Il doloroso cammino di Gesù sulla via del Calvario

“Quelle cadute di Gesù sono un’icona dei pesi enormi di cui si sta caricando oggi l’umanità: la povertà, la fame, le malattie, i disastri ecologici, i conflitti bellici. E quante cadute in depressione, quanti suicidi anche da parte di giovani. Tu (Gesù) ci sei accanto in ogni nostra caduta”. Questo è solo uno dei passaggi delle meditazioni scritte dal professor Marco Fatuzzo della Via Crucis cittadina, guidata dall’arcivescovo di Siracusa mons. Francesco Lomanto, che si è svolta ieri sera al teatro greco di Siracusa.
Quindici meditazioni che partendo dal cammino di Gesù verso il Calvario raccontano la vita di oggi: “Quanto orgoglio, quanta superbia nel crederci superiori agli altri, sicuri di noi, addirittura emancipati da Dio. La caduta di Gesù, un invito ad abbassarci, metterci accanto alle persone calpestate, ignorate, umiliate”. La Via Crucis Cittadina, curata dal rettore del Santuario della Madonna delle Lacrime, don Aurelio Russo, è stata promossa dalle Parrocchie del Vicariato di Siracusa in collaborazione con il Parco Archeologico e Paesaggistico di Siracusa-Eloro-Villa del Tellaro-Akrai e la Fondazione Inda.
Il percorso all’interno del Teatro Greco oltre alla lettura delle meditazioni e alle preghiere è stato arricchito da movimenti coreografici e canti tra i quali lo Stabat Mater di Pergolesi, Ave Maria, Salve Regina e l’inno alla Madonna delle Lacrime. Presenti il direttore del Parco, l’architetto Carmelo Bennardo e l’assessore del Comune di Siracusa Sergio Imbrò.
Nel ledwall è stato proiettato uno scatto fotografico di Marcello Bianca del quadretto della Madonna delle Lacrime. I 45 allievi dell’Accademia d’Arte del Dramma Antico della Fondazione Inda hanno interpretato le quindici stazioni della Via Crucis messe in scena a cura delle attrici Elena Polic Greco Simonetta Cartia e del coreografo Dario La Ferla.

Foto di Michele Pantano

“Maria, anche quando sembra che Dio ci abbandoni nelle mani del male, anche quando non capiamo perché le persone che amiamo debbano soffrire, stai accanto a noi”. Ed ancora: “Quante donne piangono oggi la morte dei loro cari per le guerre senza fine, per i profughi, emigranti nei deserti o nei campi di detenzione”.
“Compiamo questo percorso orante in compagnia di Maria che qui a Siracusa si è manifestata col segno silenzioso ma eloquente, intimo, ma fortemente comunicativo, delle lacrime – ha detto l’arcivescovo Lomanto -. Le stazioni ci aiutano a contemplare l’immensità dell’amore di Cristo, che patisce, offre tutta la sua vita per la nostra salvezza. Al contempo rispecchiano aspetti, momenti e prospettive della personale esperienza di vita e di fede di ciascuno di noi, quasi come tappe del nostro cammino esistenziale costellato da prove e incontri decisivi e da ripetute cadute”. Le orazioni sono state scritte da don Carlo Fatuzzo.

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