Il cotone è segno della protezione di Maria e richiamo alla responsabilità personale

“Accogliamo, meditiamo e approfondiamo i segni dell’amore di Dio per noi e compiamo i nostri atti di fede e di devozione ‒ come l’uso del cotone per la guarigione fisica, morale e spirituale ‒ e accompagniamoli con il nostro impegno di crescere nella santità di vita, che è l’unica ragione del nostro essere in questo mondo e l’unico scopo del nostro vivere la fede”. L’arcivescovo di Siracusa e Custode delle Lacrime della Madonnina, mons. Francesco Lomanto, ha presieduto le due celebrazioni eucaristiche con il Rito della Benedizione del Cotone nel Santuario della Madonna delle Lacrime a Siracusa.
Un messa che apre i festeggiamenti per il 73 anniversario della lacrimazione della Madonna a Siracusa (29 agosto-1 settembre).

“Accogliamo la Parola di Gesù e rispondiamo personalmente a Dio con la nostra fede per unirci a Dio nel Cuore Immacolato di Maria e nell’amore per tutti i fratelli. La Vergine Maria, nostra Madre, che ci ha svelato la sua infinita tenerezza con l’inesauribile dono delle sue lacrime, ci sostenga nel cammino della fede e della vita per crescere in ogni cosa verso Dio” ha detto l’arcivescovo Lomanto che si è soffermato sul significato della benedizione.

“Compiamo il gesto di poggiare il cotone sul cuore dell’effige della Madonna, come avvenne sin dal primo giorno della lacrimazione, e di benedirlo, per unirci alla fede di Maria e invocare la sua materna protezione per noi suoi figli. L’effettivo contatto del cotone al nostro corpo esprime la nostra intenzione di affidarci all’intercessione della Madonna nella certezza che «alle sue sante lacrime, Gesù nulla rifiuta». Tale segno di affidamento dovrà essere accompagnato da una sincera conversione di vita, da un autentico cammino di fede e da gesti concreti di carità verso il prossimo che ci fanno entrare nell’intimità dell’amore di Dio e ci aprono al dono della sua grazia”.

L’arcivescovo ha evidenziato: “Il pianto rivela anche la verità profonda ed eterna. Piange chi ha incontrato la verità, l’ha accolta e la vive dentro di sé. Piange chi porta con sé la verità e vuole donarla per il bene dell’altro. Piange chi è mosso a consegnare la verità per far vivere gli altri nello splendore della vera luce. Con la sua rivelazione di Messia e Figlio di Dio, Gesù ci ha consegnato se stesso, per vivere in noi e camminare con noi. Con il suo pianto Maria ci ha affidato la verità dell’amore infinito di Dio, che è Cristo, che vuole vivere nel cuore di chi ama”. E quindi con il rito della benedizione del cotone “torniamo con la mente e il cuore all’evento della lacrimazione, per approfondire dentro di noi l’arcano linguaggio di quelle lacrime ed esprimere il nostro affidamento a Dio nel Cuore Immacolato di Maria”.
Ed infine rivolgendosi ai fedeli: “Portiamo con noi il cotone benedetto come segno della protezione di Maria e come richiamo alla responsabilità personale di sincera conversione di vita, di autentico cammino di fede e di esercizio concreto di carità verso il prossimo che ci rende vicini a Dio e ci apre al dono immenso della sua grazia”.

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