nell’iniziativa “Maria e gli infermi”. Ad accogliere il reliquiario è stato padre Ambrogio, parroco della chiesa di santa Lucia, che ha dato la sua testimonianza legata alla Madonna delle Lacrime.

nell’iniziativa “Maria e gli infermi”. Ad accogliere il reliquiario è stato padre Ambrogio, parroco della chiesa di santa Lucia, che ha dato la sua testimonianza legata alla Madonna delle Lacrime.

Il reliquiario della Madonna delle Lacrime a Villa Agata a Floridia. L’Ufficio diocesano della Pastorale della Salute, all’interno del programma Maria e gli infermi, ha organizzato per martedì 5 luglio la visita del reliquiario ai degenti della rsa a Villa Agata in contrada Vignarelli nella zona artigianale di Floridia.
Alle 10 il reliquiario sarà portato da don Raffaele Aprile, direttore dell’Ufficio per la Pastorale della Salute, nel piazzale della struttura dove sarà accolto da padre Ambrogio Giuffrida, parroco della chiesa di Santa Lucia. Poi la recita del rosario e alle 10.45 il reliquiario sarà portato in visita ai degenti. Alle 11.30 il reliquiario sarà riportato nel piazzale della struttura dove ci saranno alcune preghiere e testimonianze. Alle 11.55 la supplica alla Madonna delle lacrime e alle ore 12 la benedizione finale.
Domani, mercoledì 29 giugno, alle ore 10.00, mons. Francesco Lomanto, Arcivescovo di Siracusa, celebrerà la Santa Messa nel 36mo anniversario della sua ordinazione sacerdotale.
“Ci uniamo alla sua preghiera per il dono del suo Sacerdozio e ringraziamo il Signore per averlo scelto quale pastore della nostra Arcidiocesi di Siracusa e custode delle Lacrime della Madonna” ha detto mons. Aurelio Russo, rettore del Santuario del Madonna delle Lacrime.
Il 29 giugno 1986, terminati gli studi nel seminario di Caltanissetta, Francesco Lomanto è stato ordinato presbitero da mons. Alfredo Maria Garsia, vescovo della Diocesi di Caltanissetta.
“Dobbiamo fare un servizio in uscita, dobbiamo avere un approccio comune, dobbiamo avere lo stile di vita pastorale e bisogna formare le coscienze. Serve una struttura di servizio che ci dia identità: curare la comunicazione e la relazione. Una struttura di servizio ben strutturata con una segreteria che funzioni tutto il giorno. Creare una rete di informazione, di ricchezze e di comunione”. E’ questa l’indicazione raccolta da don Raffaele Aprile, direttore della Pastorale della Salute, al termine dell’incontro che si è svolto ad Enna tra i direttori della Pastorale della Salute in Sicilia, presieduto da mons. Giovanni Accolla, arcivescovo delegato della CESI, alla presenza di don Massimo Angelilli, direttore dell’Ufficio nazionale, e don Mario Torracca, direttore regionale.
“Dobbiamo avere un’approccio comune, dobbiamo cominciare a pensare di creare nelle parrocchie dei responsabili, che abbiano il contatto con i parroci, i ministri della comunione e anche a livello domiciliare. Si deve cercare il modo per assicurare che i cappellani possano operare come altri operatori sanitari”.
Don Massimo Angelilli sta effettuando una visita in tutte le realtà regionali per ascoltare e condividere momento di comunione. Per conoscere le situazioni nelle diverse realtà diocesane, le difficoltà ed eventuali bisogni. La Fratres è l’unica realtà di raccolta di sangue riconosciuta dalla CEI. Le diocesi possono collaborare facendo dei progetti “salva vita” per la donazione di sangue e organi. Esiste in alcuni diocesi una giornata dedicata alla donazione del sangue. Anche in Vaticano, “Progetto culturale con il museo Vaticano” dove chi dona il sangue può usufruire dei servizi senza pagare. La Pastorale della salute sta dove stanno i malati.
“L’amore familiare: vocazione e via di santità” è il tema del X Incontro mondiale delle Famiglie che si sta svolgendo a Roma e terminerà domenica prossima quando il Santo Padre consegnerà il mandato alle famiglie.
A Siracusa l’Ufficio per la pastorale delle famiglie ha promosso un incontro per domenica prossima, 26 giugno, alla Basilica Santuario della Madonna delle Lacrime. Alle ore 10.00 l’arcivescovo di Siracusa mons. Francesco Lomanto presiederà la solenne celebrazione eucaristica. Subito dopo ci sarà un momento di festa con delle testimonianze e alle ore 12.00 il collegamento con piazza San Pietro a Roma.
“Nel corso di quest’anno, dedicato all’Esortazione Apostolica Amoris Laetitia, siete stati accompagnati dalle riflessioni e dagli incontri organizzati dal nostro Ufficio per la Pastorale della Famiglia, attraverso la rubrica mensile l’Amore nel frammento e la proposta formativa su Amoris Laetitia, in preparazione al X Incontro Mondiale delle Famiglie che verrà realizzato in due modalità parallele: Roma rimarrà la sede principale, presso la quale si svolgeranno il Festival delle Famiglie e il Congresso teologico-pastorale, entrambi in aula Paolo VI; e la messa in piazza San Pietro. Parteciperanno i delegati delle Conferenze episcopali e dei movimenti internazionali impegnati nella Pastorale familiare” ha scritto l’arcivescovo Francesco Lomanto.
Contemporaneamente, nelle singole Diocesi sono state programmate iniziative. «Si tratta di cogliere un’opportunità preziosa e unica per far ripartire con rinnovato slancio missionario e creatività la Pastorale Familiare, a partire dalle indicazioni che ci sono state date dal Santo Padre nell’esortazione Amoris Laetitia, cioè con il coinvolgimento di sposi, famiglie e pastori insieme» (Nota sul X Incontro Mondiale delle Famiglie, 02.07.2021).
“Invito tutte le famiglie della nostra Diocesi a cogliere questa “preziosa opportunità”, per vivere la gioia di questo importante evento” conclude l’arcivescovo Lomanto.

Il reliquiario della Madonna delle Lacrime all’ospedale “Umberto I” di Siracusa. L’iniziativa, denominata “Maria e gli Infermi”, è stata un’emozionante e bellissima esperienza missionaria su iniziativa della parrocchia San Luca evangelista e dell’Ufficio diocesano per la Pastorale della salute diretto da don Raffaele Aprile. Le Lacrime di Maria vogliano essere uno sprono per uscire da noi stessi e rifugiarci nel cuore di Dio.
Dopo l’accoglienza del Reliquiario che custodisce le Lacrime della Madonnina, nella chiesa parrocchiale di San Luca, all’interno dell’ospedale da parte del cappellano fra Gabriele, processione d’ingresso con la presenza dei ministri straordinari, dei volontari dell’Avo, dell’Avulss, dei Gruppi prematuri e del personale sanitario. Dopo un momento di preghiera con il Reliquiario, l’adorazione eucaristica.
Nella parte centrale della mattinata visita ai reparti, con i malati che hanno potuto pregare davanti al Reliquiario. “Portare la presenza materna di Maria attraverso le Lacrime ha visto negli occhi dei pazienti tanta speranza. C’è stato chi ha versato delle lacrime, chi ha rivolto le sue intenzioni ai piedi della Madonna e chi, in silenzio, ha aperto il suo cuore” ha detto don Raffaele Aprile.
“Più che parlare della malattia come incidente di percorso nel cammino dell’umana esistenza, bisogna parlare della bellezza della vita. La malattia fa parte della vita, è nella natura della creatura umana, è nel suo limite: accettare la vita è saper accettare anche la malattia Questo non significa favorirla, come non significa neppure ignorarla.
Dietro la malattia c’è il malato, c’è la persona umana che a causa della malattia viene limitata nel suo agire, viene tormentata dal dolore fisico e spirituale. Amare la vita, servire la vita, prenderci cura della vita, andando incontro e servendo chi soffre è compito precipuo di ogni cristiano degno di questo nome. Quelle sofferenze subite da Cristo e causate da una umanità malata spiritualmente, sono state superate e vinte dalla resurrezione di Cristo. Con la resurrezione la vita ha vinto definitivamente sulla malattia e sulla morte. Farci prossimo, saper stare accanto, dedicare tempo ai malati è dare fiato alla vita, è caricare di speranza chi è aggredito dal male fisico e morale. Fare scoprire attraverso la malattia la presenza di Gesù nella nostra vita è portare gioia dove c’è tristezza, pace dove c’è desolazione e morte.
Aprire il cuore alla bellezza della vita è dare senso e valore al tempo, è sapere dire eccomi al volere di Dio, è dare linfa alla vita sia quando le cose vanno a gonfie vele, sia quando la malattia bussa alla porta delle nostre case e ci impedisce di vivere nella normalità. La felicità la viviamo apprezzando il dono della vita, la preziosità del tempo, la bellezza della comunione fraterna, il profumo delizioso dell’amore delle persone buone che il Signore mette sulla nostra strada. Ogni giorno – ha concluso don Raffaele – è un dono di amore di Dio e il mio grazie a Dio, il mio tempo dato a Dio non possono, non devono mancare“.
