progetto è offrire non soltanto assistenza, ma veri e propri percorsi di inclusione sociale responsabilizzando i beneficiari, accompagnandoli nella ricerca di un’abitazione, di un’opportunità lavorativa e creando una rete sociale significativa”.
In 9 anni di attività sono state accolte e registrate 1.186 presenze, di cui 900, giunte per la prima volta in Italia, e 286 provenienti da successivi trasferimenti. Dei migranti accolti, 844 hanno abbandonato volontariamente il centro, rinunciando alle misure di accoglienza, mentre i rimanenti 342 sono stati inseriti nei progetti di seconda accoglienza (SIPROIMI/SAI).
Gli ospiti provengono principalmente da 2 Continenti (Africa e Asia) e sono di 26 diverse nazionalità: Afghanistan, Algeria, Bangladesh, Burkina Faso, Camerun, Costa D’Avorio, Egitto, Eritrea, Etiopia, Francia, Ghana, Guinea, Iraq, Iran, Libano, Libia, Mali, Marocco, Nepal, Nigeria, Pakistan, Sierra Leone, Siria, Somalia, Sudan, Tunisia.
Grazie all’8xmille alla Chiesa cattolica, dal 1990, ogni anno vengono realizzati migliaia di progetti, secondo tre direttrici fondamentali di spesa: culto e pastorale, sostentamento dei sacerdoti diocesani, carità in Italia e nei Paesi in via di sviluppo. Nel 2025 sono stati assegnati oltre 280 milioni di euro per interventi caritativi (di cui 150 destinati alle diocesi per la carità, 50 ad esigenze di rilievo nazionale e 80 ad interventi a favore dei Paesi più poveri). Accanto a queste voci figurano 384 milioni di euro per il sostentamento dei circa 31 mila sacerdoti che si spendono a favore delle comunità e che sono spesso i primi motori delle opere a sostegno dei più fragili. E oltre 350 milioni di euro per esigenze di culto e pastorale, voce che comprende anche gli interventi a tutela dei beni culturali ed ecclesiastici per continuare a tramandare arte e fede alle generazioni future oltreché rappresentare indirettamente un volano per l’indotto economico e turistico. locale.
L’8xmille è quindi un vero e proprio moltiplicatore di risorse e servizi che ritornano sul territorio a beneficio di tutti. “Firmare per la Chiesa cattolica – sottolinea Massimo Monzio Compagnoni, responsabile del Servizio per la promozione del sostegno economico alla Chiesa cattolica – significa far parte di un enorme circuito di solidarietà attraverso il quale è possibile portare aiuto a migliaia di persone, sia in Italia che nei Paesi più poveri del mondo”.
La celebrazione della Santa Pasqua ci doni la gioia di accogliere, di vivere e di testimoniare il mistero di Cristo Crocifisso e Risorto, che si rende presente in mezzo a noi, per vivere con noi, per donarsi a noi, per rimanere con noi.
Il Signore Risorto, ormai libero dai condizionamenti dello spazio e del tempo, ci chiama a vivere nel suo mondo e ci chiede di divenire segno vivo della sua presenza nel nostro mondo, perdonare il suo amore, perché Cristo è presente là dove c’è uno che ama.
La presenza del Risorto illumini la nostra vita e ci ricolmi di pace e di bene: ci doni di alleviare le crisi, le incertezze, le povertà, le inquietudini, le malattie, le violenze, le guerre; ci consenta di superare le tribolazioni, le sofferenze, le difficoltà; esaudisca i desideri di bene del nostro cuore,delle nostre famiglie e delle nostre comunità; ci sostenga nell’accogliere tutti, vicini e lontani, per costruire insieme e con tutti un futuro da fratelli.
Noi impegniamoci ad entrare sempre più nell’intimità dell’amore di Dio, per compiere con Lui gesti concreti di carità: aiutiamo a divenire pienamente umani, a vivere veramente da fratelli, ad essereevangelicamente figli della luce.
Viviamo da risorti per portare sempre e ovunque un raggio di Sole, un azzurro di Cielo, la luce del Vangelo, la pace del Risorto nella vita travagliata, complessa e a volte oscura degli uomini. La nostra vita di fede, la comunione con i fratelli e la testimonianza di carità siano per tutti l’augurio vivente di una Santa Pasqua di pace, di bene e di gioia. Vivissimi auguri a tutti e a ciascuno.
Il Signore Risorto sia sempre con voi!
Mons. Francesco Lomanto
Arcivescovo Metropolita di Siracusa