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Festa di don Bosco

Al via la Festa di San Giovanni Bosco nella chiesa del Pantheon a Siracusa.
Oggi giovedì 29, alle ore 18.30 celebrazione eucaristica e riflessione sulla figura di don Bosco da parte di suor Maria Trigilia fma.
Venerdì 30, alle ore 18.00 preghiera del santo rosario meditando sui testi di don Bosco a cura dei salesiani cooperatori. Alle ore 18.30 celebrazione eucaristica.
Sabato 31 gennaio, festa di don Bosco, alle ore 18.00 preghiera del santo rosario, alle ore 18.20 festosa accoglienza dell’arcivescovo mons. Francesco Lomanto con intrattenimento dei ragazzi del cammino di iniziazione cristiana. Celebrazione eucaristica presieduta dall’arcivescovo Lomanto.
Al termine della celebrazione verrà distribuito il tradizionale panino di don Bosco con la mortadella. 

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Lavori di riqualificazione al Sacro Cuore di Gesù ad Augusta

Sabato 7 febbraio, alle ore 17.00, si terrà nella chiesa del Sacro Cuore di Gesù ad Augusta, l’assemblea parrocchiale nel corso della quale verranno illustrati i lavori di riqualificazione e consolidamento del tetto e dell’edificio sacro che prenderanno via nei prossimi mesi.
All’incontro, che sarà introdotto da padre Gonzalo e da padre Edixon, interverranno don Gianluca Belfiore, economo diocesano, e gli architetti Domenico Moschetto e Luciano Magnano.

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Immedesimarsi con Cristo come San Paolo

Immedesimarsi con Cristo e ad affidare tutta la vita al servizio di Dio, come ha fatto san Paolo, per testimoniare il Vangelo di Cristo.
E’ l’invito che l’arcivescovo di Siracusa, mons. Francesco Lomanto, ha rivolto ai fedeli nella Basilica di San Paolo a Palazzolo Acreide nel giorno della festa della Conversione di San Paolo. Hanno concelebrato padre Marco Politini, padre Gianni Tabacco e padre Francesco Mangiafico. Erano presenti i diaconi di Palazzolo, il sindaco Salvatore Gallo e le autorità civili e militari.
L’arcivescovo Lomanto ha presentato tre transizioni fondamentali della vita e del ministero apostolico di San Paolo: nella missione da persecutore ad Apostolo delle Genti, nell’orientamento di vita dalla legge all’Amore, nell’intimità del nostro rapporto con Dio dall’io a Dio («Non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me»), (Gal 2,20).
Mons. Lomanto ha invitato a fare spazio allo Spirito per entrare nell’intimità dell’amore di Dio e a «camminate secondo lo Spirito» (Gal 5,16); ad immedesimarsi con la Chiesa, Corpo mistico di Cristo, per amarla e cooperare insieme al bene di tutti.
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Si presenta Fidem Servavi al vicariato di Lentini

Martedì 27 gennaio, nella chiesa di Santa Tecla a Carlentini, sarà presentata la lettera pastorale dell’arcivescovo mons. Francesco Lomanto “Fidem Servavi” – Conservare e vivere la fede nel mondo di oggi.
Prevista l’assemblea delle comunità parrocchiali di Lentini, Carlentini, Francofonte e Pedagaggi.

Alle ore 18.00 l’arcivescovo mons. Lomanto presiederà la celebrazione eucaristica. Alle ore 19.00 presentazione della lettera pastorale.

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Lomanto: “Siracusa non deve cedere alla violenza e al sopruso”

Non è ammissibile alcun atto di violenza. Siracusa non può e non deve cedere alla violenza e al sopruso“. Lo ha scritto l’arcivescovo di Siracusa, mons. Francesco Lomanto, nel messaggio inviato al comitato che ha promosso la manifestazione cittadina “Siracusa non si piega”, contro attentati e atti intimidatori che nelle ultime settimane hanno colpito attività commerciali a Siracusa. Il corteo, partito da piazza Euripide, è arrivato in piazza Archimede. Presente il vicario generale dell’Arcidiocesi, mons. Sebastiano Amenta, ed altri sacerdoti. Al corteo hanno partecipato le Istituzioni: sindaci del territorio, parlamentari, il presidente della commissione antimafia Antonello Cracolici.
L’iniziativa è stata promossa da oltre 40 sigle: da Cna a Confcommercio, da Confindustria a Libera, Arci, associazioni antiracket e sindacati.

L’arcivescovo di Siracusa, mons. Francesco Lomanto, impossibilitato a partecipare, ha scritto: “Voglio assicurare la mia vicinanza a quanti, imprenditori ed esercenti, sono vittime di intimidazioni e attentati insensati che mortificano e preoccupano tutta la comunità civile. Tutti uniti dobbiamo operare per la legalità e la giustizia. Da questa piazza Euripide, dove dal 1953 al 1968, è stata esposta la Madonna delle Lacrime, mi rivolgo anche a chi si è macchiano di tali atti criminali, chiedendo di ravvedersi e di non continuare a perpetrare atti minacciosi ed efferati. Le Lacrime della Madonna sciolgano la durezza dei cuori, inducano alla conversione verso il bene e il rispetto degli altri.
Non permettiamo al male di avvelenare le nostre case. Non cediamo alla logica della prepotenza e della violenza”. Infine una preghiera alla
Madonna delle Lacrime per “proteggere quanti onestamente lavorano e faticano per guadagnarsi il pane quotidiano“.

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Ordinazione diaconale a Sortino

Lunedì 26 gennaio alle ore 18.30, nella memoria dei Santi Timoteo e Tito, l’arcivescovo mons. Francesco Lomanto presiederà la Santa Messa nella Chiesa di Santa Sofia in Sortino e conferirà l’Ordinazione diaconale all’accolito Vincenzo Maria Rio della Comunità parrocchiale Santa Sofia in Sortino.

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Festa di San Francesco di Sales, patrono dei giornalisti

Si celebra sabato prossimo la festa di San Francesco di Sales, patrono dei giornalisti.
“Custodire voci e volti umani” è il tema scelto da Papa Leone XIV per la 60.ma Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, in un mondo in cui è necessario promuovere “l’alfabetizzazione mediatica”, davanti a tecnologie come l’Intelligenza artificiale. La Giornata si celebrerà il 17 maggio. E’ fondamentale dare il nostro contributo affinché le persone acquisiscano la capacità di pensiero critico. È sempre più urgente introdurre nei sistemi educativi ed un’alfabetizzazione che si concentri su queste nuove tecnologie. Il futuro della comunicazione deve assicurare che le macchine siano strumenti al servizio della vita umana.
L’Ufficio per la Pastorale delle Comunicazioni Sociali e la Cultura dell’Arcidiocesi di Siracusa, in collaborazione con sezione siracusana dell’Ucsi (Unione cattolica stampa italiana) e Assostampa Siracusa, ha promosso un momento di condivisione e riflessione.
Sabato 24 alle ore 10.00, nella Basilica Santuario Madonna delle Lacrime a Siracusa, celebrazione eucaristica presieduta da mons. Francesco Lomanto, arcivescovo di Siracusa e delegato per le Comunicazioni sociali della Conferenza Episcopale Siciliana. Seguirà un momento di riflessione e preghiera davanti al quadretto del Cuore Immacolato di Maria. Saranno presenti mons. Maurizio Aliotta, direttore dell’Ufficio per la Pastorale delle Comunicazioni Sociali e la Cultura; don Aurelio Russo, consulente ecclesiastico Ucsi Siracusa; Alberto Lo Passo, presidente provinciale Ucsi Siracusa; Prospero Dente, segretario Assostampa Siracusa.
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Giornata del dialogo tra cattolici ed ebrei

Siracusa celebra la giornata di approfondimento e sviluppo del dialogo tra cattolici ed ebrei.
Mercoledì 21 gennaio, alle ore 17.00, al salone “Paolo Borsellino” di Palazzo Vermexio a Siracusa, si terrà un incontro dal titolo “In te si diranno benedette tutte le famiglie della terra” (Gen 12,3)”.

Interverranno l’arcivescovo di Siracusa, mons. Francesco Lomanto; il rabbino capo della comunità ebraica di Napoli, rav Cesare Moscati; il delegato per l’Ecumenismo ed il dialogo interreligioso, don Santo Fortunato; il mediatore culturale, Ramzi Harrabi. Modera l’incontro il delegato della Sicilia orientale della comunità ebraica di Napoli, Moshe Ben Simon.

Nel corso dell’incontro, si rifletterà sul dialogo a sessant’anni di Nostra aetate, il documento del Concilio Vaticano II che ha ridefinito i rapporti della Chiesa cattolica con le religioni non cristiane, in particolare con l’ebraismo.

Nel messaggio per la 37esima Giornata per l’approfondimento e lo sviluppo del dialogo tra cattolici ed ebrei, la Commissione Episcopale per l’Ecumenismo e il Dialogo sottolinea come “in tale anniversario abbiamo guardato con gratitudine al cammino percorso in questi anni nel dialogo ebraico-cristiano. (…) L’identità cristiana profonda non può fare a meno del popolo ebraico, della sua storia e della sua spiritualità. Sono i nostri fratelli maggiori. (…) È fondamentale continuare il dialogo fondato sulla comune radice santa, senza nascondere le ovvie differenze. (…)  Il dialogo tra noi è anche un servizio per il dialogo fra le religioni e, soprattutto, un servizio verso questo nostro mondo, sempre più lacerato e diviso. Non possiamo privare il mondo di questo dono. Nella consapevolezza che tutte le religioni sono chiamate, con coraggio ed urgenza, ad affrontare la sfida del dialogo. Ne va della loro stessa identità”.

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Redaelli: la “pace disarmante” implica un’azione su più livelli

La terra è di tutti” è il titolo dell’incontro che si terrà mercoledì 21 gennaio, alle ore 18.30, nella parrocchia Cristo Re a Lentini, nell’ambito del laboratorio “Sentieri di pace” promosso dagli Uffici per la Pastorale delle Comunicazioni sociali e per la Pastorale Sociale e del Lavoro dell’Arcidiocesi di Siracusa.
Interverrà Carmelo Raspa, Docente di Esegesi biblica presso lo Studio Teologico San Paolo e la Pontificia Facoltà Teologica San Giovanni Evangelista di Palermo.

E’ il secondo appuntamento dopo l’intervento che si è svolto giovedì scorso al Santuario della Madonna delle Lacrime a Siracusa con il prof. Riccardo Redaelli. “Parlare di pace oggi – ha detto il docente di Geopolitica e di “Post Confict e gestione delle emergenze” – con il mondo che sembra tornato in guerra, e non solo tornato in guerra, ma sembra esserci una passione nuova per la guerra, per la violenza, per abbattere il diritto internazionale, parlare di pace sembra una cosa da illusi. Un discorso del passato. E invece è proprio in questi momenti che bisogna avere il coraggio di tornare, insistere a parlare di pace, insistere a parlare di diritto internazionale. Papa Francesco diceva: esiste un artigianato della pace e cioè pensare la pace, cercare di applicare, di far valere un discorso non violento che non ceda alla guerra, alla sopraffazione, che non ceda alla legge del più forte, alla legge della giungla, non dipende solo dai governanti, non dipende solo da chi ha le leve economiche, politiche, militari, ma dipende da tutti, da tutti noi. Ognuno al suo livello, ognuno nella sua posizione. Credere che il diritto internazionale, che la pace, che ci sia un mondo più giusto è un dovere che dobbiamo portare avanti sempre a dispetto dell’apparenza“.
Il prof. Redaelli, ordinario di Storia e istituzioni dell’Asia presso la facoltà di Scienze Politiche e Sociali dell’università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, ha approfondito il significato di “pace disarmata e disarmante” (Leone XIV) nel contesto attuale. La “pace disarmante” implica un’azione su più livelli, dal rilancio dell’Onu e delle istituzioni internazionali, alla promozione di programmi di riconciliazione e incontro. L’intreccio tra politiche dall’alto e percorsi dal basso può evitare che la risposta ai conflitti sia unicamente militare, e aprire a spazi reali di convivenza umana.

La proposta di una pace “disarmata e disarmante”, ci invita davvero a una responsabilità condivisa, che parte dalle persone comuni per arrivare ai decisori politici e religiosi – ha concluso il prof. Redaelli –. Vita, verità, memoria, giustizia e perdono non sono parole astratte: sono concetti che “smontano” e depotenziano la logica perversa del nemico come altro ontologico. È un approccio che alimenta una cultura della pace capace di trasformare prima le coscienze, poi i sistemi politici“. 
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Arcivescovo Lomanto: riconosciamo con umiltà la grandezza dell’altro

“Sant’Agata e Santa Lucia ci insegnano che alla presenza di Dio e nella comunione dei santi occorre rifuggire dalla ricerca della propria grandezza che distrugge la comunione e bisogna invece riconoscere con umiltà la grandezza dell’altro che non solo non distrugge ma crea unità, armonia, pace”.  Lo ha ricordato l’arcivescovo di Siracusa, mons. Francesco Lomanto, che ieri ha guidato il pellegrinaggio al Sepolcro di Sant’Agata a Catania.
Prima l’ingresso in Cattedrale delle insigni reliquie di Santa Lucia accolte dal parroco mons. Barbaro Scionti, poi la celebrazione della messa presieduta dall’arcivescovo Lomanto. In pellegrinaggio la Deputazione della Cappella di Santa Lucia, guidata dal presidente avv. Sebastiano Ricupero, e le delegazioni di Carlentini, Belpasso, Santa Lucia al Fortino e Santa Lucia in Ognina.
“Sant’Agata e Santa Lucia, le due sante vergini e martiri, che vivono un incontro come contagio della santità generativa di Dio nell’originalità della propria vita, attestano – ha detto mons. Lomanto – che soltanto la fede ci unisce a Dio che vive e opera in noi, ci dona di vivere nella carità la comunione dei santi, ci consente di affidarci a loro e di camminare in loro compagnia per crescere sempre più nella santità di vita”.
L’arcivescovo ha evidenziato che le due martiri “ci aiutano a scoprire la centralità di Cristo e la sua mediazione, alla quale esse si uniscono con la purezza di cuore e con l’offerta della loro vita. Così ci indicano il segreto della santità nel nostro puro e totale abbandono allo Spirito, perché santo è solo Dio, che viene in noi, se noi lo accogliamo; ma esige il nostro impegno, perché vuole rendere efficace con l’azione del suo Santo Spirito la nostra opera e compiere attraverso la nostra vita i suoi disegni di amore”.
La fede ci consente di affidarci ai santi e di camminare in loro compagnia: “Sant’Agata e Santa Lucia ci attestano che nella fede ci stringe un legame che supera il tempo, lo spazio. Accostiamoci ai santi, lasciamoci visitare da loro, tocchiamo con mano la loro esperienza di vita – ha detto. mons. Lomanto -. Viviamo in comunione con loro: quanto più semplice è nella fede il segno del nostro legame con loro ‒ una preghiera di intercessione, un intimo colloquio, lo sguardo di pietà verso un’immagine, il tocco o il bacio di un simulacro o di una reliquia, o altro ‒ tanto più intenso, vivo e profondo è il rapporto spirituale che stabiliamo con loro nel mistero della divina presenza, perché la santità contagia e genera sempre altra santità. Impegniamoci a conoscere i santi, i nostri santi, sforziamoci di amarli concretamente nei fatti e nella verità – ha concluso l’arcivescovo -, per poter vivere con loro una comunione più intima e più vera che sia veramente efficace nella nostra vita”.

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