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Alla scoperta della Siracusa cristiana

Mercoledì 11 marzo, alle ore 17.30 presso il Centro Convegni della Basilica Santuario Madonna delle Lacrime di Siracusa, si terrà il convegno organizzato dal Lions Club Siracusa Host dal tema “Alla scoperta della Siracusa cristiana: dalla Luce della Parola alla visita di San Paolo, dal martiro di Santa Lucia alle Lacrime della Madonna”.
Dopo i saluti istituzionali di Simona Falsaperla, presidente Lions Club Siracusa Host e l’introduzione di Nestore De Sanctis, Presidente Comitato Service GST Lions Club Siracusa Host, il convegno – moderato dallo storico don Luigi Salonia, docente di «Antichità Cristiane» presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose San Metodio di Siracusa – presenterà la peculiarità delle origini cristiane di Siracusa che affondano le radici fino all’Apostolo Pietro che inviò il Vescovo San Marciano a Siracusa.
Relazioneranno l’arcivescovo di Siracusa, mons. Francesco Lomanto, il quale tratterà le origini apostoliche della Chiesa di Siracusa; il Rettore del Santuario, don Aurelio Russo, che approfondirà la notizia biblica del passaggio dell’Apostolo Paolo da Siracusa, secondo quanto riferito nel testo biblico degli Atti degli Apostoli al cap. 28 versetto 12; il Presidente della Deputazione della Cappella di Santa Lucia, l’avv. Sebastiano Ricupero, che si soffermerà sulla storia e sulla devozione di Santa Lucia, vergine e martire siracusana; e la prof.ssa Simonetta Satornino, volontaria del Santuario Madonna delle Lacrime e docente di storia e filosofia all’Istituto di Istruzione Superiore Luigi Einaudi di Siracusa, che presenterà la straordinaria storia della Lacrimazione della Madonna a Siracusa.

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Alla scoperta della Cattedrale di Siracusa

La ricostruzione settecentesca del prospetto della Cattedrale di Siracusa, ma anche la Sacrestia Torres recentemente restaurata e la Cappella del SS. Sacramento.
Questi alcuni dei temi al centro dell’incontro che si terrà sabato 7 marzo, alle ore 17,30 nel salone “San Zosimo” del Palazzo Arcivescovile di Siracusa per la presentazione dei numeri 26 e 27 dei “Quaderni del Mediterraneo” – Studi storico-artistici sui beni culturali del Mezzogiorno.
Il prof. Paolo Giansiracusa, direttore dei “Quaderni del Mediterraneo”, relazionerà con saggi inediti sulla Cappella del SS. Sacramento, la Sacrestia Torres, gli Stalli Corali del 1489 e la documentazione archivistica sulla ricostruzione settecentesca del prospetto della Cattedrale di Siracusa. All’incontro presenzierà l’arcivescovo di Siracusa, mons. Francesco Lomanto.
Non si conoscono bene tutti gli aspetti storici e artistici della Cappella del SS. Sacramento, e in particolare quelli della Sacrestia Torres, degli Stalli Corali del 1489. Per la Sacrestia Torres, che si trova in fondo alla navata destra della Cattedrale, è stato recentemente fatto un certosino lavoro di restauro sia del materiale lapideo che di quello ligneo, al fine di porre rimedio ai guasti provocati dal tempo. E poi è stato scoperto in una parete di un affresco databile al XVII secolo. La sacrestia è stata arricchita anche da una donazione, un crocifisso in legno tardo settecentesco di autore ignoto in memoria di Alessandro Odierna, un giovane prematuramente scomparso, donato dalla famiglia.
La più nota Cappella del SS. Sacramento venne fondata l’otto aprile 1616 in Cattedrale dallo spagnolo mons. Giovanni Torres De Osorio, Vescovo a Siracusa dal 13 novembre 1613.
E poi uno studio sugli stalli Corali del 1489: sul coro ligneo, eccellenza dell’intaglio tardo-gotico sopravvissuta ai rifacimenti dei secoli successivi. Costituiscono spesso il mobilio più prezioso per i dignitari ecclesiastici e per la Schola Cantorum. Gli stalli sono considerati una delle parti più preziose degli arredi sacri delle chiese. Nel corso della presentazione si parlerà del “ruolo” del Sac. Andrea Palma nella esecuzione del frontespizio della Cattedrale di Siracusa. Nuovi documenti d’archivio svelano i dettagli dietro la realizzazione della facciata barocca, analizzando le fasi costruttive e le scelte estetiche successive al terremoto del 1693. I Quaderni del Mediterraneo sono una collana che da trentaquattro anni rappresenta un punto di riferimento per gli studi storico-artistici del Mezzogiorno d’Italia.

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Compleanno di mons. Giuseppe Greco

Domenica 1 marzo, alle ore 17.30, l’arcivescovo Mons. Francesco Lomanto celebrerà la Santa Messa di ringraziamento per il 90mo compleanno di mons. Giuseppe Greco, già parroco della Parrocchia Sacra Famiglia in Siracusa, vicario generale dell’Arcivescovo Giuseppe Costanzo dal 1990 al 2008 e, oggi, confessore della Basilica Santuario Madonna delle Lacrime.
Parteciperà alla celebrazione eucaristica il novello Diacono don Vincenzo Maria Rio, ordinato lo scorso 26 gennaio 2026 nella Chiesa Santa Sofia di Sortino.

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La Quaresima: tempo prezioso da dedicare alla carità verso i fratelli

Nel tempo prezioso della Quaresima alleniamo il nostro spirito a compiere gesti concreti di carità verso tutti i fratelli — specialmente nei riguardi degli ultimi, dei poveri e dei bisognosi — per entrare nell’intimità dell’amore di Dio“.

E’ una delle indicazioni che l’arcivescovo di Siracusa, mons. Francesco Lomanto, ha voluto dare nel suo messaggio alla Diocesi per il Tempo di Quaresima. Mons. Lomanto, riprendendo le parole di Papa Leone XIV ha invitato “ad una forma di astensione molto concreta e spesso poco apprezzata, cioè quella dalle parole che percuotono e feriscono il nostro prossimo“. La Quaresima è un tempo per “rinnovare il nostro cammino di conversione“. Mons. Lomanto ha evidenziato: “I tre avverbi, sobrie, iuste et pie, scandiscono le specifiche pratiche della Quaresima del digiuno, della preghiera e della carità e indicano i grandi pilastri della vita cristiana per vivere con autenticità il nostro rapporto con Dio e con i fratelli. Per compiere il nostro cammino di rinnovamento spirituale verso la Pasqua del Signore, accogliamo il primo messaggio di Papa Leone XIV per la Quaresima 2026, con il quale ci invita ad ascoltare la Parola di Dio e il grido degli ultimi e a vivere nuove forme di digiuno con “astensione molto concreta” come “disarmare il linguaggio””.

L’arcivescovo di Siracusa ha invitato a vivere “con sobrietà” la pratica del digiuno, “un esercizio spirituale importante nella vita cristiana, perché ci libera dal nostro egoismo, dagli istinti di sensualità e dalla brama di potenza, che costituiscono impedimenti gravi e radicali a una crescita della santità e a una realizzazione della convivenza civile e della fraternità universale“.

Quindi mons. Lomanto ha richiamato le parole del Santo Padre, che nel messaggio di Quaresima ha scritto: Cominciamo a disarmare il linguaggio, rinunciando alle parole taglienti, al giudizio immediato, al parlare male di chi è assente e non può difendersi, alle calunnie. Sforziamoci – scrive Papa Leone – di imparare a misurare le parole e a coltivare la gentilezza: in famiglia, tra gli amici, nei luoghi di lavoro, nei social media, nei dibattiti politici, nei mezzi di comunicazione, nelle comunità cristiane. Allora tante parole di odio lasceranno il posto a parole di speranza e di pace”.

L’arcivescovo ha invitato a vivere “con giustizia” la pratica della preghiera e della santità. “La santità di vita implica povertà e libertà del cuore da tutti quei legami terreni che ostacolano la comunione con Dio. Rinunciando a ciò che è effimero – spiega mons. Lomanto – possiamo aprirci completamente a Dio, che si dona a coloro che lo amano con cuore retto e sincero. La pratica del digiuno, dunque, va vissuta sia in ordine all’adorazione di Dio, perché davanti a noi c’è solo e sempre Dio, ma anche in ordine all’amore verso altri“.

Infine vivere “con pietà” la pratica dell’elemosina e della carità.

Tutta la vita cristiana implica un atto di affidamento totale al servizio di Dio e un dono di amore al nostro prossimo, una pietà senza riserve e un servizio generoso di carità ai nostri fratelli e alle nostre sorelle. La pratica della mortificazione e del digiuno – conclude l’arcivescovo – aiuta a liberarci dal nostro individualismo e soggettivismo e ci predispone a una vita di carità e a un esercizio di pietà verso gli altri“.

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Riapertura catacomba di San Giovanni

Riapre la catacomba di San Giovanni a Siracusa. Dopo la pausa del mese di gennaio per alcuni lavori di manutenzione ordinaria, riapre il complesso risalente al IV secolo che insieme alle catacombe di Santa Lucia e di Vigna Cassia rappresenta il più importante e il più vasto dopo Roma. Antiche cisterne, pozzi profondi, grandi rotonde e camere sepolcrali si innestano e si sovrappongono in un intreccio di ampie gallerie sotterranee: è qui che il Cristianesimo, appena nato in Sicilia, ha raggiunto l’apice della sua forza espressiva.
“A Siracusa i cristiani fondarono una delle più grandi comunità del mondo occidentale, annunciando il Vangelo attraverso le parole e attraverso le immagini” spiega mons. Giuseppe Benintende, Custode delle Catacombe di Siracusa. “Custodire questo immenso patrimonio non è affatto semplice – spiega mons. Benintende – e con la Pontificia commissione di archeologia sacra stiamo elaborando progetti per rendere maggiormente fruibile questo sito ricco di storia e di fede”.
Le catacombe non rappresentano dei nascondigli per i cristiani in fuga dalle persecuzioni, né tristi musei della morte. Anzi sono luoghi di rinascita, capaci di raccontare una storia di duemila anni fa.
La galleria principale della catacomba di San Giovanni è un tunnel lungo quasi cento metri con le pareti costellate da loculi e arcosolii; un solco, appena sotto la volta in pietra, segna il percorso di un antico acquedotto greco e ricorda le origini del cimitero sotterraneo. Man mano che ci si addentra verso la zona più densa di sepolture, cominciano ad affiorare i segni incisi sulla superficie delle tombe e le pitture ottenute con pennellate rosse, brune e gialle. “Ci sono tombe ad arco con più di venti sarcofagi, scavati l’uno dopo l’altro. Tutte insieme formano un reticolo di circa diecimila sepolture – spiega mons. Giuseppe Benintende -. Seguendo l’alternarsi di luci e ombre ci si ritrova nel sistema di cisterne scavate nella roccia divenute vere e proprie cappelle monumentali: la rotonda di Marina, quella di Adelfia, il cubicolo di papa Eusebio e la rotonda delle Vergini consacrate. La grandiosità delle loro sepolture è seconda solo alle catacombe romane”. Sul sarcofago di Adelfia sono stati rappresentati più di 60 personaggi biblici, papa Eusebio fu sepolto in un sepolcro scenografico a tre livelli a pochi passi dalla tomba della giovane Euskia, che fu una delle prime testimoni della festa di santa Lucia.
L’ispettore della Pontificia Commissione Archeologia Sacra è la dott.ssa Tiziana Ricciardi.
La catacomba di San Giovanni, fruibile con le visite guidate degli operatori della Kairos, sarà aperta da domani, martedì 10, al 22 febbraio dalle 9.30 alle 12.30 (lunedì chiuso) e dal 23 al 28 febbraio dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 14.30 alle17.30 (lunedì chiuso). Stessi orari per marzo. Per info tel. 0931.64694 – Tel. 3475815794
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Il Santuario della Madonna delle Lacrime su Radio Maria

Venerdì 13 febbraio, a partire dalle ore 7.30, il Santuario della Madonna delle Lacrime si collegherà in diretta sulle frequenze radiofoniche di Radio Maria, per la preghiera del Santo Rosario, delle Lodi Mattutine e per la celebrazione della Santa Messa.
Radio Maria svolge un importante ruolo nella divulgazione della devozione alla Madonna che con materna attenzione si fa presente nel cammino della Chiesa, stando accanto a ogni figlio di Dio, come ebbe a dire Papa Francesco, meditando sulle Lacrime della Madonna di Siracusa: “Accanto a ogni croce c’è sempre la madre di Gesù, offrendo consolazione, speranza e protezione. La Madonna asciuga le lacrime, rialza e guida nel cammino verso la salvezza e la gioia della resurrezione”.

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Si celebra la Giornata mondiale del malato

Mercoledì 11 febbraio, festa della Madonna di Lourdes, si celebra la 34esima Giornata mondiale del Malato dal tema “La compassione del Samaritano: amare portando il dolore dell’altro!”.
L’Ufficio Diocesano per la Pastorale della Salute di Siracusa, che promuove l’evento in tutte le parrocchie, a Siracusa ha programmato due momenti di preghiera: alle ore 17.00, nella cappella della parrocchia “San Luca” dell’ospedale di Siracusa, preghiera con i malati, i gruppi di volontariato, il personale sanitario e i fedeli.

Alle ore 18.00, nel Santuario Madonna delle Lacrime, l’arcivescovo Francesco Lomanto celebrerà la Santa Messa per gli ammalati e per tutti i fedeli. A tutti i presenti verrà donata l’immaginetta della Giornata del Malato.

Tutto il materiale della giornata Mondiale del malato è scaricabile dal sito delle CEI

Messaggio del Santo Padre per la XXXIV Giornata Mondiale del Malato

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Riscopriamo la corresponsabilità e la cura delle relazioni

“Sant’Agata ci invita alla riscoperta del valore della corresponsabilità, nella cura delle relazioni e nell’impegno per la profezia sociale. In tal senso le comunità ecclesiali possono e devono ispirare nuovi cammini anche per la vita politica ed economica delle nostre città, per un maggiore senso dell’identità locale che esige amore, corresponsabilità, rispetto e cultura”. Lo ha detto l’arcivescovo di Siracusa, Francesco Lomanto, nell’omelia durante la celebrazione in Cattedrale a Catania nella solennità di Sant’Agata.

“Sant’Agata ci insegna a vivere la gioia della fede – ha detto l’arcivescovo di Siracusa – la coscienza di appartenere alla Chiesa e la responsabilità della missione evangelizzatrice nella quotidianità della vita. Di fronte alle nuove sfide del contesto culturale odierno – segnato dal relativismo che mette in dubbio l’esistenza di verità assolute e universali, dall’individualismo religioso per cui ognuno si fa la propria religione, da forme di religione “senza Dio” – siamo chiamati a rendere ragione della speranza che è in noi con la nostra fede e con la nostra testimonianza di credenti in Gesù, consapevoli di appartenere a Lui e sapendo che Egli è fedele e non ci abbandona mai”.

L’arcivescovo ha ricordato che “Sant’Agata, con il dono della sua vita fino al martirio, ha operato per la pace della Chiesa, per la fedeltà dei cristiani alla Chiesa e per la comunione dei fedeli nella Chiesa. Sant’Agata, assieme a Lucia, è tra il numero ristretto di martiri nominati nel canone romano, per il loro straordinario esempio di virtù eroica, già molto conosciuto e particolarmente apprezzato nella Chiesa fin dai primi secoli del cristianesimo. Sant’Agata ci invita alla riscoperta del valore della corresponsabilità, nella cura delle relazioni e nell’impegno per la profezia sociale. In tal senso le comunità ecclesiale possono e devono ispirare nuovi cammini anche per la vita politica ed economica delle nostre città, per un maggiore senso dell’identità locale che esige amore, corresponsabilità, rispetto e cultura. Sant’Agata testimonia la risurrezione di Gesù con l’annuncio del Vangelo, con l’esercizio della carità e con il dono della sua vita, realizzando pienamente l’identità missionaria della Chiesa. Con la vitalità della fede, con la sensibilità ecclesiale e con la testimonianza cristiana, Sant’Agata ha vissuto la sua profonda esperienza spirituale, fondata sulla centralità del mistero di Cristo, indicandoci il segreto della santità nell’abbandono supremo a Dio, la grandezza dell’uomo nell’affidamento di tutta la vita a Dio e nella comunione con i fratelli, il servizio dell’amore nella carità divina, che richiede il tutto di noi per donarci il tutto di Dio”.

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I bambini al centro della giornata nazionale per la vita

Si celebra domenica 1 febbraio la 48esima Giornata Nazionale per la Vita, che quest’anno ha per tema «Prima i bambini!»
Il Consiglio Episcopale Permanente della Conferenza Episcopale Italiana invita a rimettere al centro i più piccoli, la loro dignità, la loro tutela e il loro diritto a essere accolti, amati e accompagnati fin dal primo istante della vita.
Il richiamo evangelico è alle parole di Gesù: «Guardatevi dal disprezzare uno solo di questi piccoli» (Mt 18,10).

Il programma prevede alle ore 9.30 l’accoglienza in piazza Minerva e in processione verso la Cattedrale.
Alle ore 10.00 interventi dell’av
v. Maria Suma, vicepresidente dell’Associazione Meter Ets e del dott. Alessandro Drago, presidente del Comitato Provinciale di Siracusa per l’Unicef.
Alle ore
11:30 celebrazione eucaristica presieduta da mons. Francesco Lomanto, Arcivescovo di Siracusa. 

I vescovi italiani ci invitano a rimettere al centro i bambini, troppo spesso vittime innocenti di guerre, povertà, violenze, abusi e trascuratezze – hanno sottolineato mons. Salvatore Marino, Maria Grazia e Salvatore Cannizzaro, responsabili dell’Ufficio diocesano per la pastorale della famiglia – . In un tempo segnato da profonde fragilità sociali e culturali, la tutela della vita dei più piccoli diventa criterio essenziale per misurare la qualità umana e spirituale delle nostre comunità. Nel Messaggio per questa Giornata, la CEI ci richiama a una responsabilità condivisa: riconoscere la dignità infinita di ogni bambino, custodire la vita fin dal suo inizio e accompagnare la crescita dei più piccoli con scelte concrete di accoglienza, protezione e speranza. Mettere “prima i bambini” significa costruire un futuro più giusto, solidale e autenticamente umano. Come Chiesa, siamo chiamati a sostenere le famiglie, a promuovere una cultura della vita che non escluda nessuno e a vigilare perché ogni bambino possa crescere nella serenità, nella pace e nell’amore. È un impegno che nasce dalla fede e si traduce in gesti concreti di prossimità e corresponsabilità. Affidiamo alla Vergine Maria – che ci ha donato Gesù, «Via, Verità e Vita» (Gv 14,6) – il nostro impegno a custodire ogni bambino, dono prezioso da accogliere e proteggere, per costruire un futuro migliore“.

 

 


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