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Custodire l’umano, dalla Magnifica Humanitas ai giovani

Una riflessione per cercare di comprendere il mondo che cambia, senza perdere la visione di futuro profondamente umano. L’iniziativa, promossa dalla segreteria CISL Ragusa – Siracusa e dall’Ufficio di Pastorale Sociale e del lavoro, sulla Enciclica di Papa Leone XIV, Magnifica Humanitas, si intitola “Custodire l’umano – Dall’Enciclica Magnifica Humanitas ai giovani, al loro futuro, al mondo del lavoro”.
Due sessioni affidate a relatori che metteranno insieme gli aspetti etici, sociali, tecnici e di sviluppo sulla nuova realtà che sta modificando l’approccio con lo stesso futuro delle professioni.
Al mattino, nel salone Giovanni Paolo II del Santuario della Madonna delle Lacrime, l’incontro con gli studenti degli istituti superiori della provincia, moderato da due studenti del liceo Corbino.
Dopo l’introduzione affidata a Giovanni Migliore, segretario generale della Cisl territoriale, e padre Claudio Magro, direttore dell’Ufficio Pastorale Sociale e Lavoro, saranno Luisa Giliberto, Dirigente Ambito Territoriale X di Siracusa, e Leonardo La Piana, segretario generale regionale della Cisl Sicilia, a parlare dei cambiamenti possibili nel mondo della scuola e del lavoro con l’AI.
Quindi gli interventi e le esperienze di padre Vincenzo Guastella, Direttore della Pastorale Giovani della diocesi di Ragusa, di Giulio Genti, Direttore generale della Fondazione ITS Academy Piemonte, di Stefano Ricca, fondatore di Ricca IT una delle aziende di eccellenza nell’ambito di ricerca e applicazione dell’AI, e di Mario Collotta, professore ordinario Ingegneria informatica della Kore di Enna che porterà in sala uno dei robot realizzati nel dipartimento dell’università.
Le conclusioni saranno affidate a monsignor Christian Barone, docente del Dipartimento Teologia Fondamentale della Pontificia Università Gregoriana, autore della presentazione dell’Enciclica di Leone XIV edita dalla San Paolo.
Nel pomeriggio la seconda sessione si terrà nel salone Giulio Pastore di via Arsenale 22. Nel talk moderato dalla giornalista Laura Valvo, Antonio Maria Pagano, capo dipartimento Salute mentale ASP Salerno con l’AI applicata alle ricerche mediche già avviate, Stefano Ricca, Gianluigi Cerami, C.E.O. Halley Sud, monsignor Maurizio Aliotta, direttore della Pastorale Cultura e Comunicazioni Sociali Arcidiocesi di Siracusa, Elisa Paiano, AI Catalyst gruppo Saipem su AI applicata agli impianti industriali, monsignor Barone e, quindi, la sintesi finale affidata all’Arcivescovo di Siracusa, monsignor Francesco Lomanto, e al segretario nazionale della Cisl,
Sauro Rossi.

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Mons. Lomanto nominato componente della Commissione Cultura della CEI

L’arcivescovo metropolita di Siracusa, mons. Francesco Lomanto, è stato nominato componente della Commissione per la Cultura e le Comunicazioni della CEI.
La nomina è stata ufficializzata al termine del consiglio permanente della sessione autunnale della Conferenza episcopale italiana presieduta dal cardinale Matteo Zuppi.
L’arcivescovo Lomanto ricopre già il ruolo di vescovo delegato per la Cultura e le Comunicazioni sociali alla CESi (Conferenza Episcopale Siciliana), e guida la relativa commissione regionale.
Il Consiglio episcopale permanente ha nominato i membri delle dodici Commissioni episcopali della Cei per il quinquennio 2026-2031, i cui presidenti erano stati eletti dall’Assemblea generale di maggio. Lo rende noto il comunicato finale della sessione autunnale. Oltre all’arcivescovo Lomanto, la CEI ha proceduto alla nomina di diversi vescovi siciliani che sono stati chiamati a far parte dei diversi Dicasteri e Organismi pastorali per dare il loro contributo al cammino ecclesiale nazionale.

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Giornata Mondiale del Migrante e Rifugiato

Si celebra domenica 27 settembre la Giornata Mondiale del Migrante e Rifugiato. Il tema scelto da Papa Leone XIV “Anche uno solo di questi bambini” richiama la nostra attenzione su i minori direttamente coinvolti nell’esperienza delle migrazioni e sulla promessa del Signore “chi accoglie uno solo di questi bambini nel mio nome, accoglie me” (Mc 9,37).
“I minori – scrive suor Monica Tozzi, responsabile dell’Ufficio Migrantes – sono tra i più vulnerabili all’interno dei flussi migratori mondiali, sono bambini e adolescenti che non solo vivono i traumi delle guerre, della violenza, dei disastri ambientali e la povertà nella propria terra, ma che devono anche subire la angoscia della separazione dai propri cari. Molte volte partono da soli, spinti dalla povertà e dalla disperazione che vivono nel proprio paese, talvolta incoraggiati dagli stessi genitori nella speranza di poter trovare un futuro migliore. Altri, invece, affrontano il lungo e difficile viaggio insieme alla propria famiglia, ma lungo il percorso, la precarietà
e le terribili condizioni di viaggio possono finire per separarli dai loro genitori, lasciandoli soli di fronte a un futuro incerto”.
Non è compito facile ascoltare i racconti di chi in Libia è stato maltrattato, isolato, lasciato senza cibo e senza acqua; di chi ha subito violenze e, in alcuni casi, anche stupri. Eppure, chi lavora nell’ambito delle migrazioni sa bene che deve confrontarsi quotidianamente con la frustrazione: quella di ascoltare storie dolorose, di conoscere situazioni di grande sofferenza e, nonostante l’impegno, di scontrarsi continuamente con i limiti delle procedure, delle istituzioni, e dell’indifferenza.
Ma proprio per questo, è sicuramente importante non smettere di ascoltare, perché dietro ogni pratica e ogni numero c’è una persona, con una storia, con delle ferite, ma soprattutto con tanti sogni da realizzare. Davanti a questo scenario, capiamo che l’appello del Papa non è una riflessione teorica, ma un mandato urgente che bussa alla porta della nostra Diocesi ogni settimana”.

In occasione della 112a Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato, sabato 26 alle ore 18.30 presso la Parrocchia del Sacro Cuore di Gesù di Siracusa momento di riflessione. Domenica 27, sempre nella stessa parrocchia, Santa Messa delle ore 19 insieme alla comunità srilankese di Siracusa.

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La simulazione digitale non può sostituire l’esperienza reale dell’incontro

“La scuola rappresenta una occasione preziosa di sviluppo attraverso relazioni autentiche, personali e comunitarie. Non vi è, infatti, simulazione digitale che possa sostituire l’esperienza reale dell’incontro con gli altri”. Lo scrive l’arcivescovo di Siracusa, mons. Francesco Lomanto che ha inviato un messaggio al mondo della scuola all’inizio dell’anno scolastico augurando un cammino “proficuo, fecondo e responsabile”.

Nel suo messaggio ai dirigenti delle Scuole di ogni ordine e grado, al personale docente e non docente, alle studentesse e agli studenti, l’arcivescovo ricorda che la “scuola, fra le varie comunità educative, costituisce un luogo essenziale per la crescita integrale della persona e per la formazione delle nuove generazioni al sapere, alla libertà, alla responsabilità e al bene comune. È il sapere che genera libertà perché fa comprendere, nella scoperta della verità, cosa realmente volere. Di questa volontà informata dalla verità dobbiamo usare con quella responsabilità alla quale chiama l’esercizio della libertà. La vera cultura, infatti, è perenne tensione verso la verità”.

L’arcivescovo ha rivolto un ringraziamento ai dirigenti scolastici “con i quali da anni condividiamo preziose proposte educative e progetti di valorizzazione del patrimonio storico, artistico e religioso locale”.
E poi ha invitato gli studenti a vivere “questo tempo come occasione preziosa di crescita umana, culturale e spirituale, coltivando il desiderio di conoscere, il rispetto reciproco e la disponibilità al dialogo. In un contesto segnato da profonde trasformazioni sociali e culturali, di tensioni collettive e individuali che sfociano nella violenza, di guerre che scoppiano nei nostri cuori prima che fra i popoli, si avverte con urgenza la necessità di rinnovare l’alleanza educativa tra scuola, famiglie, istituzioni, Chiesa e territorio, affinché ogni giovane sia accompagnato alla vita, maturando l’amore per la comunità, contesto in cui l’io si scopre nel volto dell’altro”.

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Incontro di inizio anno dell’Ufficio Catechistico

Incontro di inizio anno dell’Ufficio catechistico diocesano.
Sabato 19 settembre, per tutta la giornata, alla Villa del Seminario a Canicattini Bagni, un incontro per riflettere e programmare il cammino dell’anno. Il programma prevede alle ore 9 l’accoglienza; alle ore 9.30 le lodi e la relazione di mons. Aliotta Maurizio: Dal Sinodo alla CEI alla catechesi: pace.
Alle ore 11.00: don Salvatore Nicosia si soffermerà su Costruiamo la pace.
Alle ore 13.00: Pranzo. Alle ore 15.00 il direttore dell’Ufficio, mons. Marino Salvatore, parlerà su Costruire relazioni. Alle ore 16.30 vespri e conclusione.

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Celebrazioni per suor Chiara Di Mauro

Domenica 13 settembre ricorre il 94esimo anniversario del dies natalis di Suor Chiara Di Mauro (1932-2026), monaca e mistica siracusana, riconosciuta Serva di Dio con un processo di beatificazione aperto nel lontano 1983.

Domenica, nella chiesa dei Cappuccini di Siracusa, alle ore 19:00, l’arcivescovo mons. Francesco Lomanto celebrerà una messa. La funzione sarà animata dalla Corale dell’Istituto comprensivo “Wojtyla-Chindemi” di Siracusa e dal Coro delle voci bianche dell’Accademia delle Musae-Auser, diretti dal maestro Mariuccia Cirinnà e coordinati dall’insegnante Rita Marino.

Al termine della celebrazione eucaristica è previsto un breve momento di preghiera presso la tomba di Suor Chiara, all’interno della cappella di S. Rita nella chiesa dei Cappuccini. Qui verrà allestita una esposizione di disegni e di cartelloni realizzati, durante lo scorso anno scolastico, dagli alunni dell’Istituto “Wojtyla-Chindemi”, e ci sarà una premiazione degli elaborati creativi ritenuti più belli e significativi.

L’associazione “Amici di Suor Chiara Di Mauro”, riconosciuta canonicamente da mons. Lomanto cinque anni fa, ha come obiettivo la diffusione della figura, delle opere, dei miracoli e della spiritualità di Suor Chiara, così poco conosciuta dai suoi concittadini. L’Associazione mira, altresì, a favorire la ripresa del processo di beatificazione, interrottosi e tutt’oggi ancora aperto.

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Nuove nomine di parroci in Diocesi

«Siate riflesso della sua pazienza e della sua tenerezza. Voi siete di tutti e siete per tutti! Sia questo il profilo fondamentale della vostra missione: tenere libera la soglia e indicarla, senza bisogno di troppe parole»

Papa Leone XIV

 

L’arcivescovo di Siracusa, mons. Francesco Lomanto, ha effettuato nuove nomine di parroci in Diocesi. Alcune hanno riguardato anche la Curia arcivescovile ed in particolare la Cancelleria e il Seminario Arcivescovile.
In alcuni casi si tratta di nomine di sacerdoti che prendono il posto di parroci che hanno raggiunto il limite di età.

  • don Francesco Antonio Trapani parroco della Parrocchia Sacro Cuore di Gesù in Augusta;
  • don Gonzalo Alvarado msp amministratore parrocchiale della Parrocchia San Giuseppe Innografo in Augusta;
  • don Andrea Zappulla parroco della Parrocchia San Nicola di Bari in Brucoli;
  • don Helenio Schettini parroco della Parrocchia San Giuseppe in Cassibile;
  • don Davide Di Mare parroco della Parrocchia S. Antonio di Padova in Siracusa;
  • don Paolo Amara parroco della Parrocchia Madonna delle Lacrime in Solarino;
  • don Salvatore Tanasi parroco della Parrocchia San Giuseppe in Sortino;
  • don Daniele Lipari vice rettore del nostro Seminario Arcivescovile;
  • don Gianluca Gibilisco cancelliere arcivescovile.

“Nell’esprimere il nostro sincero e fraterno affetto a mons. Michele Giansiracusa, a don Luigi Magnano e a don Giuseppe Mazzotta a tutti assicuriamo la nostra preghiera – scrive il vicario generale mons. Sebastiano Amenta -: Gesù Buon Pastore sostenga quanto intraprendono un nuovo cammino ministeriale e li guidi sempre donando forza nella stanchezza, sapienza nel ministero e gioia nel servire la Chiesa con amore“.

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La messa degli ammalati presieduta da mons. Francesco Lomanto

Lacrime come profezia di misericordia, carità e fraternità

“Accogliamo la presenza materna di Maria e il messaggio delle sue lacrime come profezia di misericordia, di carità e di fraternità; preghiamo per quanti vivono con adesione alla volontà di Dio il mistero della sofferenza; sosteniamo quanti operano in associazioni e volontariati per alleviare le sofferenze dei fratelli. Costruiamo insieme con spirito di fede e di amore una società di fratelli e camminiamo nella carità, per edificare sempre più, nella Chiesa, il mistero della comunione che ci unisce a Dio e ci rende partecipi della missione di salvezza per il mondo”. Mons. Francesco Lomanto, arcivescovo di Siracusa e Custode delle Lacrime della Madonna, ha presieduto la messa nel primo giorno della Lacrimazione con la partecipazione e l’organizzazione delle parrocchie del Vicariato di Augusta, insieme alle associazioni di volontariato e degli ammalati, i ministri straordinari della Santa Comunione e i gruppi di volontariato della Pastorale della Salute.

“Abbiamo compiuto il pellegrinaggio dalla Chiesa del Pantheon al Santuario della Madonna delle Lacrime, e qui abbiamo rivolto alla Vergine Maria l’Atto di affidamento degli ammalati e degli operatori della salute – ha detto l’arcivescovo -. Come ogni anno, sono presenti le dame, i barellieri e gli amici dell’Unitalsi, la Sottosezione di Siracusa e la Sezione Sicilia Orientale, il gruppo diocesano Movimento Apostolico Ciechi, i ministri straordinari della comunione, la comunità dei sordomuti, i medici cattolici, Avo, Avuls e i gruppi di volontariato della Pastorale della salute”.

L’arcivescovo ha invitato ad accogliere “l’invito esplicito di Gesù ad accettare la chiamata alla sua sequela attraverso la via del dono di noi stessi. Gesù opera la misericordia con il suo soccorso ai malati e con la predicazione, esercita la carità con il «soffrire molto» e l’«andare a Gerusalemme», realizza la fraternità con il mistero della sua pasqua. La Vergine Maria compartecipa alla donazione di Cristo e con le sue lacrime si unisce alla compassione di Gesù per noi. In tal senso, le lacrime di Maria sono profezia di misericordia, profezia di carità e profezia di fraternità”.

Mons. Lomanto ha ricordato che con “il dono delle sue lacrime Maria manifesta la sua unità a tutti noi e in particolare al coloro che soffrono, come rimase sempre unita a Gesù e ai sofferenti ai piedi della croce di Gesù. Papa Leone XIV, nella sua visita da Card. Robert Prevost a questo Santuario della Madonna delle Lacrime, ci ha ricordato,nella sua omelia del 1 settembre 2024, che proprio nel dolore la Madre è vicina ai suoi figli, esprime la sua prossimità materna, compie la sua opera di misericordia”. L’arcivescovo ha ricordato che le lacrime sono “profezia di carità. Le Lacrime di Maria ci esortano a vivere nella carità, secondo la misura del dono di Cristo, che ha dato se stesso per noi. Papa Francesco, ricevendo il 6 aprile 2024 i membri della Fondazione Sant’Angela Merici, ha detto: «Sono le lacrime di Maria, la nostra Madre celeste, per le sofferenze e le pene dei suoi figli. Maria piange per i suoi figli che soffrono. Sono lacrime che ci parlano della compassione di Dio per tutti noi. Dobbiamo pensare a questo: la compassione di Dio. Egli, infatti, ha donato a tutti noi la sua Madre, che piange le nostre stesse lacrime per non farci sentire soli nei momenti difficili. Allo stesso tempo, attraverso le lacrime della Vergine Santa, il Signore vuole sciogliere i nostri cuori che a volte si sono inariditi nell’indifferenza e induriti nell’egoismo; vuole rendere sensibile la nostra coscienza, perché ci lasciamo toccare dal dolore dei fratelli e ci muoviamo a compassione per loro, impegnandoci a sollevarli, rialzarli, accompagnarli» (Francesco, Lettera alla Fondazione S. Angela Merici). Il nostro servizio di carità nasce dall’incontro con Cristo, cresce e matura dentro di noi, raggiunge concretamente la vita dei fratelli e delle sorelle. Con le sue lacrime Maria ci insegna ad unirci alla carità di Cristo che ha compassione di noi”.

I fedeli in Santuario


Infine l
e lacrime sono profezia di fraternità: “La profezia sociale della Chiesa si esprime in tutte le realtà di volontariato che rendono la società più vicina alle persone e più attenta alle reali situazioni della gente”.

Martedì 1 settembre, alle ore 19.00, sarà il card. Giuseppe Betori, arcivescovo Emerito di Firenze, a presiedere il Solenne Pontificale nella festa della Madonna delle Lacrime di Siracusa. La presenza del Card. Betori – esperto biblista, segretario della Conferenza Episcopale Italiana, dal 2001 al 2008 – contribuisce ad approfondire il mistero della miracolosa Lacrimazione della Madonna a Siracusa, un messaggio da approfondire come ebbe a sottolineare già nel 1954 il venerabile Papa Pio XII: «Comprenderanno gli uomini l’arcano linguaggio di quelle Lacrime?».

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Anniversario del ritorno alla Casa del Padre di mons. Giuseppe Costanzo

«Adesso vi do una consegna la stessa che in punto di morte ha dato Gesù: Accogliere Maria nella nostra casa, nella nostra vita, Lei è la stella polare che ci guida e ci insegna a seguire il Signore come e dove Lui vuole. Vi confido che la presenza della Madre è determinante per la mia vocazione e missione apostolica».

Mons. Giuseppe Costanzo

 

Mercoledì 2 settembre ricorre il primo anniversario del ritorno alla Casa del Padre di mons. Giuseppe Costanzo, Arcivescovo emerito di Siracusa.
L’arcivescovo mons. Francesco Lomanto presiederà la Concelebrazione eucaristica in suffragio del pastore defunto nella Cattedrale alle ore 19,00.
(I sacerdoti concelebranti e i diaconi sono pregati di portare il camice personale e la stola). 

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Il cotone è segno della protezione di Maria e richiamo alla responsabilità personale

“Accogliamo, meditiamo e approfondiamo i segni dell’amore di Dio per noi e compiamo i nostri atti di fede e di devozione ‒ come l’uso del cotone per la guarigione fisica, morale e spirituale ‒ e accompagniamoli con il nostro impegno di crescere nella santità di vita, che è l’unica ragione del nostro essere in questo mondo e l’unico scopo del nostro vivere la fede”. L’arcivescovo di Siracusa e Custode delle Lacrime della Madonnina, mons. Francesco Lomanto, ha presieduto le due celebrazioni eucaristiche con il Rito della Benedizione del Cotone nel Santuario della Madonna delle Lacrime a Siracusa.
Un messa che apre i festeggiamenti per il 73 anniversario della lacrimazione della Madonna a Siracusa (29 agosto-1 settembre).

“Accogliamo la Parola di Gesù e rispondiamo personalmente a Dio con la nostra fede per unirci a Dio nel Cuore Immacolato di Maria e nell’amore per tutti i fratelli. La Vergine Maria, nostra Madre, che ci ha svelato la sua infinita tenerezza con l’inesauribile dono delle sue lacrime, ci sostenga nel cammino della fede e della vita per crescere in ogni cosa verso Dio” ha detto l’arcivescovo Lomanto che si è soffermato sul significato della benedizione.

“Compiamo il gesto di poggiare il cotone sul cuore dell’effige della Madonna, come avvenne sin dal primo giorno della lacrimazione, e di benedirlo, per unirci alla fede di Maria e invocare la sua materna protezione per noi suoi figli. L’effettivo contatto del cotone al nostro corpo esprime la nostra intenzione di affidarci all’intercessione della Madonna nella certezza che «alle sue sante lacrime, Gesù nulla rifiuta». Tale segno di affidamento dovrà essere accompagnato da una sincera conversione di vita, da un autentico cammino di fede e da gesti concreti di carità verso il prossimo che ci fanno entrare nell’intimità dell’amore di Dio e ci aprono al dono della sua grazia”.

L’arcivescovo ha evidenziato: “Il pianto rivela anche la verità profonda ed eterna. Piange chi ha incontrato la verità, l’ha accolta e la vive dentro di sé. Piange chi porta con sé la verità e vuole donarla per il bene dell’altro. Piange chi è mosso a consegnare la verità per far vivere gli altri nello splendore della vera luce. Con la sua rivelazione di Messia e Figlio di Dio, Gesù ci ha consegnato se stesso, per vivere in noi e camminare con noi. Con il suo pianto Maria ci ha affidato la verità dell’amore infinito di Dio, che è Cristo, che vuole vivere nel cuore di chi ama”. E quindi con il rito della benedizione del cotone “torniamo con la mente e il cuore all’evento della lacrimazione, per approfondire dentro di noi l’arcano linguaggio di quelle lacrime ed esprimere il nostro affidamento a Dio nel Cuore Immacolato di Maria”.
Ed infine rivolgendosi ai fedeli: “Portiamo con noi il cotone benedetto come segno della protezione di Maria e come richiamo alla responsabilità personale di sincera conversione di vita, di autentico cammino di fede e di esercizio concreto di carità verso il prossimo che ci rende vicini a Dio e ci apre al dono immenso della sua grazia”.

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