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Pellegrinaggio delle famiglie della Metropolia di Siracusa

La famiglia è un dono e un compito

Domenica 25 ottobre, a Noto (Siracusa), pellegrinaggio delle famiglie della Metropolia di Siracusa, che comprende l’Arcidiocesi di Siracusa e le Diocesi di Ragusa e Noto.

Il tema scelto è “La famiglia è un dono e un compito: quale speranza per la Società e la Chiesa“.

Il ritrovo alle ore 9:30, alla villa comunale di Noto, da dove partirà un pellegrinaggio verso la Basilica Cattedrale. “Sarà un’occasione per riscoprire insieme la bellezza di una vocazione che partecipa pienamente alla vita della Chiesa, offrendo un contributo prezioso a costruire una società migliore“ ha scritto l’arcivescovo di Siracusa monsignor Francesco Lomanto.

Alle ore 12:00 celebrazione eucaristica presieduta da monsignor Salvatore Romeo, Vescovo di Noto. Conclusioni di monsignor Giuseppe La Placa, Vescovo di Ragusa.

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Esposizione delle reliquie di San Giovanni Paolo II

Giovedì 22 ottobre, dalle ore 16.30 alle ore 19.00, nel Santuario di Siracusa, i fedeli potranno venerare le reliquie di San Giovanni Paolo II che il 5 e il 6 novembre 1994 giunse a Siracusa per consacrare e dedicare il Tempio alla Madonna delle Lacrime.
Le reliquie del Santo Papa, che saranno esposte in Santuario, al cospetto della Madonna delle Lacrime, sono contenute in un busto reliquiario realizzato e donato al Santuario dal professor Tanino Golino. Nello specifico si tratta di un lembo di tessuto della talare bianca, una goccia di sangue e parti dei capelli. L’opera raffigura Giovanni Paolo II curvo e aggrappato alla Croce, con una postura e un’immagine intensa che richiama la testimonianza di fede e di abbandono a Cristo offerta dal Pontefice durante il suo lungo pontificato.
Il Santuario della Madonna delle Lacrime – nella memoria liturgica di Giovanni Paolo II – rinnova la propria gratitudine al Santo Papa per il ricco e significativo magistero offerto alla Chiesa sul significato delle Lacrime della Madre di Dio.

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Anniversario dell’Ordinazione Episcopale di mons. Lomanto

Sabato 24 ottobre, alle ore 18.00, l’arcivescovo di Siracusa, mons. Francesco Lomanto, celebrerà nel Santuario della Madonna delle Lacrime la Santa Messa, nel VI anniversario di ordinazione Episcopale.
La Comunità del Santuario si unisce alla preghiera di ringraziamento e di lode a Dio e invoca la protezione della Madonna delle Lacrime per il prezioso ministero pastorale a vantaggio dell’Arcidiocesi di Siracusa.
Le parrocchie dell’Arcidiocesi di Siracusa, non potendo partecipare alla celebrazione del 24, che coincide con il giorno di sabato, si sono date appuntamento a venerdì 6 novembre 2026, per celebrare la gratitudine del VI Anniversario di Episcopato di Mons. Francesco Lomanto, il quale delineerà il programma del nuovo anno pastorale.

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Ogni atto del processo sia esercizio di competenza e di coscienza

“Lo spirito che deve caratterizzare l’operato giudiziale nella Chiesa è quello di mettere in campo competenza, rispetto delle norme canoniche, delle procedure, ma non dimenticare mai che dietro ad un numero di protocollo ci sono delle persone, delle storie, spesso caratterizzate da ferite, attese, speranze, delusioni, lacrime“. Lo ha detto il vicario giudiziale don Giuseppe Gurciullo all’inaugurazione dell’anno giudiziario del Tribunale Ecclesiastico Metropolitano dell’Arcidiocesi di Siracusa.

Nel salone San Zosimo del Palazzo Arcivescovile, prima la giornata di studi dedicata agli operatori del diritto su un capo di nullità matrimoniale sancito al can. 1095 del Codice di diritto canonico, alla presenza di mons. Francesco Viscome, e mons. Vito Angelo Todisco, entrambi prelati uditori della Rota Romana.
Poi l’inaugurazione dell’anno giudiziario: dopo l’introduzione di don Andrea Zappulla, i saluti di mons. Francesco Lomanto, Arcivescovo di Siracusa: “L’apertura costituisce un momento importante. Anche per rinnovare la consapevolezza della missione del Tribunale, parte viva della Chiesa che partecipa alla missione di annunciare il Vangelo e servire la verità. Il tribunale è chiamato ad accertare i fatti e pronunciare decisioni giuste, tuttavia tale funzione possiede una intrinseca dimensione pastorale. Nelle cause riguardanti la validità del matrimonio il Tribunale incontra uomini e donne che chiedono alla Chiesa quale sia la loro condizione dinanzi a Dio e alla comunità ecclesiale. A ciascuno va assicurato un ascolto attento, rispettoso e libero da pregiudizi. L’indole pastorale del Tribunale si esprime nell’accoglienza, nella competenza, nella discrezione e nell’attenzione alle condizioni personali di quanti si rivolgono alla giustizia ecclesiale. A conclusione del procedimento nessuno dovrebbe essere lasciato solo. C’è bisogno di un accompagnamento umano e spirituale“.

E’ seguita l’introduzione di don Giuseppe Gurciullo: “Dietro ad ogni storia non di rado ci sono anche sensi di colpa, la presenza dei figli che devono essere tutelati e custoditi. C’è una storia complessa. Allora l’operato giudiziario nella Chiesa se da un lato deve sempre cercare di essere quanto più fedele alle norme processuali, dall’altro non può dimenticare che la ricerca della verità deve essere coniugata con la carità cristiana“.

Quindi la prolusione su “Fede e Sacramenti: la rilevanza nel matrimonio” di mons. Alejandro Arellano Cedillo, Decano della Rota Romana. “Quale volontà è necessaria per costituire davvero il matrimonio che, tra battezzati, è sacramento? Non si tratta di diminuire l’importanza della fede ma di individuare con rigore il luogo della sua possibile rilevanza giuridica. Quattro verità devono rimanere unite. La fede appartiene alla pienezza della vita sacramentale; il matrimonio possiede una consistenza naturale e un contenuto oggettivo che precedono la fede personale dei contraenti; tra battezzati un matrimonio validamente costituito è inseparabilmente sacramento; il consenso costituisce il vincolo e rimane il punto al quale deve risalire il giudizio sulla validità. Isolare una sola di queste verità produce deformazioni opposte: o una visione del sacramento senza la libertà o un giudizio incapace di riconoscere l’influsso che la visione della vita può esercitare sulla volontà. Quando si aprono gli atti di una causa matrimoniale, si entra in una storia che si è già svolta e che viene raccontata alla luce del suo esito. Vi sono parole che la vita ha smentito, ma che furono sinceramente pronunciate e vi sono parole che sembravano promettere tutto, mentre celavano una decisione diversa. Il giudice deve accertare quale delle due realtà emerga dagli atti. Il giudice ecclesiastico cerca, accerta e dichiara nei limiti propri della giurisdizione e secondo la certezza richiesta dal diritto“.

Mons. Alejandro Arellano Cedillo ha concluso con un riferimento alla patrona della Diocesi: “Qui a Siracusa, città la cui memoria cristiana custodisce la luminosa testimonianza di Santa Lucia, l’immagine della luce può accompagnare la conclusione della nostra riflessione. La luce non muta la realtà delle cose per renderla più gradita allo sguardo permette di riconoscerle per ciò che sono. Così la fede illumina la verità del matrimonio senza sostituire la libertà che lo costituisce; e così la giustizia della Chiesa deve illuminare la vicenda umana senza alterare la verità che è chiamata a dichiarare. La luce della fede non dispensa il giudice dalla prova; gli ricorda perché la prova merita di essere cercata con scrupolo e rispetto. Con questo auspicio si apre il nuovo anno giudiziario: che ogni atto del processo sia esercizio di competenza e di coscienza, ogni decisione testimonianza di indipendenza e prudenza, ogni incontro con le parti espressione di autentica dignità ecclesiale. E che il servizio della giustizia sappia sempre custodire ciò che nella promessa matrimoniale viene affidato alla Chiesa: non soltanto una parola pronunciata, ma la verità di due libertà che in un giorno della loro storia hanno inteso donarsi reciprocamente per tutta la vita“.
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Sylvain Piron presenta “Francesco e i suoi fratelli”

Giovedì 22 ottobre, alle ore 18.00, nella Chiesa di San Pietro (via San Pietro 18 a Siracusa), lo Studio Teologico “San Paolo” di Catania presenta il volume Francesco e i suoi fratelli di Sylvain Piron, docente all’École des Hautes Études en Sciences Sociales di Parigi. L’incontro sarà introdotto  da padre Rosario Lo Bello, docente di Storia della Teologia allo Studio Teologico “San Paolo”. Interverrà l’autore. Modera la scrittrice Mila Caldarella. Un confronto su Francesco, uomo e santo, avanguardia spirituale che non si separa mai dalla vita quotidiana.

Una ricostruzione della vita di san Francesco e dei suoi seguaci scritto da uno dei più accreditati storici del Medioevo, nonché il più importante esperto di francescanesimo in Europa.

Francesco d’Assisi è l’unico santo cristiano davvero universale, in cui tutte le tradizioni spirituali possono riconoscersi e il cui esempio parla anche ai non credenti. In un tempo di guerre, di devastazione ambientale, di consumo eccessivo e di avidità finanziaria, il suo messaggio di pace e di umiltà, di distacco dai beni materiali, di affetto per gli alberi e per gli animali e di rispetto per ogni creatura ha buone ragioni per risuonare con forza ancora maggiore. Vista la radicalità con cui Francesco si spese in tutte queste direzioni, simili riletture sono del tutto legittime; saranno tanto più fondate quanto più la loro fonte d’ispirazione verrà invocata a ragion veduta. Immergersi nella vita di Francesco, nei suoi scritti e nella loro risonanza non ci distoglie dal presente: ci fa sentire, anzi, la necessità che oggi rinascano miriadi di movimenti simili al suo.

Per questo Francesco e i suoi fratelli. Una biografia di Sylvain Piron (Sellerio) non è soltanto un saggio storico, ma anche un invito a meditare sull’attualità della proposta francescana in un mondo disincantato.

Sylvain Piron
Sylvain Piron (Parigi, 1967), specialista di francescanesimo e di movimenti spirituali dissidenti, insegna Storia medievale all’École des hautes études en sciences sociales, dove fa parte del gruppo di ricerca fondato da Jacques Le Goff. Dirige la rivista Oliviana ed è editore della casa editrice Vues de l’esprit. Tra gli altri, ha pubblicato Dialettica del mostro (Adelphi, 2019), con cui ha vinto il Grand Prix des Rendezvous de l’histoire.

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In dialogo con Lucia alla Villa del Seminario

Domenica prossima, 18 ottobre, dalle ore 9.30, nella Villa del Seminario a Canicattini Bagni (Siracusa), nell’ambito degli incontri di formazione spirituale “In dialogo con Lucia” la Deputazione della Cappella di Santa Lucia promuove un momento di comunione, formazione e fraternità.
Il programma prevede alle ore 9.30 l’accoglienza dei partecipanti. Alle ore 10.00 l’incontro presieduto da mons. Sebastiano Amenta, vicario generale dell’Arcidiocesi di Siracusa. Alle ore 12.00 la celebrazione della santa messa. Alle 13.30 pranzo a sacco. Ogni partecipante potrà portare il proprio pranzo e condividerlo con gli altri. L’incontro terminerà alle ore 16.30.

“La Deputazione da tempo promuove un ciclo di incontri di formazione spirituale per tutti i devoti. Un’iniziativa che contribuisce a creare un percorso personale e comunitario di cura e diffusione della devozione verso la nostra santa patrona – ha spiegato il presidente della Deputazione della Cappella di Santa Lucia, avv. Sebastiano Ricupero -. Domenica sarà anche un momento di festa perchè ci ritroveremo insieme per ascoltare le parole del nostro vicario e per condividere insieme il pranzo”.

Per informazioni è possibile scrivere un’email a info@deputazionecappelladisantalucia.it

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Uno in Cristo, uniti nella missione

Domenica 18 ottobre si celebra la 100esima Giornata Missionaria Mondiale: cento anni di preghiera, di annuncio, di condivisione e di attenzione alla missione della Chiesa nel mondo. “Un traguardo importante, che vogliamo vivere non soltanto come una ricorrenza, ma come una ripartenza” ha detto il direttore del Centro Missionario Diocesano, don Salvatore Musso.
Il tema scelto da Papa Leone XIV è: “Uno in Cristo, uniti nella missione”. “Una frase semplice, ma che dice molto: la missione comincia quando ci scopriamo uniti in Cristo e disponibili a lasciarci mandare da Lui”.
Sabato 17, Festa e Veglia Missionaria, a Sortino. “Sarà una occasione per pregare, ascoltare testimonianze, condividere la gioia della fede e, soprattutto, sentirci parte di una Chiesa che guarda oltre i propri confini e non smette di annunciare il Vangelo. Vorremmo che fosse una festa di tutta la nostra Diocesi: parrocchie, famiglie, giovani, consacrati, associazioni. confraternite” ha concluso don Salvo.
Il programma della giornata prevede alle ore 15.30, raduno e accoglienza presso la villa comunale di Sortino; alle ore 16.00 itinerario missionario con testimonianze, mostra missionaria e festa insieme. Alle ore 19.00 presso il Collegio di Maria cena in condivisione. Alle ore 20.30 arrivo in Chiesa Madre, prove dei canti e preparazione Veglia. Alle ore 21.00 inizio della veglia missionaria diocesana presieduta dall’Arcivescovo mons. Francesco Lomanto, con la presenza di padre Pietro Ciuciulla, superiore provinciale dei Missionari Comboniani in Italia.


In occasione della 100esima Giornata Missionaria Mondiale,
l’arcivescovo Lomanto ha inviato un messaggio alla comunità diocesana.

“Cento anni fa qualcuno ebbe un’intuizione grande: riunire tutta la Chiesa, un giorno all’anno, attorno alla missione. Da allora, di domenica in domenica, di generazione in generazione, quel fiume non si è mai fermato. Ha portato il Vangelo nelle foreste e nelle periferie, ha sostenuto migliaia di missionari e missionarie, ha intrecciato le nostre comunità con Chiese sorelle in ogni angolo della terra”.
L’arcivescovo ha ricordato che “la missione non è affare di pochi coraggiosi che sono partiti per terre lontane. E il compito di tutti i battezzati. E il tuo compito, è il mio compito, è il compito della nostra Chiesa di Siracusa. Papa Leone XIV ci ha consegnato per questa centesima Giornata un tema significativo ed esigente: Uno in Cristo, uniti nella missione. Sono le parole che Gesù stesso ha pregato la notte prima di morire: «Perché tutti siano una sola cosa; come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch’essi in noi» (Gv 17,21). Pensate: nell’ora più drammatica della sua vita, Gesù non chiede successo, non chiede numeri, non chiede strutture. Chiede unità. Perché sa che è lì che si gioca tutto: il mondo crederà se vedrà uomini e donne che si vogliono bene davvero, che si riconciliano, che portano i pesi gli uni degli altri.
Non possiamo annunciare l’amore se non ci amiamo. Non possiamo dire «Dio è Padre» se non ci trattiamo da fratelli. L’unità non è un optional per perfezionisti: è la condizione della missione. Ma attenzione: essere «uno in Cristo» non significa essere tutti uguali, appiattiti, uniformi. Significa essere tralci della stessa vite (cf. Gv 15,4), ciascuno con il proprio frutto, il proprio carisma, la propria storia.
C’è il catechista che ogni settimana apre il cuore dei ragazzi al Vangelo; c’è la nonna che ogni sera affida le missioni al suo rosario; c’è il giovane che nel gruppo sportivo o all’Università vive la fede senza vergognarsene; c’è chi soffre in un letto di ospedale e offre quella sofferenza per chi annuncia Cristo dall’altra parte del mondo. Nessuno è estraneo, nessuno è indifferente, nessuno è troppo piccolo. Una comunità che si chiude in se stessa, che custodisce la fede come una proprietà privata, lentamente si spegne. La missione comincia sulla porta di casa: nel condominio dove abiti, nella scuola dei tuoi figli, nel posto di lavoro, nel bar dove prendi il caffè, nella periferia che sembra dimenticata da tutti. Lì ci sono volti che aspettano – magari senza saperlo – una parola di speranza, uno sguardo accogliente, una presenza che non giudica. Non serve essere specialisti: serve essere discepoli che amano. E poi c’è la missione che varca i confini, e che anche la nostra Chiesa siracusana vive con una generosità che mi riempie di gratitudine e di orgoglio (che è riconoscenza a Dio), e che siamo chiamati a far crescere sempre di più come segno di fraternità in un mondo lacerato da contrapposizioni. Su questa terra è passato San Paolo, e il Vangelo ha cominciato a circolare qui quando altrove non era ancora arrivato. Il sangue di San Marciano e di Santa Lucia ha irrigato questa fede. E la Madre di Gesù, con le sue Lacrime, ha voluto ricordarci che il cielo non è lontano dai nostri dolori.
Una Chiesa, con una storia così, non può vivere rintanata: è nata per costruire ponti, per incontrare, per annunciare. Perciò, carissimi, in questa Giornata non vi chiedo qualcosa di straordinario. Vi chiedo, unendo la mia voce all’appello del Santo Padre, tre gesti semplici che possono cambiare tutto.
Pregate. Prendete il santo rosario – come faceva la Beata Pauline Jaricot, che duecento anni fa inventò il Rosario Vivente proprio per le missioni – e affidate al Signore i missionari e le missionarie, le Chiese perseguitate, i giovani che cercano un senso. E chiedete al Padre il coraggio delle vocazioni missionarie: che anche dalla nostra terra, magari dalla vostra famiglia, possa levarsi un «eccomi, manda me».
Testimoniate. Non con discorsi complicati, ma con la vita: con la riconciliazione in famiglia, con l’onestà sul lavoro, con la gentilezza verso chi è solo, con la gioia di chi sa di essere amato da Dio. La missione più convincente è quella che non fa rumore e non si arrende.
Donate. L’offerta della Giornata non è una colletta tra le tante: è il modo concreto con cui il Papa sostiene, attraverso le Pontificie Opere Missionarie, le Chiese più povere del mondo. Anche un piccolo dono, fatto col cuore, diventa un abbraccio che arriva lontano”

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Inaugurazione dell’anno giudiziario del Tribunale Ecclesiastico

Oggi, alle ore 17.00, nel salone San Zosimo del Palazzo Arcivescovile, inaugurazione dell’anno giudiziario del Tribunale Ecclesiastico Metropolitano dell’Arcidiocesi di Siracusa. Dopo il saluto di mons. Francesco Lomanto, Arcivescovo di Siracusa, e l’introduzione del vicario giudiziale don Giuseppe Gurciullo, la prolusione su “Fede e Sacramenti: la rilevanza nel matrimonio” sarà di mons. Alejandro Arellano Cedillo, Decano della Rota Romana.

L’inaugurazione di oggi pomeriggio segue la giornata di studi che si è svolta ieri dedicata agli operatori del diritto su un capo di nullità molto richiesto nei Tribunali ecclesiastici, ovvero can 1095 del CIC. Il Codice di diritto canonico stabilisce le tre cause di incapacità a contrarre matrimonio che rendono nullo il consenso matrimoniale: mancanza di sufficiente uso di ragione; grave difetto di discrezione di giudizio; incapacità di assumere gli obblighi essenziali per cause di natura psichica (ludopatia dipendenza alcol o droga). Sono intervenuti mons. Alejandro Arellano Cedillo, Decano della Rota Romana; mons. Francesco Viscome, prelato uditore della Rota Romana; mons. Vito Angelo Todisco, prelato uditore della Rota Romana.

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Raduno Regionale dei Gruppi di Preghiera di Padre Pio

Domenica 18 ottobre, la Basilica Santuario Madonna delle Lacrime accoglierà i Gruppi di Preghiera Padre Pio, per l’annuale raduno regionale.
Il programma prevede alle 9.30 la celebrazione delle lodi. Seguiranno i saluti di don Aurelio Russo, rettore del Santuario della Madonna delle Lacrime, e di padre Enzo La Porta, assistente dei Gruppi di preghiera della Sicilia. Quindi adorazione eucaristica e meditazione presieduta da padre Luciano Lotti, segretario generale dei Gruppi di preghiera.
Nel pomeriggio rosario meditato e celebrazione eucaristica.

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Lectio Divina al Centro convegni del Santuario

Venerdì 16 ottobre, alle ore 19.30, Don Enzo Candido guiderà la Lectio divina mensile, presso il Centro Convegni del Santuario.
L’invito è rivolto a quanti vogliono approfondire i tesori della Sacra Scrittura. Gli incontri si terranno il terzo venerdì di ogni mese.
I partecipanti sono invitati a portare il libro della Bibbia.

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