“Santa Lucia, luce per la via alla santità” è il tema scelto quest’anno dalla Deputazione della Cappella di Santa Lucia per vivere questa festa ridimensionata dall’emergenza sanitaria in corso. Annullate inevitabilmente le processioni, la Deputazione guidata dall’avv. Giuseppe Piccione propone comunque un programma intenso ricco di celebrazioni e momenti di preghiera ma anche iniziative che coinvolgeranno i giovani ed una proposta per i pellegrini.
“Quest’anno – ha sottolineato Mons. Salvatore Marino, parroco della Cattedrale – abbiamo una festa particolare: legata all’emergenza sanitaria e per il nuovo arcivescovo in Diocesi. Nel suo stemma Sanctificate in meritate ci ha dato opportunità di riflettere sull’attenzione alla santità. Cosa significa essere consacrati nella verità: verità a Cristo e consacrati a Cristo. Questo cammino di santità ci ha spinto a prendere in considerazione la figura di Santa Lucia: Lucia con la sua luce illumina la via della santità. Una settimana dell’Ottavario sarà di preghiera e riflessione per riscoprire alcuni dei santi più significativi in Diocesi. Cominciamo da San Marciano, il primo vescovo della Diocesi. Parleremo anche di San Metodio a cui è dedicato l’Istituto di scienze religiose. Un altro siracusano diventato capo della chiesa d Costantinopoli. Sarà presentato un santo del 1300, un eremita, una realtà ulteriormente diversa. Avremo il beato Federico Campisano, le cui ossa sono state ritrovate in un armadio dopo secoli. Poi San Zosimo e infine una santa contemporanea che è suor Chiara Di Mauro, per la quale è in corso un processo di beatificazione. Abbiamo cercato di far vedere che Santa Lucia, nostra sorella e punto di riferimento non è la sola. Queste figure che hanno vissuto in pienezza l’Eucarestia diventano per noi punto di riferimento. Lucia quest’anno viene vista come luce che illumina il cammino di tutti i cristiani“. 
“Al Pontificale in Cattedrale è prevista la partecipazione di 100 persone, capienza massima per questo periodo di emergenza sanitaria – ha spiegato l’avv. Giuseppe Piccione -. Alle 18 porterò le reliquie di Santa Lucia in Basilica, a ricordo della processione, mentre alle 19 il vicario generale dell’Arcidiocesi celebrerà in Cattedrale. Sabato incontro dell’arcivescovo con i giovani a cura del Servizio diocesano di pastorale giovanile. Anche questo trasmesso on line. Un momento i coinvolgimento per i giovani. La nostra idea è a maggio di incentrare tutto sulla figura dei giovani, Santa Lucia giovane fra i giovani. mancheranno i momenti della processioni che vedeva una partecipazione immensa nelle strade. Non esiste altra manifestazione a Siracusa che ha questa forza. Ci dispiace. Ma diventa una festa più intima e personale. Ma abbiamo pensato alla possibilità singolarmente o per famiglie di fare la processione: partendo dal Sepolcro e terminando in Cattedrale e avevi come oubnto intermedio il Santuario sarà possibile fare a processione. Verrà data una credenziale dove verrà messo il timbro. E si potrà lucrare l’indulgenza plenaria. Tante piccole processioni. Sono tanti i luoghi in cui è viva la presenza di Santa Lucia. E’ stato pensato un libretto che possa portare ad unmuseo Luciano che possa fare vedere e conoscere la nostra città sotto altra prospettiva, della fede e della devozione popolare. Vivere questa città attraverso i passi di Lucia“.
“Abbiamo accolto anche una richiesta di vedere i luoghi di Lucia – ha sottolineato don Helenio Schettini, direttore della Pastorale del turismo -. Abbiamo colto occasione di questa festa per primo passo verso itinerario luciano: lancio di una guida Sui passi di Lucia. Penso alle catacombe di Santa Lucia, di San Giovanni, la chiesa di San Giacomo ai Miracoli e santa Lucia alla Badia. La guida vuole avere carattere di guida legata alla conoscenza dei luoghi, itinerario spirituale che scandisce le tappe. Vogliamo rivolgerci anche a chi arriva a Siracusa con attenzione verso l’arte: troviamo itinerario su opere Gagini legate a Santa Lucia, edicole votive.
Chi si vuole mette in cammino dalla Basilica alla Cattedrale. Nei prossimi mesi si aggiungeranno altri atti: pensiamo a segnaletica comune per individuare i siti, creare eventi per promuovere la cultura attorno alla santa e quei servizi di accoglienza e promozione per i turisti. Verrà fornito una credenziale dove si trova la preghiera dell’arcivescovo per Santa Lucia e lo spazio per i timbri”.








Il numero dei sacerdoti della sua diocesi contagiati dal Covid ha spinto il vescovo di Ragusa, mons. Carmelo Cuttitta, a scrivere un messaggio a loro e ai fedeli, manifestando “vicinanza in questo momento così difficile e impegnativo”, raccomandando di ricordare nella preghiera “tutti i confratelli che si trovano in una condizione di positività al Covid-19” e, soprattutto, “coloro che attualmente sono ricoverati in terapia intensiva” e chiedendo ai sacerdoti di “affrontare questa situazione contingente con determinazione e responsabilità”.
“Ci risiamo… Pensavamo di esserci lasciati alle spalle i segni della sofferenza e della morte provocati dal Sars Cov2 a marzo scorso, ma in realtà ancora non avevamo compreso che quel terribile ed invisibile nemico, seminatore di morte, era pronto a sferrare un attacco ben più terrificante del primo. E mentre il mondo si divide in due tra chi nega l’evidenza, mettendo in atto comportamenti irresponsabili nocivi non solo a loro, ma anche agi altri, e in chi, per timore del contagio, si chiude in casa estraniandosi dal resto del mondo, tra questi, quasi a far da spartiacque, un piccolo esercito di uomini e donne che, pur temendo per se e le loro famiglie, si prodigano per aiutare coloro che sono colpiti da questa brutta malattia: penso ai tanti medici, infermieri, operatori sanitari che ogni giorno rischiano la vita ma danno testimonianza di serietà, senso del dovere e coraggio. Tra questi mi permetterete di annoverare anche i tanti cappellani ospedalieri che offrono il loro ministero accanto al malato con amore e generosità. Certo anche noi cappellani, pur abituati alla sofferenza, alla malattia ed alla morte, siamo rimasti spiazzati dagli effetti devastanti di questa brutta pandemia, non solo per gli effetti che provoca nel corpo ma direi a quelli invisibili ma altrettanto devastanti che provocano nell’anima,nei sentimenti e negli affetti. Come descrivere, senza rimanere turbati, i volti dei malati che giornalmente incontro nei reparti Covid del mio ospedale: volti impauriti per la malattia, addolorati perché strappati dai loro affetti familiari, impossibilitati a ricevere visite. Chi ha fatto esperienza di un reparto di semintensiva o intensiva sa come il tempo sembra non scorrere mai, e la paura, lo scoraggiamento prendono il sopravvento. Il cappellano ospedaliero è l’unico che può andare a visitare i malati di Covid per rivolgergli una parola di conforto e di fede. Spesso mi capita di fare da “messaggero”: i parenti vengono in cappella pregandomi di portargli un loro messaggio, un gesto di affetto.
“Molti pensano che il virus Covid-19 sia frutto di qualche complotto mondiale. Vi assicuro che chiunque contrae il virus con dei sintomi il vostro corpo entra in guerra che potresti vincerla o perderla nei casi di aggravamento. Prima la febbre, poi dolori che ti attraversano il corpo, dolori intestinali, nausea, perdita dell’olfatto, confusione mentale, tosse, bruciore agli occhi, ti senti il petto che ti schiaccia come se avessi un camion sulla cassa toracica, poi comprendi sempre più che il tuo corpo è completamente in guerra con un nemico invisibile che non vedi ma senti. Questi sono i sintomi che ho avuto in questi giorni.





’amore per il passato ci aiuta a riscoprire la nostra identità di cristiani. A tutti voi viene chiesto di camminare insieme nella via di Dio, di crescere nella santità. Ma essere santi significa lasciarsi trasformare da Dio che abita nella nostra vita. Insieme con la grazie del signore camminiamo con sacrificio”.


