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Gli auguri di mons. Francesco Lomanto per la Pasqua 2026

Viviamo per portare la pace del Risorto nella vita a volte oscura degli uomini

La celebrazione della Santa Pasqua ci doni la gioia di accogliere, di vivere e di testimoniare il mistero di Cristo Crocifisso e Risorto, che si rende presente in mezzo a noi, per vivere con noi, per donarsi a noi, per rimanere con noi.

Il Signore Risorto, ormai libero dai condizionamenti dello spazio e del tempo, ci chiama a vivere nel suo mondo e ci chiede di divenire segno vivo della sua presenza nel nostro mondo, perdonare il suo amore, perché Cristo è presente là dove c’è uno che ama.

La presenza del Risorto illumini la nostra vita e ci ricolmi di pace e di bene:
ci doni di alleviare le crisi, le incertezze, le povertà, le inquietudini, le malattie, le violenze, le guerre;
ci consenta di superare le tribolazioni, le sofferenze, le difficoltà;
esaudisca i desideri di bene del nostro cuore, delle nostre famiglie e delle nostre comunità;
ci sostenga nell’accogliere tutti, vicini e lontani, per costruire insieme e con tutti un futuro da fratelli.

Noi impegniamoci ad entrare sempre più nell’intimità dell’amore di Dio, per compiere con Lui gesti concreti di carità: aiutiamo a divenire pienamente umani, a vivere veramente da fratelli, ad essereevangelicamente figli della luce.

Viviamo da risorti per portare sempre e ovunque un raggio di Sole, un azzurro di Cielo, la luce del Vangelo, la pace del Risorto nella vita travagliata, complessa e a volte oscura degli uomini.
La nostra vita di fede, la comunione con i fratelli e la testimonianza di carità siano per tutti l’augurio vivente di una Santa Pasqua di pace, di bene e di gioia. Vivissimi auguri a tutti e a ciascuno.

Il Signore Risorto sia sempre con voi!

Mons. Francesco Lomanto
Arcivescovo Metropolita di Siracusa

 

 

 

 

 

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Il doloroso cammino di Gesù sulla via del Calvario

“Quelle cadute di Gesù sono un’icona dei pesi enormi di cui si sta caricando oggi l’umanità: la povertà, la fame, le malattie, i disastri ecologici, i conflitti bellici. E quante cadute in depressione, quanti suicidi anche da parte di giovani. Tu (Gesù) ci sei accanto in ogni nostra caduta”. Questo è solo uno dei passaggi delle meditazioni scritte dal professor Marco Fatuzzo della Via Crucis cittadina, guidata dall’arcivescovo di Siracusa mons. Francesco Lomanto, che si è svolta ieri sera al teatro greco di Siracusa.
Quindici meditazioni che partendo dal cammino di Gesù verso il Calvario raccontano la vita di oggi: “Quanto orgoglio, quanta superbia nel crederci superiori agli altri, sicuri di noi, addirittura emancipati da Dio. La caduta di Gesù, un invito ad abbassarci, metterci accanto alle persone calpestate, ignorate, umiliate”. La Via Crucis Cittadina, curata dal rettore del Santuario della Madonna delle Lacrime, don Aurelio Russo, è stata promossa dalle Parrocchie del Vicariato di Siracusa in collaborazione con il Parco Archeologico e Paesaggistico di Siracusa-Eloro-Villa del Tellaro-Akrai e la Fondazione Inda.
Il percorso all’interno del Teatro Greco oltre alla lettura delle meditazioni e alle preghiere è stato arricchito da movimenti coreografici e canti tra i quali lo Stabat Mater di Pergolesi, Ave Maria, Salve Regina e l’inno alla Madonna delle Lacrime. Presenti il direttore del Parco, l’architetto Carmelo Bennardo e l’assessore del Comune di Siracusa Sergio Imbrò.
Nel ledwall è stato proiettato uno scatto fotografico di Marcello Bianca del quadretto della Madonna delle Lacrime. I 45 allievi dell’Accademia d’Arte del Dramma Antico della Fondazione Inda hanno interpretato le quindici stazioni della Via Crucis messe in scena a cura delle attrici Elena Polic Greco Simonetta Cartia e del coreografo Dario La Ferla.

Foto di Michele Pantano

“Maria, anche quando sembra che Dio ci abbandoni nelle mani del male, anche quando non capiamo perché le persone che amiamo debbano soffrire, stai accanto a noi”. Ed ancora: “Quante donne piangono oggi la morte dei loro cari per le guerre senza fine, per i profughi, emigranti nei deserti o nei campi di detenzione”.
“Compiamo questo percorso orante in compagnia di Maria che qui a Siracusa si è manifestata col segno silenzioso ma eloquente, intimo, ma fortemente comunicativo, delle lacrime – ha detto l’arcivescovo Lomanto -. Le stazioni ci aiutano a contemplare l’immensità dell’amore di Cristo, che patisce, offre tutta la sua vita per la nostra salvezza. Al contempo rispecchiano aspetti, momenti e prospettive della personale esperienza di vita e di fede di ciascuno di noi, quasi come tappe del nostro cammino esistenziale costellato da prove e incontri decisivi e da ripetute cadute”. Le orazioni sono state scritte da don Carlo Fatuzzo.

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Via Crucis cittadina al teatro greco

Il doloroso cammino di Gesù sulla via del Calvario” è il tema della Via Crucis cittadina che si terrà venerdì 27 marzo alle ore 18.00 al Teatro Greco di Siracusa.

La direzione del Parco Archeologico e paesaggistico di Siracusa-Eloro-Villa del Tellaro-Akrai, con le Parrocchie del Vicariato di Siracusa e la Fondazione Inda organizzano all’interno della zona archeologica il percorso doloroso di Gesù Cristo che si avvia alla crocifissione. I fedeli avranno la possibilità di pregare e meditare all’interno dell’antica cavea. Grazie alla collaborazione con gli allievi dell’Accademia d’Arte del Dramma Antico della Fondazione Inda, diretti da Elena Polic Greco e da Simonetta Cartia, sarà possibile vivere un momento unico all’interno del Teatro Greco, scenario delle stazioni della Via Crucis.

L’arcivescovo di Siracusa, mons. Francesco Lomanto, che guiderà la preghiera, ha scritto: «L’inesauribile ricchezza dei simboli, dei gesti e delle parole che attraversano lo snodarsi di questo antico itinerario di preghiera si interseca con sempre nuovi spunti di riflessione, che rendono ancora oggi attuale ogni stazione della Via Crucis. Le varie stazioni ci aiutano a contemplare l’immensità dell’amore di Cristo, che patisce e offre tutta la sua vita per la nostra salvezza. Al contempo esse rispecchiano aspetti, momenti e prospettive della personale esperienza di vita e di fede di ciascuno di noi, quasi come tappe progressive del nostro cammino esistenziale costellato da dure prove, da incontri decisivi, da ripetute cadute. Compiamo questo percorso orante in compagnia di Maria Santissima, che qui a Siracusa si è manifestata col segno silenzioso ma eloquente, intimo ma fortemente comunicativo, delle Lacrime. (…) Con uno sguardo colmo di tenerezza, la Madonna veglia e col suo Cuore materno indica una via di salvezza e di pienezza della propria vita».

A tutti i partecipanti sarà donato il libretto contenente le meditazioni che sono state scritte dal prof. Marco Fatuzzo, recentemente scomparso, e le preghiere scritte da don Carlo Fatuzzo.

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Ritiro di Quaresima dei ministri straordinari della comunione

Martedì prossimo, 17 marzo, dalle ore 18.00 alle ore 20.00, si terrà il ritiro di Quaresima dei Ministri Straordinari della Santa Comunione presso il Salone Giovanni Paolo II del Santuario Madonna delle Lacrime di Siracusa.

Sarà don Luca Saraceno, parroco presso la Chiesa Madre – parrocchia San Paolo in Solarino e docente, a guidare sul tema “Presero il corpo di Gesù e lo avvolsero con teli, insieme ad aromi, per preparare la sepoltura” (Gv 19,40). Servi coraggiosi per una passione d’amore”.

“L’invito alla partecipazione è rivolto a quanti, nelle nostre Comunità parrocchiali, svolgono il delicato servizio di Ministro straordinario della Santa Comunione e a coloro che quest’anno riceveranno il mandato – ha spiegato don Massimo Di Natale, direttore dell’Ufficio liturgico diocesano -. È gradita la presenza delle religiose. Si ricorda che i nuovi candidati al ministero straordinario della Santa Comunione sono stati già presentati al nostro Arcivescovo dal parroco richiedente prima dell’inizio del corso di formazione nel Tempo di Avvento”.

Continuiamo il nostro cammino in preparazione alla Pasqua e a vivere il Tempo pasquale con sempre più entusiasmo anche attraverso i suggerimenti e le proposte che gli Uffici pastorali della Conferenza Episcopale Italiana ci consegnano nel sussidio liturgico-pastorale consultabile al seguente link:

Sussidi di Quaresima e Pasqua 2026

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Veglia di preghiera in Santuario

In comunione con l’invito del Santo Padre Papa Leone XIV, che ha indetto una giornata di digiuno e di preghiera per implorare il dono della pace nel mondo e “fermare la spirale della violenza prima che diventi una voragine irreparabile”, la Basilica~Santuario Madonna delle Lacrime di Siracusa invita i fedeli a partecipare ad una speciale Veglia di preghiera, venerdì 13 marzo 2026, alle ore 17.00,
Insieme a tutta la Chiesa, il Santuario di Siracusa implora il dono necessario della Pace con le parole della preghiera alla Madonna delle Lacrime di Papa Leone.

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Giornata di preghiera e digiuno per la pace

La presidenza della Conferenza episcopale italiana ha promosso per venerdì 13 una Giornata di preghiera e digiuno. Un invito rivolto a tutte le comunità ecclesiali perchè “la guerra non é e non può mai essere la risposta; che la logica della forza non può e non deve sostituirsi alla paziente arte della diplomazia, unica via percorribile per la risoluzione di controversie e contese”.

L’arcivescovo mons. Francesco Lomanto esorta ogni Comunità ecclesiale ed Aggregazione laicale ad unirsi in comunione di preghiera in questo momento così difficile della storia dell’umanità.

“L’escalation di violenza in Medio Oriente rischia di trascinare l’umanità in una guerra di proporzioni planetarie – scrive il cardinale Matteo Zuppi -. Unendo la nostra voce a quella di Papa Leone, che ha chiesto di «fermare la spirale della violenza prima che diventi una voragine irreparabile», promuoviamo una giornata di preghiera e digiuno. (..) Vogliamo che la Giornata del 13 marzo sia un’ulteriore occasione per implorare il dono della pace in Medio Oriente e in tutti gli angoli della terra devastati dalla divisione, dalla distruzione e dalla morte. (…) Pregheremo perché «si apra presto un cammino di pace stabile e duratura» e perché «quanti soffrono a causa della violenza e dell’odio, le vittime dei bombardamenti, i profughi, i feriti e le famiglie nel lutto trovino conforto nella solidarietà della comunità cristiana e nella speranza che viene da Dio».

 

In allegato lo schema da seguire per la Celebrazione Eucaristica

 

In allegato lo schema della veglia di preghiera tenuta in occasione dell’Assemblea della Conferenza Episcopale Siciliana presso il Santuario di Valverde lo scorso 10 marzo. Il tema è Pacem in terris 

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Festival Capodieci a Siracusa

Quattro giorni tra studi, teatro, scuole e natura dal 12 al 15 marzo a Siracusa per la prima edizione del Festival Capodieci, Nello studio del Canonico – Gli antichi Monumenti di Siracusa.
Un evento che si articolerà nei locali della Biblioteca Alagoniana, all’Istituto Superiore di Scienze Religiose San Metodio di via della Conciliazione e nel salone San Zosimo in piazza Minerva.
“Quattro giorni ricchi di appuntamenti rivolti anche alle scuole e ai giovani – ha spiegato don Helenio Schettini, direttore della Biblioteca Alagoniana -. Collaboreranno ad alcuni momenti del Festival anche i docenti e gli studenti del Liceo Artistico A. Gagini. Si tratta di un festival che vuole omaggiare la figura di Monsignor Giuseppe Maria Capodieci che tra la fine del Settecento e i primi dell’Ottocento ha realizzato una collezione di 54 volumi, vere e proprie testimonianze dirette della città di Siracusa dell’epoca. Volumi che narrano vari aspetti della nostra città, dalla sua storia, ai suoi luoghi, alle sue famiglie, alle iscrizioni che si trovano nella città, davvero tanti aspetti: un patrimonio che possa diventare di tutti. Il Festival intende celebrare il restauro di due volumi dal titolo Gli Antichi Monumenti di Siracusa. Un’occasione unica che permetterà ai partecipanti di poter assistere alle riprese inedite del processo di restauro dei volumi, ma anche di poter andare alla scoperta della Biblioteca Arcivescovile Alagoniana. Abbiamo pensato ad un ciclo di incontri che potesse guidare i partecipanti attraverso una conoscenza più approfondita della poliedrica e significativa figura di Capodieci”.
La rassegna è organizzata dalla Biblioteca Arcivescovile Alagoniana in collaborazione con l’associazione culturale Opera, il sostegno della Confcommercio Siracusa e del Comune di Siracusa che per l’occasione sosterrà lo spettacolo teatrale Il custode delle pietre, Giuseppe Maria Capodieci.

“Siamo onorati di aver collaborato all’organizzazione del Festival – ha raccontato Carlo Passanisi, presidente dell’associazione Opera -. Durante le quattro giornate ci saranno momenti destinati allo studio ed approfondimento delle opere di Capodieci. Gli incontri della mattina di venerdì 13 dedicati alle scuole, e nel pomeriggio sarà Siracusa città educativa ad organizzare il workshop di acquerelli. Sabato 14 sarà la volta dello spettacolo teatrale, che vedrà in scena l’attore professionista Pierantonio Savo Valente, accompagnato al flauto traverso dal Maestro Giorgio Lo Cirio, con la regia e i testi di Giuseppe Messina e le musiche originali del Maestro Andrea Passanisi. La messinscena offrirà una chiave di lettura inconsueta sulla personalità di Capodieci. Il Festival si concluderà domenica con una passeggiata naturalistica a partire da Villa dei Papiri in compagnia della guida naturalistica Marco Mastriani”.
“Siamo felici di essere stati coinvolti. Siracusa ha tantissime ricchezze ma queste sconosciute. Sono coinvolti gli studenti della sezione architettura ed i ragazzi sono felici di collaborare. Un progetto che fornisce prospettiva ampia per scoprire documenti che ci dimostrano come eravamo nel passato. Un modo per mettere in evidenza questo patrimonio. E gli studenti faranno anche da guida per altri studenti” ha detto Giovanna Strano, dirigente dell’Istituto di Istruzione superiore secondaria “A. Gagini”.
Il dirigente del Comune Giacomo Cascio ha evidenziato l’aspetto di coinvolgimento con le scuole e il territorio: “Ci auguriamo sia solo la prima edizione di un evento che si possa arricchire nel tempo”.
Infine Vito Laudani, vice presidente vicario di Confcommercio Siracusa, ha ricordato come Confcommercio si sia dotata subito di una commissione turismo, cultura e sport per sostenere le attività culturali in città: “E’ necessario per noi portare avanti iniziative come il Festival Capodieci. La cultura è un asset fondamentale e noi vogliamo incidere maggiormente perchè è necessario rivalutare la nostra storia ed il nostro immenso patrimonio”.
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Cattedrale di Siracusa: un patrimonio storico e spirituale

“Lo scopo è quello di mettere in luce il patrimonio artistico che possediamo, con la ricchezza culturale e spirituale e di pietà che contengono e che esprimono sempre”. L’arcivescovo di Siracusa, mons. Francesco Lomanto, conclude la presentazione dei numeri 26 e 27 dei “Quaderni del Mediterraneo” – Studi storico-artistici sui beni culturali del Mezzogiorno che contengono studi sul prospetto della Cattedrale di Siracusa, la Sacrestia Torres recentemente restaurata e la Cappella del SS. Sacramento. La possibilità di mettere in evidenza pezzi unici come un ciborio di Luigi Vanvitelli, architetto della reggia di Caserta; Agostino Scilla, pittore messinese, e poi Pompeo Picherali.
Nel salone “San Zosimo” del Palazzo Arcivescovile di Siracusa il prof. Paolo Giansiracusa, direttore dei “Quaderni del Mediterraneo”, si è soffermato sugli Stalli Corali del 1489 e la documentazione archivistica sulla ricostruzione settecentesca del prospetto della Cattedrale di Siracusa. “I quaderni del Mediterraneo operano dal 1993 e ci siamo occupati di vari monumenti della Diocesi. Gli ultimi due anni li abbiamo dedicati alla Cattedrale perché la chiesa più importante della Diocesi è interessata da una serie di restauri e quindi oltre ai restauri strutturali, abbiamo immaginato che si possano fare dei restauri storici legati alla fede, alla tradizione, alla memoria. E quindi abbiamo cominciato a indagare sugli elementi costitutivi del grande corpo monumentale. Ci siamo occupati della sacrestia, della Cappella del Sacramento e adesso anche del prospetto che è in fase di restauro però pochi conoscevano la documentazione che accompagna questa costruzione. Dai documenti d’archivio abbiamo capito chi sono gli artefici di questa costruzione non solo i progettisti ma anche i capimastro, come Giuseppe Ferrara, e quelli che avevano assunto la direzione lavori nel caso della prima fase Pompeo Picherali e nella seconda fase Giovan Battista Alminara. I quaderni indagano sulla storia della città. La rivista si occupa di opere pittoriche, di sculture, di beni etnoantropologici e la parte più importante è quella archivistica, perché tutte le nostre informazioni vengono fuori dall’archivio di Stato o dall’archivio vescovile. Perché è lì che si nascondono le notizie che noi dobbiamo rispolverare e quindi pubblicare, consegnare alla nostra comunità affinché riscopra la propria identità”.
Mons. Lomanto ha concluso: “Abbiamo potuto apprezzare innanzitutto la verità storica di queste opere, il significato religioso e ecclesiale, oltre che artistico, e il messaggio che continuano ad offrire a noi oggi di una memoria credente. Certamente riscoprirle anche dopo un restauro è per noi un motivo di rinnovamento interiore e si inserisce molto bene nel cammino quaresimale che stiamo compiendo. Il restauro di un’opera la rende viva. Il rinnovamento della nostra vita ci rende sempre più vicino a Dio e ci aiuta a vivere bene la Pasqua del Signore”.
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Solenne traslazione delle reliquie di Santa Lucia

Avrà luogo giovedì prossimo, 13 marzo, la solenne traslazione delle reliquie di Santa Lucia nella chiesa di Santa Lucia alla Badia.
Si tratta di un evento unico disposto dalla Deputazione della Cappella di Santa Lucia: per la prima volta saranno portate in processione la veste, le scarpette e il velo della martire siracusana. In Cattedrale ci sarà un primo momento di preghiera con la recita della coroncina e la via crucis. Alle ore 18.30, dalla Chiesa Cattedrale, l’arcivescovo di Siracusa, mons. Francesco Lomanto, guiderà la processione che traslerà le Sacre reliquie nella chiesa di Santa Lucia alla Badia dove saranno collocate in una nicchia che è stata predisposta nella navata centrale della chiesa.
Ma ci sarà anche un’altra novità unica.
La processione, che vedrà la partecipazione di tutti i gruppi ed i Devoti della Deputazione della Cappella di Santa Lucia, sarà arricchita anche dall’utilizzo del carro di Santa Lucia, recuperato per l’occasione. “Si tratta di un carro che mons. Giacomo Carabelli, arcivescovo di Siracusa dal 1921 al 1932, fece realizzare a Monza per il trasporto del Simulacro della Santa Patrona in occasione delle Feste a Lei dedicate – ha spiegato l’avv. Sebastiano Ricupero, presidente della Deputazione della Cappella di Santa Lucia – Un oggetto che poi è stato messo da parte perchè sono stati i berretti verdi a portare a spalla il simulacro. Lo abbiamo recuperato e sarà nuovamente in processione”. Dopo la reposizione delle Sacre Reliquie, l’arcivescovo Francesco Lomanto presiederà la messa che sarà animata dalla Corale di Santa Lucia, diretta dai maestri Marinella Strano e Cristiano Celesia,, e dal coro delle Voci Bianche dell’Accademia delle Musae e dalla corale dell’Istituto Wojtyla-Chindemi diretti da Mariuccia Cirinnà. Al termine della Santa Messa il coro intonerà inni e canti di Santa Lucia.
Nei giorni 13, 14 e 15 marzo, presso la sala del Parlatoio di Santa Lucia alla Badia, saranno proiettati tre video di brani dedicati a Santa Lucia: “Inno a Santa Lucia” (Cannizzaro-Garofalo), Preghiera per Santa Lucia (Concetta Cappuccio), “Note per Santa Lucia” (anonimo) con il Coro delle Voci Bianche dell’Accademia delle Musae e la corale dell’Istituto Wojtyla Chindemi diretti da Mariuccia Cirinnà. I tre video, girati nei luoghi suggestivi di Siracusa, vogliono colmare un vuoto dei canti dedicati alla nostra patrona. Il progetto è stato promosso dal Comune di Siracusa con la collaborazione dell’Accademia delle Musae. Gli arrangiamenti sono a cura di Mariuccia Cirinnà e di Gianluigi Di Gregorio.
Venerdì 14 marzo, in occasione del Tempo di Quaresima e per celebrare la presenza delle Sacre Reliquie, i Devoti di Santa Lucia sono chiamati a partecipare ad un momento di incontro spirituale alle ore 16:00 presso la Chiesa di Santa Lucia alla Badia.
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