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Mons. Francesco Lomanto è il nuovo arcivescovo metropolita di Siracusa

Benvenuto don Francesco!

“Il vescovo è un agnello immolato nell’Olocausto d’amore nella verità. Con l’amore, la pazienza e la saggezza che ti contraddistinguono saprai guidare l’antichissima Chiesa di Siracusa”. Il vescovo di Caltanissetta, Mario Russotto, si rivolge a Francesco Lomanto, arcivescovo metropolita di Siracusa: un padre che accompagna il figlio in un grande incarico. E dopo la liturgia dell’ordinazione episcopale, nonostante le rigide misure imposte dall’emergenza pandemia all’interno della Basilica Santuario della Madonna delle Lacrime a Siracusa, l’abbraccio  tra i due provoca emozione nel neo arcivescovo. 

Il vescovo di Caltanissetta consegna al suo “eletto” tre parole, santità, speranza e solidarietà per vivere l’Episcopato: “Raccogli le lacrime della tua gente per deporle nel Cuore Immacolato di Maria, vivi con coraggio il martirio del primo vescovo Marciano mai venuto meno alla verità del Vangelo che non vuole compromessi, sii tu lo sguardo di quella vergine e martire Lucia, divenendo tu sguardo di gioia e serenità”. 

Francesco Lomanto, 58 anni, originario di Mussomeli (Caltanissetta), docente alla Pontificia Facoltà Teologica di Sicilia San Giovanni Evangelista a Palermo, dove è stato preside dal 2015 ad oggi, ha ricevuto dalle Diocesi di Siracusa e Caltanissetta anello e pastorale. 

Ed anche nello stemma, il neo arcivescovo ha voluto ricordare le due Diocesi: lo scudo contiene una bilancia, una spada e uno scudo che rappresentano l’arcangelo S. Michele, patrono della Chiesa nissena; nel secondo il monogramma mariano A + M, la devozione al Cuore Immacolato di Maria nell’insigne Santuario di Siracusa; un pastorale che richiama il vescovo San Marciano e una palma che raffigura Santa Lucia martire, patroni della Diocesi; nel terzo una stella a otto punte si riferisce alla Madonna (Maris Stella) e manifesta la pietà mariana del popolo di Mussomeli, e la sommità di un castello manfredonico esprime il rapporto con le radici storiche e l’identità culturale del paese natio; nel quarto un’aquila di nero ad ali spiegate, con aureola e lingua rossa, che tiene un libro rosso con pagine dorate, simbolo di S. Giovanni Evangelista, al quale è dedicata la Pontificia Facoltà Teologica di Sicilia. 

“Il dono sacramentale dell’episcopato mi impegna ad essere testimone consapevole del Risorto e ad assumere con piena responsabilità i tratti di Cristo Buon Pastore – ha detto l’arcivescovo Lomanto -. Agostino sostiene che la fatica di essere pastore è ardua e la responsabilità del Vangelo lo atterrisce: lʼepiscopato è un incarico ricevuto, lʼessere cristiano invece è una grazia. Invoca perciò il sostegno dei fedeli e sottolinea la necessità dellʼaiuto di Cristo per sostenere il fardello, la bisaccia dellʼepiscopato, che contiene il necessario per il viaggio, precisando anche che il contenuto di questa bisaccia sono gli stessi fedeli. Agostino ne deduce che la sua disponibilità alla missione ricevuta è contrassegnata da donazione totale e dal servizio umile: essere al servizio di tutti, secondo il comandamento del Signore e dietro il suo esempio. Il Vescovo – gli fa eco nel nostro tempo san Paolo VI – non deve avere davanti la prospettiva degli ostacoli e delle prove, che sono proprie dellʼufficio episcopale, ma gli uomini da amare, da servire e da salvare. Ho scelto per questo una espressione del Vangelo di Giovanni (Gv, 17,19): Sanctificati in veritate, (consacrati nella verità).

Nellʼesercizio del ministero episcopale desidero ispirarmi alla perenne ricchezza del Concilio Vaticano II e alla feconda sapienza con cui esso riflette sullʼufficio pastorale dei vescovi e sulle potenzialità di rinnovamento ecclesiale percepite nelle quattro costituzioni, al magistero degli ultimi pontefici e in particolare di papa Francesco, che nellʼapertura allʼaltro, nella capacità di accoglienza, nellʼattenzione alle periferie, nellʼessere prossimo di tutti e nella fratellanza universale, vede la nuova cifra del dialogo che la Chiesa è chiamata a istaurare dentro la storia con il mondo contemporaneo”. 

Ordinazione episcopale, accesso in Santuario tramite pass

La partecipazione all’Ordinazione Episcopale di mons. Francesco Lomanto, programmata per il prossimo 24 ottobre nella Basilica Santuario della Madonna delle Lacrime, sarà limitata dalle prescrizioni sanitarie in materia di contrasto alla pandemia Covid-19. Potranno partecipare solo quanti saranno muniti di un pass rilasciato dalla Curia di Siracusa e dalla Curia di Caltanissetta.
Si precisa, inoltre, che i pass verranno comunque rilasciati secondo il criterio della rappresentanza delle realtà ecclesiali siracusane e nissene. Ci scusiamo pertanto con quanti desiderano unirsi alla celebrazione in Santuario, ma non possiamo derogare da questa regolamentazione per la tutela della salute di tutti.
La celebrazione sarà trasmessa in diretta sui vari canali ufficiali dell’Arcidiocesi. 

"Sanctificati in veritateˮ il motto scelto da mons. Lomanto

La devozione mariana nello stemma episcopale

Sanctificati in veritateˮ (consacrati nella verità), tratto da Giovanni 17,19. L’arcivescovo eletto, mons. Francesco Lomanto, ha scelto un verso della preghiera sacerdotale di Gesù per il suo motto episcopale: “Per loro io consacro me stesso affinchè essi siano consacrati nella verità”. Ed ha ufficializzato anche il suo stemma.
Siamo chiamati a santificarci: significa vivere la presenza di Dio perchè la santità non è imitare Dio ma far sì che Dio viva dentro di me” ha spiegato mons. Francesco Lomanto.
Sulla base della tradizione araldica ecclesiastica, lo stemma di un Arcivescovo è composto da uno scudo (a forma di calice) dove vengono collocati i vari simboli: una croce; un cappello prelatizio di colore verde; un pallio bianco con crocette nere; un cartiglio inferiore con il motto episcopale. “Maria è modello di vita, che ha creduto all’amore di Dio e a quello che Dio poteva realizzare nella sua vita. La Madonna delle Lacrime ricorda in maniera particolare la presenza consolatrice nella nostra vita. E poi ho voluto esprimere le mie radici culturali, il mio legame con Mussomeli” ha aggiunto mons. Lomanto.

 

Lo scudo è ripartito in quarti di rosso e di blu e contiene nel primo quarto una bilancia, una spada e uno scudo: rappresentano lʼarcangelo San Michele, patrono della Chiesa nissena, e indicano lʼappartenenza alla Diocesi di origine e lʼaffidamento al suo patrocinio.
Nel secondo il monogramma mariano A + M, un pastorale e una palma: il monogramma evidenzia la devozione al Cuore Immacolato di Maria nel Santuario di Siracusa, segno e memoria imperitura dellʼinesauribile dono delle lacrime; mentre il pastorale richiama il vescovo San Marciano e la palma raffigura Santa Lucia martire, entrambi patroni dellʼArcidiocesi.
Nel terzo quarto una stella a otto punte e la sommità di un castello: la stella si riferisce alla Madonna (Maris Stella) e manifesta la pietà mariana del popolo di Mussomeli. Il castello manfredonico esprime il rapporto con le radici storiche e lʼidentità culturale del paese natio.
Infine nel quarto unʼaquila di nero ad ali spiegate, con aureola e lingua rossa, che tiene un libro rosso con pagine dorate: lʼaquila, con lʼaureola, che si eleva con il libro, è il simbolo di San Giovanni Evangelista, al quale è dedicata la Pontificia Facoltà Teologica di Sicilia, in cui mons. Lomanto ha insegnato per tanti anni ed è stato Preside. Egualmente ravviva il messaggio che Cristo, A e Ω, rivela la pienezza della verità.

Una preghiera alla Madonna di mons. Lomanto

Una preghiera alla Madonna delle Lacrime. E’ stata composta dall’Arcivescovo Eletto di Siracusa, mons. Francesco Lomanto, e sarà distribuita oggi a tutti i fedeli e i pellegrini che raggiungeranno il Santuario della Madonna delle Lacrime. 

I fedeli potranno prepararsi alla Consacrazione Episcopale e all’ingresso del nuovo Arcivescovo a Siracusa, sabato 24 ottobre, recitando la preghiera che porteranno a casa. (Frontalmente l’immagine (24 x 16 cm) della Madonna delle Lacrime e sul retro la preghiera composta da Mons. Lomanto).

 

 

 

 

 

 

Preghiera alla Madonna delle Lacrime

Vergine Maria,
Madre di Cristo e della Chiesa, che ci hai svelato
la tua infinita tenerezza
con l’inesauribile dono
delle tue Lacrime,
consola i nostri cuori, ravviva la nostra speranza,
assisti con la tua celeste protezione noi e il mondo intero.
Richiamaci col tuo cuore di Madre e guidaci al tuo Figlio Gesù,
per corrispondere alla sua chiamata, vivere la gioia del V angelo
e testimoniare
nello Spirito e nella Verità
che tutta la vita è credere all’amore di Dio. Amen! 

Francesco Lomanto
Arcivescovo Eletto di Siracusa

L'arcivescovo eletto scrive un messaggio alla Chiesa di Siracusa

Lomanto: “Vengo per amare, servire e donare me stesso”

LʼArcidiocesi di Siracusa – radicata in epoca apostolica, grazie alla visita di Paolo, sostenuta nel cammino di fede dallʼevangelizzazione di S. Marciano, discepolo dellʼapostolo Pietro, e rafforzata nella testimonianza cristiana dalla vita e dalla memoria di S. Lucia – è una Chiesa ricca di forte tradizione spirituale e di solida attività pastorale. A questa Chiesa, che mi attende nello spirito di fede, io vengo nel nome del Signore per amare, servire e donare me stesso“. L’arcivescovo eletto Francesco Lomanto scrive alla diletta Chiesa di Siracusa, ai Presbiteri, Diaconi, Religiosi, Religiose, Seminaristi e Fedeli tutti. Un primo messaggio, un primo “affettuoso saluto nell’attesa di incontrarci” .

Ho accolto la nomina di Papa Francesco ad Arcivescovo di Siracusa con grande gioia, assieme ad un senso di forte trepidazione per la responsabilità del ministero e al contempo di intima pace per la certezza che il Signore guida, illumina e sostiene con il suo Spirito i passi del nostro cammino. Anche al momento dellʼannuncio ho avvertito un senso di grande povertà, ma subito mi sono sentito fortificato dalla vostra presenza, dalla viva partecipazione e dalla comune preghiera” scrive l’arcivescovo eletto.

“Nel solco di questa storia siamo chiamati a rendere testimonianza allʼeredità della fede, che «è luce di una memoria fondante, quella della vita di Gesù», che attraversa i tempi, si trasmette alle nuove generazioni e «schiude davanti a noi orizzonti grandi» (LF, 4), per andare avanti con il cuore in alto e con lo sguardo proiettato verso la profondità del mistero di Dio. Lʼincontro di fede con il Dio vivente sosterrà ciascuno di noi e tutte le comunità a «porre in atto i mezzi necessari per avanzare nel cammino di una conversione pastorale e missionaria» (EG, 21).

Conformato a Cristo Pastore mediante il dono sacramentale della grazia episcopale, da Lui vengo posto al servizio indiviso della Chiesa di Siracusa, per la quale mi viene «affidata la testimonianza del vangelo della grazia di Dio e il glorioso ministero dello Spirito e della giustizia» (LG, 21). Il Signore mi sostenga nella piena adesione al suo beneplacito e nella corrispondenza alla grazia del sacramento per un autentico servizio alla Chiesa e per una dedizione a tutti”.

L’arcivescovo ha salutato i presbiteri, i diaconi, gli uomini e le donne di vita consacrata, i giovani del Seminario, i fedeli laici. Ed infine le autorità civili e militari.

“Progrediamo nel cammino della fede con uno sguardo contemplativo per risalire con animo pieno di amore a Dio che ci guiderà passo dopo passo. La Vergine Maria, nostra Madre, la cui infinita tenerezza si è resa tangibile alla nostra Chiesa nella consegna dell’inesauribile significato del segno delle sue Lacrime, consoli i nostri cuori, rafforzi la nostra speranza, incoraggi la nostra testimonianza evangelica e ci doni la certezza che tutta la vita è credere allʼamore di Dio.

S. Marciano e S. Lucia, patroni della nostra Arcidiocesi, ci proteggano, ci guidino e ci sostengano nel nostro cammino”.

 

Il testo integrale del messaggio


L’annuncio è stato dato alle 12 da mons. Salvatore Pappalardo

Don Francesco Lomanto eletto arcivescovo di Siracusa

Il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale dell’Arcidiocesi Metropolitana di Siracusa (Italia), presentata da S.E. Rev.ma Mons. Salvatore Pappalardo.

Don Francesco Lomanto

Il Santo Padre ha nominato Arcivescovo Metropolita dell’Arcidiocesi di Siracusa (Italia) il Rev.do Don Francesco Lomanto, del clero della Diocesi di Caltanissetta, finora Docente e Preside della Pontificia Facoltà Teologica di Sicilia San Giovanni Evangelista, a Palermo.

La notizia è stata pubblicata sul bollettino della sala stampa della Santa Sede e contemporaneamente alle ore 12 è stata data la notizia a Siracusa, dall’arcivescovo mons. Salvatore Pappalardo e a Caltanissetta dal vescovo mons. Mario Russotto, alla presenza di don Francesco Lomanto.

Mons. Pappalardo, alla presenza di alcuni presbiteri e laici della Curia, ha esordito con un momento di preghiera. Poi guardando l’immagine di una tela nel salone dell’Episcopio, l’arcivescovo ha descritto San Pietro che invia il primo vescovo di Siracusa San Marciano: “San Pietro oggi si chiama Papa Francesco – ha detto mons. Pappalardo – il vescovo di Siracusa che viene nominato dopo che il Papa ha accettato le mie dimissioni per raggiunti limiti di età è il sacerdote Francesco Lomanto che appartiene al presbiterio della Chiesa di Caltanissetta, attualmente preside della Facoltà teologica“.

Io credo che questo momento sia veramente un momento di Grazia del Signore. Ringrazio con sincerità tutti. La comunità dei fedeli è la Chiesa e ognuno di noi porta un carisma, un dono dello Spirito porta un servizio da espletare per la crescita di tutto il popolo di Dio. Grazie perché mi avete sostenuto con la preghiera, grazie per l’affetto che mi avete dimostrato. Grazie perché abbiamo lavorato insieme. Ho avuto l’onore di essere Pastore, nominato il 12 settembre 2008, iniziato il ministero l’8 novembre dello stesso anno, continuerò a servire questa comunità fino alla presa in possesso del nuovo arcivescovo con la nomina che ho ricevuto dalla Congregazione per il Clero con la quale vengo costituito Amministratore Apostolico in questa sede vacante fino alla presa di possesso del nuovo arcivescovo. Grazie a tutti, padre Maurizio Aliotta e padre Sebastiano Amenta, grazie per essere stati i miei collaboratori diretti come vicari. Preghiamo insieme per il nuovo arcivescovo Francesco“.

 

Il Rev.do Don Francesco Lomanto è nato a Mussomeli, provincia e Diocesi di Caltanissetta, il 2 marzo 1962. Si è preparato al sacerdozio nel Seminario diocesano, ricevendo l’ordinazione il 29 giugno 1986; è incardinato nella Diocesi nissena e ivi ha operato come Viceparroco a Villalba, a San Cataldo e a Caltanissetta dal 1986 al 1996; è stato Parroco della parrocchia di Sant’Enrico, a Mussomeli, dal 1996 al 2011. Ottenuti la Licenza e il Dottorato in Storia della Chiesa alla Pontificia Università Gregoriana, a Roma, ha iniziato la docenza universitaria a Caltanissetta, nel 1992, insegnando negli Istituti Teologici del luogo e alla Pontificia Facoltà Teologica di Sicilia San Giovanni Evangelista a Palermo, dove è anche Preside dal 2015. L’attività accademica ha favorito la propensione del neo Arcivescovo per gli studi e la ricerca, particolarmente quella legata a figure ed eventi della Chiesa locale nissena, i cui risultati sono confluiti nelle tante iniziative editoriali che lo vedono autore, co-autore o curatore di libri, saggi, riviste storiche e dizionari.