Al via la nuova campagna dell’8xmille alla Chiesa cattolica. Negli spot Siracusa è protagonista con un progetto di accoglienza per famiglie immigrate.
Villa Mater Dei è un centro di accoglienza straordinaria, gestito dalla Fondazione Sant’Angela Merici, che offre una mano tesa a famiglie di immigrati, donne sole vittime di tratta e si occupa di casi fragili e particolarmente vulnerabili. Nata come monastero delle Carmelitane Scalze e successivamente trasformata in casa per ferie, oggi non si limita a fornire un riparo, ma offre un percorso di integrazione sociale e di autonomia personale. La struttura è stata aperta nel 2017, su iniziativa dell’arcivescovo Salvatore Pappalardo (oggi Arcivescovo Emerito) che accolse la richiesta dell’allora Prefetto di Siracusa affidando alla Fondazione Sant’Angela Merici, ente ecclesiastico senza scopo di lucro, l’avvio di un nuovo servizio di accoglienza per le persone più fragili del territorio.
Tra i protagonisti della nuova campagna di comunicazione dell’8xmille alla Chiesa cattolica Villa Mater Dei è un esempio concreto di come una semplice firma possa trasformarsi in una rete di accoglienza, dignità e speranza. La Casa, simbolo tangibile di solidarietà e inclusione, accoglie oggi 64 ospiti provenienti principalmente da Paesi africani. “Di questi, 22 sono bambini di età compresa tra i 3 mesi e i 16 anni. “Questa per noi – spiega don Alfio Li Noce, Presidente della Fondazione Sant’Angela Merici – è la scommessa maggiore, il nostro impegno prioritario perché li accompagniamo a una fase di crescita, scolarizzazione, inserimento attivo e creativo nel contesto sociale. La Casa è uno spazio pieno di vita e, quindi, di speranza grazie anche al supporto delle realtà operanti nel quartiere e degli abitanti”.
Non solo luogo di accoglienza, ma anche spazio di incontro e di dialogo interculturale. Questa la finalità di Villa Mater Dei, fortemente voluta dall’Arcidiocesi di Siracusa e che prosegue le sue attività su impulso dell’Arcivescovo Francesco Lomanto. La struttura può contare sulla sinergia con la prefettura, l’ufficio immigrazione della Questura e la collaborazione con l’ASP 8 di Siracusa, che ha realizzato al suo interno un ambulatorio medico che vede la presenza di un medico di medicina generale, un pediatra e un dermatologo. “Dietro l’accoglienza a Villa Mater Dei, risplendono i valori più profondi del Vangelo incarnati in gesti di amore e solidarietà. Questo luogo – aggiunge don Li Noce – è molto più di un rifugio temporaneo: è una casa che abbraccia con calore, dove ogni ospite accolto è riconosciuto come portatore di una dignità inviolabile. È un segno concreto dell’agire ecclesiale, per il quale siamo riconoscenti anche alla collaborazione e al sostegno dell’8xmille alla Chiesa cattolica italiana, una firma che fa davvero la differenza e che permette a questa struttura di esistere e a tanti fratelli che accogliamo di generare futuro e sostenersi nell’impegno della reciprocità. E il grazie lo vediamo e lo troviamo nei volti dei nostri bimbi e nelle famiglie che consegniamo alla seconda accoglienza”.
Con questo prezioso contributo, Villa Mater Dei può continuare a qualificare la propria offerta di ospitalità e a valorizzare gli spazi a disposizione della diocesi e del territorio, contribuendo a costruire reti di prossimità e percorsi di crescita umana e cristiana. Il centro si conferma così come un presidio stabile di accoglienza, di missione e di integrazione, in cui la firma dei contribuenti si traduce in servizi, cura delle persone e promozione del bene comune.

La Casa conta su un team di 20 operatori, coadiuvati da 8 ragazzi del servizio civile universale e da gruppi di volontari che si alternano, ai quali si aggiunge il prezioso supporto delle suore scalabriniane, dei fratelli maristi, dell’UNITALSI, dell’AVULS, dei Lions, del Rotary, della Caritas e dei gruppi Scout.
“Il centro rappresenta un porto sicuro per gli ospiti e quando arrivano – sottolinea Giuseppe Carta, coordinatore del centro – all’inizio sono insicuri perché non sanno quello che troveranno ma quando terminano il loro percorso se ne vanno contenti e lasciano un pezzo del loro cuore in questo posto. I fondi che sono arrivati dall’8xmille sono serviti a ristrutturare una mensa per poter accogliere tutti assieme gli ospiti”.
La struttura offre un accompagnamento nel cammino di inserimento e integrazione grazie anche alla presenza di diversi operatori dedicati, tra cui un educatore professionale, due mediatori culturali, due operatori sociali e un operatore di orientamento legale. “Possiamo dire che all’interno di Villa Mater Dei abbiamo tante lingue – racconta Emanuele Vasques educatore – religioni e culture diverse. Il mio obiettivo come pedagogista clinico all’interno della struttura è quello di creare collaborazioni e relazioni tra le persone. Grazie all’8xmille alla Chiesa cattolica abbiamo avuto l’opportunità di creare anche un centro di ascolto sociale, una biblioteca ed una ludoteca per i bambini”.
All’interno della struttura gli ospiti sono accompagnati con progetti personalizzati che coniugano dimensione sanitaria, educativa e sociale nel pieno rispetto delle diverse culture, etnie e fedi professate. Particolare attenzione viene riservata alla crescita dell’autonomia personale: i beneficiari collaborano attivamente e responsabilmente alle esigenze del centro e sono sensibili alla realtà che li circonda, dove non mancano di offrire il proprio supporto, la propria collaborazione sempre con disponibilità e desiderio di crescere e di potersi integrare.
“La permanenza nel Centro – conclude il presidente – mantiene un carattere necessariamente temporaneo. L’obiettivo del progetto è offrire non soltanto assistenza, ma veri e propri percorsi di inclusione sociale responsabilizzando i beneficiari, accompagnandoli nella ricerca di un’abitazione, di un’opportunità lavorativa e creando una rete sociale significativa”.
In 9 anni di attività sono state accolte e registrate 1.186 presenze, di cui 900, giunte per la prima volta in Italia, e 286 provenienti da successivi trasferimenti. Dei migranti accolti, 844 hanno abbandonato volontariamente il centro, rinunciando alle misure di accoglienza, mentre i rimanenti 342 sono stati inseriti nei progetti di seconda accoglienza (SIPROIMI/SAI).
Gli ospiti provengono principalmente da 2 Continenti (Africa e Asia) e sono di 26 diverse nazionalità: Afghanistan, Algeria, Bangladesh, Burkina Faso, Camerun, Costa D’Avorio, Egitto, Eritrea, Etiopia, Francia, Ghana, Guinea, Iraq, Iran, Libano, Libia, Mali, Marocco, Nepal, Nigeria, Pakistan, Sierra Leone, Siria, Somalia, Sudan, Tunisia.
Grazie all’8xmille alla Chiesa cattolica, dal 1990, ogni anno vengono realizzati migliaia di progetti, secondo tre direttrici fondamentali di spesa: culto e pastorale, sostentamento dei sacerdoti diocesani, carità in Italia e nei Paesi in via di sviluppo. Nel 2025 sono stati assegnati oltre 280 milioni di euro per interventi caritativi (di cui 150 destinati alle diocesi per la carità, 50 ad esigenze di rilievo nazionale e 80 ad interventi a favore dei Paesi più poveri). Accanto a queste voci figurano 384 milioni di euro per il sostentamento dei circa 31 mila sacerdoti che si spendono a favore delle comunità e che sono spesso i primi motori delle opere a sostegno dei più fragili. E oltre 350 milioni di euro per esigenze di culto e pastorale, voce che comprende anche gli interventi a tutela dei beni culturali ed ecclesiastici per continuare a tramandare arte e fede alle generazioni future oltreché rappresentare indirettamente un volano per l’indotto economico e turistico. locale.
L’8xmille è quindi un vero e proprio moltiplicatore di risorse e servizi che ritornano sul territorio a beneficio di tutti. “Firmare per la Chiesa cattolica – sottolinea Massimo Monzio Compagnoni, responsabile del Servizio per la promozione del sostegno economico alla Chiesa cattolica – significa far parte di un enorme circuito di solidarietà attraverso il quale è possibile portare aiuto a migliaia di persone, sia in Italia che nei Paesi più poveri del mondo”.

