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Festa di Santa Lucia, si presenta l’intervento di restauro del simulacro

Una Festa di Santa Lucia del Patrocinio in tempo di emergenza sanitaria. E’ quella che la Deputazione della Cappella di Santa Lucia ha programmato in collaborazione con l’Arcidiocesi di Siracusa e le autorità competenti, in particolare la Prefettura di Siracusa. Le disposizioni imposte dall’emergenza Covid 19 hanno reso necessario ripensare la festa per permettere a tutti i devoti costretti a casa di poter comunque partecipare ad alcuni momenti di preghiera. 

In questo tempo di emergenza abbiamo già chiesto l’intercessione della martire siracusana con un atto di affidamento che ha avuto luogo nel sepolcro di Santa Lucia. Il presidente della Deputazione della Cappella di Santa Lucia, Giuseppe Piccione, e i componenti della Deputazione sono stati promotori di un dialogo che potesse portare alla possibilità di riammirare l’argenteo Simulacro della nostra Patrona, seppur sempre non dal vivo.

Il primo appuntamento è per sabato 25 aprile, alle ore 16.00. La Deputazione della Cappella di Santa Lucia presenterà attraverso interviste e soprattutto immagini il restauro effettuato sul simulacro di Santa Lucia. Un intervento programmato da diversi anni che si è potuto concretizzare negli ultimi mesi. La Chiesa Cattedrale e la Deputazione hanno affidato il restauro alla Scuola del Beato Angelico di Milano. 

L’emozione si rinnova sempre più intensa e questa volta con un volto rivestito di luce nuova che diventa segno di speranza, che si riallaccia all’antico – ha detto il presidente della Deputazione della Cappella di Santa Lucia, Giuseppe Piccione -. Siracusa nel 1599 volle un simulacro quale segno perenne della fede della devozione alla nostra Patrona. Le feste della pietà popolare sono caratterizzate dalla presenza di fedeli e devoti e di una città che ritrova momenti di condivisione e senza quella moltitudine la 374 festa del Patrocinio rischia di perdere una parte della sua bellezza. Ma dei segni devono essere lasciati”.

Il video sarà diffuso attraverso le pagine Facebook dell’Arcidiocesi di Siracusa e della Deputazione della Cappella di Santa Lucia e attraverso il canale You tube dell’Arcidiocesi di Siracusa. La Diocesi ringrazia le emittenti televisive ed i quotidiani on line che hanno già manifestato l’intenzione di ritrasmettere il segnale. Ed in particolare Video 66, Teleuno Tris, Medical Excellence.

Vivere la famiglia nel tempo della pandemia

Si intitola “Vivere la famiglia nel tempo della pandemia” la tavola rotonda promossa dall’Ufficio diocesano per la Pastorale familiare per giovedì 30 a partire dalle ore 18.30. Il sottotitolo della conferenza è “La civitas … nella casa: il lavoro, la scuola, la Chiesa domestica, il tempo libero – Quali novità? Quale futuro?”.
All’incontro interverranno mons. Salvatore Marino, delegato episcopale per la Pastorale familiare; Salvo Sorbello, Presidente del Forum associazioni familiari della provincia di Siracusa; Marco Fatuzzo, già sindaco della città di Siracusa; don Marco Tarascio, direttore della Caritas Diocesana; Angela Gulli, presidente AIMC della provincia di Siracusa; don Massimo Di Natale, direttore dell’Ufficio liturgico diocesano; Rita Marino, presidente AIMC della sezione di Siracusa. Moderano la tavola rotonda Maria Grazia e Salvatore Cannizzaro, direttori dell’Ufficio pastorale familiare.

 

Il collegamento avverrà via Cisco Webex (Numero di riunione: 147 915 187 – Password: csPes)

 

 

 

 

 

 

 


La Caritas diocesana si reinventa

Sul sito di Caritas Italiana è stato pubblicato un articolo che descrive come la Caritas di Siracusa ha re-inventato il suo modo di fare ed agire all’interno del contesto della Arcidiocesi di Siracusa in una situazione ove le difficoltà di natura economica si fanno sempre più gravi e potenzialmente pericolose a livello sociale, il prezioso ed encomiabile contributo offerto dai tanti volontari, dalle diverse realtà afferenti al mondo ecclesiale e civile, da aziende e privati che hanno profuso interventi solidali di grande impatto, ha permesso e permette di portare avanti attività quotidiane a sostegno di migliaia di famiglie e persone in condizione di povertà e fragilità…in attesa di “poter tornare a sorridere insieme di nuovo a viso scoperto” Syrako Rugby Club Siracusa 1989
Roberto, 37 anni, è il mediano di mischia. È il più piccolo e anche il più veloce e per questo, nonostante i suoi 90 chili, è chiamato il Pinscher. Gianni, 45 anni, è il secondo centro. Per i compagni è l’Homo sapiens perché è l’intellettuale del gruppo, quello che decide la strategia. Entrambi giocano nella Syrako rugby, la squadra di Siracusa che milita nel campionato regionale. Già a febbraio, in anticipo su altre discipline, la federazione ha sospeso le competizioni. Niente partite. Niente allenamenti. Tra smart working e cassa integrazione, rimaneva molto tempo libero. Così, quando sul giornale locale Roberto e Gianni hanno letto che la Caritas diocesana cercava volontari, si sono fatti avanti, trascinandosi appresso il resto del team, come spesso succede quando devono andare a meta. «Il primo insegnamento del rugby è non scoraggiarsi: ogni volta che l’avversario ti butta già, ci si rialza per strappargli ancora qualche metro. Il secondo è la solidarietà: si avanza passando la palla indietro al compagno. Ed è stato forse per queste ragioni che, in questi giorni difficili, nonostante le preoccupazioni che ognuno di noi ha, ci è venuto spontaneo pensare a chi sta peggio», raccontano i due atleti.
In effetti, di persone che arrancano in città ce ne sono parecchie. In Sicilia il lockdown per arginare il Coronavirus è arrivato proprio quando la stagione turistica stava per cominciare. Per Siracusa è stato un disastro. Il Teatro Greco, che da maggio a luglio attira visitatori da tutto il mondo, ha dovuto cancellare gli spettacoli in cartellone. Sono stati costretti a rimborsare le prenotazioni gli alberghi, le case vacanza, i B&B che si stavano preparando ad accogliere i primi ospiti. L’Ortigia, il quartiere barocco nel cuore della città, con i ristoranti, i locali, i bar più eleganti, ha chiuso i battenti. Ferme le attività, cuochi, camerieri e addetti alle pulizie – lavoratori per lo più precari, assunti con contratti brevi, addirittura a chiamata – sono rimasti a casa senza stipendio.
Per dare un’idea degli effetti collaterali della quarantena, basti pensare che per i buoni-spesa in comune sono arrivate poco meno di 4mila domande. «Dei 400 milioni stanziati dal governo e passati ai sindaci a fine marzo per le famiglie indigenti, a Siracusa sono arrivati 901mila euro, vuol dire in media 238 euro a famiglia – fa il calcolo don Marco Tarascio, direttore della Caritas diocesana –. Quella cifra era però uguale per tutti, anche per chi ha dieci figli, e non sono casi poi così rari. Era evidente che quelle risorse non sarebbero state sufficienti».
 
Occasione per le mafie
Non potendo contare sugli aiuti pubblici, la gente si è rivolta alle parrocchie. In poche settimane le richieste di aiuti alimentari sono quadruplicate, proprio in un momento in cui la rete di assistenza era in difficoltà per il regime d’isolamento imposto ai volontari, per lo più anziani.
La soluzione è venuta in mente a un giovane operatore, Antonio Mudanò, bloccato a Fiumicino, dove era andato a trovare la fidanzata. «Bisognava individuare un luogo dove raccogliere le domande di aiuto urgenti, che non fosse più uno spazio fisico com’è il centro di ascolto. Allora ho pensato di utilizzare la piazza virtuale dove c’è più gente. Di tutto il resto, si è occupato don Marco», racconta.
Oggi sulla pagina Facebook della Caritas di Siracusa si possono richiedere beni alimentari e farmaci salvavita, semplicemente compilando un form con i propri dati anagrafici e reddituali ricavati dalla dichiarazione Isee. Gli operatori dei centri di ascolto, dalle proprie case, verificano i requisiti. Lo stesso Mudanò, anche lui da remoto, gestisce gli ordini. I rugbisti e gli altri volontari che hanno risposto all’appello del direttore della Caritas si occupano della consegna. L’organizzazione messa in piedi in piena crisi fa arrivare a 2.200 famiglie un pacco viveri ogni 8 giorni.
«Questa è una terra difficile – spiega don Tarascio – Tradizionalmente, dove non arriva lo stato, si presenta la mafia. Un momento così drammatico per tante famiglie è un’occasione strepitosa per le organizzazioni criminali. Non possiamo permetterlo».
 
Lo abbiamo disegnato sopra
Tuttavia, nonostante i problemi e le ombre che si allungano sul futuro, a chi s’impegna per gli altri non viene meno il buonumore. Lo si capisce dalla cura persino per certi dettagli che parrebbero minori. «Vorremmo portare a chi aiutiamo non solo delle confezioni di pasta e dei barattoli di pelati, ma se possibile un po’ di serenità – racconta Roberto –. Con il volto coperto della mascherine è un po’ difficile farlo e allora il nostro sorriso, che è nascosto sotto, lo abbiamo di disegnato sopra. Vorremmo fosse un segno di buon auspicio per quando potremo tornare a ridere insieme. Di nuovo a viso scoperto».
Francesco Chiavarini
(Dal sito di Caritasitaliana.it)

Uffici di Curia chiusi fino a domenica 3 maggio

Gli uffici di Curia saranno chiusi al pubblico fino a domenica 3 maggio.
Il provvedimento si è reso necessario in considerazione del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri sulle misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid 19. Proprio per motivi precauzionali legati all’emergenza sanitaria in corso è stato necessario prorogare la chiusura degli uffici di curia, ma per eventuali comunicazioni sarà possibile contattare gli uffici telefonicamente (al centralino dell’Arcidiocesi 0931.66571) o tramite posta elettronica all’indirizzo protocollo@arcidiocesi.siracusa.it.

Giornata bambini vittime di abusi. Meter: pedofilia online in aumento

La pedofilia non si ferma. Lo ribadisce don Fortunato Di Noto, che sollecita ad una maggiore attenzione e tutela nei riguardi dei bambini dentro e fuori ogni famiglia. A distanza di 24 anni torna la Giornata per i bambini vittime della violenza, dello sfruttamento e contro la pedofilia. L’emergenza coronavirus ha obbligato ad un distanziamento sociale necessario, ma il rimanere a casa non implica necessariamente la sicurezza dei bambini, per i quali il rischio di cadere vittime di violenza è in crescita.

“Bisogna fare di più, le vittime sono tante, milioni, e non possiamo più tollerare tali nefandezze (…) Non c’è una omogeneità delle leggi negli Stati del mondo, e non c’è nessuno Stato escluso”, si legge in un comunicato diffuso da Meter. La Giornata bambini vittime, nata nel 1995, vuole scuotere le coscienze e attivare le comunità ecclesiali cattoliche e di altre confessioni, e quelle civili, per contrastare più efficacemente il triste fenomeno. Nell’intervista a Vatican News lo stesso don Fortunato Di Noto spiega come sarà l’edizione di quest’anno:

R. – La Giornata si terrà, ma si terrà alla luce anche delle emergenze sanitarie del virus e quindi di conseguenza non potremo fare delle attività esterne. Di solito ogni anno tutta la settimana era caratterizzata da iniziative nelle scuole, nelle piazze e nei teatri e si concludeva sempre a piazza San Pietro per ricevere il messaggio e il saluto del Santo Padre. L’anno scorso abbiamo avuto l’occasione anche direttamente di incontrarlo ed è stato veramente un evento importantissimo. Questa volta saremo presenti tramite i Social e inviteremo le famiglie a viverla con noi. Per tutta la settimana cercheremo di capire la situazione dei bambini perché la violenza sui bambini è un dramma perdurante. Non è vero che la violenza si è fermata, al contrario i dati e i numeri dimostrano una drammatica recrudescenza del fenomeno in tutto il mondo, e non c’è nazione al mondo o luogo al mondo dove i bambini non vengano vessati e abusati.

Ecco c’è pericolo per i bambini di essere adescati ma forse c’è anche il pericolo per gli adulti di cadere in questo crimine approfittando di un’offerta che viene prodotta e servita, diciamo, sul piatto proprio attraverso internet visto che anche gli adulti ci passano tanto tempo…

R. – Abbiamo bambini vulnerabili davanti a internet, ma ci sono anche adulti vulnerabili che possono cadere nella trappola del ricatto, nella trappola dell’eccessiva esposizione di sé. Penso alle ragazzine, alle diciottenne o ventenni che magari inconsapevolmente utilizzano questi mezzi esponendo troppo se stesse, cadendo nel ricatto e in situazioni molto dannose per la loro vita e il loro equilibrio. Non bisogna demonizzare i nuovi media, ma tenere sempre alta la vigilanza e l’attenzione. La solitudine, poi, l’incapacità di mantenere relazioni, trovarsi in una situazione magari di frustrazione, tutto questo può favorire la ricerca nel mondo virtuale di ciò che nel mondo reale magari non si riesce ad avere. Ripeto, ci vuole vigilanza, prudenza e rispetto di se e dell’altro.

“Nella XXIV GBV preghiamo per il Popolo di Dio affinché promuova con coerenza la difesa, la tutela, la protezione e la cura dei piccoli violati nel corpo e nello spirito e assuma iniziative per la loro salvaguardia in famiglia, nella società e nella scuola. (Preghiera suggerita da Meter)”

Vuol darci qualche dato, tra quelli più recenti, che anche la vostra Associazione ha raccolto riguardo alla pedofilia e alla pedopornografia?

R. – Posso dirle che da marzo a metà aprile due segnalazioni ci hanno portato a denunciare più di 37mila immagini e video che corrispondono a 30mila bambini coinvolti già abusati, quindi dove il danno è già stato fatto. Se poi pensiamo al Report dello scorso anno che presenteremo dopo il 4 maggio, ne esce un quadro veramente agghiacciante che coinvolge tutto il mondo con milioni e milioni di bambini che già hanno subito violenza o che sono a rischio di subirla. Ecco perché questa XXIV Giornata ha lo scopo di attirare l’attenzione e fare di tutto per evitare questo dramma perché è diventato veramente un crimine contro la ‘piccola umanità’ che lascia ferite profondissime per tutta la vita.

Il lavoro di tanti anni, questa è la XXIV Giornata, sicuramente è servito a sensibilizzare, ma c’è ancora molto da fare. Si aspettava una risposta maggiore?

R. – Io mi aspetto sempre di più. Infatti da parte dei media, da parte della gente comune e non comune mi aspetto maggiore mobilitazione per promuovere questa Giornata, perchè non è una giornata di Meter, è un’iniziativa che è diventata patrimonio ormai di tutta l’umanità. Nel tempo si è sviluppata, è diventata un punto di riferimento per migliaia di persone che riflettono, che pregano. Ma si può fare di più. E io vorrei che molti non mettessero la testa sotto la sabbia come gli struzzi dicendo non è un problema che mi riguarda la violenza sui bambini. Come ad esempio si fa attenzione al fenomeno del femminicidio, così anche per i bambini. Che differenza c’è con la violenza barbara che viene fatta sui neonati, su bambini piccolissimi da parte di adulti? Perché non c’è un’attenzione più grande che non sia solo quella di un’associazione come la nostra? Questo è un appello per tutti e questa non è una Giornata che finisce, ma che continua poi nella vita di ogni giorno con la tutela dei bambini.

Adriana Masotti – Città del Vaticano
(Da Vatican News)

Mons. Pappalardo: “Pasqua sia occasione propizia per una vita migliore”

L’emergenza sanitaria in corso ha costretto a ripensare la partecipazione del popolo di Dio al Triduo pasquale. L’Arcivescovo di Siracusa, mons. Salvatore Pappalardo, quest’anno ha voluto diffondere le sue parole di speranza sempre attraverso i mezzi di comunicazione con un messaggio scritto ed un video pubblicato sul sito, sul canale You Tube ed anche sui social. Da oggi è stata creata la pagina facebook dell’Arcidiocesi di Siracusa ed il primo post lanciato dall’arcivescovo è stato proprio il suo messaggio di augurio per una serena Pasqua a tutti i fedeli dell’Arcidiocesi.
L’Unione Cattolica Stampa Italiana, in collaborazione con Assostampa Siracusa, hanno voluto rinnovare il gesto di solidarietà e vicinanza alle famiglie in difficoltà donando il pane per la Caritas. Il presidente provinciale dell’Ucsi di Siracusa, Salvatore Di Salvo, componente della Giunta Nazionale Ucsi, insieme con il segretario provinciale dell’Assostampa Prospero Dente hanno lanciato una nuova iniziativa. Oltre alla donazione di 50 chilogrammi di pane alla Caritas della parrocchia Immacolata Concezione, Chiesa Madre di Lentini, buoni spesa per le famiglie in difficoltà della San Vincenzo della Chiesa Madre di Lentini, è stata lanciata l’idea del “pane in sospeso”: si potrà comprare il pane e lasciarlo nel panificio, a disposizione delle persone in difficoltà. “In questo modo – ha detto Salvatore Di Salvo – potremo compiere un gesto nobile per permettere a tutti di vivere dignitosamente”.

 

Carissimi fratelli e sorelle,

“Pace a voi!” (Gv 20,19). E’ con il saluto di Gesù risorto che desidero rivolgervi i miei più cordiali auguri pasquali. 

Abbiamo vissuto davvero una Quaresima di penitenza: “Fitte tenebre – come ha detto il Papa – si
sono addensate sulle nostre piazze, strade e città; (…) ci siamo trovati impauriti e smarriti. Come
i discepoli del Vangelo siamo stati presi alla sprovvista da una tempesta inaspettata e furiosa.
Ci siamo resi conto di trovarci sulla stessa barca, tutti fragili e disorientati, ma nello stesso tempo
importanti e necessari, tutti chiamati a remare insieme, tutti bisognosi di confortarci a vicenda”.

La penitenza nel senso evangelico comporta la conversione del cuore della vita: facciamo dunque
tesoro di queste esperienze dolorose per riscoprire la gioia di relazioni ricche di umanità con i
nostri familiari e con il nostro prossimo, relazioni improntate a vera amicizia e solidarietà che
danno un volto bello alla nostra condotta personale e uno stile di vita nuova alla nostra società.

Quanti esempi di generosa dedizione abbiamo potuto ammirare in questi giorni da parte del
Personale sanitario, innanzitutto, nonché dei Rappresentanti delle Istituzioni, del Personale delle
forze dell’ordine e dei Volontari i quali non si sono assolutamente risparmiati pur di rendere
meno difficoltosa la vita di tanti uomini e donne –  malati, anziani, poveri – particolarmente
bisognosi di attenzioni e di cure!

Questa emergenza sanitaria, che abbiamo vissuto e sofferto insieme, deve diventare per tutti
occasione propizia di una vita migliore! La Pasqua celebra la Risurrezione del Signore Gesù e
l’inizio della vita nuova per quanti crediamo 
in Lui. Citando ancora Papa Francesco, cogliamo
l’invito alla speranza:  “Il Signore si risveglia 
per risvegliare e ravvivare la nostra fede pasquale (…).
Abbiamo una speranza: nella sua croce 
siamo stati risanati ed abbracciati affinché niente e nessuno
ci separi dal suo amore redentore”.
Questa è la nostra certezza. Viviamo dunque con gioia e con speranza questo giorno di festa e
la “pace” del Signore Risorto dimori sempre nel nostro cuore, nelle nostre famiglie, nell’intera società
umana. 

Assicurandovi il mio costante ricordo nella celebrazione della Santa Messa e implorando su
tutti la Benedizione del Signore, di cuore vi auguro una Buona Pasqua!

 

#chiciseparera

  Un ringraziamento all’Ente Nazionale Sordi di Siracusa per il servizio di interpretariato

Messaggio dei Vescovi di Sicilia

I vescovi di Sicilia: “Ritroviamo l’annuncio della Risurrezione”

Guardando avanti, al tempo in cui questa drammatica prova si concluderà, dobbiamo fin da ora pensare seriamente al compito e alla missione che ci attendono, in spirito di collaborazione e con creativa lungimiranza, nell’immane opera di ricostruzione umana, sociale ed economica“. E’ uno dei passaggi del messaggio che i Vescovi di Sicilia hanno scritto per la Settimana Santa. Parole che la Conferenza episcopale siciliana ha voluto rivolgere a tutti i fedeli che vivono per la prima volta il Triduo Pasquale in un modo assolutamente diverso.

Desideriamo essere pienamente partecipi di questo momento storico che ci interpella come uomini, come cristiani e come vescovi e per questo vogliamo raggiungere e abbracciare le nostre comunità, comprese quelle che vivono nelle isole minori. Il numero impressionante di morti e di contagiati sta mettendo a dura prova la vita delle persone e la tenuta delle istituzioni. Ma siamo convinti che si stia apprendendo la dolce legge della condivisione e della compassione. Tante persone di buona volontà stanno diffondendo il sapore e la bellezza di una santità del quotidiano e di un umanesimo di prossimità. La prova di grande professionalità e di incondizionata dedizione dei medici e del personale sanitario sta consentendo di affrontare con dignità l’emergenza, pur nella inadeguatezza delle strutture ospedaliere. Tra le tante vittime ricordiamo con commozione gli 87 medici e i 96 sacerdoti morti alla data odierna; ma i numeri sono in continuo aggiornamento, purtroppo. Con loro affidiamo tutti i morti a motivo del Covid-19 alla paterna misericordia di Dio. Tanti altri motivi di preoccupazione angustiano il nostro cuore di Pastori, pensando ai gravissimi problemi di sopravvivenza determinati da antiche e nuove sopravvenute povertà. Il blocco delle attività produttive sta mettendo a dura prova il sistema Paese e prelude a una crisi depressiva dell’apparato economico che inciderà sullo sviluppo dei prossimi anni e sulla qualità della vita delle famiglie e, in particolare, delle nuove generazioni“. 

I vescovi di Sicilia guardano alle tante attività che la Chiesa ha messo in campo in questa fase di emergenza: “In questo contesto ci addolora tanto la sospensione della vita liturgica, delle attività pastorali e dei progetti formativi. La celebrazione della Messa nella solitudine delle nostre chiese, il digiuno eucaristico forzato dei fedeli, l’impossibilità di raccomandare a Dio le anime dei defunti e di dare il conforto della fede ai familiari nel rito delle esequie stanno turbando la vita spirituale di quanti alimentano con la Parola di Dio e i sacramenti la loro condizione di discepoli del Signore, testimoni della sua risurrezione. È motivo di conforto, provvidenzialmente, l’attività solidale delle Caritas diocesane e di quelle parrocchiali che, unitamente a organismi di volontariato e in rapporto di collaborazione con le amministrazioni comunali, si stanno adoperando per alleviare l’indigenza di tante famiglie con la distribuzione di alimenti, offerti anche dalla generosità di singole persone e di aziende produttive. Al ricordo grato per loro associamo quello per quanti sono impegnati nelle attività che consentono gli approvvigionamenti di viveri e di quanto occorre per la vita domestica”.

L’invito è ritrovare l’annuncio della Risurrezione:Queste considerazioni stanno condizionando la celebrazione della Settimana Santa che per la prima volta vedrà impedita all’assemblea dei fedeli una vera partecipazione. Vivremo un Triduo Pasquale silente e mesto, nel quale i toni della passione non potranno trovare risoluzione nell’inno festoso dell’annuncio della Risurrezione. E allora, «offriamo ogni giorno a Dio noi stessi e tutte le nostre attività. Facciamo come le parole stesse ci suggeriscono. Con le nostre sofferenze imitiamo le sofferenze, cioè la passione di Cristo. Con il nostro sangue onoriamo il sangue di Cristo. Saliamo anche noi di buon animo sulla sua croce. Dolci sono infatti i suoi chiodi, benché duri» (San Gregorio Nazianzeno). Vogliamo, però, concludere con un invito alla speranza che si fa eco delle parole di Papa Francesco nell’omelia del 27 marzo in Piazza San Pietro: «questa è la forza di Dio: volgere al bene tutto quello che ci capita, anche le cose brutte. Egli porta il sereno nelle nostre tempeste, perché con Dio la vita non muore mai». Lo annunciamo e lo auguriamo affettuosamente a tutti, mentre di cuore vi benediciamo“.

Settimana Santa al Santuario della Madonna delle Lacrime

La Madonna è sempre presente nella vita dei suoi figli con la sua cura materna, con le sue Lacrime e con la sua intercessione. “Da Maria – ha detto Papa Francesco – impariamo il silenzio interiore, lo sguardo del cuore, la fede amorosa per seguire Gesù sulla via della croce, che conduce alla gloria della Risurrezione. Lei cammina con noi e sostiene la nostra speranza” (Angelus 05.04.2020). Con Lei vogliamo celebrare la Settimana Santa nelle nostre famiglie.
Tutte le Celebrazioni della Settimana Santa in Santuario saranno visibili in diretta streaming sul sito web www.madonnadellelacrime.it.

Lunedì Santo – Martedì Santo – Mercoledì Santo
Ore 8.00 Santa Messa (streaming)
Ore 18.15 Esercizi Spirituali e Santa Messa (streaming)

Il Triduo Santo seguirà il seguente programma:
Giovedì Santo – 9 aprile
ore 18.00 Santa Messa in Cœna Domini
Venerdì Santo – 10 aprile
ore 18.00 Celebrazione della Passio Domini e a seguire la Via Crucis
La Via Crucis vuole ricordare tutte le vittime del coronavirus: dai sacerdoti alle suore, dai medici agli infermieri, dagli operatori della salute ai professionisti, dai bambini ai giovani, dagli uomini alle donne di ogni età che sono morti a causa di questa grave epidemia. Il Santuario vuole ricordare il direttore del Parco archeologico Calogero Rizzuto, che tra i suoi ultimi atti ha firmato la concessione del Parco Archeologico della Neapolis per la celebrazione della Via Crucis Cittadina che si sarebbe dovuta celebrare il 3 aprile scorso al Teatro Greco di Siracusa. La via della Croce di Gesù ci dice che il Signore è con noi, soprattutto in questi momenti di dolore e di sofferenza: Gesù muore con noi e per noi, per restituirci la vita eterna attraverso la sua Resurrezione. Le meditazioni preparate dal rettore del Santuario, don Aurelio Roberto Russo, affiancano la Croce di Gesù alla Croce di questi giorni, infondendo forza e speranza nel bene che vince sempre.
Sabato Santo – 11 aprile
ore 10.00 L’Ora della Madre (streaming)
ore 19.00 Veglia di Pasqua (streaming)
Domenica di Pasqua – 12 aprile
ore 8.00 S. Messa (streaming); ore 11.00 S. Messa (streaming); ore 18.30 S. Messa (streaming)
Lunedì Dell’Angelo 13 Aprile: ore 8.00 S. Messa (streaming e diretta su Radio Maria); ore 18.30 S. Messa (streaming)

La Fondazione Sant’Angela Merici per gli ultimi

Siamo quotidianamente impegnati nel delicato servizio di custodia e assistenza della vita delle persone che accogliamo, tutti soggetti fragili e particolarmente a rischio. Questa donazione vuole essere un segno di partecipazione per quel necessario e rinnovato impegno comune che unisce gli intenti, consolida gli sforzi e aumenta la speranza per generare e ristabilire una santa pace”. Con queste parole il presidente della Fondazione Sant’Angela Merici onlus, don Alfio Li Noce, ha presentato la donazione all’Azienda sanitaria provinciale di Siracusa di due ventilatori polmonari, strumenti necessari e fondamentali in questa fase di emergenza da coronavirus. La Fondazione è un Ente ecclesiastico della Diocesi di Siracusa che opera secondo i principi che incarnano i valori cristiani e da tanti anni è particolarmente attrezzato e specializzato nella vicinanza morale e materiale, nel sostegno e nella cura e nell’opera di abilitazione e riabilitazione delle persone più fragili.

A nome di tutta la Fondazione, delle persone anziane e con disabilità assistite, e su input del nostro Arcivescovo, mons Salvatore Pappalardo, mi faccio portavoce nel manifestare la nostra Identità e renderla concreta – ha scritto don Alfio Li Noce al direttore generale dell’Asp di Siracusa Salvatore Lucio Ficarra -, donando all’autorità sanitaria locale due ventilatori polmonari. Desideriamo continuare la nostra missione anche in questo modo, nel farci prossimi a chi soffre e sempre fecondi di ogni forma di servizio a supporto e a sostegno della Vita. Conosciamo bene lo spirito di abnegazione ed il sacrificio condiviso dagli operatori sanitari”.

Il presidente della Fondazione Sant’Angela Merici ha ricordato gli utenti del’Istituto che “non possono al momento fruire dei servizi riabilitativi erogati attraverso il regime di ambulatorio, domicilio e semi residenziale, sospesi dallo scorso 17 marzo. A questi si aggiunge l’interruzione di altre attività che consentono alla Fondazione di prendersi cura integrale della persona attraverso percorsi di eccellenza nel pieno rispetto dei valori etici”. Don Alfio Li Noce pone l’accento sullo stato di “sofferenza e sulle difficoltà vissute dalle famiglie e dalle persone con disabilita che hanno dovuto rinunciare ai necessari servizi. Nonostante lo sforzo e l’impegno del nostro personale per mettere in atto un’azione compensativa di supporto, patiscono la sospensione delle prestazioni riabilitative necessarie per la qualità della loro vita”. L’augurio è che presto la situazione possa tornare alla normalità: “Una soluzione per il bene di tutti ritornando al lavoro quotidiano che la Fondazione mette in atto affinché la “persona” possa essere non solo curata e guarita ma soprattutto “rigenerata” in uno “spazio d’amore” in cui si accoglie e si solleva l’uomo”.

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