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Un milione di euro per il Libano dalla CEI

La presidenza della Conferenza episcopale italiana ha deciso lo stanziamento di un milione di euro dai fondi otto per mille in soccorso delle popolazioni del Libano colpite dalla terribile esplosione del 4 agosto scorso.

La Chiesa italiana esprime così vicinanza alla popolazione libanese e assicura la propria preghiera per le vittime, i loro familiari ed i feriti.

Lo stanziamento è destinato al sostegno dei piani di intervento d’emergenza di Caritas Libano tramite Caritas italiana per i prossimi dodici mesi. La Caritas sta già fornendo cibo, farmaci e assistenza medica, beni di prima necessità.

Ed anche Papa Francesco ha voluto far sentire la sua vicinanza donando 250 mila euro alla Chiesa del Libano. Si tratta di un primo aiuto in questi momenti di difficoltà e di sofferenza e il segno della “paterna vicinanza con quanti si trovano nel dolore e nelle difficoltà più stringenti”.

Alla Basilica Santuario della Madonna delle Lacrime

Sabato 24 ottobre ordinazione episcopale di mons. Lomanto

L’Arcivescovo eletto di Siracusa, mons. Francesco Lomanto, riceverà  l’Ordinazione episcopale il prossimo 24 ottobre nella Basilica Santuario della Madonna delle Lacrime a Siracusa. Lo stesso rito segnerà l’ingresso in Diocesi di mons. Lomanto.

Maggiori dettagli saranno forniti successivamente.

L'arcivescovo eletto scrive un messaggio alla Chiesa di Siracusa

Lomanto: “Vengo per amare, servire e donare me stesso”

LʼArcidiocesi di Siracusa – radicata in epoca apostolica, grazie alla visita di Paolo, sostenuta nel cammino di fede dallʼevangelizzazione di S. Marciano, discepolo dellʼapostolo Pietro, e rafforzata nella testimonianza cristiana dalla vita e dalla memoria di S. Lucia – è una Chiesa ricca di forte tradizione spirituale e di solida attività pastorale. A questa Chiesa, che mi attende nello spirito di fede, io vengo nel nome del Signore per amare, servire e donare me stesso“. L’arcivescovo eletto Francesco Lomanto scrive alla diletta Chiesa di Siracusa, ai Presbiteri, Diaconi, Religiosi, Religiose, Seminaristi e Fedeli tutti. Un primo messaggio, un primo “affettuoso saluto nell’attesa di incontrarci” .

Ho accolto la nomina di Papa Francesco ad Arcivescovo di Siracusa con grande gioia, assieme ad un senso di forte trepidazione per la responsabilità del ministero e al contempo di intima pace per la certezza che il Signore guida, illumina e sostiene con il suo Spirito i passi del nostro cammino. Anche al momento dellʼannuncio ho avvertito un senso di grande povertà, ma subito mi sono sentito fortificato dalla vostra presenza, dalla viva partecipazione e dalla comune preghiera” scrive l’arcivescovo eletto.

“Nel solco di questa storia siamo chiamati a rendere testimonianza allʼeredità della fede, che «è luce di una memoria fondante, quella della vita di Gesù», che attraversa i tempi, si trasmette alle nuove generazioni e «schiude davanti a noi orizzonti grandi» (LF, 4), per andare avanti con il cuore in alto e con lo sguardo proiettato verso la profondità del mistero di Dio. Lʼincontro di fede con il Dio vivente sosterrà ciascuno di noi e tutte le comunità a «porre in atto i mezzi necessari per avanzare nel cammino di una conversione pastorale e missionaria» (EG, 21).

Conformato a Cristo Pastore mediante il dono sacramentale della grazia episcopale, da Lui vengo posto al servizio indiviso della Chiesa di Siracusa, per la quale mi viene «affidata la testimonianza del vangelo della grazia di Dio e il glorioso ministero dello Spirito e della giustizia» (LG, 21). Il Signore mi sostenga nella piena adesione al suo beneplacito e nella corrispondenza alla grazia del sacramento per un autentico servizio alla Chiesa e per una dedizione a tutti”.

L’arcivescovo ha salutato i presbiteri, i diaconi, gli uomini e le donne di vita consacrata, i giovani del Seminario, i fedeli laici. Ed infine le autorità civili e militari.

“Progrediamo nel cammino della fede con uno sguardo contemplativo per risalire con animo pieno di amore a Dio che ci guiderà passo dopo passo. La Vergine Maria, nostra Madre, la cui infinita tenerezza si è resa tangibile alla nostra Chiesa nella consegna dell’inesauribile significato del segno delle sue Lacrime, consoli i nostri cuori, rafforzi la nostra speranza, incoraggi la nostra testimonianza evangelica e ci doni la certezza che tutta la vita è credere allʼamore di Dio.

S. Marciano e S. Lucia, patroni della nostra Arcidiocesi, ci proteggano, ci guidino e ci sostengano nel nostro cammino”.

 

Il testo integrale del messaggio


L’arcivescovo Lomanto: “Un cammino pastorale alla riscoperta dell’eredità spirituale della Diocesi”

“Rivolgo affettuosi saluti alla Chiesa che è in Siracusa e innanzitutto a mons. Salvatore Pappalardo che con amorevole servizio ha guidato la diocesi e a mons. Costanzo, arcivescovo emerito“. Queste le prime parole che l’arcivescovo eletto don Francesco Lomanto ha rivolto alla Chiesa siracusana.
Al clero diocesano e regolare. Alle religiose, ai movimenti ecclesiali e alle aggregazioni laicali e alle varie realtà del popolo santo di Dio. Esprimo la mia gratitudine al Signore che voglio servire con fedeltà nella Chiesa che mi viene affidata, augurando di continuare il cammino pastorale nella riscoperta della viva eredità spirituale della Diocesi ed in linea con le indicazioni del Concilio Vaticano II. Del magistero papale e in particolare dell’esortazione apostolica Evangelii Gaudium di Papa Francesco”. Infine l’arcivescovo eletto ha rivolto una benedizione a tutto il popolo di Dio.

L’arcivescovo Lomanto

Alle 12 l’annuncio in contemporanea a Siracusa e a Caltanissetta, la Diocesi di appartenenza dell’arcivescovo eletto. Mons. Mario Russotto ha presentato don Francesco rivolgendogli un augurio forte. Poi don Francesco ha ricordato mons. Alfredo Maria Garsia, siracusano, per oltre vent’anni vescovo di Caltanissetta, che lo ha ordinato presbitero. In questo “scambio” tra Diocesi.

 

L’annuncio è stato dato alle 12 da mons. Salvatore Pappalardo

Don Francesco Lomanto eletto arcivescovo di Siracusa

Il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale dell’Arcidiocesi Metropolitana di Siracusa (Italia), presentata da S.E. Rev.ma Mons. Salvatore Pappalardo.

Don Francesco Lomanto

Il Santo Padre ha nominato Arcivescovo Metropolita dell’Arcidiocesi di Siracusa (Italia) il Rev.do Don Francesco Lomanto, del clero della Diocesi di Caltanissetta, finora Docente e Preside della Pontificia Facoltà Teologica di Sicilia San Giovanni Evangelista, a Palermo.

La notizia è stata pubblicata sul bollettino della sala stampa della Santa Sede e contemporaneamente alle ore 12 è stata data la notizia a Siracusa, dall’arcivescovo mons. Salvatore Pappalardo e a Caltanissetta dal vescovo mons. Mario Russotto, alla presenza di don Francesco Lomanto.

Mons. Pappalardo, alla presenza di alcuni presbiteri e laici della Curia, ha esordito con un momento di preghiera. Poi guardando l’immagine di una tela nel salone dell’Episcopio, l’arcivescovo ha descritto San Pietro che invia il primo vescovo di Siracusa San Marciano: “San Pietro oggi si chiama Papa Francesco – ha detto mons. Pappalardo – il vescovo di Siracusa che viene nominato dopo che il Papa ha accettato le mie dimissioni per raggiunti limiti di età è il sacerdote Francesco Lomanto che appartiene al presbiterio della Chiesa di Caltanissetta, attualmente preside della Facoltà teologica“.

Io credo che questo momento sia veramente un momento di Grazia del Signore. Ringrazio con sincerità tutti. La comunità dei fedeli è la Chiesa e ognuno di noi porta un carisma, un dono dello Spirito porta un servizio da espletare per la crescita di tutto il popolo di Dio. Grazie perché mi avete sostenuto con la preghiera, grazie per l’affetto che mi avete dimostrato. Grazie perché abbiamo lavorato insieme. Ho avuto l’onore di essere Pastore, nominato il 12 settembre 2008, iniziato il ministero l’8 novembre dello stesso anno, continuerò a servire questa comunità fino alla presa in possesso del nuovo arcivescovo con la nomina che ho ricevuto dalla Congregazione per il Clero con la quale vengo costituito Amministratore Apostolico in questa sede vacante fino alla presa di possesso del nuovo arcivescovo. Grazie a tutti, padre Maurizio Aliotta e padre Sebastiano Amenta, grazie per essere stati i miei collaboratori diretti come vicari. Preghiamo insieme per il nuovo arcivescovo Francesco“.

 

Il Rev.do Don Francesco Lomanto è nato a Mussomeli, provincia e Diocesi di Caltanissetta, il 2 marzo 1962. Si è preparato al sacerdozio nel Seminario diocesano, ricevendo l’ordinazione il 29 giugno 1986; è incardinato nella Diocesi nissena e ivi ha operato come Viceparroco a Villalba, a San Cataldo e a Caltanissetta dal 1986 al 1996; è stato Parroco della parrocchia di Sant’Enrico, a Mussomeli, dal 1996 al 2011. Ottenuti la Licenza e il Dottorato in Storia della Chiesa alla Pontificia Università Gregoriana, a Roma, ha iniziato la docenza universitaria a Caltanissetta, nel 1992, insegnando negli Istituti Teologici del luogo e alla Pontificia Facoltà Teologica di Sicilia San Giovanni Evangelista a Palermo, dove è anche Preside dal 2015. L’attività accademica ha favorito la propensione del neo Arcivescovo per gli studi e la ricerca, particolarmente quella legata a figure ed eventi della Chiesa locale nissena, i cui risultati sono confluiti nelle tante iniziative editoriali che lo vedono autore, co-autore o curatore di libri, saggi, riviste storiche e dizionari.

Il documento della Congregazione per il Clero

La conversione pastorale della comunità parrocchiale

Pubblicata oggi dalla Santa Sede l’Istruzione “La conversione pastorale della comunità parrocchiale al servizio della missione evangelizzatrice della Chiesa”.
Il documento della Congregazione per il Clero tratta il tema della cura pastorale delle comunità parrocchiali, dei diversi ministeri clericali e laicali, nel segno di una maggiore corresponsabilità di tutti i battezzati. Il testo, fondamentalmente, ricorda che “nella Chiesa c’è posto per tutti e tutti possono trovare il loro posto” nell’unica famiglia di Dio, nel rispetto della vocazione di ciascuno.
Il Dicastero per il Clero, sollecitato da diversi Vescovi, ha avvertito la necessità di elaborare uno strumento canonico-pastorale relativo ai diversi progetti di riforma delle comunità parrocchiali e alle ristrutturazioni diocesane, già in atto o in via di programmazione, con il connesso tema delle unità e delle zone pastorali. Il documento intende, quindi, porsi al servizio di alcune scelte pastorali, già da tempo avviate da parte dei Pastori e “sperimentate” dal Popolo di Dio, per contribuire alla valutazione di esse e commisurare il diritto particolare con quello universale. In questa prospettiva, è sottolineato il ruolo del parroco come “pastore proprio” della comunità, ma viene anche valorizzato e posto in luce il servizio pastorale connesso con la presenza nelle comunità di diaconi, consacrati e laici, chiamati a partecipare attivamente, secondo la propria vocazione e il proprio ministero, all’unica missione evangelizzatrice della Chiesa.

Il testo del documento

Annunciato il programma del 67esimo anniversario della Lacrimazione di Maria

Le Lacrime di Maria hanno generato speranza e nuova vita

Le Lacrime di Maria hanno generato speranza e nuova vita”. L’arcivescovo di Siracusa, Salvatore Pappalardo, sceglie le parole che Papa Francesco ha pronunciato nell’udienza generale del 4 gennaio del 2017 parlando della speranza cristiana e di Rachele, la sposa di Giacobbe, per annunziare il 67esimo anniversario della Lacrimazione di Maria a Siracusa, dal 29 agosto al 1 settembre. “Per asciugare una lacrima dal volto di chi soffre, bisogna unire al suo il nostro pianto” disse ancora il Santo Padre.

Un anniversario che terrà conto delle restrizioni anti-covid. Non sono previsti pellegrinaggi di gruppi, ma sarà possibile organizzare celebrazioni comunitarie nel rispetto delle regole. Quest’anno i giorni anniversari da sabato 29 agosto a martedì 1 settembre, coincidono con quelli della Lacrimazione del 1953 quando un quadretto in gesso del Cuore Immacolato di Maria, posto come capezzale nell’abitazione di una giovane coppia, pianse lacrime umane. Sarà possibile avvicinarsi al quadretto miracoloso della Madonna delle Lacrime tramite la pedana in legno anche durante i giorni dell’Anniversario, a partire dal 14 agosto fino all’1 settembre.

Le parole del Papa accompagneranno l’approfondimento del misterioso dono di Dio che ci ha dato Maria “Madre della Misericordia”, “Madre della Speranza” e “Conforto dei Migranti”” ha detto l’arcivescovo sul solco delle tre invocazioni da poco introdotte nelle Litanie Lauretane. “Siracusa possa meritare il privilegio di custodire le lacrime della Madonna diventando missionaria del messaggio silenzioso ed eloquente delle Lacrime della Madre nostra” conclude Pappalardo.

Nei giorni precedenti l’anniversario, l’arcivescovo presiederà due particolari celebrazioni: per le forze dell’ordine (sabato 22 agosto) e per medici, infermieri e volontari (28 agosto) che si sono spesi durante la pandemia. Domenica 23 agosto distribuzione del cotone benedetto. Il 28 agosto, a partire dalle ore 21 e fino all’alba del 29 agosto, sarà celebrata la Lunga Notte del Santuario, animata dai Gruppi del Santuario. Le messe pomeridiane dell’anniversario saranno celebrate sul sagrato della Cripta e presiedute nei diversi giorni da Rosario Gisana, vescovo di Piazza Armerina; Salvatore Pappalardo, arcivescovo di Siracusa; Corrado Lorefice, arcivescovo di Palermo; dal cardinale Francesco Montenegro, arcivescovo di Agrigento.

Approvata la rendicontazione per l'impiego delle somme assegnate dalla CEI

I fondi 8xmille nel 2019

Il Consiglio Diocesano per gli affari economici ha approvato la rendicontazione relativa all’impiego delle somme assegnate ai sensi dell’art. 47 della Legge n. 222/1985 (cosiddetto “otto per mille”) a questa Arcidiocesi dalla Conferenza Episcopale Italiana per l’esercizio finanziario 2019-2020.

 

Le somme assegnate nel 2019 per l’anno 2020 per esigenze di culto e pastorale, pari ad € 631.264, 26, sono state erogate come di seguito specificato.

Le somme assegnate nell’anno 2019 per l’anno 2020 a fini caritativi, pari ad € 704.805,64, sono state erogate come di seguito specificato.

Le somme non erogate nel corso dell’anno 2020 andranno a costituire fondi nella disponibilità dell’Arcidiocesi per l’anno 2021.

L’Economo Diocesano
Sac. Camillo Messina

 

 

Domenica 12 luglio nella sua nicchia nella Chiesa Cattedrale

Esposizione straordinaria del simulacro di Santa Lucia

Domenica 12 luglio esposizione straordinaria del simulacro di Santa Lucia nella chiesa Cattedrale di Siracusa. Lo ha deciso la Deputazione della Cappella di Santa Lucia nel segno della tradizione: la seconda domenica del mese di luglio, agosto e settembre, il Simulacro di Santa Lucia viene esposto per consentire ai fedeli, soprattutto a coloro che ritornano a Siracusa, di rivolgere un saluto ed una preghiera alla patrona.
L’emergenza sanitaria determinata dal covid 19 non ha permesso lo svolgimento della festa del Patrocinio così come da programma ed i fedeli sono desiderosi di rivedere il simulacro argenteo recentemente restaurato.

La Deputazione, guidata dal presidente Pucci Piccione, ha disposto una serie di linee guida ed un piano di evacuazione nel rispetto delle normative covid 19. L’apertura della nicchia che custodisce il Simulacro avverrà a porte chiuse. I cancelli della Cattedrale saranno aperti alle ore 7,45. Sono previste tre messe: alle ore 8.00, alle ore 11.30 e alle ore 19.00.

Durante lo svolgimento delle funzioni religiose non sarà consentita la visita al Simulacro.
Nel rispetto delle normative covid19 la capienza della Chiesa Cattedrale è di 100 persone.

I fedeli saranno in fila, distanziati, attraverso un percorso delimitato, e potranno stazionare in piedi al massimo due persone all’interno della Cappella il tempo necessario per una preghiera. Verranno utilizzate per l’ingresso e per l’uscita le attuali vie per la visita dei turisti. All’ingresso ed all’uscita ci sarà materiale igienizzante e i fedeli dovranno indossare la mascherina all’interno della Cattedrale. Saranno presenti i volontari per verificare l’osservanza delle disposizioni.

La chiusura della nicchia avverrà dopo la S. Messa delle ore 19.00 a porte chiuse e senza la presenza di fedeli. Quindi le visite al simulacro termineranno alle 19.00.

L’apertura e la chiusura della nicchia saranno visibili in streaming sulla pagina Facebook della Deputazione. 


A Palazzolo domenica prossima padre Gianni celebrerà l'Eucarestia

“Saremo giudicati sull’amore. Il rispetto è testimonianza di carità”

Come cristiani abbiamo a cuore la cura e la custodia del fratello, specie di quello più fragile ed esposto a rischi. Il rispetto delle regole date per la salvaguardia della salute di tutti diventa anche espressione della testimonianza della carità a cui il Vangelo ci chiama“. Così il vicario generale dell’Arcidiocesi, mons. Sebastiano Amenta, in una lunga nota scritta sulla situazione che si è creata a Palazzolo Acreide per la festa di San Paolo. L’arcivescovo ha sospeso tutte le celebrazioni dopo che ha avuto luogo una breve processione. Ecco una sintesi della nota:

Al capitolo 25 del Vangelo secondo Matteo, Gesù, attraverso l’immagine del giudizio finale, ci insegna che saremo giudicati sull’amore: ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli già piccoli, l’avete fatto a me (Mt 25, 31-46). Il Signore ci ha insegnato che se vogliamo riconoscerlo dobbiamo cercare il suo Volto in quello del povero, del carcerato, del forestiero e dell’ammalato. Oggi queste parole ci dicono che ogni volta che custodiremo il nostro fratello dal rischio di una sofferenza non solo avremo agito secondo l’amore che ci è stato mostrato ed insegnato sulla Croce, ma avremo reso un atto di culto al Signore della vita.

Siamo tutti coscienti che quest’anno non è possibile celebrare le nostre feste religiose come abbiamo sempre fatto. Ciò è imposto non solo dalle norme sanitarie ma anche dalla nostra coscienza cristiana che dinanzi a quanto accaduto e che continua ad accadere nel mondo avverte la necessità del silenzio, della preghiera e della carità.

… il sentimento religioso, tanto semplice quanto profondo e vero, ha travolto le regole che sono state date per il bene di tutti. Il desiderio di vivere con l’intensità di sempre l’incontro con la venerata immagine di San Paolo, attraverso le pratiche devozioni tradizione come l’offerta dei bambini e il pellegrinaggio verso la chiesa sono diventati così motivo di forte preoccupazione per tutte le Istituzioni.   

L’Arcivescovo ed i Parroci avevano già incontrato ed ascoltato la voce dei devoti giungendo ad alcuni accomodamenti possibili. Stessa opportunità è stata offerta dal Sig. Prefetto e dalle altre Istituzioni competenti. Tutti eravamo e siamo informati che la legge pone a capo di chi è responsabile legale di un ente o di un servizio delle precise responsabilità e, in caso di inosservanza, prevede precise conseguenze anche in sede penale. Purtroppo, l’universalmente riconosciuta bontà d’animo non può essere invocata come attenuante o come giustificazione.

E’ intervenuta a questo punto, nel momento di maggiore pressione, la paterna sollecitudine dell’Arcivescovo che ha proposto a p. Gianni di concedersi dei giorni di riposo garantendogli che la sua assenza sarebbe stata comunque colmata dalla presenza di un altro sacerdote palazzolese e dalla sempre attenta sollecitudine degli altri Parroci. Inoltre, come si legge nel provvedimento adottato, l’Arcivescovo ha ritenuto necessario sospendere le celebrazioni nella Chiesa di San Paolo per evitare ogni occasione di assembramento e permettere ai fedeli devoti di potersi recare presso il simulacro del Patrono senza restrizioni eccezion fatta di quelle sanitarie.

La tensione di quei momenti ha provocato un fraintendimento circa la decisione del nostro Arcivescovo facendo ritenere che P. Gianni fosse stato punito. Niente di tutto ciò: il parroco non è stato colpito da alcuna censura o condanna canonica, né è stato dato alcun interdetto alla chiesa, ma, preso atto della situazione eccezionale si è voluto assicurare comunque il possibile svolgimento dei pellegrinaggi e delle pie devozioni.

E’ arrivato allora il momento di fermarci e di ritornare alla Via, alla Verità e alla Vita che è Cristo Rimettiamoci tutti alla scuola del Vangelo  sull’esempio di San Paolo che, rivolgendosi ai Corinti, scrisse: Io ritenni infatti di non sapere altro in mezzo a voi se non Gesù Cristo, e questi crocifisso. Io venni in mezzo a voi in debolezza e con molto timore e trepidazione; e la mia parola e il mio messaggio non si basarono su discorsi persuasivi di sapienza, ma sulla manifestazione dello Spirito e della sua potenza perché la vostra fede non fosse fondata sulla sapienza umana, ma sulla potenza di Dio (1Cor 2, 2-5).