Mons. Amenta: “Lucia ci insegna come diventare discepoli di Cristo”

Tra le più importanti reliquie che Lucia ci ha lasciato, ritengo ci siano proprie le sue parole. La testimonianza di vita. Lei ci insegna come diventare discepoli di Cristo. Lei ci insegna come accogliere la parola del Signore. Una parola che riempie il cuore, che costruisce comunione. Chiediamo a Lucia la grazia della conversione del cuore affinché diventi simile a quello di Cristo. La vostra testimonianza possa diventare per questa città fermento e lievito per una città che quando inneggia a santa Lucia possa essere degna di questa esortazione“. Lo ha detto il vicario generale dell’Arcidiocesi, mons. Sebastiano Amenta, che ha presieduto la celebrazione nella Festa delle reliquie.

Mons. Sebastiano Amenta

Nel pomeriggio la catechesi guidata da don Carlo Fatuzzo su “La fede ed il valore della reliquia” alla quale è seguita la santa messa: “Quante parole inutili, offensive, dannose vengono dette. Anche dentro le sacrestie – ha detto il vicario –. Parole violente quando a pronunziarle sono gli stessi che si proclamano devoti. Anche nei momenti della festa, come quella di santa Lucia. Che dovrebbe essere il momento in cui ci ritroviamo in comunione e ci possiamo chiamare fratelli. Ed invece il demonio si insinua“.
Il vicario ha fatto un riferimento ai social, “strumenti attraverso i quali ci divoriamo a vicenda“.

E “quando ci ritroviamo attorno all’altare per celebrare Lucia”, dobbiamo condividere “per una devozione più pura, coerente. Che sia sempre più imitazione di come Lucia ha vissuto la sua fede. E così possiamo anche renderci conto, nella preghiera e guardando a Lei, la differenza tra la nostra vita e la sua, le nostre parole e le sue, la nostra testimonianza ed il suo martirio. Al centro del nostro modo di pensare spesso ci siamo noi, non c’è la parola di Dio. Il rischio è ascoltare le parole senza sentire e ascoltare la parola di Dio“.

Don Carlo Fatuzzo

Al termine della celebrazione è stata consegnata una targa alla prof. Concetta Oliveri per “l’instancabile servizio reso a Santa Lucia e per aver dato vita al gruppo delle portatrici delle sacre reliquie testimoniando con amore la luce della santa patrona”. Poi la consegna dei berretti verdi ed infine la processione delle reliquie fino alla cappella di Santa Lucia dove è stata richiusa la nicchia che custodisce il simulacro argenteo.
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