Archivi della categoria: Vescovo Francesco

Riscopriamo la corresponsabilità e la cura delle relazioni

“Sant’Agata ci invita alla riscoperta del valore della corresponsabilità, nella cura delle relazioni e nell’impegno per la profezia sociale. In tal senso le comunità ecclesiali possono e devono ispirare nuovi cammini anche per la vita politica ed economica delle nostre città, per un maggiore senso dell’identità locale che esige amore, corresponsabilità, rispetto e cultura”. Lo ha detto l’arcivescovo di Siracusa, Francesco Lomanto, nell’omelia durante la celebrazione in Cattedrale a Catania nella solennità di Sant’Agata.

“Sant’Agata ci insegna a vivere la gioia della fede – ha detto l’arcivescovo di Siracusa – la coscienza di appartenere alla Chiesa e la responsabilità della missione evangelizzatrice nella quotidianità della vita. Di fronte alle nuove sfide del contesto culturale odierno – segnato dal relativismo che mette in dubbio l’esistenza di verità assolute e universali, dall’individualismo religioso per cui ognuno si fa la propria religione, da forme di religione “senza Dio” – siamo chiamati a rendere ragione della speranza che è in noi con la nostra fede e con la nostra testimonianza di credenti in Gesù, consapevoli di appartenere a Lui e sapendo che Egli è fedele e non ci abbandona mai”.

L’arcivescovo ha ricordato che “Sant’Agata, con il dono della sua vita fino al martirio, ha operato per la pace della Chiesa, per la fedeltà dei cristiani alla Chiesa e per la comunione dei fedeli nella Chiesa. Sant’Agata, assieme a Lucia, è tra il numero ristretto di martiri nominati nel canone romano, per il loro straordinario esempio di virtù eroica, già molto conosciuto e particolarmente apprezzato nella Chiesa fin dai primi secoli del cristianesimo. Sant’Agata ci invita alla riscoperta del valore della corresponsabilità, nella cura delle relazioni e nell’impegno per la profezia sociale. In tal senso le comunità ecclesiale possono e devono ispirare nuovi cammini anche per la vita politica ed economica delle nostre città, per un maggiore senso dell’identità locale che esige amore, corresponsabilità, rispetto e cultura. Sant’Agata testimonia la risurrezione di Gesù con l’annuncio del Vangelo, con l’esercizio della carità e con il dono della sua vita, realizzando pienamente l’identità missionaria della Chiesa. Con la vitalità della fede, con la sensibilità ecclesiale e con la testimonianza cristiana, Sant’Agata ha vissuto la sua profonda esperienza spirituale, fondata sulla centralità del mistero di Cristo, indicandoci il segreto della santità nell’abbandono supremo a Dio, la grandezza dell’uomo nell’affidamento di tutta la vita a Dio e nella comunione con i fratelli, il servizio dell’amore nella carità divina, che richiede il tutto di noi per donarci il tutto di Dio”.

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I bambini al centro della giornata nazionale per la vita

Si celebra domenica 1 febbraio la 48esima Giornata Nazionale per la Vita, che quest’anno ha per tema «Prima i bambini!»
Il Consiglio Episcopale Permanente della Conferenza Episcopale Italiana invita a rimettere al centro i più piccoli, la loro dignità, la loro tutela e il loro diritto a essere accolti, amati e accompagnati fin dal primo istante della vita.
Il richiamo evangelico è alle parole di Gesù: «Guardatevi dal disprezzare uno solo di questi piccoli» (Mt 18,10).

Il programma prevede alle ore 9.30 l’accoglienza in piazza Minerva e in processione verso la Cattedrale.
Alle ore 10.00 interventi dell’av
v. Maria Suma, vicepresidente dell’Associazione Meter Ets e del dott. Alessandro Drago, presidente del Comitato Provinciale di Siracusa per l’Unicef.
Alle ore
11:30 celebrazione eucaristica presieduta da mons. Francesco Lomanto, Arcivescovo di Siracusa. 

I vescovi italiani ci invitano a rimettere al centro i bambini, troppo spesso vittime innocenti di guerre, povertà, violenze, abusi e trascuratezze – hanno sottolineato mons. Salvatore Marino, Maria Grazia e Salvatore Cannizzaro, responsabili dell’Ufficio diocesano per la pastorale della famiglia – . In un tempo segnato da profonde fragilità sociali e culturali, la tutela della vita dei più piccoli diventa criterio essenziale per misurare la qualità umana e spirituale delle nostre comunità. Nel Messaggio per questa Giornata, la CEI ci richiama a una responsabilità condivisa: riconoscere la dignità infinita di ogni bambino, custodire la vita fin dal suo inizio e accompagnare la crescita dei più piccoli con scelte concrete di accoglienza, protezione e speranza. Mettere “prima i bambini” significa costruire un futuro più giusto, solidale e autenticamente umano. Come Chiesa, siamo chiamati a sostenere le famiglie, a promuovere una cultura della vita che non escluda nessuno e a vigilare perché ogni bambino possa crescere nella serenità, nella pace e nell’amore. È un impegno che nasce dalla fede e si traduce in gesti concreti di prossimità e corresponsabilità. Affidiamo alla Vergine Maria – che ci ha donato Gesù, «Via, Verità e Vita» (Gv 14,6) – il nostro impegno a custodire ogni bambino, dono prezioso da accogliere e proteggere, per costruire un futuro migliore“.

 

 


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Festa di don Bosco

Al via la Festa di San Giovanni Bosco nella chiesa del Pantheon a Siracusa.
Oggi giovedì 29, alle ore 18.30 celebrazione eucaristica e riflessione sulla figura di don Bosco da parte di suor Maria Trigilia fma.
Venerdì 30, alle ore 18.00 preghiera del santo rosario meditando sui testi di don Bosco a cura dei salesiani cooperatori. Alle ore 18.30 celebrazione eucaristica.
Sabato 31 gennaio, festa di don Bosco, alle ore 18.00 preghiera del santo rosario, alle ore 18.20 festosa accoglienza dell’arcivescovo mons. Francesco Lomanto con intrattenimento dei ragazzi del cammino di iniziazione cristiana. Celebrazione eucaristica presieduta dall’arcivescovo Lomanto.
Al termine della celebrazione verrà distribuito il tradizionale panino di don Bosco con la mortadella. 

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Immedesimarsi con Cristo come San Paolo

Immedesimarsi con Cristo e ad affidare tutta la vita al servizio di Dio, come ha fatto san Paolo, per testimoniare il Vangelo di Cristo.
E’ l’invito che l’arcivescovo di Siracusa, mons. Francesco Lomanto, ha rivolto ai fedeli nella Basilica di San Paolo a Palazzolo Acreide nel giorno della festa della Conversione di San Paolo. Hanno concelebrato padre Marco Politini, padre Gianni Tabacco e padre Francesco Mangiafico. Erano presenti i diaconi di Palazzolo, il sindaco Salvatore Gallo e le autorità civili e militari.
L’arcivescovo Lomanto ha presentato tre transizioni fondamentali della vita e del ministero apostolico di San Paolo: nella missione da persecutore ad Apostolo delle Genti, nell’orientamento di vita dalla legge all’Amore, nell’intimità del nostro rapporto con Dio dall’io a Dio («Non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me»), (Gal 2,20).
Mons. Lomanto ha invitato a fare spazio allo Spirito per entrare nell’intimità dell’amore di Dio e a «camminate secondo lo Spirito» (Gal 5,16); ad immedesimarsi con la Chiesa, Corpo mistico di Cristo, per amarla e cooperare insieme al bene di tutti.
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Lomanto: “Siracusa non deve cedere alla violenza e al sopruso”

Non è ammissibile alcun atto di violenza. Siracusa non può e non deve cedere alla violenza e al sopruso“. Lo ha scritto l’arcivescovo di Siracusa, mons. Francesco Lomanto, nel messaggio inviato al comitato che ha promosso la manifestazione cittadina “Siracusa non si piega”, contro attentati e atti intimidatori che nelle ultime settimane hanno colpito attività commerciali a Siracusa. Il corteo, partito da piazza Euripide, è arrivato in piazza Archimede. Presente il vicario generale dell’Arcidiocesi, mons. Sebastiano Amenta, ed altri sacerdoti. Al corteo hanno partecipato le Istituzioni: sindaci del territorio, parlamentari, il presidente della commissione antimafia Antonello Cracolici.
L’iniziativa è stata promossa da oltre 40 sigle: da Cna a Confcommercio, da Confindustria a Libera, Arci, associazioni antiracket e sindacati.

L’arcivescovo di Siracusa, mons. Francesco Lomanto, impossibilitato a partecipare, ha scritto: “Voglio assicurare la mia vicinanza a quanti, imprenditori ed esercenti, sono vittime di intimidazioni e attentati insensati che mortificano e preoccupano tutta la comunità civile. Tutti uniti dobbiamo operare per la legalità e la giustizia. Da questa piazza Euripide, dove dal 1953 al 1968, è stata esposta la Madonna delle Lacrime, mi rivolgo anche a chi si è macchiano di tali atti criminali, chiedendo di ravvedersi e di non continuare a perpetrare atti minacciosi ed efferati. Le Lacrime della Madonna sciolgano la durezza dei cuori, inducano alla conversione verso il bene e il rispetto degli altri.
Non permettiamo al male di avvelenare le nostre case. Non cediamo alla logica della prepotenza e della violenza”. Infine una preghiera alla
Madonna delle Lacrime per “proteggere quanti onestamente lavorano e faticano per guadagnarsi il pane quotidiano“.

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Fidem Servavi, conservare e vivere la fede

Venerdì 16 gennaio sarà presentata al vicariato di Siracusa la quinta Lettera Pastorale dell’arcivescovo mons. Francesco Lomanto intitolata “Fidem Servavi”.
Alle ore 18.00 nella Basilica Santuario Madonna delle lacrime messa presieduta dall’arcivescovo .
Seguirà nel salone “Giovanni Paolo II” del centro convegni del Santuario, la presentazione della Lettera Pastorale “Fidem Servavi” – Conservare e vivere la fede nel mondo di oggi a cura di Salvatore Cannizzaro e Rosaria Ricciardi.

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Lavoriamo con il Signore nella Chiesa

Lavorare con il Signore nella Chiesa e collaborare insieme, con un medesimo spirito, a tutti i gradi e gli ordini.
Queste alcune delle priorità indicate dall’arcivescovo di Siracusa, mons. Francesco Lomanto, ieri nella Chiesa Cattedrale, nella celebrazione eucaristica nella solennità della Dedicazione della Cattedrale al termine della quale ha invitato a vivere la gioia del Vangelo nell’abbandono a Dio, nel servizio di amore alla Chiesa, nella missione evangelizzatrice e nella testimonianza della carità.
La messa è stata preceduta dall’Assemblea Pastorale su “La sinodalità nella riforma liturgica conciliare” che ha visto l’intervento di don Domenico Messina, docente di Liturgia alla Facoltà Teologica di Palermo.
Don Messina ha messo in luce il rapporto tra liturgia e sinodalità. “Sinodalità e non sinodo, perché sinodo è la forma, la sinodalità è l’atteggiamento”.
Poi si è soffermato sulla partecipazione come “categoria costitutiva di tutta la riforma liturgica del Concilio Vaticano II, che poi caratterizza la vita della Chiesa. Dove per partecipazione noi non dobbiamo pensare il fare, ma l’essere e la consapevolezza di questo essere. Il magistero della Chiesa ci ricorda che la sinodalità è una dimensione costitutiva, ma è naturale perché la sinodalità, l’essere, il vivere, il camminare in relazione è proprio del nostro Dio, sono proprio del nostro Dio. Allora la sinodalità nella riforma liturgica del Vaticano II consiste proprio in questo – ha concluso don Messina –, nell’avere la consapevolezza di essere parte di questo mistero. Non rinunciateci, non rinunciamoci“.
L’assemblea pastorale è stata momento di approfondimento per tutti i partecipanti alla scuola di formazione teologica di base “San Giovanni XXIII” guidata dal direttore don Alessandro Genovese.
E’ seguita la celebrazione presieduta dall’arcivescovo Lomanto, che ha richiamato tre priorità fondamentali per realizzare sempre più il cammino sinodale nell’intimità del nostro spirito, nella vita ecclesiale e nella missione evangelizzatrice.
La prima priorità del cristiano è far sì che in noi sia presente solo Gesù – ha detto mons. Lomanto -. Si tratta di credere in Dio che vive in noi, di cercare Dio solo e di renderlo presente nella nostra vita. Viviamo il sacrificio di noi stessi a Dio, che non è di per sé immolazione, ma di gioia profonda, perché Dio ci conquisti al suo amore, viva in noi e renda efficace in noi la nostra risposta al suo amore e il nostro impegno di carità verso tutti. La seconda priorità è lavorare con il Signore nella Chiesa. La fede cristiana ci unisce a Cristo ma ancora più ci rende una sola cosa con il Cristo in quanto noi siamo nella Chiesa, suo Corpo mistico, aderiamo al Christus totus, di cui fa parte ciascun fedele come membro di un corpo, ed esprimiamo nel servizio l’amore per la Chiesa. Se amiamo la nostra Chiesa, ogni compito che di fatto svolgiamo o che ci è affidato è quello buono per noi, perché accolto in obbedienza alla volontà del Signore. Non dobbiamo dimenticare, che si può lavorare nella vigna del Signore secondo una molteplicità di modi: primariamente la preghiera di ogni giorno; e poi l’esercizio del proprio lavoro ordinario, il fedele compimento del proprio dovere“.
Infine la terza priorità: “Ravvivare la consapevolezza di partecipare alla stessa missione di salvezza di Cristo. L’adesione a Cristo e il servizio di amore nella Chiesa aprono alla missione evangelizzatrice, a risvegliare e a comunicare la fede in un mondo che cambia. In maniera particolare, rispondendo alle urgenze del nostro tempo e dei nostri ambienti, siamo chiamati a trasmettere la purezza della fede, che nasce dall’efficacia della Parola di Dio in noi, cresce dal vivere davanti a Lui, si perfeziona nella preghiera fiduciosa e costante e nei gesti concreti di carità. Viviamo una fede sempre più pura, nell’abbandono a Dio, nell’atto che compiamo, nel luogo dove siamo, nel rapporto che realizziamo con gli altri. Ed è Dio che deve vivere attraverso di noi nella misura che noi ci affideremo totalmente a Lui, con umiltà, purezza e fede assoluta nell’onnipotenza del suo amore divino“.
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Assemblea Pastorale e Dedicazione della Cattedrale

 Venerdì 9 gennaio, nella Chiesa Cattedrale, si terrà alle ore 18.00 l’Assemblea Pastorale dal titolo “La sinodalità nella riforma liturgica conciliare”. La relazione sarà tenuta da don Domenico Messina, docente di Liturgia alla Facoltà Teologica di Palermo. Alle 19.00 l’arcivescovo mons. Francesco Lomanto presiederà la celebrazione eucaristica nella solennità della Dedicazione della Cattedrale. Una ricorrenza che rappresenta un momento particolarmente significativo per la vita della Diocesi: è la festa della comunità diocesana che riconosce nella chiesa Cattedrale il segno dell’unità e della comunione col Vescovo.

Nel calendario liturgico è segnata come Solennità per la comunità. La Cattedrale è segno di ciò che siamo chiamati ad essere: Tempio vivente di Dio, capace di far risplendere nel mondo la grazia del Signore ed accogliere tutti coloro che sono alla sua ricerca. “La festa della Dedicazione della nostra Cattedrale costituisce una singolare occasione per approfondire la nostra identità di credenti in Gesù Cristo per riflettere – come comunità ecclesiale – sull’importanza di far parte del suo corpo mistico“ ha scritto l’arcivescovo Lomanto.

L’assemblea pastorale sarà anche momento di approfondimento per tutti i partecipanti alla scuola di formazione teologica di base “San Giovanni XXIII”. “Siamo grati a don Domenico Messina, presbitero della diocesi di Cefalù, per la disponibilità ad accompagnarci in una riflessione che metterà in luce come la riforma liturgica del Concilio Vaticano II abbia offerto alla Chiesa non solo criteri celebrativi, ma anche una vera e propria grammatica sinodale, capace di plasmare lo stile ecclesiale e pastorale delle nostre comunità” ha spiegato don Alessandro Genovese, direttore della Scuola di formazione teologica di base.

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Messaggio di auguri per il Natale 2025

L’arcivescovo Lomanto: “Impariamo ad accogliere i limiti dell’altro”

Il Natale del Signore porti a tutti la pace, la gioia, la serenità, la salute; alimenti in tutti il senso vivo del dono di sé, della partecipazione, della collaborazione, della corresponsabilità; ravvivi la dolcezza della carità e la bellezza del camminare insieme sulla strada della vita verso la meta comune“. E’ uno dei passaggi degli auguri di Natale dell’arcivescovo di Siracusa, mons. Francesco Lomanto.
L’arcivescovo ha invitato a “mettersi nella condizione dell’altro l’altro, per salvare l’altro, per venire incontro all’altro“. E guardando alla società di oggi ha detto che “forse si parla troppo e si opera poco. Gesù ci insegna a tacere per pensare, per meditare, per contemplare, per ripensare il nostro cammino, la nostra vita. E offrire, quando parliamo, una parola pensata“. Ed ha ricordato: “Oggi noi combattiamo l’altro, vogliamo avere il sopravvento, primeggiare. Invece la logica del Vangelo, la logica di Dio, la logica dell’incarnazione è ben altro. Se accogliamo il limite dell’altro, un’offesa, un torto, noi lo salviamo nella verità, perché bisogna parlarsi nella verità. Il cristiano è intelligente perchè si affida alla fede e si dona all’altro: anche nella vita sociale accogliere il limite dell’altro e costruire il bene di tutti. Nessuno nel mondo può dire che se ha aiutato l’altro, ha sollevato l’altro, ci ha perso qualcosa: ci ha guadagnato tutto“.
Infine sull’evento che stiamo per vivere: “Il Figlio di Dio che si fa uomo, che spoglia se stesso, che scende tra noi, che fa misericordia con noi, ci insegna a venire incontro al fratello, ad accettare il suo limite, a colmare il suo vuoto, per salvarlo, sostenerlo e condurlo alla gioia e alla buona vita del Vangelo. Il gaudio nasce dall’incontro con Gesù Cristo, Misericordioso e Salvatore, ed esprime la gioia della persona rinata, della salvezza incontrata e sperimentata nella vita di grazia, della misericordia che perdona, della luce di Cristo che si proietta su tutta la nostra vita, per illuminare tutti i nostri rapporti sociali. Auguro di cuore copiosi doni di grazia a Tutti, alle vostre famiglie e a tutti i vostri cari. Buon Natale a tutti!
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Arcivescovo Lomanto: abbiamo creato una involuzione del cristianesimo e della società

Ma è così povera questa città, così povera questa città da non capire. Certe discussioni sono veramente inutili e non aiutano alla costruzione del bene comune. Vale più di tutto la comunione nella Chiesa e nella società, il resto non serve a nulla“. Lo ha detto l’arcivescovo di Siracusa, mons. Francesco Lomanto, rispondendo alla domanda di un giornalista che chiedeva sull’uso sbagliato dei social e sulle fake news in merito alla processione della festa di Santa Lucia dello scorso 13 dicembre.
L’arcivescovo Lomanto ha incontrato la stampa consegnando la nuova lettera Pastorale dal titolo “Fidem Servavi – Conservare e vivere la fede nel mondo di oggi“. L’occasione anche per una riflessione sul Natale con gli operatori dei mezzi di comunicazione.
E rispondendo alle domande sulla processione ha detto: “Quando si sistemano, si aggiustano certe cose e allora si reagisce in un determinato modo. Hanno pensato semplicemente alla esteriorità della cosa, nessuno si è domandato la preghiera che è stata fatta, i momenti di incontro davanti Santa Lucia, le grazie che sono state chieste. E poi la devozione non deve mai soddisfare la nostra persona, deve soddisfare Dio e i santi che hanno seguito Dio. Se cerchiamo altro non abbiamo capito nulla. Non solo della fede, della Chiesa, ma neanche della vita vera di ogni uomo. La festa non è perché me la devo godere io, la festa è perché devo compiere un atto di amore verso Dio e trasformare la mia vita. In questo senso, credetemi, abbiamo creato una involuzione non solo del cristianesimo ma anche della stessa società che va all’indietro. Come possiamo pretendere di avere la pace nel mondo se già nella nostra casa ragioniamo così?“.
All’inizio dell’incontro l’arcivescovo ha consegnato ai giornalisti la lettera pastorale: “La Lettera presenta tre aspetti fondamentali del mistero della fede: l’incontro con Gesù, la vita nella Chiesa, la missione della testimonianza cristiana come atto costitutivo della vita della Chiesa. Ma io vorrei suggerire tre brevi pensieri del Natale del Signore. Il primo insegnamento che ci viene dal Natale di Gesù è che egli si è svestito di se stesso e si è rivestito dell’uomo. Svestirsi di se stesso per vestirsi dell’altro, mettersi nella situazione, nella condizione dell’altro l’altro, per salvare l’altro, per venire incontro all’altro. E questo il Signore lo ha fatto non perché gli uomini erano bravi, belli e buoni, ma perché erano peccatori“.
Il secondo pensiero che emerge dal Natale del Signore, o meglio “dal presepe vivente che ruota attorno a Gesù. Pensiamo a Maria, Giuseppe, lo stesso bambino, tace, ma opera. Maria conservava tutte queste cose meditandole nel suo cuore. Giuseppe fece come gli ordinò l’angelo del Signore. Oggi nella società forse si parla troppo e si opera poco. Gesù ci insegna a tacere per pensare, per meditare, per contemplare, per ripensare il nostro cammino, la nostra vita. E offrire, quando parliamo, una parola pensata“.
La terza cosa. “Il verbo di Dio che si fa uomo accetta, accoglie il limite dell’altro. Oggi noi combattiamo l’altro, vogliamo avere il sopravvento, primeggiare. Invece la logica del Vangelo, la logica di Dio, la logica dell’incarnazione è ben altro. Venire incontro al limite dell’altro. Da un punto di vista di fede, questo significa salvare l’altro. E riguarda anche il nostro cammino di vita cristiano. Se accogliamo il limite dell’altro, un’offesa, un torto, noi lo salviamo nella verità, perché bisogna parlarsi nella verità. Il cristiano è intelligente perchè si affida alla fede e si dona all’altro: anche nella vita sociale accogliere il limite dell’altro e costruire il bene di tutti. Chi viene incontro al limite dell’altro ci guadagna sempre. Nessuno nel mondo può dire che se ha aiutato l’altro, ha sollevato l’altro, ci ha perso qualcosa: ci ha guadagnato tutto. Più lo comprendiamo e più possiamo incarnarlo, viverlo“.
Al termine dell’incontro, alla presenza del segretario nazionale dell’UCSI (Unione Cattolica Stampa Italiana) Salvatore Di Salvo, il segretario provinciale di Assostampa Prospero Dente e il presidente dell’Unione Cattolica stampa italiana di Siracusa, Alberto Lo Passo, hanno consegnato il pane all’arcivescovo in maniera simbolica della donazione di 50 chili di pane ai poveri della parrocchia del Sacro Cuore di Siracusa.
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