Archivi della categoria: Vescovo Francesco

Via Crucis cittadina al teatro greco

Il doloroso cammino di Gesù sulla via del Calvario” è il tema della Via Crucis cittadina che si terrà venerdì 27 marzo alle ore 18.00 al Teatro Greco di Siracusa.

La direzione del Parco Archeologico e paesaggistico di Siracusa-Eloro-Villa del Tellaro-Akrai, con le Parrocchie del Vicariato di Siracusa e la Fondazione Inda organizzano all’interno della zona archeologica il percorso doloroso di Gesù Cristo che si avvia alla crocifissione. I fedeli avranno la possibilità di pregare e meditare all’interno dell’antica cavea. Grazie alla collaborazione con gli allievi dell’Accademia d’Arte del Dramma Antico della Fondazione Inda, diretti da Elena Polic Greco e da Simonetta Cartia, sarà possibile vivere un momento unico all’interno del Teatro Greco, scenario delle stazioni della Via Crucis.

L’arcivescovo di Siracusa, mons. Francesco Lomanto, che guiderà la preghiera, ha scritto: «L’inesauribile ricchezza dei simboli, dei gesti e delle parole che attraversano lo snodarsi di questo antico itinerario di preghiera si interseca con sempre nuovi spunti di riflessione, che rendono ancora oggi attuale ogni stazione della Via Crucis. Le varie stazioni ci aiutano a contemplare l’immensità dell’amore di Cristo, che patisce e offre tutta la sua vita per la nostra salvezza. Al contempo esse rispecchiano aspetti, momenti e prospettive della personale esperienza di vita e di fede di ciascuno di noi, quasi come tappe progressive del nostro cammino esistenziale costellato da dure prove, da incontri decisivi, da ripetute cadute. Compiamo questo percorso orante in compagnia di Maria Santissima, che qui a Siracusa si è manifestata col segno silenzioso ma eloquente, intimo ma fortemente comunicativo, delle Lacrime. (…) Con uno sguardo colmo di tenerezza, la Madonna veglia e col suo Cuore materno indica una via di salvezza e di pienezza della propria vita».

A tutti i partecipanti sarà donato il libretto contenente le meditazioni che sono state scritte dal prof. Marco Fatuzzo, recentemente scomparso, e le preghiere scritte da don Carlo Fatuzzo.

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Cattedrale di Siracusa: un patrimonio storico e spirituale

“Lo scopo è quello di mettere in luce il patrimonio artistico che possediamo, con la ricchezza culturale e spirituale e di pietà che contengono e che esprimono sempre”. L’arcivescovo di Siracusa, mons. Francesco Lomanto, conclude la presentazione dei numeri 26 e 27 dei “Quaderni del Mediterraneo” – Studi storico-artistici sui beni culturali del Mezzogiorno che contengono studi sul prospetto della Cattedrale di Siracusa, la Sacrestia Torres recentemente restaurata e la Cappella del SS. Sacramento. La possibilità di mettere in evidenza pezzi unici come un ciborio di Luigi Vanvitelli, architetto della reggia di Caserta; Agostino Scilla, pittore messinese, e poi Pompeo Picherali.
Nel salone “San Zosimo” del Palazzo Arcivescovile di Siracusa il prof. Paolo Giansiracusa, direttore dei “Quaderni del Mediterraneo”, si è soffermato sugli Stalli Corali del 1489 e la documentazione archivistica sulla ricostruzione settecentesca del prospetto della Cattedrale di Siracusa. “I quaderni del Mediterraneo operano dal 1993 e ci siamo occupati di vari monumenti della Diocesi. Gli ultimi due anni li abbiamo dedicati alla Cattedrale perché la chiesa più importante della Diocesi è interessata da una serie di restauri e quindi oltre ai restauri strutturali, abbiamo immaginato che si possano fare dei restauri storici legati alla fede, alla tradizione, alla memoria. E quindi abbiamo cominciato a indagare sugli elementi costitutivi del grande corpo monumentale. Ci siamo occupati della sacrestia, della Cappella del Sacramento e adesso anche del prospetto che è in fase di restauro però pochi conoscevano la documentazione che accompagna questa costruzione. Dai documenti d’archivio abbiamo capito chi sono gli artefici di questa costruzione non solo i progettisti ma anche i capimastro, come Giuseppe Ferrara, e quelli che avevano assunto la direzione lavori nel caso della prima fase Pompeo Picherali e nella seconda fase Giovan Battista Alminara. I quaderni indagano sulla storia della città. La rivista si occupa di opere pittoriche, di sculture, di beni etnoantropologici e la parte più importante è quella archivistica, perché tutte le nostre informazioni vengono fuori dall’archivio di Stato o dall’archivio vescovile. Perché è lì che si nascondono le notizie che noi dobbiamo rispolverare e quindi pubblicare, consegnare alla nostra comunità affinché riscopra la propria identità”.
Mons. Lomanto ha concluso: “Abbiamo potuto apprezzare innanzitutto la verità storica di queste opere, il significato religioso e ecclesiale, oltre che artistico, e il messaggio che continuano ad offrire a noi oggi di una memoria credente. Certamente riscoprirle anche dopo un restauro è per noi un motivo di rinnovamento interiore e si inserisce molto bene nel cammino quaresimale che stiamo compiendo. Il restauro di un’opera la rende viva. Il rinnovamento della nostra vita ci rende sempre più vicino a Dio e ci aiuta a vivere bene la Pasqua del Signore”.
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Solenne traslazione delle reliquie di Santa Lucia

Avrà luogo giovedì prossimo, 13 marzo, la solenne traslazione delle reliquie di Santa Lucia nella chiesa di Santa Lucia alla Badia.
Si tratta di un evento unico disposto dalla Deputazione della Cappella di Santa Lucia: per la prima volta saranno portate in processione la veste, le scarpette e il velo della martire siracusana. In Cattedrale ci sarà un primo momento di preghiera con la recita della coroncina e la via crucis. Alle ore 18.30, dalla Chiesa Cattedrale, l’arcivescovo di Siracusa, mons. Francesco Lomanto, guiderà la processione che traslerà le Sacre reliquie nella chiesa di Santa Lucia alla Badia dove saranno collocate in una nicchia che è stata predisposta nella navata centrale della chiesa.
Ma ci sarà anche un’altra novità unica.
La processione, che vedrà la partecipazione di tutti i gruppi ed i Devoti della Deputazione della Cappella di Santa Lucia, sarà arricchita anche dall’utilizzo del carro di Santa Lucia, recuperato per l’occasione. “Si tratta di un carro che mons. Giacomo Carabelli, arcivescovo di Siracusa dal 1921 al 1932, fece realizzare a Monza per il trasporto del Simulacro della Santa Patrona in occasione delle Feste a Lei dedicate – ha spiegato l’avv. Sebastiano Ricupero, presidente della Deputazione della Cappella di Santa Lucia – Un oggetto che poi è stato messo da parte perchè sono stati i berretti verdi a portare a spalla il simulacro. Lo abbiamo recuperato e sarà nuovamente in processione”. Dopo la reposizione delle Sacre Reliquie, l’arcivescovo Francesco Lomanto presiederà la messa che sarà animata dalla Corale di Santa Lucia, diretta dai maestri Marinella Strano e Cristiano Celesia,, e dal coro delle Voci Bianche dell’Accademia delle Musae e dalla corale dell’Istituto Wojtyla-Chindemi diretti da Mariuccia Cirinnà. Al termine della Santa Messa il coro intonerà inni e canti di Santa Lucia.
Nei giorni 13, 14 e 15 marzo, presso la sala del Parlatoio di Santa Lucia alla Badia, saranno proiettati tre video di brani dedicati a Santa Lucia: “Inno a Santa Lucia” (Cannizzaro-Garofalo), Preghiera per Santa Lucia (Concetta Cappuccio), “Note per Santa Lucia” (anonimo) con il Coro delle Voci Bianche dell’Accademia delle Musae e la corale dell’Istituto Wojtyla Chindemi diretti da Mariuccia Cirinnà. I tre video, girati nei luoghi suggestivi di Siracusa, vogliono colmare un vuoto dei canti dedicati alla nostra patrona. Il progetto è stato promosso dal Comune di Siracusa con la collaborazione dell’Accademia delle Musae. Gli arrangiamenti sono a cura di Mariuccia Cirinnà e di Gianluigi Di Gregorio.
Venerdì 14 marzo, in occasione del Tempo di Quaresima e per celebrare la presenza delle Sacre Reliquie, i Devoti di Santa Lucia sono chiamati a partecipare ad un momento di incontro spirituale alle ore 16:00 presso la Chiesa di Santa Lucia alla Badia.
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La Quaresima: tempo prezioso da dedicare alla carità verso i fratelli

Nel tempo prezioso della Quaresima alleniamo il nostro spirito a compiere gesti concreti di carità verso tutti i fratelli — specialmente nei riguardi degli ultimi, dei poveri e dei bisognosi — per entrare nell’intimità dell’amore di Dio“.

E’ una delle indicazioni che l’arcivescovo di Siracusa, mons. Francesco Lomanto, ha voluto dare nel suo messaggio alla Diocesi per il Tempo di Quaresima. Mons. Lomanto, riprendendo le parole di Papa Leone XIV ha invitato “ad una forma di astensione molto concreta e spesso poco apprezzata, cioè quella dalle parole che percuotono e feriscono il nostro prossimo“. La Quaresima è un tempo per “rinnovare il nostro cammino di conversione“. Mons. Lomanto ha evidenziato: “I tre avverbi, sobrie, iuste et pie, scandiscono le specifiche pratiche della Quaresima del digiuno, della preghiera e della carità e indicano i grandi pilastri della vita cristiana per vivere con autenticità il nostro rapporto con Dio e con i fratelli. Per compiere il nostro cammino di rinnovamento spirituale verso la Pasqua del Signore, accogliamo il primo messaggio di Papa Leone XIV per la Quaresima 2026, con il quale ci invita ad ascoltare la Parola di Dio e il grido degli ultimi e a vivere nuove forme di digiuno con “astensione molto concreta” come “disarmare il linguaggio””.

L’arcivescovo di Siracusa ha invitato a vivere “con sobrietà” la pratica del digiuno, “un esercizio spirituale importante nella vita cristiana, perché ci libera dal nostro egoismo, dagli istinti di sensualità e dalla brama di potenza, che costituiscono impedimenti gravi e radicali a una crescita della santità e a una realizzazione della convivenza civile e della fraternità universale“.

Quindi mons. Lomanto ha richiamato le parole del Santo Padre, che nel messaggio di Quaresima ha scritto: Cominciamo a disarmare il linguaggio, rinunciando alle parole taglienti, al giudizio immediato, al parlare male di chi è assente e non può difendersi, alle calunnie. Sforziamoci – scrive Papa Leone – di imparare a misurare le parole e a coltivare la gentilezza: in famiglia, tra gli amici, nei luoghi di lavoro, nei social media, nei dibattiti politici, nei mezzi di comunicazione, nelle comunità cristiane. Allora tante parole di odio lasceranno il posto a parole di speranza e di pace”.

L’arcivescovo ha invitato a vivere “con giustizia” la pratica della preghiera e della santità. “La santità di vita implica povertà e libertà del cuore da tutti quei legami terreni che ostacolano la comunione con Dio. Rinunciando a ciò che è effimero – spiega mons. Lomanto – possiamo aprirci completamente a Dio, che si dona a coloro che lo amano con cuore retto e sincero. La pratica del digiuno, dunque, va vissuta sia in ordine all’adorazione di Dio, perché davanti a noi c’è solo e sempre Dio, ma anche in ordine all’amore verso altri“.

Infine vivere “con pietà” la pratica dell’elemosina e della carità.

Tutta la vita cristiana implica un atto di affidamento totale al servizio di Dio e un dono di amore al nostro prossimo, una pietà senza riserve e un servizio generoso di carità ai nostri fratelli e alle nostre sorelle. La pratica della mortificazione e del digiuno – conclude l’arcivescovo – aiuta a liberarci dal nostro individualismo e soggettivismo e ci predispone a una vita di carità e a un esercizio di pietà verso gli altri“.

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Riscopriamo la corresponsabilità e la cura delle relazioni

“Sant’Agata ci invita alla riscoperta del valore della corresponsabilità, nella cura delle relazioni e nell’impegno per la profezia sociale. In tal senso le comunità ecclesiali possono e devono ispirare nuovi cammini anche per la vita politica ed economica delle nostre città, per un maggiore senso dell’identità locale che esige amore, corresponsabilità, rispetto e cultura”. Lo ha detto l’arcivescovo di Siracusa, Francesco Lomanto, nell’omelia durante la celebrazione in Cattedrale a Catania nella solennità di Sant’Agata.

“Sant’Agata ci insegna a vivere la gioia della fede – ha detto l’arcivescovo di Siracusa – la coscienza di appartenere alla Chiesa e la responsabilità della missione evangelizzatrice nella quotidianità della vita. Di fronte alle nuove sfide del contesto culturale odierno – segnato dal relativismo che mette in dubbio l’esistenza di verità assolute e universali, dall’individualismo religioso per cui ognuno si fa la propria religione, da forme di religione “senza Dio” – siamo chiamati a rendere ragione della speranza che è in noi con la nostra fede e con la nostra testimonianza di credenti in Gesù, consapevoli di appartenere a Lui e sapendo che Egli è fedele e non ci abbandona mai”.

L’arcivescovo ha ricordato che “Sant’Agata, con il dono della sua vita fino al martirio, ha operato per la pace della Chiesa, per la fedeltà dei cristiani alla Chiesa e per la comunione dei fedeli nella Chiesa. Sant’Agata, assieme a Lucia, è tra il numero ristretto di martiri nominati nel canone romano, per il loro straordinario esempio di virtù eroica, già molto conosciuto e particolarmente apprezzato nella Chiesa fin dai primi secoli del cristianesimo. Sant’Agata ci invita alla riscoperta del valore della corresponsabilità, nella cura delle relazioni e nell’impegno per la profezia sociale. In tal senso le comunità ecclesiale possono e devono ispirare nuovi cammini anche per la vita politica ed economica delle nostre città, per un maggiore senso dell’identità locale che esige amore, corresponsabilità, rispetto e cultura. Sant’Agata testimonia la risurrezione di Gesù con l’annuncio del Vangelo, con l’esercizio della carità e con il dono della sua vita, realizzando pienamente l’identità missionaria della Chiesa. Con la vitalità della fede, con la sensibilità ecclesiale e con la testimonianza cristiana, Sant’Agata ha vissuto la sua profonda esperienza spirituale, fondata sulla centralità del mistero di Cristo, indicandoci il segreto della santità nell’abbandono supremo a Dio, la grandezza dell’uomo nell’affidamento di tutta la vita a Dio e nella comunione con i fratelli, il servizio dell’amore nella carità divina, che richiede il tutto di noi per donarci il tutto di Dio”.

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I bambini al centro della giornata nazionale per la vita

Si celebra domenica 1 febbraio la 48esima Giornata Nazionale per la Vita, che quest’anno ha per tema «Prima i bambini!»
Il Consiglio Episcopale Permanente della Conferenza Episcopale Italiana invita a rimettere al centro i più piccoli, la loro dignità, la loro tutela e il loro diritto a essere accolti, amati e accompagnati fin dal primo istante della vita.
Il richiamo evangelico è alle parole di Gesù: «Guardatevi dal disprezzare uno solo di questi piccoli» (Mt 18,10).

Il programma prevede alle ore 9.30 l’accoglienza in piazza Minerva e in processione verso la Cattedrale.
Alle ore 10.00 interventi dell’av
v. Maria Suma, vicepresidente dell’Associazione Meter Ets e del dott. Alessandro Drago, presidente del Comitato Provinciale di Siracusa per l’Unicef.
Alle ore
11:30 celebrazione eucaristica presieduta da mons. Francesco Lomanto, Arcivescovo di Siracusa. 

I vescovi italiani ci invitano a rimettere al centro i bambini, troppo spesso vittime innocenti di guerre, povertà, violenze, abusi e trascuratezze – hanno sottolineato mons. Salvatore Marino, Maria Grazia e Salvatore Cannizzaro, responsabili dell’Ufficio diocesano per la pastorale della famiglia – . In un tempo segnato da profonde fragilità sociali e culturali, la tutela della vita dei più piccoli diventa criterio essenziale per misurare la qualità umana e spirituale delle nostre comunità. Nel Messaggio per questa Giornata, la CEI ci richiama a una responsabilità condivisa: riconoscere la dignità infinita di ogni bambino, custodire la vita fin dal suo inizio e accompagnare la crescita dei più piccoli con scelte concrete di accoglienza, protezione e speranza. Mettere “prima i bambini” significa costruire un futuro più giusto, solidale e autenticamente umano. Come Chiesa, siamo chiamati a sostenere le famiglie, a promuovere una cultura della vita che non escluda nessuno e a vigilare perché ogni bambino possa crescere nella serenità, nella pace e nell’amore. È un impegno che nasce dalla fede e si traduce in gesti concreti di prossimità e corresponsabilità. Affidiamo alla Vergine Maria – che ci ha donato Gesù, «Via, Verità e Vita» (Gv 14,6) – il nostro impegno a custodire ogni bambino, dono prezioso da accogliere e proteggere, per costruire un futuro migliore“.

 

 


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Festa di don Bosco

Al via la Festa di San Giovanni Bosco nella chiesa del Pantheon a Siracusa.
Oggi giovedì 29, alle ore 18.30 celebrazione eucaristica e riflessione sulla figura di don Bosco da parte di suor Maria Trigilia fma.
Venerdì 30, alle ore 18.00 preghiera del santo rosario meditando sui testi di don Bosco a cura dei salesiani cooperatori. Alle ore 18.30 celebrazione eucaristica.
Sabato 31 gennaio, festa di don Bosco, alle ore 18.00 preghiera del santo rosario, alle ore 18.20 festosa accoglienza dell’arcivescovo mons. Francesco Lomanto con intrattenimento dei ragazzi del cammino di iniziazione cristiana. Celebrazione eucaristica presieduta dall’arcivescovo Lomanto.
Al termine della celebrazione verrà distribuito il tradizionale panino di don Bosco con la mortadella. 

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Immedesimarsi con Cristo come San Paolo

Immedesimarsi con Cristo e ad affidare tutta la vita al servizio di Dio, come ha fatto san Paolo, per testimoniare il Vangelo di Cristo.
E’ l’invito che l’arcivescovo di Siracusa, mons. Francesco Lomanto, ha rivolto ai fedeli nella Basilica di San Paolo a Palazzolo Acreide nel giorno della festa della Conversione di San Paolo. Hanno concelebrato padre Marco Politini, padre Gianni Tabacco e padre Francesco Mangiafico. Erano presenti i diaconi di Palazzolo, il sindaco Salvatore Gallo e le autorità civili e militari.
L’arcivescovo Lomanto ha presentato tre transizioni fondamentali della vita e del ministero apostolico di San Paolo: nella missione da persecutore ad Apostolo delle Genti, nell’orientamento di vita dalla legge all’Amore, nell’intimità del nostro rapporto con Dio dall’io a Dio («Non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me»), (Gal 2,20).
Mons. Lomanto ha invitato a fare spazio allo Spirito per entrare nell’intimità dell’amore di Dio e a «camminate secondo lo Spirito» (Gal 5,16); ad immedesimarsi con la Chiesa, Corpo mistico di Cristo, per amarla e cooperare insieme al bene di tutti.
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Lomanto: “Siracusa non deve cedere alla violenza e al sopruso”

Non è ammissibile alcun atto di violenza. Siracusa non può e non deve cedere alla violenza e al sopruso“. Lo ha scritto l’arcivescovo di Siracusa, mons. Francesco Lomanto, nel messaggio inviato al comitato che ha promosso la manifestazione cittadina “Siracusa non si piega”, contro attentati e atti intimidatori che nelle ultime settimane hanno colpito attività commerciali a Siracusa. Il corteo, partito da piazza Euripide, è arrivato in piazza Archimede. Presente il vicario generale dell’Arcidiocesi, mons. Sebastiano Amenta, ed altri sacerdoti. Al corteo hanno partecipato le Istituzioni: sindaci del territorio, parlamentari, il presidente della commissione antimafia Antonello Cracolici.
L’iniziativa è stata promossa da oltre 40 sigle: da Cna a Confcommercio, da Confindustria a Libera, Arci, associazioni antiracket e sindacati.

L’arcivescovo di Siracusa, mons. Francesco Lomanto, impossibilitato a partecipare, ha scritto: “Voglio assicurare la mia vicinanza a quanti, imprenditori ed esercenti, sono vittime di intimidazioni e attentati insensati che mortificano e preoccupano tutta la comunità civile. Tutti uniti dobbiamo operare per la legalità e la giustizia. Da questa piazza Euripide, dove dal 1953 al 1968, è stata esposta la Madonna delle Lacrime, mi rivolgo anche a chi si è macchiano di tali atti criminali, chiedendo di ravvedersi e di non continuare a perpetrare atti minacciosi ed efferati. Le Lacrime della Madonna sciolgano la durezza dei cuori, inducano alla conversione verso il bene e il rispetto degli altri.
Non permettiamo al male di avvelenare le nostre case. Non cediamo alla logica della prepotenza e della violenza”. Infine una preghiera alla
Madonna delle Lacrime per “proteggere quanti onestamente lavorano e faticano per guadagnarsi il pane quotidiano“.

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Fidem Servavi, conservare e vivere la fede

Venerdì 16 gennaio sarà presentata al vicariato di Siracusa la quinta Lettera Pastorale dell’arcivescovo mons. Francesco Lomanto intitolata “Fidem Servavi”.
Alle ore 18.00 nella Basilica Santuario Madonna delle lacrime messa presieduta dall’arcivescovo .
Seguirà nel salone “Giovanni Paolo II” del centro convegni del Santuario, la presentazione della Lettera Pastorale “Fidem Servavi” – Conservare e vivere la fede nel mondo di oggi a cura di Salvatore Cannizzaro e Rosaria Ricciardi.

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