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Prima messa per don Pietro e don Matteo

Prima messa per i novelli sacerdoti don Pietro Barraco e don Matteo Vasco, ordinati dall’arcivescovo Salvatore Pappalardo a distanza di qualche giorno nella Basilica Santuario della Madonna delle Lacrime a Siracusa.
I due novelli sacerdoti hanno presieduto per la prima volta la messa rispettivamente don Pietro sabato nella chiesa Madre di Lentini e don Matteo ieri nella parrocchia Madonna del Buon Consiglio ad Augusta.

A Palazzolo domenica prossima padre Gianni celebrerà l'Eucarestia

“Saremo giudicati sull’amore. Il rispetto è testimonianza di carità”

Come cristiani abbiamo a cuore la cura e la custodia del fratello, specie di quello più fragile ed esposto a rischi. Il rispetto delle regole date per la salvaguardia della salute di tutti diventa anche espressione della testimonianza della carità a cui il Vangelo ci chiama“. Così il vicario generale dell’Arcidiocesi, mons. Sebastiano Amenta, in una lunga nota scritta sulla situazione che si è creata a Palazzolo Acreide per la festa di San Paolo. L’arcivescovo ha sospeso tutte le celebrazioni dopo che ha avuto luogo una breve processione. Ecco una sintesi della nota:

Al capitolo 25 del Vangelo secondo Matteo, Gesù, attraverso l’immagine del giudizio finale, ci insegna che saremo giudicati sull’amore: ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli già piccoli, l’avete fatto a me (Mt 25, 31-46). Il Signore ci ha insegnato che se vogliamo riconoscerlo dobbiamo cercare il suo Volto in quello del povero, del carcerato, del forestiero e dell’ammalato. Oggi queste parole ci dicono che ogni volta che custodiremo il nostro fratello dal rischio di una sofferenza non solo avremo agito secondo l’amore che ci è stato mostrato ed insegnato sulla Croce, ma avremo reso un atto di culto al Signore della vita.

Siamo tutti coscienti che quest’anno non è possibile celebrare le nostre feste religiose come abbiamo sempre fatto. Ciò è imposto non solo dalle norme sanitarie ma anche dalla nostra coscienza cristiana che dinanzi a quanto accaduto e che continua ad accadere nel mondo avverte la necessità del silenzio, della preghiera e della carità.

… il sentimento religioso, tanto semplice quanto profondo e vero, ha travolto le regole che sono state date per il bene di tutti. Il desiderio di vivere con l’intensità di sempre l’incontro con la venerata immagine di San Paolo, attraverso le pratiche devozioni tradizione come l’offerta dei bambini e il pellegrinaggio verso la chiesa sono diventati così motivo di forte preoccupazione per tutte le Istituzioni.   

L’Arcivescovo ed i Parroci avevano già incontrato ed ascoltato la voce dei devoti giungendo ad alcuni accomodamenti possibili. Stessa opportunità è stata offerta dal Sig. Prefetto e dalle altre Istituzioni competenti. Tutti eravamo e siamo informati che la legge pone a capo di chi è responsabile legale di un ente o di un servizio delle precise responsabilità e, in caso di inosservanza, prevede precise conseguenze anche in sede penale. Purtroppo, l’universalmente riconosciuta bontà d’animo non può essere invocata come attenuante o come giustificazione.

E’ intervenuta a questo punto, nel momento di maggiore pressione, la paterna sollecitudine dell’Arcivescovo che ha proposto a p. Gianni di concedersi dei giorni di riposo garantendogli che la sua assenza sarebbe stata comunque colmata dalla presenza di un altro sacerdote palazzolese e dalla sempre attenta sollecitudine degli altri Parroci. Inoltre, come si legge nel provvedimento adottato, l’Arcivescovo ha ritenuto necessario sospendere le celebrazioni nella Chiesa di San Paolo per evitare ogni occasione di assembramento e permettere ai fedeli devoti di potersi recare presso il simulacro del Patrono senza restrizioni eccezion fatta di quelle sanitarie.

La tensione di quei momenti ha provocato un fraintendimento circa la decisione del nostro Arcivescovo facendo ritenere che P. Gianni fosse stato punito. Niente di tutto ciò: il parroco non è stato colpito da alcuna censura o condanna canonica, né è stato dato alcun interdetto alla chiesa, ma, preso atto della situazione eccezionale si è voluto assicurare comunque il possibile svolgimento dei pellegrinaggi e delle pie devozioni.

E’ arrivato allora il momento di fermarci e di ritornare alla Via, alla Verità e alla Vita che è Cristo Rimettiamoci tutti alla scuola del Vangelo  sull’esempio di San Paolo che, rivolgendosi ai Corinti, scrisse: Io ritenni infatti di non sapere altro in mezzo a voi se non Gesù Cristo, e questi crocifisso. Io venni in mezzo a voi in debolezza e con molto timore e trepidazione; e la mia parola e il mio messaggio non si basarono su discorsi persuasivi di sapienza, ma sulla manifestazione dello Spirito e della sua potenza perché la vostra fede non fosse fondata sulla sapienza umana, ma sulla potenza di Dio (1Cor 2, 2-5).  

La prima panchina anticovid lungo i viali del Santuario

Le Donne InnerWheel – a conclusione dell’anno sociale denominato “Together We Can” – hanno donato al Santuario della Madonna delle Lacrime di Siracusa una panchina in ferro posizionata lungo i viali del Santuario, che è stata benedetta dall’Arcivescovo di Siracusa Mons. Salvatore Pappalardo.
In memoria della corrente pandemia che ci ha costretti ad una forzata immobilità e al distanziamento fisico, le donne Inner, grazie alla generosità del fabbro Dario Cirasa, che ne ha curato la realizzazione, hanno donato al Santuario una panchina Anti-Covid. Una normale panchina che rispetta il distanziamento fisico con uno spazio di un metro, come da normativa – sottolinea la Presidente Maria Tuccitto Rigoli – ma che non deve essere un distanziamento sociale. Una panchina che, per la sua originale conformazione, permette ai disabili di poter, finita la pandemia, stare seduti vicini”.
Inoltre, Il Club Service ha donato alla Casa Carità del Santuario, a beneficio di quanti si trovano in difficoltà economica, dei carrellini spesa per facilitare il trasporto delle vettovaglie.
Il rettore del Santuario, don Aurelio Russo, ha espresso gratitudine alle Donne Inner per l’attenzione dimostrata nei confronti delle fasce disagiate della città di Siracusa, prima, durante e dopo la pandemia, segno di una particolare sensibilità.

Ordinazione presbiterale per Pietro e Matteo

Due presbiteri saranno ordinati dall’arcivescovo Salvatore Pappalardo a distanza di qualche giorno. Le disposizioni in materia di covid 19 hanno costretto la Diocesi a differenziare i giorni nonostante le ordinazioni avranno luogo nella grande Basilica Santuario della Madonna delle Lacrime a Siracusa, capace di accogliere migliaia di fedeli e nella quale potranno essere rispettate le norme per il distanziamento. L’arcivescovo ordinerà Pietro Barracco della parrocchia di Cristo Re di Lentini lunedì 29, alle ore 19, nella solennità dei Santi Apostoli Pietro e Paolo. Mentre Matteo Vasco, della parrocchia Madonna del Buon Consiglio in Santa Lucia ad Augusta, sarà ordinato venerdì 3 luglio nella festa di San Tommaso Apostolo.
“La volontà di Dio sono due novelli presbiteri. Dio vuole esercitare la sua paternità su ciascuno di noi. Amorevole, tenera, forte, che ridona vita. Restiamo ancorati su questa volontà di Dio. Altrimenti tutte le nostre fatiche saranno vane. Se non partecipiamo di questa sua volontà, tutto è inutile. La sua azione contagia la nostra esistenza. L’amore non consiste nel fare cose grandi. Facciamo le piccole cose. E le piccole cose sono frutto della volontà di Dio. Non dimentichiamo mai di essere volontà di Dio. Non dimentichiamo mai la bellezza di essere volontà di Dio” ha detto il rettore del Seminario, don Salvo Garro.
I due novelli sacerdoti presiederanno per la prima volta la messa rispettivamente don Pietro sabato 4 alle 20.00 nella chiesa Madre di Lentini e don Matteo domenica 5, sempre alle 20.00, nella parrocchia Madonna del Buon Consiglio ad Augusta.

Si presenta il monumento del vescovo Capobianco

Un incontro per conoscere la figura del vescovo Giovanni Antonio Capobianco e per presentare il restauro del suo monumento posizionato nella cappella del Crocifisso all’interno della Chiesa Cattedrale di Siracusa.

L’incontro, promosso dalla Chiesa Cattedrale in collaborazione con la società  Kairos, avrà  luogo sabato 27 giugno, con inizio alle ore 20.00, in Cattedrale. Ad aprire la presentazione sarà il Vicario Generale dell’Arcidiocesi Mons. Sebastiano Amenta. Il primo intervento sarà  di Mons. Salvatore Marino, Parroco della Cattedrale, che parlerà della figura del vescovo Capobianco. Seguiranno le relazioni del professor Rocco Froiio, docente ordinario di Restauro dei Materiali Lapidei all’Accademia di Belle Arti di Catania, che tratterà  il restauro del monumento dal punto di vista tecnico. Rivolgerà un saluto il professor Lorenzo Basile, docente ordinario di Restauro all’Accademia di belle arti di Napoli. Infine il professor Paolo Giansiracusa, docente ordinario di Storia dell’Arte all’Accademia di belle arti di Catania, parlerà  del monumento dal punto di vista storico artistico. Concluderà  l’Arcivescovo di Siracusa Mons. Salvatore Pappalardo.

Il vescovo Capobianco nacque a Francavilla Fontana nel 1616. Diventa vescovo di Siracusa nel 1648 con nomina del Re di Spagna Filippo IV. Mori a Siracusa nel 1673. Il Monumento funebre fu realizzato nel 1701 dal suo congiunto Oronzo Salinari. 

L’incontro sarà  trasmesso in diretta streaming sulla pagina facebook dell’Arcidiocesi di Siracusa e sul canale You Tube dell’Arcidiocesi di Siracusa.

Presentazione alle ore 19.00 del libretto del prof. Marletta

“Il fenomeno della Lacrimazione a Siracusa”

Sabato 27, sul sagrato della Cripta del Santuario della Madonna delle Lacrime, sarà presentato il libretto del prof. Mario Marletta “Il fenomeno della Lacrimazione della Madonna a Siracusa”.

Alle ore 19.00 sarà celebrata la messa in suffragio del prof. Marletta e dei membri della commissione. Seguirà alle 19.45 la presentazione del libretto con gli interventi di mons. Giuseppe Greco, direttore della Biblioteca Alagoniana e di Marcella Marletta, figlia del dottor Marletta. I lavori saranno moderati da Concita Catalano.

L’evento sarà trasmesso sulla pagina facebook del Santuario Madonna delle Lacrime.

 

Lettera dei parroci di Palazzolo Acreide

“Invochiamo la misericordia di Dio tramite i Santi”

Il popolo cristiano deve distinguersi anche nell’esercizio “della virtù della prudenza volta a tutelare una de più grandi doni che il Signore ci ha dato, ossia la vita“. Così i parroci di Palazzolo Acreide nella lettera inviata alla comunità cittadina con la quale si spiegano i motivi per cui è necessario far “contemperare l’esigenza di tutelare la salute pubblica, gravemente provata dalla recente pandemia che non può definirsi soltanto un ricordo, con il devoto desiderio di rendere ai nostri Santi il giusto culto che loro spetta, anche al fine di invocarne il patrocinio in questo tempo così difficile“.

I parroci hanno fornito alcune indicazioni per gli orari del mese per l’Ottavario della festa di ciascun Santo. “Tutte le svelate saranno effettuate in forma privata e senza concorso di popolo“. Per tutta la durata dell’Ottavario “i Santi rimarranno esposti alla venerazione dei fedeli sui relativi altari e da li non verranno spostati per motivo alcuno. Si potrà accedere alla Chiesa osservando il contingentamento numerico degli accessi e i genitori che volessero elevare il bambino al Santo, invocandone il patrocinio, potranno farlo autonomamente recandosi all’altare. La velata dei Santi verrà effettuata in forma privata e senza concorso di popolo“.

I parroci concludono sottolineando che “non ci sono diritti e prerogative da rivendicare in questo delicato momento, occorre piuttosto invocare la misericordia di Dio per il tramite dei nostri Santi intercessori ed elevare a Lui l’adorazione in spirito e verità“.

Celebrata la Giornata mondiale del rifugiato

“E se toccasse a me? Cercherei di scappare”

Se toccasse a me la sorte del rifugiato cercherei… di scappare”. E’ la riflessione spontanea di una piccola visitatrice che ha preso parte alla Giornata del rifugiato che la Diocesi di Siracusa ha celebrato ieri pomeriggio in via Minerva a Siracusa. L’Ufficio Migrantes con la Comunità Marista e la Missione Scalabriniana hanno promosso un punto informativo per sensibilizzare sul sistema di accoglienza sul territorio. 

Nel rispetto delle norme ci siamo incontrati – ha detto don Luigi Corciulo, direttore dell’Ufficio Migrantes – per fornire alcuni dati, per sensibilizzare, per far conoscere. C’è stata massima libertà da parte di tante persone. Purtroppo il tema negli ultimi mesi si è acceso ma quando la gente si incontra si abbattono pregiudizi e razzismo”.

E’ stato un modo per far conoscere i sogni e le speranze dei rifugiati. “C’e il dramma di chi, alla ricerca di una vita più dignitosa, non trova altre risposte nel proprio paese e nei delicati equilibri del nostro mondo che la fuga, spesso disperata, verso un altrove – ha detto fratello Giorgio della comunità Marista -. Proprio ieri il Presidente Mattarella ha sottolineato questa giornata per tutelare maggiormente i rifugiati, un esercito silenzioso di milioni di persone, ai quali l’Italia in modo speciale offre accoglienza e protezione”. 

Presentate alcune foto, le infografiche realizzate sulla base dei dati Unhcr, allestita la cornice per le foto stile-instagram, disposti i fogli per scrivere qualche riflessione: “Ci siamo anche noi ritrovati insieme per rivedere tanti amici, tanti volontari. Sono giunti anche numerosi ragazzi migranti, che ben sanno cosa significhi “essere rifugiato”, insomma, era quasi un raduno di amici”. Secondo i dati Unhcr sono 70,8 milioni le persone costrette a fuggire nel mondo, 3,5 milioni i richiedenti asilo, 29.5 milioni di rifugiati. 

Si celebra la Giornata mondiale del rifugiato

La Diocesi di Siracusa partecipa alla Giornata mondiale del rifugiato che l’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha scelto di celebrare il 20 giugno “al fine di intensificare gli sforzi per prevenire e risolvere i conflitti e contribuire alla pace e alla sicurezza dei rifugiati“.

L’Ufficio Migrantes dell’Arcidiocesi insieme con la Comunità dei Marista e la Missione Scalabriniana promuove per sabato 20, dalle ore 19 alle ore 22, in via Minerva, un banchetto informativo per sensibilizzare sul sistema di accoglienza diffusa sul territorio “finalizzato all’inclusione e al monitoraggio costante del flusso migratorio come strategia possibile per promuovere l’integrazione dei richiedenti asilo e dei rifugiati” spiega don Luigi Corciulo, direttore della commissione Migrantes diocesana. Saranno presenti le suore scalabriniane ed i fratelli Maristi insieme ai volontari per dare informazioni: “L’emergenza sanitaria – spiega don Luigi – non ci permette nessuna iniziativa di assembramento ma incontrarci anche per un saluto e raccontare con un disegno o con uno scritto ci aiuterà a renderci strumenti preziosi per costruire una vera e solida comunità di accoglienza“.

Per celebrare la Giornata “abbiamo pensato di chiedere a tutti #Se io fossi un rifugiato … La provocazione ha come obiettivo quello di far conoscere i rifugiati attraverso i loro sogni e le loro speranze: prendersi cura della propria famiglia, avere un lavoro, andare a scuola e avere un posto che si possa chiamare casa. E’ necessario garantire che ogni bambino rifugiato possa accedere all’istruzione, che ogni famiglia rifugiata abbia un posto sicuro in cui vivere e garantire che ogni rifugiato possa lavorare o acquisire nuove competenze per dare il suo contributo alla comunità“.

Momento di preghiera per ricordare George Floyd

Giovedì 25 giugno alle ore 19.00 sarà celebrata nel Santuario della Madonna delle lacrime una Santa Messa in suffragio di George Floyd, alla quale seguirà l’Adorazione Eucaristica in riparazione contro ogni forma di violenza e razzismo.
A un mese dalla follia omicida che ha sconvolto l’America ed il mondo intero, il rettore del Santuario della Madonna delle Lacrime, don Aurelio Russo, invita tutti a questo momento di preghiera, commentando: “Il mondo aveva pensato che il virus più pericoloso fosse quello del covid19, ma sono bastati 8’ e 37’’ per capire ancora una volta che il germe della violenza e del razzismo umiliano e prostrano l’umanità più di qualsiasi virus”.