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Festa delle Reliquie ed esposizione del simulacro di Santa Lucia

La preghiera a santa Lucia deve essere occasione per cercare di migliorare la nostra vita. Come per santa Lucia l’incontro con il Signore è stato motivo perchè la sua vita diventasse più impegnata. Le reliquie ci ricordano che una persona come noi è stata capace, attraverso la preghiera, di cambiare vita. Spero che per tutti i devoti questa festa sia ulteriore stimolo perchè attraverso la preghiera possano prenderne coscienza che Dio c’è, quindi rispondere al suo amore e cambiare vita“. Lo ha detto mons. Salvatore Marino, componente della Deputazione della Cappella di Santa Lucia, questa mattina alla Festa delle reliquie nella chiesa Cattedrale a Siracusa.
Alle 8.00 i componenti della Deputazione della Cappella di Santa Lucia hanno consegnato le cinque chiavi al maestro di Cappella Alessandro Zanghì per l’apertura della nicchia che custodisce il simulacro della patrona. Per tutta la giornata ci sarà l’esposizione straordinaria del simulacro.
Erano presenti il presidente della Deputazione l’avv. Sebastiano Ricupero, il tesoriere prof. Salvatore Sparatore e la componente della Deputazione, Elena Artale. Subito dopo la celebrazione della messa nella cappella. Alle 12.00 è stata recitata l’Ora media guidata dal Gruppo di cura e preghiera della Cappella di Santa Lucia.
Il programma prevede alle ore 18.00 la recita del santo Rosario, alle ore 18.30 la catechesi guidata da don Carlo Fatuzzo su “La fede ed il valore della reliquia”. Alle ore 19.00 la santa messa presieduta dall’arcivescovo di Siracusa, mons. Francesco Lomanto. A seguire la processione delle reliquie di Santa Lucia e la chiusura della nicchia che custodisce il simulacro.
Questa è una festa legata al terremoto del 1693 – ha detto mons. Marino -, diventata sempre più significativa anche perchè le portatrici sono aumentate come numero ed il loro è diventato un servizio sempre più importante. Una festa che ci ricorda come la preghiera oltre ad essere una forma di consolazione è anche una spinta per cercare di migliorare la nostra vita come ha fatto Lucia. E’ un’occasione per fare memoria e fare festa attorno a santa Lucia. Riflettiamo della presenza di Dio attraverso la nostra patrona“.
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Piange una madre, il calendario 2026 del Santuario

E’ possibile richiedere – presso le Segreterie del Santuario – la copia del Calendario 2026 “Piange una Madre” della Basilica Santuario Madonna delle Lacrime.
Il calendario è un segno dello scorrere del tempo sotto il manto della Madre di Dio, che a Siracusa si è manifestata con le sue Sante Lacrime.
La pubblicazione del Calendario 2026 – così come la pubblicazione dei numeri della Rivista “Madonna delle Lacrime” che esce 3-4 volte l’anno – permette ai fedeli di tenersi aggiornati sulla vita del Santuario, ma soprattutto per approfondire l’Arcano Linguaggio delle Lacrime di Maria a Siracusa.
Il piccolo contributo a offerta libera viene richiesto per sostenere le spese di pubblicazione, di stampa, di spedizione per la divulgazione del mistero delle Lacrime della Madonna. La Rivista viene realizzata grazie al contributo di volontari del Santuario, che con amore e devozione dedicano forze, competenze ed energie per questo Periodico la cui prima pubblicazione risale al 1954.

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Festa delle Reliquie di Santa Lucia

Martedì prossimo, 13 gennaio, si celebra la Festa delle Reliquie di Santa Lucia nella chiesa Cattedrale.
Una giornata di festa nel corso della quale ci sarà l’esposizione straordinaria del simulacro della patrona per l’intera giornata. Il programma prevede alle ore 8.00 la cerimonia di consegna delle chiavi al maestro di Cappella Alessandro Zanghì da parte dei componenti della Deputazione della Cappella di Santa Lucia e l’apertura della nicchia che custodisce il simulacro della martire siracusana.
Alle ore 12.00 recita dell’Ora media e alle ore 18.00 recita del santo Rosario guidata dal Gruppo di cura e preghiera della Cappella di Santa Lucia.
Alle ore 18.30 catechesi guidata da don Carlo Fatuzzo su “La fede ed il valore della reliquia”. Alle ore 19.00 la santa messa presieduta dall’arcivescovo di Siracusa, mons. Francesco Lomanto.
A seguire la processione delle reliquie di Santa Lucia e la chiusura della nicchia che custodisce il simulacro.
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Lavoriamo con il Signore nella Chiesa

Lavorare con il Signore nella Chiesa e collaborare insieme, con un medesimo spirito, a tutti i gradi e gli ordini.
Queste alcune delle priorità indicate dall’arcivescovo di Siracusa, mons. Francesco Lomanto, ieri nella Chiesa Cattedrale, nella celebrazione eucaristica nella solennità della Dedicazione della Cattedrale al termine della quale ha invitato a vivere la gioia del Vangelo nell’abbandono a Dio, nel servizio di amore alla Chiesa, nella missione evangelizzatrice e nella testimonianza della carità.
La messa è stata preceduta dall’Assemblea Pastorale su “La sinodalità nella riforma liturgica conciliare” che ha visto l’intervento di don Domenico Messina, docente di Liturgia alla Facoltà Teologica di Palermo.
Don Messina ha messo in luce il rapporto tra liturgia e sinodalità. “Sinodalità e non sinodo, perché sinodo è la forma, la sinodalità è l’atteggiamento”.
Poi si è soffermato sulla partecipazione come “categoria costitutiva di tutta la riforma liturgica del Concilio Vaticano II, che poi caratterizza la vita della Chiesa. Dove per partecipazione noi non dobbiamo pensare il fare, ma l’essere e la consapevolezza di questo essere. Il magistero della Chiesa ci ricorda che la sinodalità è una dimensione costitutiva, ma è naturale perché la sinodalità, l’essere, il vivere, il camminare in relazione è proprio del nostro Dio, sono proprio del nostro Dio. Allora la sinodalità nella riforma liturgica del Vaticano II consiste proprio in questo – ha concluso don Messina –, nell’avere la consapevolezza di essere parte di questo mistero. Non rinunciateci, non rinunciamoci“.
L’assemblea pastorale è stata momento di approfondimento per tutti i partecipanti alla scuola di formazione teologica di base “San Giovanni XXIII” guidata dal direttore don Alessandro Genovese.
E’ seguita la celebrazione presieduta dall’arcivescovo Lomanto, che ha richiamato tre priorità fondamentali per realizzare sempre più il cammino sinodale nell’intimità del nostro spirito, nella vita ecclesiale e nella missione evangelizzatrice.
La prima priorità del cristiano è far sì che in noi sia presente solo Gesù – ha detto mons. Lomanto -. Si tratta di credere in Dio che vive in noi, di cercare Dio solo e di renderlo presente nella nostra vita. Viviamo il sacrificio di noi stessi a Dio, che non è di per sé immolazione, ma di gioia profonda, perché Dio ci conquisti al suo amore, viva in noi e renda efficace in noi la nostra risposta al suo amore e il nostro impegno di carità verso tutti. La seconda priorità è lavorare con il Signore nella Chiesa. La fede cristiana ci unisce a Cristo ma ancora più ci rende una sola cosa con il Cristo in quanto noi siamo nella Chiesa, suo Corpo mistico, aderiamo al Christus totus, di cui fa parte ciascun fedele come membro di un corpo, ed esprimiamo nel servizio l’amore per la Chiesa. Se amiamo la nostra Chiesa, ogni compito che di fatto svolgiamo o che ci è affidato è quello buono per noi, perché accolto in obbedienza alla volontà del Signore. Non dobbiamo dimenticare, che si può lavorare nella vigna del Signore secondo una molteplicità di modi: primariamente la preghiera di ogni giorno; e poi l’esercizio del proprio lavoro ordinario, il fedele compimento del proprio dovere“.
Infine la terza priorità: “Ravvivare la consapevolezza di partecipare alla stessa missione di salvezza di Cristo. L’adesione a Cristo e il servizio di amore nella Chiesa aprono alla missione evangelizzatrice, a risvegliare e a comunicare la fede in un mondo che cambia. In maniera particolare, rispondendo alle urgenze del nostro tempo e dei nostri ambienti, siamo chiamati a trasmettere la purezza della fede, che nasce dall’efficacia della Parola di Dio in noi, cresce dal vivere davanti a Lui, si perfeziona nella preghiera fiduciosa e costante e nei gesti concreti di carità. Viviamo una fede sempre più pura, nell’abbandono a Dio, nell’atto che compiamo, nel luogo dove siamo, nel rapporto che realizziamo con gli altri. Ed è Dio che deve vivere attraverso di noi nella misura che noi ci affideremo totalmente a Lui, con umiltà, purezza e fede assoluta nell’onnipotenza del suo amore divino“.
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La Chiesa siracusana durante l’episcopato di mons. Ettore Baranzini

Sabato 10 gennaio, si svolgerà la prima Giornata di Studi di Storia della Chiesa siracusana. Nel salone San Zosimo del Palazzo Arcivescovile (piazza Duomo 5), il primo appuntamento di un percorso di ricerca e riflessione per riscoprire la memoria storica della comunità ecclesiale di Siracusa. Tema dell’incontro è “La Chiesa siracusana durante l’episcopato di mons. Ettore Baranzini (1933-1968)”.
La giornata di studi, che vuole offrire una lettura approfondita di una delle stagioni più significative della vita diocesana del Novecento, si articolerà in due sessioni, al mattino con inizio alle ore 9.30 e al pomeriggio dalle 15.30. Gli interventi si concentreranno sulla figura e sull’azione pastorale dell’arcivescovo Ettore Baranzini e, sul contesto storico ed ecclesiale in cui si è svolto il suo lungo episcopato, attraversato da eventi decisivi per la storia della Chiesa e della società: gli anni della guerra, il Concilio Vaticano II, il sinodo diocesano e l’evento della lacrimazione della Madonna, che ha profondamente segnato l’identità religiosa del territorio.

Il professor Sergio Tanzarella, docente di Storia della Chiesa presso la Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale (sezione San Luigi), metterà in luce l’importanza dello studio della storia della Chiesa locale come chiave fondamentale per comprendere la vita e la missione della Chiesa universale. La storia locale costituisce il luogo concreto in cui la fede si è incarnata, assumendo forme, linguaggi e scelte pastorali legate a specifici contesti sociali e culturali. In questa prospettiva si inserisce anche il progetto del Dizionario dei Vescovi italiani, promosso dall’Associazione dei Professori di Storia della Chiesa in Italia, che mira a restituire un quadro scientificamente fondato del ministero episcopale nei diversi territori del Paese.

Nel corso della giornata interverranno numerosi studiosi, tra cui l’arcivescovo di Siracusa mons. Francesco Lomanto, che si soffermerà su alcuni aspetti dell’evento della lacrimazione, rileggendolo alla luce del cammino storico e pastorale della Chiesa siracusana.

L’auspicio è che questa prima Giornata di Studi, e quelle che seguiranno, possano rispondere all’invito di papa Francesco espresso nella lettera del 21 novembre 2024, in cui si sottolinea la necessità di “fare storia” della Chiesa con rigore scientifico ma anche con passione e coinvolgimento. Uno studio che sia capace di coniugare competenza accademica e amore per la Chiesa, accolta come Madre, e di offrire alla comunità ecclesiale strumenti per comprendere il proprio passato e orientare con maggiore consapevolezza il proprio cammino futuro. Per l’occasione sarà possibile visitare il Museo diocesano con una esposizione su mons. Baranzini.

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Assemblea Pastorale e Dedicazione della Cattedrale

 Venerdì 9 gennaio, nella Chiesa Cattedrale, si terrà alle ore 18.00 l’Assemblea Pastorale dal titolo “La sinodalità nella riforma liturgica conciliare”. La relazione sarà tenuta da don Domenico Messina, docente di Liturgia alla Facoltà Teologica di Palermo. Alle 19.00 l’arcivescovo mons. Francesco Lomanto presiederà la celebrazione eucaristica nella solennità della Dedicazione della Cattedrale. Una ricorrenza che rappresenta un momento particolarmente significativo per la vita della Diocesi: è la festa della comunità diocesana che riconosce nella chiesa Cattedrale il segno dell’unità e della comunione col Vescovo.

Nel calendario liturgico è segnata come Solennità per la comunità. La Cattedrale è segno di ciò che siamo chiamati ad essere: Tempio vivente di Dio, capace di far risplendere nel mondo la grazia del Signore ed accogliere tutti coloro che sono alla sua ricerca. “La festa della Dedicazione della nostra Cattedrale costituisce una singolare occasione per approfondire la nostra identità di credenti in Gesù Cristo per riflettere – come comunità ecclesiale – sull’importanza di far parte del suo corpo mistico“ ha scritto l’arcivescovo Lomanto.

L’assemblea pastorale sarà anche momento di approfondimento per tutti i partecipanti alla scuola di formazione teologica di base “San Giovanni XXIII”. “Siamo grati a don Domenico Messina, presbitero della diocesi di Cefalù, per la disponibilità ad accompagnarci in una riflessione che metterà in luce come la riforma liturgica del Concilio Vaticano II abbia offerto alla Chiesa non solo criteri celebrativi, ma anche una vera e propria grammatica sinodale, capace di plasmare lo stile ecclesiale e pastorale delle nostre comunità” ha spiegato don Alessandro Genovese, direttore della Scuola di formazione teologica di base.

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Messaggio di auguri per il Natale 2025

L’arcivescovo Lomanto: “Impariamo ad accogliere i limiti dell’altro”

Il Natale del Signore porti a tutti la pace, la gioia, la serenità, la salute; alimenti in tutti il senso vivo del dono di sé, della partecipazione, della collaborazione, della corresponsabilità; ravvivi la dolcezza della carità e la bellezza del camminare insieme sulla strada della vita verso la meta comune“. E’ uno dei passaggi degli auguri di Natale dell’arcivescovo di Siracusa, mons. Francesco Lomanto.
L’arcivescovo ha invitato a “mettersi nella condizione dell’altro l’altro, per salvare l’altro, per venire incontro all’altro“. E guardando alla società di oggi ha detto che “forse si parla troppo e si opera poco. Gesù ci insegna a tacere per pensare, per meditare, per contemplare, per ripensare il nostro cammino, la nostra vita. E offrire, quando parliamo, una parola pensata“. Ed ha ricordato: “Oggi noi combattiamo l’altro, vogliamo avere il sopravvento, primeggiare. Invece la logica del Vangelo, la logica di Dio, la logica dell’incarnazione è ben altro. Se accogliamo il limite dell’altro, un’offesa, un torto, noi lo salviamo nella verità, perché bisogna parlarsi nella verità. Il cristiano è intelligente perchè si affida alla fede e si dona all’altro: anche nella vita sociale accogliere il limite dell’altro e costruire il bene di tutti. Nessuno nel mondo può dire che se ha aiutato l’altro, ha sollevato l’altro, ci ha perso qualcosa: ci ha guadagnato tutto“.
Infine sull’evento che stiamo per vivere: “Il Figlio di Dio che si fa uomo, che spoglia se stesso, che scende tra noi, che fa misericordia con noi, ci insegna a venire incontro al fratello, ad accettare il suo limite, a colmare il suo vuoto, per salvarlo, sostenerlo e condurlo alla gioia e alla buona vita del Vangelo. Il gaudio nasce dall’incontro con Gesù Cristo, Misericordioso e Salvatore, ed esprime la gioia della persona rinata, della salvezza incontrata e sperimentata nella vita di grazia, della misericordia che perdona, della luce di Cristo che si proietta su tutta la nostra vita, per illuminare tutti i nostri rapporti sociali. Auguro di cuore copiosi doni di grazia a Tutti, alle vostre famiglie e a tutti i vostri cari. Buon Natale a tutti!
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Coltivare un rapporto intimo con Cristo

Guardare sempre a Cristo e a coltivare un rapporto intimo con Lui, senza il quale nessun Ministero può essere fecondo.
Lo ha ricordato ieri in Cattedrale l’arcivescovo mons. Francesco Lomanto, durante la Santa Messa concelebrata da numerosi presbiteri, tra cui il rettore del Seminario mons. Salvatore Garro, ammettendo il seminarista Giuseppe Fava fra i candidati al Sacro Ordine del Diaconato e del Presbiterato e istituendo accoliti i seminaristi Sofio Cammarata e Manuel Rizzo.
L’arcivescovo mons. Francesco Lomanto ha esortato a lasciarci conformare dalla grazia di Dio per essere, anzitutto, uomini di Dio.
Il prossimo 26 gennaio è prevista l’ordinazione diaconale del seminarista Vincenzo Rio.
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Arcivescovo Lomanto: abbiamo creato una involuzione del cristianesimo e della società

Ma è così povera questa città, così povera questa città da non capire. Certe discussioni sono veramente inutili e non aiutano alla costruzione del bene comune. Vale più di tutto la comunione nella Chiesa e nella società, il resto non serve a nulla“. Lo ha detto l’arcivescovo di Siracusa, mons. Francesco Lomanto, rispondendo alla domanda di un giornalista che chiedeva sull’uso sbagliato dei social e sulle fake news in merito alla processione della festa di Santa Lucia dello scorso 13 dicembre.
L’arcivescovo Lomanto ha incontrato la stampa consegnando la nuova lettera Pastorale dal titolo “Fidem Servavi – Conservare e vivere la fede nel mondo di oggi“. L’occasione anche per una riflessione sul Natale con gli operatori dei mezzi di comunicazione.
E rispondendo alle domande sulla processione ha detto: “Quando si sistemano, si aggiustano certe cose e allora si reagisce in un determinato modo. Hanno pensato semplicemente alla esteriorità della cosa, nessuno si è domandato la preghiera che è stata fatta, i momenti di incontro davanti Santa Lucia, le grazie che sono state chieste. E poi la devozione non deve mai soddisfare la nostra persona, deve soddisfare Dio e i santi che hanno seguito Dio. Se cerchiamo altro non abbiamo capito nulla. Non solo della fede, della Chiesa, ma neanche della vita vera di ogni uomo. La festa non è perché me la devo godere io, la festa è perché devo compiere un atto di amore verso Dio e trasformare la mia vita. In questo senso, credetemi, abbiamo creato una involuzione non solo del cristianesimo ma anche della stessa società che va all’indietro. Come possiamo pretendere di avere la pace nel mondo se già nella nostra casa ragioniamo così?“.
All’inizio dell’incontro l’arcivescovo ha consegnato ai giornalisti la lettera pastorale: “La Lettera presenta tre aspetti fondamentali del mistero della fede: l’incontro con Gesù, la vita nella Chiesa, la missione della testimonianza cristiana come atto costitutivo della vita della Chiesa. Ma io vorrei suggerire tre brevi pensieri del Natale del Signore. Il primo insegnamento che ci viene dal Natale di Gesù è che egli si è svestito di se stesso e si è rivestito dell’uomo. Svestirsi di se stesso per vestirsi dell’altro, mettersi nella situazione, nella condizione dell’altro l’altro, per salvare l’altro, per venire incontro all’altro. E questo il Signore lo ha fatto non perché gli uomini erano bravi, belli e buoni, ma perché erano peccatori“.
Il secondo pensiero che emerge dal Natale del Signore, o meglio “dal presepe vivente che ruota attorno a Gesù. Pensiamo a Maria, Giuseppe, lo stesso bambino, tace, ma opera. Maria conservava tutte queste cose meditandole nel suo cuore. Giuseppe fece come gli ordinò l’angelo del Signore. Oggi nella società forse si parla troppo e si opera poco. Gesù ci insegna a tacere per pensare, per meditare, per contemplare, per ripensare il nostro cammino, la nostra vita. E offrire, quando parliamo, una parola pensata“.
La terza cosa. “Il verbo di Dio che si fa uomo accetta, accoglie il limite dell’altro. Oggi noi combattiamo l’altro, vogliamo avere il sopravvento, primeggiare. Invece la logica del Vangelo, la logica di Dio, la logica dell’incarnazione è ben altro. Venire incontro al limite dell’altro. Da un punto di vista di fede, questo significa salvare l’altro. E riguarda anche il nostro cammino di vita cristiano. Se accogliamo il limite dell’altro, un’offesa, un torto, noi lo salviamo nella verità, perché bisogna parlarsi nella verità. Il cristiano è intelligente perchè si affida alla fede e si dona all’altro: anche nella vita sociale accogliere il limite dell’altro e costruire il bene di tutti. Chi viene incontro al limite dell’altro ci guadagna sempre. Nessuno nel mondo può dire che se ha aiutato l’altro, ha sollevato l’altro, ci ha perso qualcosa: ci ha guadagnato tutto. Più lo comprendiamo e più possiamo incarnarlo, viverlo“.
Al termine dell’incontro, alla presenza del segretario nazionale dell’UCSI (Unione Cattolica Stampa Italiana) Salvatore Di Salvo, il segretario provinciale di Assostampa Prospero Dente e il presidente dell’Unione Cattolica stampa italiana di Siracusa, Alberto Lo Passo, hanno consegnato il pane all’arcivescovo in maniera simbolica della donazione di 50 chili di pane ai poveri della parrocchia del Sacro Cuore di Siracusa.
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