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Prima messa per don Pietro e don Matteo

Prima messa per i novelli sacerdoti don Pietro Barraco e don Matteo Vasco, ordinati dall’arcivescovo Salvatore Pappalardo a distanza di qualche giorno nella Basilica Santuario della Madonna delle Lacrime a Siracusa.
I due novelli sacerdoti hanno presieduto per la prima volta la messa rispettivamente don Pietro sabato nella chiesa Madre di Lentini e don Matteo ieri nella parrocchia Madonna del Buon Consiglio ad Augusta.

Si presenta il monumento del vescovo Capobianco

Un incontro per conoscere la figura del vescovo Giovanni Antonio Capobianco e per presentare il restauro del suo monumento posizionato nella cappella del Crocifisso all’interno della Chiesa Cattedrale di Siracusa.

L’incontro, promosso dalla Chiesa Cattedrale in collaborazione con la società  Kairos, avrà  luogo sabato 27 giugno, con inizio alle ore 20.00, in Cattedrale. Ad aprire la presentazione sarà il Vicario Generale dell’Arcidiocesi Mons. Sebastiano Amenta. Il primo intervento sarà  di Mons. Salvatore Marino, Parroco della Cattedrale, che parlerà della figura del vescovo Capobianco. Seguiranno le relazioni del professor Rocco Froiio, docente ordinario di Restauro dei Materiali Lapidei all’Accademia di Belle Arti di Catania, che tratterà  il restauro del monumento dal punto di vista tecnico. Rivolgerà un saluto il professor Lorenzo Basile, docente ordinario di Restauro all’Accademia di belle arti di Napoli. Infine il professor Paolo Giansiracusa, docente ordinario di Storia dell’Arte all’Accademia di belle arti di Catania, parlerà  del monumento dal punto di vista storico artistico. Concluderà  l’Arcivescovo di Siracusa Mons. Salvatore Pappalardo.

Il vescovo Capobianco nacque a Francavilla Fontana nel 1616. Diventa vescovo di Siracusa nel 1648 con nomina del Re di Spagna Filippo IV. Mori a Siracusa nel 1673. Il Monumento funebre fu realizzato nel 1701 dal suo congiunto Oronzo Salinari. 

L’incontro sarà  trasmesso in diretta streaming sulla pagina facebook dell’Arcidiocesi di Siracusa e sul canale You Tube dell’Arcidiocesi di Siracusa.

Lettera dei parroci di Palazzolo Acreide

“Invochiamo la misericordia di Dio tramite i Santi”

Il popolo cristiano deve distinguersi anche nell’esercizio “della virtù della prudenza volta a tutelare una de più grandi doni che il Signore ci ha dato, ossia la vita“. Così i parroci di Palazzolo Acreide nella lettera inviata alla comunità cittadina con la quale si spiegano i motivi per cui è necessario far “contemperare l’esigenza di tutelare la salute pubblica, gravemente provata dalla recente pandemia che non può definirsi soltanto un ricordo, con il devoto desiderio di rendere ai nostri Santi il giusto culto che loro spetta, anche al fine di invocarne il patrocinio in questo tempo così difficile“.

I parroci hanno fornito alcune indicazioni per gli orari del mese per l’Ottavario della festa di ciascun Santo. “Tutte le svelate saranno effettuate in forma privata e senza concorso di popolo“. Per tutta la durata dell’Ottavario “i Santi rimarranno esposti alla venerazione dei fedeli sui relativi altari e da li non verranno spostati per motivo alcuno. Si potrà accedere alla Chiesa osservando il contingentamento numerico degli accessi e i genitori che volessero elevare il bambino al Santo, invocandone il patrocinio, potranno farlo autonomamente recandosi all’altare. La velata dei Santi verrà effettuata in forma privata e senza concorso di popolo“.

I parroci concludono sottolineando che “non ci sono diritti e prerogative da rivendicare in questo delicato momento, occorre piuttosto invocare la misericordia di Dio per il tramite dei nostri Santi intercessori ed elevare a Lui l’adorazione in spirito e verità“.

Celebrata la Giornata mondiale del rifugiato

“E se toccasse a me? Cercherei di scappare”

Se toccasse a me la sorte del rifugiato cercherei… di scappare”. E’ la riflessione spontanea di una piccola visitatrice che ha preso parte alla Giornata del rifugiato che la Diocesi di Siracusa ha celebrato ieri pomeriggio in via Minerva a Siracusa. L’Ufficio Migrantes con la Comunità Marista e la Missione Scalabriniana hanno promosso un punto informativo per sensibilizzare sul sistema di accoglienza sul territorio. 

Nel rispetto delle norme ci siamo incontrati – ha detto don Luigi Corciulo, direttore dell’Ufficio Migrantes – per fornire alcuni dati, per sensibilizzare, per far conoscere. C’è stata massima libertà da parte di tante persone. Purtroppo il tema negli ultimi mesi si è acceso ma quando la gente si incontra si abbattono pregiudizi e razzismo”.

E’ stato un modo per far conoscere i sogni e le speranze dei rifugiati. “C’e il dramma di chi, alla ricerca di una vita più dignitosa, non trova altre risposte nel proprio paese e nei delicati equilibri del nostro mondo che la fuga, spesso disperata, verso un altrove – ha detto fratello Giorgio della comunità Marista -. Proprio ieri il Presidente Mattarella ha sottolineato questa giornata per tutelare maggiormente i rifugiati, un esercito silenzioso di milioni di persone, ai quali l’Italia in modo speciale offre accoglienza e protezione”. 

Presentate alcune foto, le infografiche realizzate sulla base dei dati Unhcr, allestita la cornice per le foto stile-instagram, disposti i fogli per scrivere qualche riflessione: “Ci siamo anche noi ritrovati insieme per rivedere tanti amici, tanti volontari. Sono giunti anche numerosi ragazzi migranti, che ben sanno cosa significhi “essere rifugiato”, insomma, era quasi un raduno di amici”. Secondo i dati Unhcr sono 70,8 milioni le persone costrette a fuggire nel mondo, 3,5 milioni i richiedenti asilo, 29.5 milioni di rifugiati. 

Si celebra la Giornata mondiale del rifugiato

La Diocesi di Siracusa partecipa alla Giornata mondiale del rifugiato che l’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha scelto di celebrare il 20 giugno “al fine di intensificare gli sforzi per prevenire e risolvere i conflitti e contribuire alla pace e alla sicurezza dei rifugiati“.

L’Ufficio Migrantes dell’Arcidiocesi insieme con la Comunità dei Marista e la Missione Scalabriniana promuove per sabato 20, dalle ore 19 alle ore 22, in via Minerva, un banchetto informativo per sensibilizzare sul sistema di accoglienza diffusa sul territorio “finalizzato all’inclusione e al monitoraggio costante del flusso migratorio come strategia possibile per promuovere l’integrazione dei richiedenti asilo e dei rifugiati” spiega don Luigi Corciulo, direttore della commissione Migrantes diocesana. Saranno presenti le suore scalabriniane ed i fratelli Maristi insieme ai volontari per dare informazioni: “L’emergenza sanitaria – spiega don Luigi – non ci permette nessuna iniziativa di assembramento ma incontrarci anche per un saluto e raccontare con un disegno o con uno scritto ci aiuterà a renderci strumenti preziosi per costruire una vera e solida comunità di accoglienza“.

Per celebrare la Giornata “abbiamo pensato di chiedere a tutti #Se io fossi un rifugiato … La provocazione ha come obiettivo quello di far conoscere i rifugiati attraverso i loro sogni e le loro speranze: prendersi cura della propria famiglia, avere un lavoro, andare a scuola e avere un posto che si possa chiamare casa. E’ necessario garantire che ogni bambino rifugiato possa accedere all’istruzione, che ogni famiglia rifugiata abbia un posto sicuro in cui vivere e garantire che ogni rifugiato possa lavorare o acquisire nuove competenze per dare il suo contributo alla comunità“.

“Maria piange e veglia nel cuore della famiglia umana”

Non si terrà nel Santuario di Siracusa la programmata Giornata Sacerdotale Mariana dei presbiteri della Sicilia, prevista per martedì 9 giugno. Per l’occasione i Vescovi della CESi – Conferenza Episcopale Siciliana hanno fatto sentire la loro vicinanza a tutti i Sacerdoti della Sicilia inviando una lettera: “Sentiamo l’esigenza di lasciarci interrogare da quelle lacrime. Le lacrime indicano condivisione, sofferenza, compassione, purificazione. Le lacrime interpellano, scuotono, piegano i cuori più induriti. Maria ha pianto accanto a una donna ammalata, nel cuore di una famiglia. Anche oggi piange e veglia nel cuore della famiglia umana per sostenere e consolare tutti coloro che hanno perso i loro cari a causa della pandemia. Con Maria, l’Odigitria, Colei che ci indica la Via, corriamo ancora più velocemente come atleti per giungere alla meta e conquistare il premio, Cristo Gesù” (Cesi, 31 maggio 2020).

“La vita si fa storia”: incontro con Francesco Giorgino

Il giornalista Francesco Giorgino sarà  il protagonista dell’incontro organizzato per lunedì 18 maggio, alle ore 16.30 in occasione della 54esima giornata mondiale delle comunicazioni sociali. Siamo esseri narranti” dice Papa Francesco nel suo messaggio divulgato nel giorno della festa di San Francesco di Sales, per la Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali che si celebra domenica 24 maggio sul tema “Perchè tu possa raccontare e fissare nella memoria” (Es 10,2). La vita si fa storia. La narrazione genera senso, tesse le trame della memoria di chi si è e di cosa si è stati, crea orizzonti valoriali.

L’ufficio Pastorale delle Comunicazioni sociali dell’Arcidiocesi di Siracusa, l’Ucsi Sicilia, l’Ucsi Siracusa e l’Assostampa di Siracusa hanno promosso un dibattito sul tema: “La Comunicazione al Tempo del Coronavirus” che si svolgerà domani in diretta facebook e You Tube, con Francesco Giorgino, professore della Luiss in Comunicazione e Marketing. Dopo i saluti di Alessandro Ricupero, vice direttore dell’Ufficio per la Pastorale delle Comunicazioni sociali dell’Arcidiocesi di Siracusa, e di Salvatore Di Salvo, presidente provinciale Ucsi Siracusa e componente della Giunta Nazionale Ucsi, converseranno con il relatore Michela Di Trani, giornalista, Domenico Interdonato, presidente Ucsi Sicilia, Prospero Dente, segretario provinciale dell’Assostampa Siracusa e Orazio Mezzio, direttore del settimanale “Cammino”  L’incontro potrà  essere seguito, in diretta, sulle pagine facebook dell’Arcidiocesi di Siracusa, di Assostampa Siracusa, di Ucsi Sicilia, di Radiounavocevicina e sui canali You Tube dell’Arcidiocesi di Siracusa e di Radio Una Voce Vicina.

Per non smarrirci – dice papa Francesco nel Messaggio per la Giornata delle Comunicazioni sociali -, abbiamo bisogno di respirare la verità delle storie buone: storie che edifichino, non che distruggano“, mentre raccomanda di non usare storie a fini strumentali, ma di raccontare il bello che ci abita, rivelare l’intreccio di fili che legano gli uni agli altri.

Un video a più voci per raccontare la storia della martire

La vita ed il martirio di Santa Lucia

La vita ed il martirio di Santa Lucia nel racconto di diverse categorie che rappresentano la città di Siracusa. E’ il video che è stato realizzato dalla Deputazione della Cappella di Santa Lucia e dalla società Kairos in occasione della Festa del Patrocinio di Santa Lucia appena trascorsa. Un’introduzione, una voce narrante e poi i diversi personaggi: le voci si alternano diventando comunità per condividere la storia di Lucia in una lettura che vuol essere preghiera di tutta la città. Ci sono volontari, medici, infermieri, religiosi.
In questo tempo distante lasciamo spazio a chi desidera sentire vicina la patrona della nostra città, lei che è un segno di speranza. Ricordando la vita e il martirio della nostra patrona le rendiamo omaggio per sentirla fra noi affidandolo a lei le nostre vite, le nostre voci, la voce della nostra Siracusa” viene spiegato nel video. Il video è stato appositamente realizzato in maniera “artigianale”, girato solo con i cellulari, e naturalmente ognuno dalla propria abitazione o dal proprio posto di lavoro nel rispetto delle normative per l’emergenza sanitaria.

 

 

Emergenza Covid-19: i numeri della Caritas

I beneficiari totali, il numero degli interventi effettuati, le derrate alimentari distribuite e i pasti somministrati. Sono alcuni dei numeri della Caritas Diocesana nella prima fase dell’emergenza Covid 19 che saranno forniti sabato 9 maggio, alle ore 12.15 nel corso di una conferenza stampa da parte del direttore della Caritas Diocesana, don Marco Tarascio.

Numeri e percentuali per quantificare quanto è stato fatto nella fase 1 dell’emergenza sanitaria ma anche il numero dei volontari che sono stati coinvolti. Poco meno di due mesi durante i quali la Caritas Diocesana, in considerazione degli importanti stravolgimenti di carattere sociale, economico, sanitario, relazionale e culturale generati dall’emergenza, ha dovuto reinventarsi.