Archivi della categoria: Diocesi news

Giornata del dialogo tra cattolici ed ebrei

Siracusa celebra la giornata di approfondimento e sviluppo del dialogo tra cattolici ed ebrei.
Mercoledì 21 gennaio, alle ore 17.00, al salone “Paolo Borsellino” di Palazzo Vermexio a Siracusa, si terrà un incontro dal titolo “In te si diranno benedette tutte le famiglie della terra” (Gen 12,3)”.

Interverranno l’arcivescovo di Siracusa, mons. Francesco Lomanto; il rabbino capo della comunità ebraica di Napoli, rav Cesare Moscati; il delegato per l’Ecumenismo ed il dialogo interreligioso, don Santo Fortunato; il mediatore culturale, Ramzi Harrabi. Modera l’incontro il delegato della Sicilia orientale della comunità ebraica di Napoli, Moshe Ben Simon.

Nel corso dell’incontro, si rifletterà sul dialogo a sessant’anni di Nostra aetate, il documento del Concilio Vaticano II che ha ridefinito i rapporti della Chiesa cattolica con le religioni non cristiane, in particolare con l’ebraismo.

Nel messaggio per la 37esima Giornata per l’approfondimento e lo sviluppo del dialogo tra cattolici ed ebrei, la Commissione Episcopale per l’Ecumenismo e il Dialogo sottolinea come “in tale anniversario abbiamo guardato con gratitudine al cammino percorso in questi anni nel dialogo ebraico-cristiano. (…) L’identità cristiana profonda non può fare a meno del popolo ebraico, della sua storia e della sua spiritualità. Sono i nostri fratelli maggiori. (…) È fondamentale continuare il dialogo fondato sulla comune radice santa, senza nascondere le ovvie differenze. (…)  Il dialogo tra noi è anche un servizio per il dialogo fra le religioni e, soprattutto, un servizio verso questo nostro mondo, sempre più lacerato e diviso. Non possiamo privare il mondo di questo dono. Nella consapevolezza che tutte le religioni sono chiamate, con coraggio ed urgenza, ad affrontare la sfida del dialogo. Ne va della loro stessa identità”.

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Redaelli: la “pace disarmante” implica un’azione su più livelli

La terra è di tutti” è il titolo dell’incontro che si terrà mercoledì 21 gennaio, alle ore 18.30, nella parrocchia Cristo Re a Lentini, nell’ambito del laboratorio “Sentieri di pace” promosso dagli Uffici per la Pastorale delle Comunicazioni sociali e per la Pastorale Sociale e del Lavoro dell’Arcidiocesi di Siracusa.
Interverrà Carmelo Raspa, Docente di Esegesi biblica presso lo Studio Teologico San Paolo e la Pontificia Facoltà Teologica San Giovanni Evangelista di Palermo.

E’ il secondo appuntamento dopo l’intervento che si è svolto giovedì scorso al Santuario della Madonna delle Lacrime a Siracusa con il prof. Riccardo Redaelli. “Parlare di pace oggi – ha detto il docente di Geopolitica e di “Post Confict e gestione delle emergenze” – con il mondo che sembra tornato in guerra, e non solo tornato in guerra, ma sembra esserci una passione nuova per la guerra, per la violenza, per abbattere il diritto internazionale, parlare di pace sembra una cosa da illusi. Un discorso del passato. E invece è proprio in questi momenti che bisogna avere il coraggio di tornare, insistere a parlare di pace, insistere a parlare di diritto internazionale. Papa Francesco diceva: esiste un artigianato della pace e cioè pensare la pace, cercare di applicare, di far valere un discorso non violento che non ceda alla guerra, alla sopraffazione, che non ceda alla legge del più forte, alla legge della giungla, non dipende solo dai governanti, non dipende solo da chi ha le leve economiche, politiche, militari, ma dipende da tutti, da tutti noi. Ognuno al suo livello, ognuno nella sua posizione. Credere che il diritto internazionale, che la pace, che ci sia un mondo più giusto è un dovere che dobbiamo portare avanti sempre a dispetto dell’apparenza“.
Il prof. Redaelli, ordinario di Storia e istituzioni dell’Asia presso la facoltà di Scienze Politiche e Sociali dell’università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, ha approfondito il significato di “pace disarmata e disarmante” (Leone XIV) nel contesto attuale. La “pace disarmante” implica un’azione su più livelli, dal rilancio dell’Onu e delle istituzioni internazionali, alla promozione di programmi di riconciliazione e incontro. L’intreccio tra politiche dall’alto e percorsi dal basso può evitare che la risposta ai conflitti sia unicamente militare, e aprire a spazi reali di convivenza umana.

La proposta di una pace “disarmata e disarmante”, ci invita davvero a una responsabilità condivisa, che parte dalle persone comuni per arrivare ai decisori politici e religiosi – ha concluso il prof. Redaelli –. Vita, verità, memoria, giustizia e perdono non sono parole astratte: sono concetti che “smontano” e depotenziano la logica perversa del nemico come altro ontologico. È un approccio che alimenta una cultura della pace capace di trasformare prima le coscienze, poi i sistemi politici“. 
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Arcivescovo Lomanto: riconosciamo con umiltà la grandezza dell’altro

“Sant’Agata e Santa Lucia ci insegnano che alla presenza di Dio e nella comunione dei santi occorre rifuggire dalla ricerca della propria grandezza che distrugge la comunione e bisogna invece riconoscere con umiltà la grandezza dell’altro che non solo non distrugge ma crea unità, armonia, pace”.  Lo ha ricordato l’arcivescovo di Siracusa, mons. Francesco Lomanto, che ieri ha guidato il pellegrinaggio al Sepolcro di Sant’Agata a Catania.
Prima l’ingresso in Cattedrale delle insigni reliquie di Santa Lucia accolte dal parroco mons. Barbaro Scionti, poi la celebrazione della messa presieduta dall’arcivescovo Lomanto. In pellegrinaggio la Deputazione della Cappella di Santa Lucia, guidata dal presidente avv. Sebastiano Ricupero, e le delegazioni di Carlentini, Belpasso, Santa Lucia al Fortino e Santa Lucia in Ognina.
“Sant’Agata e Santa Lucia, le due sante vergini e martiri, che vivono un incontro come contagio della santità generativa di Dio nell’originalità della propria vita, attestano – ha detto mons. Lomanto – che soltanto la fede ci unisce a Dio che vive e opera in noi, ci dona di vivere nella carità la comunione dei santi, ci consente di affidarci a loro e di camminare in loro compagnia per crescere sempre più nella santità di vita”.
L’arcivescovo ha evidenziato che le due martiri “ci aiutano a scoprire la centralità di Cristo e la sua mediazione, alla quale esse si uniscono con la purezza di cuore e con l’offerta della loro vita. Così ci indicano il segreto della santità nel nostro puro e totale abbandono allo Spirito, perché santo è solo Dio, che viene in noi, se noi lo accogliamo; ma esige il nostro impegno, perché vuole rendere efficace con l’azione del suo Santo Spirito la nostra opera e compiere attraverso la nostra vita i suoi disegni di amore”.
La fede ci consente di affidarci ai santi e di camminare in loro compagnia: “Sant’Agata e Santa Lucia ci attestano che nella fede ci stringe un legame che supera il tempo, lo spazio. Accostiamoci ai santi, lasciamoci visitare da loro, tocchiamo con mano la loro esperienza di vita – ha detto. mons. Lomanto -. Viviamo in comunione con loro: quanto più semplice è nella fede il segno del nostro legame con loro ‒ una preghiera di intercessione, un intimo colloquio, lo sguardo di pietà verso un’immagine, il tocco o il bacio di un simulacro o di una reliquia, o altro ‒ tanto più intenso, vivo e profondo è il rapporto spirituale che stabiliamo con loro nel mistero della divina presenza, perché la santità contagia e genera sempre altra santità. Impegniamoci a conoscere i santi, i nostri santi, sforziamoci di amarli concretamente nei fatti e nella verità – ha concluso l’arcivescovo -, per poter vivere con loro una comunione più intima e più vera che sia veramente efficace nella nostra vita”.

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Mons. Amenta: “Lucia ci insegna come diventare discepoli di Cristo”

Tra le più importanti reliquie che Lucia ci ha lasciato, ritengo ci siano proprie le sue parole. La testimonianza di vita. Lei ci insegna come diventare discepoli di Cristo. Lei ci insegna come accogliere la parola del Signore. Una parola che riempie il cuore, che costruisce comunione. Chiediamo a Lucia la grazia della conversione del cuore affinché diventi simile a quello di Cristo. La vostra testimonianza possa diventare per questa città fermento e lievito per una città che quando inneggia a santa Lucia possa essere degna di questa esortazione“. Lo ha detto il vicario generale dell’Arcidiocesi, mons. Sebastiano Amenta, che ha presieduto la celebrazione nella Festa delle reliquie.

Mons. Sebastiano Amenta

Nel pomeriggio la catechesi guidata da don Carlo Fatuzzo su “La fede ed il valore della reliquia” alla quale è seguita la santa messa: “Quante parole inutili, offensive, dannose vengono dette. Anche dentro le sacrestie – ha detto il vicario –. Parole violente quando a pronunziarle sono gli stessi che si proclamano devoti. Anche nei momenti della festa, come quella di santa Lucia. Che dovrebbe essere il momento in cui ci ritroviamo in comunione e ci possiamo chiamare fratelli. Ed invece il demonio si insinua“.
Il vicario ha fatto un riferimento ai social, “strumenti attraverso i quali ci divoriamo a vicenda“.

E “quando ci ritroviamo attorno all’altare per celebrare Lucia”, dobbiamo condividere “per una devozione più pura, coerente. Che sia sempre più imitazione di come Lucia ha vissuto la sua fede. E così possiamo anche renderci conto, nella preghiera e guardando a Lei, la differenza tra la nostra vita e la sua, le nostre parole e le sue, la nostra testimonianza ed il suo martirio. Al centro del nostro modo di pensare spesso ci siamo noi, non c’è la parola di Dio. Il rischio è ascoltare le parole senza sentire e ascoltare la parola di Dio“.

Don Carlo Fatuzzo

Al termine della celebrazione è stata consegnata una targa alla prof. Concetta Oliveri per “l’instancabile servizio reso a Santa Lucia e per aver dato vita al gruppo delle portatrici delle sacre reliquie testimoniando con amore la luce della santa patrona”. Poi la consegna dei berretti verdi ed infine la processione delle reliquie fino alla cappella di Santa Lucia dove è stata richiusa la nicchia che custodisce il simulacro argenteo.
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Pellegrinaggio di Santa Lucia a Catania

Sabato 17 gennaio, la Deputazione della Cappella di Santa Lucia ha promosso il tradizionale pellegrinaggio di Santa Lucia al Sepolcro di Sant’Agata a Catania. Alle ore 18.00 in piazza Duomo a Catania, accoglienza delle insigni reliquie di Santa Lucia in occasione del Pellegrinaggio al sepolcro di Sant’Agata della Deputazione della Cappella di Santa Lucia e delle delegazioni di Carlentini, Belpasso, Santa Lucia al Fortino e Santa Lucia in Ognina.
Ingresso in Cattedrale e celebrazione della messa che sarà presieduta dall’arcivescovo di Siracusa, mons. Francesco Lomanto.
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Sentieri di pace con Redaelli

Riprende il laboratorio “Sentieri di pace” promosso dagli Uffici per la Pastorale delle Comunicazioni sociali e per la Pastorale Sociale e del Lavoro dell’Arcidiocesi di Siracusa.
Il laboratorio rappresenta un luogo dove trovare gli strumenti per costruire percorsi di pace, fuori dalla cultura prevalente di guerra.
Si inizia giovedì 15 gennaio, alle ore 18.00, al centro convegni del Santuario della Madonna delle Lacrime, con Riccardo Redaelli, professore ordinario di Geopolitica all’università Cattolica del Sacro Cuore. Tema dell’incontro sarà “Cosa significa dire pace nel disordine globale di oggi”.
Riccardo Redaelli è professore ordinario di Storia e istituzioni dell’Asia presso la facoltà di Scienze Politiche e Sociali dell’università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, e docente di Geopolitica e di “Post Confict e gestione delle emergenze”. È presidente del Centro studi internazionale di Geopolitica (Cestingeo) di Valenza. Ha condotto lunghi periodi di ricerca sul campo in Pakistan, Iran, Afghanistan, Iraq, Libia e altri paesi mediorientali, e ha lavorato negli Archivi coloniali britannici. E’ autore di più di 120 saggi e articoli.

Il laboratorio “Sentieri di pace” prevede altri tre appuntamenti: il 21 gennaio, alle ore 18.30, alla parrocchia Cristo Re a Lentini, con Carmelo Raspa, Docente di Esegesi biblica presso lo Studio Teologico San Paolo e la Pontificia Facoltà Teologica San Giovanni Evangelista di Palermo. E poi il 28 gennaio e il 13 marzo, alle ore 18,30 alla parrocchia Sacra Famiglia a Siracusa: il primo con Sergio Tanzarella, ordinario di Storia della Chiesa alla Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale di Napoli, sezione San Luigi e professore invitato presso l’Università Gregoriana di Roma. E il 13 marzo con Tonio dell’Olio, già coordinatore nazionale di Pax Christi, fondatore e animatore del settore internazionale di Libera e attualmente presidente della Pro Civitate Christiana di Assisi.

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Festa delle Reliquie ed esposizione del simulacro di Santa Lucia

La preghiera a santa Lucia deve essere occasione per cercare di migliorare la nostra vita. Come per santa Lucia l’incontro con il Signore è stato motivo perchè la sua vita diventasse più impegnata. Le reliquie ci ricordano che una persona come noi è stata capace, attraverso la preghiera, di cambiare vita. Spero che per tutti i devoti questa festa sia ulteriore stimolo perchè attraverso la preghiera possano prenderne coscienza che Dio c’è, quindi rispondere al suo amore e cambiare vita“. Lo ha detto mons. Salvatore Marino, componente della Deputazione della Cappella di Santa Lucia, questa mattina alla Festa delle reliquie nella chiesa Cattedrale a Siracusa.
Alle 8.00 i componenti della Deputazione della Cappella di Santa Lucia hanno consegnato le cinque chiavi al maestro di Cappella Alessandro Zanghì per l’apertura della nicchia che custodisce il simulacro della patrona. Per tutta la giornata ci sarà l’esposizione straordinaria del simulacro.
Erano presenti il presidente della Deputazione l’avv. Sebastiano Ricupero, il tesoriere prof. Salvatore Sparatore e la componente della Deputazione, Elena Artale. Subito dopo la celebrazione della messa nella cappella. Alle 12.00 è stata recitata l’Ora media guidata dal Gruppo di cura e preghiera della Cappella di Santa Lucia.
Il programma prevede alle ore 18.00 la recita del santo Rosario, alle ore 18.30 la catechesi guidata da don Carlo Fatuzzo su “La fede ed il valore della reliquia”. Alle ore 19.00 la santa messa presieduta dall’arcivescovo di Siracusa, mons. Francesco Lomanto. A seguire la processione delle reliquie di Santa Lucia e la chiusura della nicchia che custodisce il simulacro.
Questa è una festa legata al terremoto del 1693 – ha detto mons. Marino -, diventata sempre più significativa anche perchè le portatrici sono aumentate come numero ed il loro è diventato un servizio sempre più importante. Una festa che ci ricorda come la preghiera oltre ad essere una forma di consolazione è anche una spinta per cercare di migliorare la nostra vita come ha fatto Lucia. E’ un’occasione per fare memoria e fare festa attorno a santa Lucia. Riflettiamo della presenza di Dio attraverso la nostra patrona“.
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Festa delle Reliquie di Santa Lucia

Martedì prossimo, 13 gennaio, si celebra la Festa delle Reliquie di Santa Lucia nella chiesa Cattedrale.
Una giornata di festa nel corso della quale ci sarà l’esposizione straordinaria del simulacro della patrona per l’intera giornata. Il programma prevede alle ore 8.00 la cerimonia di consegna delle chiavi al maestro di Cappella Alessandro Zanghì da parte dei componenti della Deputazione della Cappella di Santa Lucia e l’apertura della nicchia che custodisce il simulacro della martire siracusana.
Alle ore 12.00 recita dell’Ora media e alle ore 18.00 recita del santo Rosario guidata dal Gruppo di cura e preghiera della Cappella di Santa Lucia.
Alle ore 18.30 catechesi guidata da don Carlo Fatuzzo su “La fede ed il valore della reliquia”. Alle ore 19.00 la santa messa presieduta dall’arcivescovo di Siracusa, mons. Francesco Lomanto.
A seguire la processione delle reliquie di Santa Lucia e la chiusura della nicchia che custodisce il simulacro.
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La Chiesa siracusana durante l’episcopato di mons. Ettore Baranzini

Sabato 10 gennaio, si svolgerà la prima Giornata di Studi di Storia della Chiesa siracusana. Nel salone San Zosimo del Palazzo Arcivescovile (piazza Duomo 5), il primo appuntamento di un percorso di ricerca e riflessione per riscoprire la memoria storica della comunità ecclesiale di Siracusa. Tema dell’incontro è “La Chiesa siracusana durante l’episcopato di mons. Ettore Baranzini (1933-1968)”.
La giornata di studi, che vuole offrire una lettura approfondita di una delle stagioni più significative della vita diocesana del Novecento, si articolerà in due sessioni, al mattino con inizio alle ore 9.30 e al pomeriggio dalle 15.30. Gli interventi si concentreranno sulla figura e sull’azione pastorale dell’arcivescovo Ettore Baranzini e, sul contesto storico ed ecclesiale in cui si è svolto il suo lungo episcopato, attraversato da eventi decisivi per la storia della Chiesa e della società: gli anni della guerra, il Concilio Vaticano II, il sinodo diocesano e l’evento della lacrimazione della Madonna, che ha profondamente segnato l’identità religiosa del territorio.

Il professor Sergio Tanzarella, docente di Storia della Chiesa presso la Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale (sezione San Luigi), metterà in luce l’importanza dello studio della storia della Chiesa locale come chiave fondamentale per comprendere la vita e la missione della Chiesa universale. La storia locale costituisce il luogo concreto in cui la fede si è incarnata, assumendo forme, linguaggi e scelte pastorali legate a specifici contesti sociali e culturali. In questa prospettiva si inserisce anche il progetto del Dizionario dei Vescovi italiani, promosso dall’Associazione dei Professori di Storia della Chiesa in Italia, che mira a restituire un quadro scientificamente fondato del ministero episcopale nei diversi territori del Paese.

Nel corso della giornata interverranno numerosi studiosi, tra cui l’arcivescovo di Siracusa mons. Francesco Lomanto, che si soffermerà su alcuni aspetti dell’evento della lacrimazione, rileggendolo alla luce del cammino storico e pastorale della Chiesa siracusana.

L’auspicio è che questa prima Giornata di Studi, e quelle che seguiranno, possano rispondere all’invito di papa Francesco espresso nella lettera del 21 novembre 2024, in cui si sottolinea la necessità di “fare storia” della Chiesa con rigore scientifico ma anche con passione e coinvolgimento. Uno studio che sia capace di coniugare competenza accademica e amore per la Chiesa, accolta come Madre, e di offrire alla comunità ecclesiale strumenti per comprendere il proprio passato e orientare con maggiore consapevolezza il proprio cammino futuro. Per l’occasione sarà possibile visitare il Museo diocesano con una esposizione su mons. Baranzini.

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Coltivare un rapporto intimo con Cristo

Guardare sempre a Cristo e a coltivare un rapporto intimo con Lui, senza il quale nessun Ministero può essere fecondo.
Lo ha ricordato ieri in Cattedrale l’arcivescovo mons. Francesco Lomanto, durante la Santa Messa concelebrata da numerosi presbiteri, tra cui il rettore del Seminario mons. Salvatore Garro, ammettendo il seminarista Giuseppe Fava fra i candidati al Sacro Ordine del Diaconato e del Presbiterato e istituendo accoliti i seminaristi Sofio Cammarata e Manuel Rizzo.
L’arcivescovo mons. Francesco Lomanto ha esortato a lasciarci conformare dalla grazia di Dio per essere, anzitutto, uomini di Dio.
Il prossimo 26 gennaio è prevista l’ordinazione diaconale del seminarista Vincenzo Rio.
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