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Itinerario formativo attraverso l’esortazione post-sinodale Querida Amazonia di papa Francesco

Pensare la casa comune all’ISSR San Metodio

Prende il via domani, venerdì 30, alle ore 18.30, l’itinerario formativo attraverso l’esortazione post-sinodale Querida Amazonia di papa Francesco. L’iniziativa dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose San Metodio in collaborazione con l’Ufficio per l’Insegnamento della Religione Cattolica della Diocesi di Siracusa nell’ambito del tema scelto quest’anno dal San Metodio, Pensare la casa comune. Nove incontri con una verifica finale che si terrà il 28 maggio 2021.

Primo appuntamento con il prof. Dionisio Candido, Docente stabile di Sacra Scrittura, ISSR San Metodio, tratterà il tema La casa comune nei testi biblici. Rilievi scritturistici in QA.

L’iniziativa, valida come corso di aggiornamento per docenti delle scuole di ogni ordine e grado, si terrà nella sala conferenze dell’ISSR in via della Conciliazione a Siracusa in presenza ed in collegamento a distanza (max 150 persone).

Il prof. Dionisio Candido

L’incontro è aperto alla cittadinanza, ai docenti delle scuole di ogni ordine e grado e agli studenti universitari.

 

Per scaricare il programma

Per scaricare l’Esortazione apostolica, Querida Amazonia

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Amare Dio e il prossimo per realizzare la nostra vita cristiana

“Amare Dio e il prossimo: è all’interno di questo comandamento che dobbiamo realizzare tutta la nostra vita cristiana”. E’ uno dei passaggi dell’omelia dettata dall’arcivescovo mons. Francesco Lomanto nella chiesa Cattedrale per la sua prima celebrazione eucaristica dopo l’ordinazione. Anche in questo caso l’emergenza sanitaria ha imposto un numero limitato di presenze all’interno della chiesa.

“Ci dobbiamo lasciare trascinare dal suo amore – ha continuato mons. Lomanto -. L’amore per Dio è a fondamento dell’amore per gli altri. Amare Dio con tutto il cuore significa vivere in questo dimensione l’amore per l’altro. Quello di Dio è un Amore preveniente universale e totale. A me chiede il servizio e il dono di incarnare il Mistero. ’amore per il passato ci aiuta a riscoprire la nostra identità di cristiani. A tutti voi viene chiesto di camminare insieme nella via di Dio, di crescere nella santità. Ma essere santi significa lasciarsi trasformare da Dio che abita nella nostra vita. Insieme con la grazie del signore camminiamo con sacrificio”. 

A dare il benvenuto all’inizio della celebrazione è stato mons. Salvatore Marino, parroco della Cattedrale: “Aiutaci nella capacità di ripensare, di vedere la realtà nella novità con la continuità. Noi ci impegniamo a seguirti”.

Al termine della celebrazione anche un fuori programma con il saluto dell’arcivescovo alla patrona Santa Lucia: mons. Lomanto è entrato all’interno della cappella dedicata alla patrona e la Deputazione della cappella di Santa Lucia ha fatto aprire la nicchia che custodisce il simulacro.

 

 

 

 

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Mons. Francesco Lomanto è il nuovo arcivescovo metropolita di Siracusa

Benvenuto don Francesco!

“Il vescovo è un agnello immolato nell’Olocausto d’amore nella verità. Con l’amore, la pazienza e la saggezza che ti contraddistinguono saprai guidare l’antichissima Chiesa di Siracusa”. Il vescovo di Caltanissetta, Mario Russotto, si rivolge a Francesco Lomanto, arcivescovo metropolita di Siracusa: un padre che accompagna il figlio in un grande incarico. E dopo la liturgia dell’ordinazione episcopale, nonostante le rigide misure imposte dall’emergenza pandemia all’interno della Basilica Santuario della Madonna delle Lacrime a Siracusa, l’abbraccio  tra i due provoca emozione nel neo arcivescovo. 

Il vescovo di Caltanissetta consegna al suo “eletto” tre parole, santità, speranza e solidarietà per vivere l’Episcopato: “Raccogli le lacrime della tua gente per deporle nel Cuore Immacolato di Maria, vivi con coraggio il martirio del primo vescovo Marciano mai venuto meno alla verità del Vangelo che non vuole compromessi, sii tu lo sguardo di quella vergine e martire Lucia, divenendo tu sguardo di gioia e serenità”. 

Francesco Lomanto, 58 anni, originario di Mussomeli (Caltanissetta), docente alla Pontificia Facoltà Teologica di Sicilia San Giovanni Evangelista a Palermo, dove è stato preside dal 2015 ad oggi, ha ricevuto dalle Diocesi di Siracusa e Caltanissetta anello e pastorale. 

Ed anche nello stemma, il neo arcivescovo ha voluto ricordare le due Diocesi: lo scudo contiene una bilancia, una spada e uno scudo che rappresentano l’arcangelo S. Michele, patrono della Chiesa nissena; nel secondo il monogramma mariano A + M, la devozione al Cuore Immacolato di Maria nell’insigne Santuario di Siracusa; un pastorale che richiama il vescovo San Marciano e una palma che raffigura Santa Lucia martire, patroni della Diocesi; nel terzo una stella a otto punte si riferisce alla Madonna (Maris Stella) e manifesta la pietà mariana del popolo di Mussomeli, e la sommità di un castello manfredonico esprime il rapporto con le radici storiche e l’identità culturale del paese natio; nel quarto un’aquila di nero ad ali spiegate, con aureola e lingua rossa, che tiene un libro rosso con pagine dorate, simbolo di S. Giovanni Evangelista, al quale è dedicata la Pontificia Facoltà Teologica di Sicilia. 

“Il dono sacramentale dell’episcopato mi impegna ad essere testimone consapevole del Risorto e ad assumere con piena responsabilità i tratti di Cristo Buon Pastore – ha detto l’arcivescovo Lomanto -. Agostino sostiene che la fatica di essere pastore è ardua e la responsabilità del Vangelo lo atterrisce: lʼepiscopato è un incarico ricevuto, lʼessere cristiano invece è una grazia. Invoca perciò il sostegno dei fedeli e sottolinea la necessità dellʼaiuto di Cristo per sostenere il fardello, la bisaccia dellʼepiscopato, che contiene il necessario per il viaggio, precisando anche che il contenuto di questa bisaccia sono gli stessi fedeli. Agostino ne deduce che la sua disponibilità alla missione ricevuta è contrassegnata da donazione totale e dal servizio umile: essere al servizio di tutti, secondo il comandamento del Signore e dietro il suo esempio. Il Vescovo – gli fa eco nel nostro tempo san Paolo VI – non deve avere davanti la prospettiva degli ostacoli e delle prove, che sono proprie dellʼufficio episcopale, ma gli uomini da amare, da servire e da salvare. Ho scelto per questo una espressione del Vangelo di Giovanni (Gv, 17,19): Sanctificati in veritate, (consacrati nella verità).

Nellʼesercizio del ministero episcopale desidero ispirarmi alla perenne ricchezza del Concilio Vaticano II e alla feconda sapienza con cui esso riflette sullʼufficio pastorale dei vescovi e sulle potenzialità di rinnovamento ecclesiale percepite nelle quattro costituzioni, al magistero degli ultimi pontefici e in particolare di papa Francesco, che nellʼapertura allʼaltro, nella capacità di accoglienza, nellʼattenzione alle periferie, nellʼessere prossimo di tutti e nella fratellanza universale, vede la nuova cifra del dialogo che la Chiesa è chiamata a istaurare dentro la storia con il mondo contemporaneo”. 

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Al Santuario l’ordinazione episcopale di mons. Lomanto

E’ tutto pronto alla Basilica Santuario della Madonna delle Lacrime per accogliere domani pomeriggio mons. Francesco Lomanto, Arcivescovo eletto di Siracusa. Alle ore 16.30 l’ordinazione episcopale che sarà conferita da mons. Mario Russotto, vescovo di Caltanissetta, mentre i consacranti saranno mons. Salvatore Pappalardo, amministratore apostolico di Siracusa, e mons. Salvatore Gristina, Arcivescovo Metropolita di Catania.

Purtroppo l’emergenza sanitaria in corso ha limitato gli ingressi al Santuario dove sarà possibile accedere solo tramite pass. “La recrudescenza della pandemia in atto da mesi – ha scritto mons. Sebastiano Amenta, delegato ad omnia -, con una particolare accentuazione della diffusione del virus in questi ultimi giorni, ci ha costretto a ridimensionare in maniera significativa il numero dei partecipanti alla celebrazione. A tutti porgiamo le più sentite scuse“. E’ necessario infatti garantire la partecipazione di una delegazione della Chiesa di Caltanissetta ed una qualificata rappresentanza delle realtà ecclesiali. “Vivremo questo momento nella comunione, nella preghiera e nella carità, spiritualmente stretti attorno al Pastore, vicini a quanti stanno soffrendo per la perdita di persone care o per un tracollo economico che compromette anni di lavoro e sacrifici. La nostra Madonnina ed i nostri Santi Patroni intercedano per tutti noi“.

L’Arcidiocesi di Siracusa ha predisposto una diretta dell’ordinazione episcopale di mons. Francesco Lomanto, Arcivescovo eletto di Siracusa. La diretta, che prenderà il via alle 15.40, sarà trasmessa sul sito dell’Arcidiocesi, sul canale You Tube (Arcidiocesi di Siracusa), sulla pagina Facebook (Arcidiocesi di Siracusa). 

Si collegheranno per ritrasmettere la diretta le emittenti televisive: Medical Excellence (canale 86), Teleuno Tris (canale 172), Video 66 (canale 286), WL TV (canale 652). Inoltre sarà trasmessa la diretta sulle pagine You Tube: Radio Una Voce Vicina, Lacrime d’Amore, Kairos.

Tutte le testate giornalistiche potranno attingere liberamente e riproporre sui propri mezzi, le immagini e l’audio della diretta streaming. Per la messa in onda del segnale si richiede che l’evento sia in contemporanea con il momento celebrativo in Santuario. Se, per esigenze di palinsesto, le riprese dell’Ordinazione saranno trasmesse non in diretta si chiede di evidenziare con una scritta in sovrimpressione che le immagine sono registrate.

E domani mattina avrà luogo alle ore 11.15 all’hotel Parco delle Fontane in viale Scala Greca una conferenza stampa alla quale parteciperanno mons. Francesco Lomanto, arcivescovo eletto di Siracusa, mons. Salvatore Pappalardo, amministratore apostolico di Siracusa, e mons. Sebastiano Amenta, delegato ad omnia. La conferenza stampa, proprio per rispettare le disposizioni per l’emergenza covid 19, avrà luogo di presenza ma anche online.

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Il congedo dell'arcivescovo mons. Salvatore Pappalardo

“Insieme abbiamo scritto una pagina della storia della Chiesa di Siracusa”

Congedandomi da voi, a conclusione del mio mandato, sento vivo il bisogno di manifestarvi i miei sentimenti di viva gratitudine per la cordiale accoglienza, l’affetto e la stima che non mi avete mai fatto mancare; vi sono grato per le preghiere al Signore con le quali, in questi dodici anni, avete sostenuto il mio ministero episcopale“. Così scrive oggi mons. Salvatore Pappalardo, amministratore apostolico della Diocesi di Siracusa, in una lettera indirizzata alla Comunità diocesana.

“Indirizzandovi il mio primo pensiero, appena nominato arcivescovo di Siracusa il 12 settembre 2008, vi scrivevo: «Vengo a voi, carissimi, “in debolezza e con molto timore e trepidazione” ( 1 Cr 2,3). Per questo, nell’attesa di iniziare il mio ministero pastorale tra voi, vi chiedo di pregare molto per me, perché fortificato dalla luce e dalla forza dello Spirito Santo Consolatore, sia per voi Pastore buono secondo il cuore di Cristo». Vi confido che, onorato del titolo di Pastore di questa vetusta Chiesa, grato al Signore e al Santo Padre il Papa Benedetto XVI per la fiducia accordatami, pur consapevole della pochezza delle mie capacità, ho vissuto con tanta serenità interiore le responsabilità inerenti all’ufficio affidatomi, sicuro, altresì, di poter contare sulla vostra amabile comprensione e soprattutto, sulla sincera e fattiva collaborazione dei Presbiteri, dei Diaconi, dei Religiosi/e e di numerosi fedeli laici che, a diverso titolo, mi siete stati preziosi Collaboratori nel mio servizio episcopale.

Insieme abbiamo scritto una pagina della storia della Chiesa di Siracusa. L’Eucarestia domenicale, “fonte e culmine” della vita cristiana (cfr. LG, 11), è stata il principio ispiratore dell’azione pastorale. Ovviamente, ci siamo sintonizzati pure con il cammino pastorale delle Chiese in Italia e, soprattutto, ci siamo lasciati provocare dagli specifici orientamenti del magistero del Papa. Il nostro cammino pastorale non è stato segnato da eventi straordinari, ma me lo auguro, ci ha permesso di vivere con gioia l’appartenenza alla Chiesa e di esprimere davvero la nostra fedeltà a Cristo Signore!

Ora augurandoci reciprocamente ogni bene, vi abbraccio (spiritualmente) e vi saluto con il bacio santo (cfr. 1Ts 5,26) e facendo mie le parole dell’apostolo Paolo: «Rendiamo sempre grazie a Dio per tutti voi, ricordandovi nelle nostre preghiere e tenendo continuamente presenti l’operosità della vostra fede, la fatica della vostra carità e la fermezza della vostra speranza nel Signore nostro Gesù Cristo, davanti a Dio e Padre nostro» (1 Ts 1,2-3), vi assicuro di portarvi tutti, ogni giorno, all’altare del Signore. Pregate anche per me (cfr. 1Ts 5,25)”.

«La grazia del Signore nostro Gesù Cristo sia con voi» (1 Ts 5,28)”.

 

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