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Nella cappella Sveva inaugurata la mostra fotografica di Bianca Burgo

“Ora d’aria”, storie e appelli in carcere

“Queste immagini sono storie, sono domande, sono appelli. Il carcere non è altrove”. Nelle parole dell’arcivescovo di Siracusa, mons. Francesco Lomanto, il racconto della mostra fotografica “Ora d’aria” di Bianca Burgo, inaugurata nella Cappella Sveva del Palazzo Arcivescovile di Siracusa. Un percorso visivo che racconta con profondità e rispetto la vita detentiva, le fragilità, le attese e le possibilità di rinascita che abitano questi luoghi, frutto della collaborazione tra la Biblioteca Arcivescovile Alagoniana, l’Ufficio Diocesano di Pastorale Penitenziaria, la società Kairós e la cooperativa sociale L’Arcolaio.
“Le fotografie ci aiutano a superare la distanza, a rompere i pregiudizi, a riconoscere che la giustizia non è completa se non si apre alla misericordia, alla riabilitazione, alla speranza – continua l’arcivescovo -. Questa mostra ci introduce in un mondo che molti preferiscono non vedere: il mondo del carcere con i suoi volti, le sue ferite, le sue attese. La Chiesa, con umiltà e determinazione, desidera continuare a essere accanto a chi vive la fragilità, a chi ha sbagliato, a chi cerca una seconda possibilità. Perché la società che non sa rialzare chi è caduto è una società che smarrisce se stessa”.
Realizzato all’interno della casa circondariale di Piazza Armerina, il progetto racconta il carcere da una prospettiva insolita e profondamente umana. “Fotografie e lettere scritte dai detenuti, attraverso i quali Bianca Burgo esplora temi come la relazione, la memoria, la fragilità e la possibilità di trasformazione, restituendo volti, storie ed emozioni spesso invisibili – spiega don Helenio Schettini, direttore della Biblioteca Alagoniana -. All’interno della mostra i progetti portati avanti all’interno delle carceri: anche manufatti realizzati dai detenuti di Siracusa e Brucoli ed anche attraverso la cooperativa sociale l’Arcolaio”.
“Ora d’aria è un percorso visivo che racconta con profondità e rispetto la vita detentiva, le fragilità, le attese e le possibilità di rinascita che abitano questi luoghi – spiega don Andrea Zappulla, direttore dell’Ufficio Diocesano di Pastorale Penitenziaria -. Nasce con l’intento di offrire alla comunità ecclesiale, civile e istituzionale uno sguardo nuovo e più umano sulla realtà penitenziaria, favorendo riflessione, dialogo e responsabilità condivisa. La cura dei detenuti si fonda su tre convinzioni evangeliche fondamentali: la persona vale più del suo errore. Il male commesso non cancella l’immagine di Dio, anche quando è deturpata. La seconda: la misericordia non è debolezza. Al contrario, è la forza che permette di ricominciare, di assumersi la responsabilità, di riparare al male commesso. Infine la giustizia di Dio è sempre rigenerativa. Non si accontenta di punire: ma desidera trasformare. L’azione pastorale della Chiesa in carcere è animata e guidata dal profondo desiderio di cercare e trovare chi si è perduto lungo il cammino della vita. L’Ufficio ha sempre cercato di realizzare percorsi di rieducazione e riparazione avviando processi di sensibilizzazione e di riflessione. E’ un ponte tra coloro che si trovano o lavorano in carcere con il mondo esterno (istituzioni, parrocchie, società civile) al fine di favorire processi di rieducazione, risocializzazione e riparazione tra i responsabili di reato e le vittime di reato. L’Ufficio collabora con diverse realtà per favorire il reinserimento dei fratelli detenuti nel mondo del lavoro e nella società dopo aver finito di scontare la pena detentiva”.
Giovanni Pisano della cooperativa l’Arcolaio ha raccontato l’attività all’interno del carcere: “Facciamo vedere il carcere. Portiamo un po’ di carcere all’esterno – ha detto -. Da più di venti anni lavoriamo dentro la casa di reclusione di Cavadonna e gestiamo un laboratorio di produzione alimentare. Un laboratorio dove passano persone. E non solo imparano a fare i dolci, ma imparano a lavorare. Le statistiche del ministero della giustizia ci dicono che per chi lavora in questi ambienti la recidiva si abbassa notevolmente. Un risultato che ripaga dei sacrifici che facciamo”.
Infine Samantha Intelisano che ha curato la mostra: “Voglio ricordare che il direttore del carcere di Piazza Armerina quando abbiamo scattato le foto era Antonio Gelardi, venuto a mancare da poco, che era un direttore illuminato. Ed ha trasformato una sezione abbandonata: creando una biblioteca e un forno. Dando vita ad un corso per pizzaioli e ad un corso di ceramica. Infine uno studio di registrazione”. La Intelisano ha raccontato alcune delle fotografie presenti alla mostra: “L’altalena tra le sbarre realizzata da un detenuto che ne aveva salvato un altro che ha tentato il suicidio. L’altalena è il simbolo contro l’impiccagione. Foto realizzate all’interno della Biblioteca. Foto delle lettere nelle quali i detenuti parlano delle loro esperienze. E’ la realtà che vale la pena di conoscere”.

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Con San Sebastiano per una pace disarmata e disarmante

Tre giorni di spiritualità, riflessione e testimonianza con l’iniziativa “Con San Sebastiano per una pace disarmata e disarmante”, promossa dalla parrocchia Metropolitana “Natività di Maria SS.” e dal Comitato di San Sebastiano.

Dal 19 al 21, nella chiesa di Santa Lucia alla Badia, sarà eccezionalmente aperta la nicchia che custodisce il prezioso simulacro di San Sebastiano, patrono della Polizia Municipale e compatrono della città di Siracusa.

L’iniziativa intende offrire ai fedeli e alla cittadinanza un’occasione di preghiera e di riflessione sul tema della pace, ispirandosi alla testimonianza di San Sebastiano che, da soldato dell’esercito romano, divenne martire e testimone dell’amore cristiano.

Le celebrazioni prenderanno avvio venerdì alle ore 19.00 con l’apertura della nicchia e la celebrazione eucaristica presieduta da mons. Maurizio Aliotta, direttore dell’Ufficio Pastorale Diocesano per la Cultura e le Comunicazioni Sociali. Seguirà una riflessione corale sul tema “Sebastiano, da milite a testimone dell’amore”.

Sabato 20, alle ore 11.00 la solenne concelebrazione eucaristica sarà presieduta da mons. Francesco Lomanto, arcivescovo Metropolita di Siracusa, con la partecipazione del Corpo di Polizia Municipale del Comune di Siracusa e delle autorità civili e militari.

In serata, dopo la celebrazione delle ore 19.00, presieduta dal parroco della Cattedrale di Siracusa, mons. Salvatore Marino, si terrà l’incontro “Voci per la Pace. Parole, immagini e testimonianze”, momento di approfondimento e condivisione dedicato al valore della pace e dell’impegno civile.

Domenica 21 le celebrazioni conclusive accompagneranno i fedeli fino alla chiusura della nicchia del simulacro di San Sebastiano, prevista al termine della messa delle ore 19.00, presieduta da don Gianluca Belfiore, economo diocesano. La celebrazione delle ore 11.30 sarà invece presieduta dal vicario generale dell’Arcidiocesi di Siracusa, mons. Sebastiano Amenta.

Durante le giornate del 20 e 21 sarà distribuito ai partecipanti il tradizionale pane votivo di San Sebastiano.

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Nella cappella Sveva si inaugura la mostra fotografica di Bianca Burgo

“Ora d’aria”, dedicata alla vita in carcere

Venerdì 19 alle ore 10:30, nella Cappella Sveva del Palazzo Arcivescovile di Siracusa, sarà inaugurata la mostra fotografica “Ora d’aria” di Bianca Burgo, dedicata al tema del carcere. Un percorso visivo che racconta con profondità e rispetto la vita detentiva, le fragilità, le attese e le possibilità di rinascita che abitano questi luoghi.
La mostra è frutto della collaborazione tra la Biblioteca Arcivescovile Alagoniana, l’Ufficio Diocesano di Pastorale Penitenziaria, la società Kairós e la cooperativa sociale L’Arcolaio.
Ora d’aria nasce con l’intento di offrire alla comunità civile e istituzionale uno sguardo nuovo e più umano sulla realtà penitenziaria, favorendo riflessione, dialogo e responsabilità condivisa. All’inaugurazione parteciperà l’arcivescovo di Siracusa, mons. Francesco Lomanto. Saranno presenti don Helenio Schettini, direttore della Biblioteca Alagoniana, e don Andrea Zappulla, direttore dell’Ufficio Diocesano di Pastorale Penitenziaria.
Realizzato all’interno della casa circondariale di Piazza Armerina, il progetto racconta il carcere da una prospettiva insolita e profondamente umana. Attraverso fotografie e lettere scritte dai detenuti, l’autrice esplora temi come la relazione, la memoria, la fragilità e la possibilità di trasformazione, restituendo volti, storie ed emozioni spesso invisibili. Con uno sguardo delicato e rispettoso, Bianca Burgo invita il pubblico ad andare oltre i luoghi comuni e a incontrare le persone che abitano la realtà carceraria, in un percorso di ascolto e riflessione.
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The Swing Brucoli’s Brothers al Sacro Cuore di Augusta

The Swing Brucoli’s Brothers della casa di reclusione di Augusta si è esibita in occasione dei festeggiamenti del Sacro Cuore di Augusta.
Presenti i volontari dell’Ufficio Diocesano di Pastorale Penitenziaria, i Diaconi permanenti, i giovani della Azione Cattolica della parrocchia Sacro Cuore di Gesù di Augusta, i giovani della Gifra di Augusta, il Masci. “Un grazie alla direzione della casa di reclusione Augusta, ai magistrati di sorveglianza, a tutta l’area Trattamentale della casa di reclusione per aver sposato questa iniziativa ed aver fatto tutto il possibile perché si potesse realizzare – ha detto don Andrea Zappulla, direttore dell’Ufficio di Pastorale penitenziaria -. Un grazie alla maestra Mariagrazia Morello per aver magistralmente diretto la nostra strepitosa ed eccezionale The Swing Brucoli’s Brothers. É stata una serata segnata dalla gratitudine verso chi ci ha preceduto, dalla buona musica, dalla riflessione, dai tanti progetti realizzati e dai tanti sogni da realizzare insieme. Un grazie va a tutti coloro che numerosi ieri sera hanno accolto il nostro invito e ci hanno dato la carica per continuare a lavorare con gioia e con speranza certi del fatto che un futuro diverso é sempre possibile per tutti”.

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Don Gianluca nuovo parroco della chiesa di San Giovanni

Don Gianluca Gibilisco è il nuovo parroco della chiesa di San Giovanni Evangelista e San Marziano in Siracusa. Lo ha nominato l’arcivescovo mons. Francesco Lomanto. Prende il posto di don Giuliano Gallone che dopo dieci anni alla guida della parrocchia, andrà a ricoprire l’incarico di collaboratore nella chiesa di Santa Rita.
“Il mio cuore è colmo di emozione, gratitudine, e di una sana trepidazione – ha detto don Gianluca -. Entrare in questa comunità è un dono grande ed una grande responsabilità che accolgo con umiltà e fiducia nel Signore.  Sento una grande pace perchè so che sono qui per camminare insieme a voi come una famiglia. Arrivo per ascoltare, condividere gioie e fatiche, e stare accanto a chi soffre e a chi cerca una speranza.. Metterà tutto me stesso a servizio di questa comunità con i miei limiti e le mie fragilità ma anche con tutto l’amore che porto nel cuore”.

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Si presentano gli studi e i restauri sulla Cattedrale

Il restauro e la valorizzazione della Cattedrale di Siracusa non sono solo interventi tecnici, ma principalmente un tentativo di ricostruire la memoria storica e spirituale della Chiesa Siracusana. L’arte e l’architettura sacra sono strumenti di annuncio del Vangelo e di dialogo tra le generazioni, e testimoniano la continuità della fede e della cultura nel tempo.
Mercoledì 17 giugno, alle ore 19.00, nella Cattedrale di Siracusa, sarà presentato il volume: “Cattedrale di Siracusa – Studi ricerche e restauri”. La prefazione è di mons. Francesco Lomanto, arcivescovo di Siracusa. Contiene saggi di mons. Sebastiano Amenta; del prof. Paolo Giansiracusa; di Andrea La Rosa e Luigi Lombardo.
Interverranno alla presentazione mons. Sebastiano Amenta, vicario generale dell’Arcidiocesi di Siracusa; l’architetto Luciano Magnano, progettista; l’ing. Pietro Glorioso, progettista; il prof. Paolo Giansiracusa, direttore “Quaderni del Mediterraneo”; l’arcivescovo, mons. Francesco Lomanto. Modera l’incontro don Gianluca Belfiore.

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L'arcivescovo Lomanto al termine della processione del Corpus Domini

“Godiamo la gioia della forza dell’Eucaristia”

“Auguro di cuore a tutti di godere la gioia della forza dell’Eucaristia e della testimonianza di vita: «La partecipazione alle processioni eucaristiche – soprattutto da parte delle famiglie, dei bambini e dei giovani – sia una coraggiosa testimonianza di fede e ricordi a tutti che Dio è presente in mezzo al suo popolo e lo accompagna nella vita quotidiana»; «lasciamoci rafforzare da questo dono divino e diventiamo testimoni del suo amore per tutti coloro che incontriamo»“. Lo ha detto l’arcivescovo di Siracusa, mons. Francesco Lomanto, al termine della processione del Corpus Domini riprendendo le parole di Papa Leone XIV.
Migliaia di fedeli hanno preso parte alla celebrazione eucaristica nella Basilica Santuario della Madonna delle Lacrime, da dove è partita la processione che è terminata alla chiesa di San Tommaso al Pantheon.  

“Nella prima lettera ai Corinti, San Paolo ci ha indicato l’amore concreto ed esistenziale che l’Eucaristia genera nella Chiesa – ha detto mons. Lomanto -. Secondo la significativa espressione di Sant’Agostino, l’Eucaristia è «sacramento di unità, vincolo di carità, pane della concordia» (In Io. Evang.26, 13-14). L’Eucaristia è «sacramento di unità» L’Eucaristia è la sorgente della vita della Chiesa, perché la Chiesa nasce con l’Eucaristia, si costruisce attraverso l’Eucaristia e si perfeziona vivendo l’Eucaristia come suo centro vitale. La Chiesa vive dell’Eucaristia fin dalle sue origini. In essa trova la ragione della sua esistenza, la fonte inesauribile della sua santità, la forza dell’unità e il vincolo della comunione, l’impulso della sua vitalità evangelica, il principio della sua azione di evangelizzazione, la sorgente della carità e lo slancio della promozione umana, l’anticipo della sua gloria nel banchetto eterno delle Nozze dell’Agnello (cf. Ap 19, 7-9). Il Cammino sinodale ha risvegliato «la coscienza di essere “popolo di Dio” (LG, II), ricordandoci che «la liturgia eucaristica è un importante alimento della fede. Spezzando insieme il pane si diventa sempre più corpo di Cristo che si riceve nell’Eucaristia» (Lievito di pace, 46)”.
L’arcivescovo, riprendendo i
l documento della Cei, Radicati e costruiti in Cristo, per l’attuazione del cammino sinodale, ha ricordato che “occorre riportare al centro il dono della fede, per vivere uniti a Cristo e in comunione con la Chiesa”.

Ed ancora l’Eucaristia è «vincolo di carità». “L’’impegno fondamentale dei fedeli è l’unione con Dio, perché l’intimità con Cristo conduce con sé la grazia che santifica, edifica e crea comunione. «Tutti gli uomini sono chiamati a questa unione con Cristo, che è la luce del mondo: da Lui veniamo, per mezzo suo viviamo, a Lui siamo diretti» (LG, 3). Il sacramento dell’Eucaristia ha un carattere sociale”.

Ed infine l’’Eucaristia è «pane della concordia». E riprendendo le parole del cardinale Parolin, aI congresso Eucaristico di Gioia Tauro del 2019: «Il mondo sta in piedi perché ci sono persone che amano davvero, che portano non solo il peso della propria vita, ma anche il peso della vita degli altri, che rinunciano ai propri successi e onori per lasciare spazio all’affermazione degli altri e al loro bene. […]. l’Eucaristia è una sorgente immensa di amore concreto. E se ripercorriamo la storia della carità in Occidente, cioè nella nostra cultura, possiamo rivedere quanto di questa carità ha avuto la sua sorgente nell’Eucaristia”. 

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Lettera dell'arcivescovo Francesco Lomanto nella solennità del Corpus Domini

“Impariamo a passare dall’io al noi”

L’arcivescovo di Siracusa, mons. Francesco Lomanto, nella solennità del Corpus Domini, ha indirizzato una lettera alle famiglie, ai catechisti, agli educatori, ai ragazzi e ai giovani che hanno intrapreso il cammino dell’Iniziazione Cristiana, invitando a vivere con fede, gioia e impegno il cammino dell’iniziazione cristiana, accogliendo Gesù Eucaristia nella propria vita quotidiana.
“Il Signore – scrive l’arcivescovo – ci attraversa con il suo sguardo d’amore e ci attira a Lui. Ora voi potete andare al Tabernacolo così come siete, con il vostro carico di paure e incertezze, ma anche con la speranza e i progetti più belli del vostro cuore. A chi si affida a Lui, Gesù dice: «Io sono qui!». A Gesù possiamo chiedere quella luce necessaria per realizzare le scelte importanti della vita e la forza per affrontare le situazioni difficili. Gesù ci rassicura dicendoci: «Io sono qui!». Con Gesù possiamo condividere la strada di ogni giorno, perché Egli sempre con noi e ci assicurerà: «Io sono qui con voi, sempre!»”.
L’arcivescovo Lomanto ha consegnato sette esortazioni: “Accogliete Gesù nel vostro cuore e rimanete in Lui”. Costruite con Lui un profondo rapporto di amicizia. Egli è il nostro vero amico e compagno di viaggio della vita. Lasciamoci incontrare da Lui. Cerchiamolo sempre, andiamo a trovarlo in chiesa, confidiamogli tutto. E poi Coltivate sempre la vostra innocenza di vita per essere semplici e veri con tutti.  Custodite con gioia il candore del vostro animo. Il Signore vi chiede di conservare la purezza di cuore e di guardare con occhi limpidi per poterlo vedere”. La terza: “Ascoltate i consigli dei vostri genitori che vogliono sempre e solo il vostro bene. Aiutateli a svolgere il loro compito educativo, affinché la vostra famiglia sia il luogo dove abita l’amore di Dio”. La quarta: “Fuggite le cattive compagnie, i pericoli della vita e le tentazioni del mondo e rimanete alla presenza di Dio. Crescete in ogni cosa verso Dio. Vivete nel mondo con uno spirito nuovo. Non sentitevi inferiori a nessuno, perché noi siamo di Cristo. E poi Mostrate la saldezza della vostra fede. A chiunque vi dirà: «Dio non esiste. Che ci vai a fare in chiesa? Adeguati alla vita moderna. Pensa solo al divertimento. Che male c’è?». Io vi dico: Non abbiate paura di andare controcorrente e di stare vicini a Dio e alla Chiesa. Chi è vicino a Dio vive nella gioia della verità e della carità”.
La sesta esortazione: “Siate felici di camminare nella via di Dio. Rispondiamo prontamente alla sua chiamata e impegniamoci a costruire la civiltà dell’amore. Diciamogli di sì anche quando ci chiede scelte coraggiose”.
Ed infine: Siate operatori di pace. Di fronte alle difficoltà presenti che riguardano i giovani, gli adulti, le famiglie; dinanzi alla mancanza di lavoro, di pace e di serenità; davanti a uno stile di vita di disinteresse e disattenzione all’ordine pubblico e alla sicurezza della vita degli altri, impegniamoci tutti a crescere nella carità per il bene di tutti, per l’armonia, per la pace e la serena convivenza civile. Impariamo a passare dall’io al noi, camminando insieme, con intelligenza e con sacrificio, per divenire pienamente umani, per riscoprire l’immagine di Dio che è in noi”.
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Convegno biblico diocesano

La Chiesa negli Atti degli Apostoli

Da martedì 9 a giovedì 11 giugno si celebra il Convegno Biblico Diocesano denominato col motto episcopale Enarrare Mirabilia Dei di mons. Giuseppe Costanzo, arcivescovo di Siracusa dal 1989 al 2008.
Il Convegno, sul tema “La Chiesa negli Atti degli Apostoli”, si svolgerà nel centro convegni della Basilica Santuario Madonna delle Lacrime di Siracusa, dalle ore 18.30 alle 20.00.
Martedì, don Aurelio Roberto Russo, Rettore del Santuario della Madonna delle Lacrime, che ha ricoperto il ruolo di segretario particolare di mons. Costanzo dal 1994 al 2008, presenterà la tematica de “Gli Atti degli Apostoli nell’insegnamento di Mons. Giuseppe Costanzo”; mentre don Carlo Fatuzzo tratterà il tema “Dall’Ascensione alla Pentecoste: la Chiesa orante con Maria la madre di Gesù”.
Mercoledì 10, “La vita della Chiesa nascente”, è il tema che sarà sviluppato dalle relazioni di fra Gaetano La Speme e mons. Maurizio Aliotta.
Infine giovedì 11, “Sinodalità e missione della Chiesa apostolica” è il tema sul quale si concentreranno le relazioni di don Nisi Candido e don Luca Saraceno.
Il Convegno, aperto a tutti, ha l’obiettivo di approfondire lo studio del Libro degli Atti degli Apostoli che ha segnato la storia della Chiesa sin dai primi passi della Comunità cristiana. Sarà presente l’arcivescovo di Siracusa mons. Francesco Lomanto.
Il convegno è promosso dall’Ufficio per la pastorale della Cultura e delle Comunicazioni Sociali e dall’Ufficio Catechistico, dalla scuola di formazione teologica di base e dall’Istituto superiore di Scienze religiose “San Metodio”.

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Convegno regionale della Pia Unione di Santa Rita

Martedì 2 giugno, si terrà nella Basilica Santuario Madonna delle Lacrime il Convegno Regionale della Pia Unione di Santa Rita. Per l’occasione i fedeli potranno visitare anche la Cripta del Santuario, che dopo i sondaggi previ ai lavori di ristrutturazione – grazie al generoso lavoro dei volontari – è stata ripulita e resa disponibile per la preghiera.

Il programma prevede alle 9,00 l’accoglienza dei gruppi. Alle 9.30 la coroncina a Santa Rita e alle 10.00 la conferenza di padre Fabrizio Barbosa, priore dei Servi della Misericordia della Copiosa di Mussomeli su “Il perdono come via concreta verso la pace”.
Alle 12.00 la solenne celebrazione eucaristica presieduta da mons. Francesco Lomanto, arcivescovo di Siracusa.

Alle 15.00 concerto per la pace e alle 16.00 processione con il simulacro di Santa Ritra che si venera nella chiesa di San Sebastiano a Vizzini.

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