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Consegna del mandato ai giovani per il Giubileo

Un momento di preghiera rivolto ai giovani che parteciperanno al Giubileo dei giovani a Roma è stato organizzato per giovedì 5 giugno alle ore 21.00 nella chiesa di Santa Maria della Concezione, in via Roma a Siracusa. Nel contesto dell’adorazione vocazionale del primo giovedì del mese verrà consegnato ai giovani il mandato per il giubileo.
E’ quasi tutto pronto per il giubileo diocesano dei giovani il 28 e 29 agosto. Nel pomeriggio del 28 agosto a Belvedere per delle attività, cenare, fare festa e pregare insieme. Al mattino presto i giovani si sposteranno a piedi in pellegrinaggio verso via degli Orti per partecipare alla celebrazione eucaristica che da l’avvio ai festeggiamenti in onore della nostra Madonna delle Lacrime.

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Una preghiera dei ministri della comunione

Una preghiera dei ministri della comunione è stata composta e donata dall’arcivescovo mons. Francesco Lomanto al Giubileo degli operatori di Liturgia. Una preghiera “per aiutarvi a vivere questo ideale e questo particolare servizio” ha spiegato l’arcivescovo rivolgendosi ai ministri della comunione nel corso della celebrazione eucaristica nella Basilica Santuario della Madonna delle Lacrime. Un dono a chi svolge un servizio necessario per la comunità.

Il Giubileo degli operatori di Liturgia: Arte, Musica e Liturgia, ha coinvolto i cori parrocchiali, i ministri straordinari della comunione, i ministranti adulti, i lettori, gli accoliti, i sacristi, gli ingegneri, gli architetti, i professionisti operanti nel settore e i gruppi liturgici delle comunità parrocchiali.

Santa dimora, canto di gioia e comunione nello Spirito sono i temi della celebrazione eucaristica che ci vedono riuniti nel Giubileo degli operatori di liturgia” ha detto mons. Lomanto. “La Basilica Santuario Madonna delle Lacrime, nella quale ci siamo raccolti, è già un messaggio di autocomprensione che la Chiesa siracusana ha di se stessa e che intende promuovere con la sua azione pastorale. La forma architettonica di una grande lacrima di cemento e la pianta circolare dell’aula dell’assemblea liturgica esprimono la particolare devozione alla Madonna delle Lacrime e il mistero di comunione nella Chiesa.

La luce naturale, che dal cielo entra dalle ventidue fenditure verticali come da prisma luminoso e dagli infissi orizzontali della base ‒ oltre ad assicurare rilevanti effetti estetici e appropriati livelli di luminosità funzionale ‒ concorre ad esprimere il mistero di luce e di salvezza che discende dall’alto, da Dio, e nel Verbo Incarnato, vera luce del mondo, si fa visibile per raggiungere la comunità ecclesiale che nella celebrazione eucaristica accoglie lo splendore del Risorto ed eleva il sacrificio di lode con Cristo, luce senza tramonto, nello Spirito al Padre, luce da luce. L’immagine della Madonna delle Lacrime alla sommità della svettante architettura è il segno della singolare volontà salvifica realizzata perfettamente in Maria e al contempo l’indicazione del modello esemplare di vita cristiana per il nostro sì a Dio. Sappiamo vedere nell’arte un mezzo per giungere a Dio, per raggiungere la santità, che è bellezza divina, trasfigurazione in Dio, per offrire vie ancora oggi percorribili per l’annuncio evangelico e la promozione della vera dignità dell’uomo. La bellezza spirituale è invito alla contemplazione della bellezza divina per entrare nel mondo di Dio ed è il farsi presente Dio nello sparire dell’uomo e nella riconsacrazione delle cose a Dio“.

L’arcivescovo ha toccato il secondo tema: il canto di gioia:Cantare per la gloria di Dio vuol dire invocare Dio perché scenda e rinnovi il mistero dell’Incarnazione nel cuore dell’assemblea e consenta al popolo di entrare nel mistero di Dio e di esprimere all’unisono ‒ nella lode, nel ringraziamento e nell’adorazione ‒ il supremo amore per Dio. La musica genera armonia «educando all’ascolto, all’attenzione e allo studio, elevando le emozioni, i sentimenti e i pensieri», aprendo alla contemplazione del mistero di Cristo. Crea comunione nella quale «ciascuno partecipa con le proprie capacità e offre il proprio contributo, suonando o cantando la sua “parte”, e ritrovando così la propria unicità arricchita dalla sinfonia della comunione». Alimenta la gioia, favorendo la partecipazione «oltre che con la voce, anche con la mente e con il cuore alle liturgie», consentendo di vivere «con entusiasmo i contenuti giorno per giorno» nella sempre più alta «elevazione felice del cuore a Dio, che con il suo amore attrae, illumina e trasforma tutto» (Papa Francesco, ai partecipanti al IV Incontro internazionale delle corali, 8.6.24)”.

Infine il ministero della comunione: “Il ministro della comunione testimonia con la sua vita il mistero che vive nella celebrazione eucaristica, in modo speciale ogni domenica, pasqua della settimana; si lascia informare da una spiritualità eucaristica, che ispira la vita di preghiera, apre al servizio comunitario, rende disponibile ad animare l’adorazione eucaristica parrocchiale e le multiformi iniziative di carità. È chiamato in modo speciale a rimanere con Gesù, a donarsi con lui, a servire con carità i fratelli e le sorelle infermi, a realizzare il mistero di un solo corpo e di un solo spirito nella Chiesa.

Per aiutarvi a vivere questo ideale e questo particolare servizio, consegno a tutti la seguente preghiera dei ministri della comunione:

Signore Gesù,
mirabilmente presente
nel Sacramento dell’Eucaristia,
rimani con noi,
affinché noi possiamo rimanere in te.
Signore Gesù,
che ti sei fatto Pane di vita
e ti sei immolato in un atto di donazione totale,
fa’ che noi possiamo rispondere al tuo sacrificio
col dono di noi stessi agli altri.
Signore Gesù,
che sei farmaco di immortalità,
aiutaci a vivere il mistero della tua presenza,
e portare con fede il tuo Santissimo Corpo
e servirti con carità negli anziani, ammalati e bisognosi.
Signore Gesù,
unito in tutto al Padre e allo Spirito Santo,
fa’ che, nel nostro servizio di ministri della comunione,
possiamo diventare un solo corpo e un solo spirito,
nella pietà di un solo amore. Amen!

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L'arcivescovo al giubileo dei club service

Costruiamo l’unità, la concordia e la pace

Costruiamo l’unità, la concordia e la pace. E’ questo l’invito che l’arcivescovo mons. Francesco Lomanto ha rivolto ai rappresentanti dei club service che hanno celebrato il Giubileo della speranza nella Basilica Santuario della Madonna delle lacrime. Presenti anche la comunità di San Sebastiano e Antonio di Padova, della parrocchia Maria di Porto Salvo e le associazioni culturali e religiose. Presenti il Kiwanis; il Rotary; la Fidapa; i Lions; il Soroptimist. l’Inner Wheel.
I brani biblici della festa della Visitazione della Beata Vergine Maria – ha detto l’arcivescovo – ci offrono significativi insegnamenti su tre aspetti fondamentali della vita cristiana e della missione della Chiesa, che illuminano gli scopi umanitari, sociali, culturali e educativi dei club service. Gli scopi umani, i vincoli di amicizia e di comprensione reciproca. Scopi sociali, il bene civico e morale della comunità. Scopri culturali educativi: riflessioni aperte di interesse pubblico, promozione dell’efficienza degli atti valori di etica nelle attività pubbliche e private“.
Prendendo spunto dalla prima lettura, l’arcivescovo ha ricordato che il “Signore è presente in mezzo a noi per rinnovarci con il suo amore. Il credente consacrandosi a Dio nella verità che è Cristo diviene una sola cosa con Lui, vive alla presenza di Gesù, entra nell’intimità del suo amore, realizzo un rapporto personale con Lui, un contatto vero, profondo, reale. (…) Il Signore vuole da noi una fede assoluta, pronta e generosa per donarci a Lui con tutto quello che siamo e che abbiamo. Altrimenti egli non potrà donarsi a noi, non potrà colmarci con il suo amore, non potrà servirsi di noi. Dio si dona a noi nella misura della nostra fede, e la fede ci dona la gioia anche nelle difficoltà e nelle prove, perché con noi è il Signore ed è anche questo il senso delle Beatitudini“.

Il secondo messaggio è l’invito ad amarci: “Amatevi gli uni gli altri con affetto fraterno, gareggiate nello stimarvi a vicenda. Abbiamo considerato il rapporto con Dio, consideriamo adesso il rapporto tra noi. La nostra unione con Dio è tanto più vera, tanto più viva, quando si realizza in una comunione d’amore nei fratelli. Cristo è presente laddove c’è uno che ama e che accoglie il suo amore, altrimenti Dio non può abitare in noi. Volerci bene non è soltanto un atteggiamento di amore, di carità verso l’altro, ma è la condizione essenziale, fondamentale, per accogliere Dio nella nostra vita. Portiamo tutto il mondo davanti a Dio e nella carità che non ritiene nulla estraneo a sé. Costruiamo l’unità, la concordia e la pace.
Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli, se avrete amore gli uni per gli altri. Camminiamo insieme nell’amore, nella luce e nella verità, per rimanere in Cristo e per consentire a Dio di abitare in noi“.
E infine, il terzo aspetto: la necessità di una Chiesa missionaria, come ha ribadito Papa Leone XIV. “Per essere missionari non bisogna andare nelle terre lontane, anche a casa nostra, nel nostro ambiente, nella nostra città possiamo vivere da missionari, perché tutti siamo mandati. Una Chiesa missionaria capace di raggiungere tutti gli uomini e di offrire l’amore di Dio senza pregiudizi, con la massima apertura. Anche oggi non sono pochi i contesti in cui la fede cristiana è ritenuta una cosa assurda per persone deboli e poco intelligenti. Sono contesti in cui ad essa si preferiscono altre sicurezze come la tecnologia, il denaro, il successo, il potere, il piacere. Si tratta di ambienti in cui non è facile testimoniare e annunciare il Vangelo e dove chi crede è deriso, osteggiato, disprezzato o al massimo sopportato o compatito. Eppure proprio per questo sono luoghi in cui urge la missione, perché la mancanza di fede porta spesso con sé drammi quali la perdita del senso della vita, l’oblio della misericordia, la violazione della dignità della persona nelle sue forme più drammatiche, le crisi della famiglia e tante altre ferite di cui la nostra società soffre e non poco. In tal senso, la vostra testimonianza, la testimonianza dei club service e la vostra missione può portare la luce della fede in un mondo che ha bisogno di speranza e di un senso di unità perché è spesso segnato dalla crisi della famiglia e da tante altre ferite. Il vostro ruolo umanitario, sociale, di testimonianza, l’opera educativa, aiuta certamente a tradurre nella cultura, nella vita delle persone dell’uomo di oggi, I valori fondamentali che hanno la loro radice nel Vangelo“.
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Messa vespertina al Santuario

Da lunedì 2 giugno, la Santa Messa feriale pomeridiana (da lunedì a sabato) sarà celebrata alle ore 18.30, nella Cappella del Santissimo Sacramento della Basilica Santuario Madonna delle Lacrime.
La preghiera della Coroncina alla Madonna delle Lacrime e il Santo Rosario comunitario inizieranno alle ore 17.45.

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Giubileo degli operatori della Liturgia

Si terrà lunedì 2 giugno, al Santuario della Madonna delle Lacrime di Siracusa, il Giubileo degli operatori della Liturgia organizzato dall’Ufficio liturgico diocesano.
Nell’ambito della giornata, che coinvolgerà le tre sezioni dell’Ufficio Arte, Musica e Liturgia, sarà consegnato anche il mandato ai ministri straordinari della comunione. Il direttore dell’ufficio, don Massimo Di Natale, ha voluto articolare il Giubileo in un momento di formazione, di pellegrinaggio e di preghiera con la celebrazione eucaristica presieduta dall’arcivescovo, mons. Francesco Lomanto.

Diversi i momenti previsti: alle ore 9.30 accoglienza dei partecipanti presso il salone “Giovanni Paolo II” della Basilica Santuario Madonna delle Lacrime; alle ore 10.00 celebrazione dell’ora media e poi incontro formativo “La Liturgia a servizio della Comunità”. Interverranno l’arch. Luciano Magnano della commissione diocesana per l’arte sacra e beni culturali che parlerà su “Nello spazio sacro l’incontro con il divino”; don Carlo Fatuzzo, musicologo, che parlerà del tema “Insieme di voci che si fa preghiera”; ed infine don Alessandro Genovese della commissione liturgica diocesana su “La liturgia nutre e vivifica la speranza”.
Alle ore 11.20 pellegrinaggio penitenziale verso la Basilica Santuario Madonna delle Lacrime.
Alle ore 12.00 celebrazione eucaristica giubilare presieduta dall’arcivescovo mons. Francesco Lomanto e conferimento del mandato ai nuovi ministri straordinari della Santa Comunione. I canti liturgici saranno usati dai cori dell’Arcidiocesi di Siracusa.
Alla giornata parteciperanno i ministri straordinari già istituiti, i cori parrocchiali, i ministranti adulti, i lettori, gli accoliti, i sacristi, gli ingegneri, gli architetti, i professionisti operanti nel settore e i gruppi liturgici delle Comunità parrocchiali.

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La notte dei Santuari

Domenica 1 giugno sarà celebrata “La notte dei Santuari: Irradiare l’Amore del Cuore di Cristo”.
Alla Basilica Santuario Madonna delle Lacrime a Siracusa, alle ore 20.00 sarà celebrata la messa e a seguire ci sarà l’Adorazione Eucaristica. Alle ore 21.30 supplica alla Madonna delle Lacrime.
Alla Basilica Santuario di Santa Lucia al Sepolcro, a Siracusa, alle ore 17.30 rosario per la pace e alle 18.00 sarà celebrata la messa. Al mattino, dalle 9 alle 12,45 e nel pomeriggio, dalle 15,30 alle 19,00 visita guidata del Santuario che si concluderà con la preghiera al sepolcro di Santa Lucia.
Al Santuario diocesano dei Santi Alfio, Filadelfo e Cirino a Lentini alle ore 17,30 recita del rosario per la pace nel mondo e secondo le intenzioni del Santo Padre Leone XIV. Alle ore 19.00 santa messa in chiesa Madre.
Il Santuario resterà aperto dalle 8,30 alle ore 12,00 e dalle ore 17,00 alle ore 20,00.

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Giubileo organizzato dai Club service

Sabato 31 maggio, in collaborazione con la Basilica Santuario Madonna delle Lacrime, i Club Service della Provincia di Siracusa hanno organizzato il Giubileo della Speranza, a cui potranno partecipare tutti i fedeli e le Associazioni culturali e religiose.
I partecipanti si ritroveranno alle ore 10.30, presso il sagrato della Cripta del Santuario, da dove alle ore 10.45 si muoveranno in processione verso il Tempio superiore della Madonna delle Lacrime, passando dalla Porta Santa (I club potranno portare il proprio stendardo o guidoncino in processione). Giunti davanti all’Altare della Madonna delle Lacrime, un rappresentante per Club leggerà la preghiera del proprio Club Service.
Alle ore 11.00, l’arcivescovo di Siracusa, mons. Francesco Lomanto celebrerà la Santa Messa Giubilare.

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Giornata diocesana del seminario

Sarà celebrata in occasione della Solennità di Pentecoste, domenica 8 giugno, la Giornata diocesana del Seminario. “Questa gioiosa ricorrenza – ha scritto in un messaggio l’arcivescovo mons. Francesco Lomanto ravvivi l’impegno di cura amorevole nei confronti di coloro che si preparano al ministero presbiterale. Mi piace far risuonare in questa occasione le parole che Papa Leone XIV dalla loggia delle benedizioni ha rivolto ai fedeli in occasione del primo Regina Coeli: “Ho la gioia di pregare con voi e con tutto il popolo di Dio per le vocazioni, specialmente per quelle al sacerdozio e alla vita religiosa. La Chiesa ne ha tanto bisogno! Ed è importante che i giovani e le giovani trovino, nelle nostre comunità, accoglienza, ascolto, incoraggiamento nel loro cammino vocazionale e che possano contare su modelli credibili di decisione generosa a Dio e ai fratelli” (Papa Leone XIV, Regina Coeli, 11 maggio 2025)”.
Mons. Lomanto si è augurato che le comunità possano diventare sempre più “luogo di accoglienza, accompagnamento e testimonianza vocazionale”.
Incoraggiamo i nostri giovani in discernimento con forza e tenerezza. Con profondo affetto facciamo nostra l’esortazione con cui nell’occasione sopra richiamata il Santo Padre concludeva il duo discorso: «E ai giovani dico Non abbiate paura accettate l’invito della Chiesa e di Cristo Signore»”. La Vergine Maria Madre della Chiesa e modello di vita cristiana ci accompagni sempre nella sequela di Gesù”.  

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La ricerca della verità per il tramite del processo

La riflessione che viene proposta parte da lontano, perchè in Assemblea costituente il tema delle carriere dei magistrati, ed in particolare del ruolo del pubblico ministero, fu un tema molto dibattuto, quindi non si può far risalire solo al confronto, o secondo alcuni lo scontro, tra politica e magistratura che c’è stato a partire dagli anni ’90“. Lo ha detto il professor Francesco Paterniti, associato di Diritto costituzionale all’Università di Catania intervenendo questa mattina all’incontro organizzato dall’Osservatorio giuridico dell’Arcidiocesi di Siracusa, dall’Ordine degli Avvocati di Siracusa e dall’Unione giuristi cattolici di Siracusa alla Fondazione Sant’Angela Merici su “Verità e processo”.

Ad aprire i lavori è stato il presidente della Fondazione Sant’Angela Merici, don Alfio Li Noce, che ha portato i saluti e ha letto il messaggio dell’arcivescovo, mons. Francesco Lomanto: “Il rapporto fra verità e processo è un tema che mi è molto presente ogniqualvolta, da Vescovo, sono tenuto ad amministrare la giustizia nella Chiesa. Dicevo, al riguardo, durante l’ultimo Natale del Giurista in Tribunale: «Stare dalla parte della luce significa ricercare la verità senza mai stancarsi, difenderla con determinazione, affermarla con fermezza. La ricerca della verità, per il tramite del processo che è lo strumento di cui fruite, richiede una sapiente investigazione, una prudente valutazione delle prove, un illuminato discernimento delle posizioni in gioco. Ma sempre la verità s’impone per forza sua stessa ed è il traguardo per chi percorre le vie della giustizia». E aggiungevo: «laddove non c’è ricerca della verità non c’è giustizia, dove non c’è giustizia c’è persecuzione, dove non c’è giustizia non c’è pace. La ricerca della verità che conduce alla giustizia, invece, ristabilisce la pace, la fraternità sociale, il rispetto – prima che delle regole – delle persone»”.

Dopo i saluti del presidente dell’Ordine degli avvocati, Antonio Randazzo, alla prima parte, moderata dall’avv. Ottavio Palazzolo, sono intervenuti il professor Salvatore Amato, docente emerito di filosofia del diritto; il dottor Gabriele Patti, magistrato ordinario del Tribunale di Siracusa; don Gianluca Belfiore, direttore dell’Osservatorio giuridico diocesano. “Un tema attuale e un tema centrale per l’amministrazione della giustizia, la ricerca della verità per il tramite del processo – ha detto don Gianluca -. Abbiamo esaminato tutte le peculiarità dei processi, anche canonici, per guardare quali sono le possibilità di perseguire una verità sostanziale attraverso l’accertamento processuale ed in questo tramite ci sono anche le posizioni delle varie parti nel processo ed i vari ministeri del Tribunale: dell’accusa, della difesa, la giustizia requirente e giudicante. Una serie di figure che compongono il mondo della giustizia e che mirano all’accertamento della verità attraverso il processo“.

Subito dopo la tavola rotonda alla quale sono intervenuti il dottor Marco Bisogni, componente del Consiglio Superiore della Magistratura; l’avvocato Giuseppe Gurrieri, presidente della Camera Penale di Siracusa; il dottor Andrea Palmieri, Procuratore Aggiunto della Repubblica presso il Tribunale di Siracusa; l’avvocato Valerio Vancheri; il dottor Calogero Commandatore, primo referendario del Tar Sicilia. L’incontro è stato moderato dalla dottoressa Concetta Grillo. “Oggi il tema della separazione delle carriere – ha detto il professor Francesco Paterniti, associato di Diritto costituzionale all’Università di Catania – assume particolare rilievo, vista la proposta di revisione costituzionale che riguarda la separazione delle carriere, e probabilmente gli elementi che sono stati introdotti negli anni a partire dalla riforma del codice processuale sul modello accusatorio o la riforma del testo costituzionale con l’introduzione del principio del giusto processo, meritano questo approfondimento o questa revisione per riportare il giudice giudicante nel suo ruolo di imparzialità e di terzietà ed il pubblico ministero tra le parti, sebbene una parte molto particolare perchè deve ricercare la verità nel senso più ampio del termine. Penso che sia un’occasione di riflessione importante per aggiungere qualche riflessione in più sul tema“.

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Un logo per la mensa del Pantheon

La scritta “Deus caritas est“, e poi due mani e al centro il pane. Questi i simboli che caratterizzano il logo della mensa della parrocchia San Tommaso apostolo al Pantheon.
Il logo è frutto del concorso di idee dell’Istituto superiore “Alessandro Rizza” che ha coinvolto tre classi ad indirizzo grafica e comunicazione: la 3AW, la 3BW e la 4AW.
Il concorso è stato promosso per creare un progetto grafico in grado di sintetizzare con un logo l’identità della mensa, che quest’anno compie i vent’anni di servizio quotidiano e si ispira ai valori dell’impegno cristiano. Il logo doveva trasmettere il valore del volontariato, dell’accoglienza e della carità. La vincitrice è stata Aurora Fazio 3AW, premiata con una tavoletta grafica.
Abbiamo pensato di concretizzare quanto la mensa da 20 anni porta avanti: l’accoglienza ai nostri fratelli in difficoltà attraverso la provvidenza ed il volontariato – ha detto don Massimo Di Natale, parroco della chiesa di San Tommaso apostolo al Pantheon –. E’ una esperienza che contraddistingue la parrocchia del Pantheon, che vede coinvolti anche i cittadini che contribuiscono con il loro donare e fanno sì che quanti bussano quotidianamente siano accolti da un sorriso e da un abbraccio forte. Abbiamo voluto creare un logo che rappresentasse il servizio che la comunità svolge dal 2005. Un servizio ininterrotto, per 365 giorni l’anno. Abbiamo voluto mettere in evidenza che Dio è amore. Un amore che si concretizza con una comunità aperta, che accoglie tutti, senza escludere nessuno. La Provvidenza è di casa al Pantheon: un servizio di volontariato che non guarda neanche le festività ma si prodiga quotidianamente“.
Il dirigente scolastico, prof. Pasquale Aloscari, ha sottolineato: “Quando gli studenti si cimentano sotto la guida degli insegnanti i risultati si vedono. L’indirizzo di grafica è un fiore all’occhiello: qualche anno fa un nostro ragazzo, poi purtroppo deceduto in un incidente, vinse il concorso per il logo della biblioteca comunale. Poi padre Massimo, docente qui e parroco del Pantheon, ci coinvolge quotidianamente: la mensa dei poveri è proprio qui davanti la scuola. Quindi i ragazzi hanno la possibilità di vedere questa realtà di servizio dove c’è un’umanità sofferente con la quale bisogna rapportarci“.
Alla mensa ci sono 4-5 volontari ogni giorno. Lo chef, ormai in pensione, Marco Cavicchioli da quattro anni è “in servizio” alla mensa: “Tutti fanno quello che c’è da fare: da lavare i piatti, a cucinare un pollo, a preparare i sacchetti. Io sono andato in mensa per una conferma: ho trovato un ambiente che mi ha stupito e mi ha dato la forza di venire tutti i giorni e mettere a disposizione il mio tempo da pensionato. Vengo dal settore, ma qui ho imparato tanto. Prepariamo da mangiare con quello che c’è e siamo costretti ad inventare perchè viviamo di donazioni. Nessuno di noi volontari si tira indietro“.

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